commenti il peccato veniale

COMMENTI
il peccato veniale
Offesa di Dio.
Un figlio offende il padre suo non soltanto se alza la mano contro
di lui e lo percuote, ma anche se in cose di minore importanza opera
contro il volere di lui. Per quanto l'ofesa nel primo caso riesca molto
più grave e di maggior dispiacere, essendo aperto disprezzo dell' autorità
ed alla persona del padre, ciò non pertanto si dà anche nel secondo
caso sufiiciente motivo di tristezza al cuore paterno, specialmente se la
cosa accade avvertitamente e con premeditazione: simile offesa, per
quanto non possa dirsi disprezzo assoluto, è sempre però mancanza di
rispetto all'autorità e alla persona del padre (Deharbe, op. cit.).

Afievolisce lo zelo del bene. Siccome una lieve infreddatura
cagiona sovente un malessere che ci fa tralasciare le nostre ordinarie
occupazioni, cosi il peccato veniale snerva talmente la volontà da ar-
restarla nella via del bene (Spirago ).
Come le nubi arrestano i raggi infocati del sole, cosi i peccati am-
mortizzano le fiamme della carità, indeboliscono il fuoco dell'amore di-
vino e rendono l'uomo tiepido e ozioso nel servizio id Dio (uguale).

Dispone al peccato mortale. Siccome la ferita che si lascia
senza curare, produce la febbre e la cancrena, e finalmente la morte;
cosi i peccati più leggeri, quando l'anima non ne fa caso, la fa cadere
in peccati sempre più gravi (S. Giov. Grisostomo).

Le case non rovinano ad un tratto, ma a poco a poco. Prima delle
stille d'acqua fan marcire il legname, poi penetrano i muri e le
marciscono, e, se non vi si pone rimedio, rovinano del tutto. Cosi le persone
cominciano dalle piccole cadute per terminare nelle gravi (San
Cassiano).

Se sottilissimi fili, che con somma facilità si rompono quando sono
separati,  uniti insieme possono formare una fortissima corda; anche 

il peccato veniale frequentemente 
può divenire per l'anima
un laccio dal quale essa non riesca più a sciogliersi (Sehmidt)

Come una mela intaccata diventa a poco a poco completamente
marcia , cosi l'uomo che si macchia con indifferenza di peccati
veniali cadrà presto in peccato mortale (Spirago )


Come la polvere lasciata nelle vesti finisce con lo sciuparle, cosi
le macchie leggere terranno I'anima in rovina (idem)
Chi vuole spaccare un grosso tronco, fa dapprima una piccola fen-
ditura e poi v'introduce il cuneo; similmente fa il demonio: ci guida
rapidamente al peccato veniale, e da questo poco a poco al peccato
mortale (idem).


Guardate il fieno: sono
piccoli fili d'erba che divisi non peserebbero neppure un milligramma:
Uniti formano fasci .Cosi è del peccato ve-
niale: esso dispone al mortale (Pezzali, Una buona parola a noi ).

Macchia l'anima. Se si prende un bicchiere d'acqua pura e vi
si fa cadere qualche goccia d'inchiostro, tutta l'acqua si sporca.
Cosi il peccato veniale, per quanto sia piccolo, macchia sempre
l'anima e la sfigura (Spirago, op. cit.).

I piccoli difetti.
Non bisogna disprezzare i piccoli difetti. 
Quasi sempre i grandi mali arrivano perche'non si sono
trasqurati i piccoli.
I piccoli difetti sono sempre là.

Santa Margherita Alacoque. Nella sua prima età era di una
devozione e di un fervore senza pari. Ma un po' alla volta, vedendosi
amata dalla famiglia,
e confusa, comincið ad amare le
vanità e fare mondo. Non tralasciava le preghiere, non com-
metteva peccati gravi, ma condu-
duceva una vita mondana.
Una sera ella stava deponendo le vesti e i piccoli gingilli di cui
si era ornata quel giorno con un
po' di compiacenza e vanità, quando
ad un tratto le appare dinanzi il Divin Redentore, nello stato

medesimo in cui si trovava dopo la flagellazione,

 tutto coperto di piaghe e di sangue, da muovere pietà.

Margherita a quel doloroso spettacolo, cadde
in ginocchio e, gonfia di commosione,
domandò a Gesù chi l'avesse
ridotto ad uno stato così straziante. A questo punto mi hanno ri-
dotto le mie vanità.

A quegli accenti la pia fanciulla scoppio in lacrime,

e prommise senz'altro di mutar vita E difatti  la ruppe

interamente col mondo e si consacrò tutta e per

sempre al Signore. (Gallerani, Vita della Santa ).

San Luigi Gonzaga, Aveva forse cinque anni quando il Mar-
chese suo padre lo condusse con sè a Casale, dove si doveva radunare
un eserecito ner una spedizione contro Tunisi. Colà gli approntò delle
piccole armi adatte alla sua personcina e lo volle con se a cavallo in tutte
le riviste militari. Il fanciulletto ne gongolava tutto. Ufficiali e
soldati lo applandivano e gli volevano un bene del mondo.
Un di nell'ora del riposo, mentre i soldati stavano addormentati
sotto le tende, il piccolo principino entrò di soppiatto in una
tenda, tolse dalla giberna di un soldato un po' di polvere, ne caricò
un cannone e vi pose fuco. Al rimbombo i soldati si svegliarono
accorsero e videro il piccolo Luigi in pericolo di essere schiacciato dal
cannone. che caricato, poco manco' che non gli desse la morte. Il
Marchese suo padre voleva punirlo ma gli ufficiali ad intercedere e
Luigi fu perdonato.
Chi direbbe nessun peccato veniale è un bambino?
Eppure S. Luigi pianse amaramente per tutta la vita.
Tanto pesa ai Santi la più piccola offesa a Dio! (Dalla Vie ) 

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