RIFLESSIONE
Quantunque gli uomini sappiano che la vita presente non è altro che un passaggio,
tuttavia esiste in essi una tendenza particolare a concentrarsi in questa vita cosi
breve, e a giudicare le cose unicamente secondo i loro rapporti con essa.
Vogliamo essere felici ad ogni costo; ma vogliamo esserlo fin dalla vita presente;
cerchiamo sulla terra una felicità che non esiste e che non può esistere e in ciò
trovano il loro misero inganno. Gli uni ripongono la felicità nei piaceri e nei beni del
mondo, e dimenticano che tutto è vanità e afflizione di spirito e che all'uomo
nulla rimane di tutti i travagli, di cui si carica nel tempo della vita .
Gli altri, convinti della nullità di questi beni, si rivolgono verso Dio, ma vogliono
ancora che il desiderio di ƒelicita', cui sono tormentati, sia soddisfatto qaggiù,
sempre pronti ad inquietarsi e a lagnarsi quando Iddio ritira loro le grazie sensibili,
o quando li prova con le sofferenze e le tentazioni. Essi non comprendono che la
natura umana è turbata e incapace, in questo stato, di ogni reale ƒelicità; che le prove,
di cui si lamentano, sono i rimedi necessari che il medico celeste delle anime adopera,
nella sua bontà per sanarle e che ogni nostra speranza sulla terra, ogni nostra
pace consiste nell'abbandonarci interamente a Lui, con una confidenza piena d'amore.
Ecco perchè ripete spesso questa preghiera: Abbi pietà di me, o Signore, perchè sono
inƒermo; sanami perchè il male mi è penetrato ƒìno nelle ossa . Guarisci l'anima mia,
tu che guarisci tutte le infermità .
Dunque rassegnazione, pazienza, tranquilla sottomissione della volontà in questa vita,
ƒra le tenebre dello spirito e l'amarezza del cuore; poi, subito, nella vera vita l'imper-
turbabile riposo, la gioia immortale, e la felicità di Dio stesso, che ti sara' concesso
di vedere come è, faccia a faccia.
Quantunque gli uomini sappiano che la vita presente non è altro che un passaggio,
tuttavia esiste in essi una tendenza particolare a concentrarsi in questa vita cosi
breve, e a giudicare le cose unicamente secondo i loro rapporti con essa.
Vogliamo essere felici ad ogni costo; ma vogliamo esserlo fin dalla vita presente;
cerchiamo sulla terra una felicità che non esiste e che non può esistere e in ciò
trovano il loro misero inganno. Gli uni ripongono la felicità nei piaceri e nei beni del
mondo, e dimenticano che tutto è vanità e afflizione di spirito e che all'uomo
nulla rimane di tutti i travagli, di cui si carica nel tempo della vita .
Gli altri, convinti della nullità di questi beni, si rivolgono verso Dio, ma vogliono
ancora che il desiderio di ƒelicita', cui sono tormentati, sia soddisfatto qaggiù,
sempre pronti ad inquietarsi e a lagnarsi quando Iddio ritira loro le grazie sensibili,
o quando li prova con le sofferenze e le tentazioni. Essi non comprendono che la
natura umana è turbata e incapace, in questo stato, di ogni reale ƒelicità; che le prove,
di cui si lamentano, sono i rimedi necessari che il medico celeste delle anime adopera,
nella sua bontà per sanarle e che ogni nostra speranza sulla terra, ogni nostra
pace consiste nell'abbandonarci interamente a Lui, con una confidenza piena d'amore.
Ecco perchè ripete spesso questa preghiera: Abbi pietà di me, o Signore, perchè sono
inƒermo; sanami perchè il male mi è penetrato ƒìno nelle ossa . Guarisci l'anima mia,
tu che guarisci tutte le infermità .
Dunque rassegnazione, pazienza, tranquilla sottomissione della volontà in questa vita,
ƒra le tenebre dello spirito e l'amarezza del cuore; poi, subito, nella vera vita l'imper-
turbabile riposo, la gioia immortale, e la felicità di Dio stesso, che ti sara' concesso
di vedere come è, faccia a faccia.
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