| 14:38 (5 ore fa) | |||
| ||||
s messa 12 aprile
I| capitolo 20 del Vangelo di Giovanni termina con il raccon-
to di due apparizioni del risorto. Esse sono come i due pan-
nelli di un dittico. Su ognuno di essi, il Signore occupa la po-
sizione centrale. Ma nell'uno si rivolge a tutti i discepoli che
lo attorniano; nell'altro, che evoca una nuova apparizione
«otto giorni dopo», campeggia Tommaso, assente al mo-
mento della precedente manifestazione del Signore. Il paral-
lelismo delle due composizioni e i dettagli che caratterizza-
no ciascuna di esse evidenziano il loro insegnamento com-
plementare.
«La sera di quello stesso giorno, il primo dopo il sabato», il
Signore in persona annuncia ai discepoli «pieni di gioia» il
messaggio pasquale: egli è vivo, nulla ormai può più impe-
dirgli di raggiungerli; egli reca loro la pace, dona loro lo Spi-
rito Santo, li manda a testimoniare la sua risurrezione e a li-
berare ogni uomo dalle catene del peccato. «Otto giorni do-
po», si tratta più direttamente di coloro che, «non avendo vi-
sto», crederanno, accogliendo la testimonianza degli aposto-
li e dei discepoli delle successive generazioni. La proclama-
zione di questo vangelo, ogni anno, nella seconda domenica
di Pasqua, si imponeva da sé: esso racconta infatti un'appa-
rizione del risorto che lo stesso evangelista colloca all'ottavo
giorno della risurrezione del Signore.
Le altre letture invece variano ogni anno. Ecco anzitutto, trat-
ti dagli Atti degli apostoli, tre quadri che descrivono con al-
cuni tratti caratteristici la Chiesa apostolica all'indomani del-
la risurrezione. Le comunitā cristiane di tutti i tempi vì hanno
visto il modello che dovrebbero cercare di imitare.
I| capitolo 20 del Vangelo di Giovanni termina con il raccon-
to di due apparizioni del risorto. Esse sono come i due pan-
nelli di un dittico. Su ognuno di essi, il Signore occupa la po-
sizione centrale. Ma nell'uno si rivolge a tutti i discepoli che
lo attorniano; nell'altro, che evoca una nuova apparizione
«otto giorni dopo», campeggia Tommaso, assente al mo-
mento della precedente manifestazione del Signore. Il paral-
lelismo delle due composizioni e i dettagli che caratterizza-
no ciascuna di esse evidenziano il loro insegnamento com-
plementare.
«La sera di quello stesso giorno, il primo dopo il sabato», il
Signore in persona annuncia ai discepoli «pieni di gioia» il
messaggio pasquale: egli è vivo, nulla ormai può più impe-
dirgli di raggiungerli; egli reca loro la pace, dona loro lo Spi-
rito Santo, li manda a testimoniare la sua risurrezione e a li-
berare ogni uomo dalle catene del peccato. «Otto giorni do-
po», si tratta più direttamente di coloro che, «non avendo vi-
sto», crederanno, accogliendo la testimonianza degli aposto-
li e dei discepoli delle successive generazioni. La proclama-
zione di questo vangelo, ogni anno, nella seconda domenica
di Pasqua, si imponeva da sé: esso racconta infatti un'appa-
rizione del risorto che lo stesso evangelista colloca all'ottavo
giorno della risurrezione del Signore.
Le altre letture invece variano ogni anno. Ecco anzitutto, trat-
ti dagli Atti degli apostoli, tre quadri che descrivono con al-
cuni tratti caratteristici la Chiesa apostolica all'indomani del-
la risurrezione. Le comunitā cristiane di tutti i tempi vì hanno
visto il modello che dovrebbero cercare di imitare.
Seguono poi: sotto forma di ringraziamento, l'annuncio della
buona novella della Pasqua cosi come viene proclamata dal-
la Prima lettera di Pietro (anno A): il richiamo delle conse-
guenze e delle esigenze della fede in Cristo (Prima lettera di
Giovanni: anno B); infine, un'icona del Cristo in gloria schiz-
zata a grandi linee dall'autore dell'Apocalisse (anno C).
La seconda domenica di Pasqua situa quindi il tempo pa-
squale nella continuitā e nell'unità della celebrazione del mi-
stero centrale della fede cristiana che deve sempre illumina-
re e guidare la vita dei credenti.
antifona d'ingresso 1Pt 2,2
Come bambini appena nati, bramate il puro latte spiritua-
le, che vi faccia crescere verso la salvezza, alleluia.
oppure
Entrate nella gioia e nella gloria, e rendete grazie a Dio, che
vi ha chiamato al regno dei cieli, alleluia.
colletta
Dio di eterna misericordia, che nella ricorrenza pasquale
ravvivi la fede del tuo popolo, accresci in noi la grazia che
ci hai dato, perché tutti comprendiamo linestimabile ric-
chezza del battesimo che ci ha purificati, dello Spirito che
ci ha rigenerati, del Sangue che ci ha redenti. Per il nostro
Signore Gesù Cristo...
oppure
Signore Dio nostro, che nella tua grande misericordia ci hai
rigenerati a una speranza viva mediante la risurrezione del
tuo Figlio, accresci in noi, sulla testimonianza degli aposto-
li, la fede pasquale, perché aderendo a lui pur senza averlo
visto riceviamo il frutto della vita nuova. Per il nostro Si-
gnore Gesù Cristo.
buona novella della Pasqua cosi come viene proclamata dal-
la Prima lettera di Pietro (anno A): il richiamo delle conse-
guenze e delle esigenze della fede in Cristo (Prima lettera di
Giovanni: anno B); infine, un'icona del Cristo in gloria schiz-
zata a grandi linee dall'autore dell'Apocalisse (anno C).
La seconda domenica di Pasqua situa quindi il tempo pa-
squale nella continuitā e nell'unità della celebrazione del mi-
stero centrale della fede cristiana che deve sempre illumina-
re e guidare la vita dei credenti.
antifona d'ingresso 1Pt 2,2
Come bambini appena nati, bramate il puro latte spiritua-
le, che vi faccia crescere verso la salvezza, alleluia.
oppure
Entrate nella gioia e nella gloria, e rendete grazie a Dio, che
vi ha chiamato al regno dei cieli, alleluia.
colletta
Dio di eterna misericordia, che nella ricorrenza pasquale
ravvivi la fede del tuo popolo, accresci in noi la grazia che
ci hai dato, perché tutti comprendiamo linestimabile ric-
chezza del battesimo che ci ha purificati, dello Spirito che
ci ha rigenerati, del Sangue che ci ha redenti. Per il nostro
Signore Gesù Cristo...
oppure
Signore Dio nostro, che nella tua grande misericordia ci hai
rigenerati a una speranza viva mediante la risurrezione del
tuo Figlio, accresci in noi, sulla testimonianza degli aposto-
li, la fede pasquale, perché aderendo a lui pur senza averlo
visto riceviamo il frutto della vita nuova. Per il nostro Si-
gnore Gesù Cristo.
prima lettura At 2,42-47
La Parola annunciata dagli apostoli, la vita fraterna, la pre-
ghiera e l'eucaristia, detta anche «frazione del pane» fanno
la chiesa, assemblea dei discepoli di Cristo risorto, che te-
stimonia la presenza del Signore in mezzo ai suoi. Ecco ciò
che ha voluto essere la comunità primitiva e l'ideale al qua-
le deve tendere ogni comunità cristiana, oggi.
DAGLI ATTI DEGLI APOSTOLI
[Quelli che erano stati battezzati erano perseveranti nell'in-
segnamento degli apostoli e nella comunione, nello spezzare
il pane e nelle preghiere.
Un senso di timore era in tutti, e prodigi e segni avvenivano
per opera degli apostoli.
Tutti i credenti stavano insieme e avevano ogni cosa in co-
mune; vendevano le loro proprietà e sostanze e le dividevano
con tutti, secondo il bisogno di ciascuno.
Ogni giorno erano perseveranti insieme nel tempio e, spezzan-
do il pane nelle case, prendevano cibo con letizia e semplicità
di cuore, lodando Dio e godendo il favore di tutto il popolo.
Intanto il Signore ogni giorno aggiungeva alla comunità quel-
li che erano salvati. - Parola di Dio.
salmo responsoriale sal 117
«Rigettato» dagli uomini, «difeso» da Dio, salvato dal Padre,
il Cristo è per noi, oggi, la porta della salvezza.
Rit. Rendete grazie al Signore è buono:
il suo amore è per sempre.
Dica Israele:
«ll suo amore è per sempre».
Dica la casa di Aronne:
«ll suo amore è per sempre».
La Parola annunciata dagli apostoli, la vita fraterna, la pre-
ghiera e l'eucaristia, detta anche «frazione del pane» fanno
la chiesa, assemblea dei discepoli di Cristo risorto, che te-
stimonia la presenza del Signore in mezzo ai suoi. Ecco ciò
che ha voluto essere la comunità primitiva e l'ideale al qua-
le deve tendere ogni comunità cristiana, oggi.
DAGLI ATTI DEGLI APOSTOLI
[Quelli che erano stati battezzati erano perseveranti nell'in-
segnamento degli apostoli e nella comunione, nello spezzare
il pane e nelle preghiere.
Un senso di timore era in tutti, e prodigi e segni avvenivano
per opera degli apostoli.
Tutti i credenti stavano insieme e avevano ogni cosa in co-
mune; vendevano le loro proprietà e sostanze e le dividevano
con tutti, secondo il bisogno di ciascuno.
Ogni giorno erano perseveranti insieme nel tempio e, spezzan-
do il pane nelle case, prendevano cibo con letizia e semplicità
di cuore, lodando Dio e godendo il favore di tutto il popolo.
Intanto il Signore ogni giorno aggiungeva alla comunità quel-
li che erano salvati. - Parola di Dio.
salmo responsoriale sal 117
«Rigettato» dagli uomini, «difeso» da Dio, salvato dal Padre,
il Cristo è per noi, oggi, la porta della salvezza.
Rit. Rendete grazie al Signore è buono:
il suo amore è per sempre.
Dica Israele:
«ll suo amore è per sempre».
Dica la casa di Aronne:
«ll suo amore è per sempre».
Dicano quelli che temono il Signore
ll Suo amore e per sempre/R
Mi avevano spinto con forza per farmi cadere,
ma il Signore e stato il mio aiuto
Mia fora e mio canto e il Signore,
egli e stato la mia salvezza
Grida di giubilo e di vittoria
nelle tende dei gịusti:
la destra del Signore ha fatto prodezze/R.
La pietra scartata daj costruttori
è divenuta la pietra d'angolo,
Questo è stato fatto dal Signore:
una meraviglia ai nostri occhi.
Questo e il giorno che ha fatto il Signore:
rallegriamoci in esso ed esultiamol/R
seconda lettura 1Pt 1,3-9
«Benedettol., Dalla preghiera ebraica al Benedictus (Le
1,38), alla Seconda lettera ai Corinzi (1,3-7) e alla Lettera
agli Efesini (1,3-4), la lode e l'azione di grazie, che attraver-
sano tutta la Bibbia, sono al centro della vita e della litur-
gia dei cristiani. Esse culminano nell'eucaristia, celebrata
anche quando si è rattristati dalla prova e dal lutto. Nulla,
infatti, dovrebbe mai soffocare la fede e la speranza dei fe-
deli. Cristo è risorto; attraverso di lui, Dio ci ha fatti rina-
scere; con lui, noi entreremo in possesso dell'eredità che ci è
riservata nei cieli. Allora, egli asciugherà ogni lacrima dai
nostri occhi e, divenuti simili al nostro Dio, canteremo sen-
za fine la sua lode (Preghiera eucaristica III).
DALLA PRIMA LETTERA DI SAN PIETRO APOSTOLO
Sia benedetto Dio e Padre del Signore nostro Gesü Cristo, che
nella sua grande misericordia ci ha rigenerati, mediante la ri-
surrezione di Gesü Cristo dai morti, per una speranza viva,
per un'ereditā che non si corrompe, non si macchia e non mar-
cisce. Essa è conservata nei cieli per voi, che dalla potenza di
Dio siete custoditi mediante la fede, in vista della salvezza chell Suo amore e per sempre/R
Mi avevano spinto con forza per farmi cadere,
ma il Signore e stato il mio aiuto
Mia fora e mio canto e il Signore,
egli e stato la mia salvezza
Grida di giubilo e di vittoria
nelle tende dei gịusti:
la destra del Signore ha fatto prodezze/R.
La pietra scartata daj costruttori
è divenuta la pietra d'angolo,
Questo è stato fatto dal Signore:
una meraviglia ai nostri occhi.
Questo e il giorno che ha fatto il Signore:
rallegriamoci in esso ed esultiamol/R
seconda lettura 1Pt 1,3-9
«Benedettol., Dalla preghiera ebraica al Benedictus (Le
1,38), alla Seconda lettera ai Corinzi (1,3-7) e alla Lettera
agli Efesini (1,3-4), la lode e l'azione di grazie, che attraver-
sano tutta la Bibbia, sono al centro della vita e della litur-
gia dei cristiani. Esse culminano nell'eucaristia, celebrata
anche quando si è rattristati dalla prova e dal lutto. Nulla,
infatti, dovrebbe mai soffocare la fede e la speranza dei fe-
deli. Cristo è risorto; attraverso di lui, Dio ci ha fatti rina-
scere; con lui, noi entreremo in possesso dell'eredità che ci è
riservata nei cieli. Allora, egli asciugherà ogni lacrima dai
nostri occhi e, divenuti simili al nostro Dio, canteremo sen-
za fine la sua lode (Preghiera eucaristica III).
DALLA PRIMA LETTERA DI SAN PIETRO APOSTOLO
Sia benedetto Dio e Padre del Signore nostro Gesü Cristo, che
nella sua grande misericordia ci ha rigenerati, mediante la ri-
surrezione di Gesü Cristo dai morti, per una speranza viva,
per un'ereditā che non si corrompe, non si macchia e non mar-
cisce. Essa è conservata nei cieli per voi, che dalla potenza di
sta per essere rivelata nell'ultimo tempo.
Perciò siete ricolmi di gioia, anche se ora dovete essere, per
un po' di tempo, afflitti da varie prove, affinché la vostra fe-
de, messa alla prova, molto più preziosa dell'oro - destina-
to a perire e tuttavia purificato con fuoco-, torni a vostra lo-
de, gloria e onore quando Gesü Cristo si manifesterà. Voi lo
amate, pur senza averlo visto e ora, senza vederlo, credete
in lui. Perciò esultate di gioia indicibile e gloriosa, mentre
raggiungete la mèta della vostra fede: la salvezza delle anime. - Parola di Dio.
canto al Vangelo
Alleluia, alleluia.
Perché mi hai veduto, Tommaso, tu hai creduto;
beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!
Vangelo Gv 20,19-31
Due apparizioni del risorto che hanno luogo di domenica, co-
me la visione dell'Apocalisse. Il vivente venuto in mezzo ai
suoi è veramente colui che è stato crocifisso e sepolto. Que-
st'identità, al centro della fede nella risurrezione del Signo-
re, è stata constatata dagli apostoli. La fede della Chiesa si
fonda sulla loro unanime testimonianza, rafforzata dalla
particolare esperienza di Tommaso, che si trova in qualche
modo nel punto di incontro di due generazioni di credenti.
Solidale con i primi testimoni della risurrezione, egli ha do-
vuto appropriarsi della testimonianza degli altri. Il suo at-
teggiamento non ne fa il patrono di coloro che attendono di
vedere per credere. Esso ricorda, come non si stanca di dire
Giovanni, che la fede si situa oltre le testimonianze che la
accreditano. La fede implica ed esige un riconoscimento per-
sonale di colui al quale si dice: «Mio Signore e mio Dio,
«Non essere più incredulo, ma credente»: questa parola del
Signore, un'esortazione pressante più che un rimprovero, è
rivolta da allora a ciascuno di noi. «Beati quelli che pur nonavendo visto crederanno: sono le ultime parole del Vangelo
indirizzate a tutti coloro che riconoscono in Gesů «il Cristo
il Figlio di Dio», ricevono da lui il perdono dei peccati e l'ef-
fusione dello Spirito, assieme alla missione di portare al
mondo la buona novella della sua risurrezione.
DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI
La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre era-
no chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per
timore dei Giudei, venne Gesü, stette in mezzo e disse loro:
«Pace a voi!», Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E
i discepoli gioirono al vedere il Signore.
Gesû disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha man-
dato me, anche io mando voi». Detto questo, soffið e disse lo-
ro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i
peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete,
non saranno perdonati»,
Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Didimo, non era con loro
quando venne Gesū. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo
visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue
mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei
chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo».
Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c'era con
loro anche Tommaso. Venne Gesů, a porte chiuse, stette in
mezzo e disse: «Pace a voi». Poi disse a Tommaso: «Metti qui
il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila
nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli ri-
spose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesů gli disse:
«Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non
hanno visto e hanno creduto».
Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che
non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati
scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e
perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome. - Parola del Signore.
so della risurrezione di Cristo, la Chiesa celebra il mistero pa-
squale ogni otto giorni, in quello che si chiama giustamente gior-
no del Signore o domenica, In questo giorno infatti i fedeli devono
riunirsi in assemblea perché, ascoltando la parola di Dio e parte-
cipando all'eucaristia, facciano memoria della passione, della ri-
surrezione e della gloria del Signore Gesù e rendano grazie a Dio
che li ha rigenerati nella speranza viva per mezzo della risurre-
zione di Gesù Cristo dai morti (1Pt 1,3).
rendo insieme a lui la strada della risurrezione, della vita
della gioia.
RIT. Mostraci, Signore, il sentiero della vita.
timore dei Giudei, venne Gesü, stette in mezzo e disse loro:
«Pace a voi!», Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E
i discepoli gioirono al vedere il Signore.
Gesû disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha man-
dato me, anche io mando voi». Detto questo, soffið e disse lo-
ro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i
peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete,
non saranno perdonati»,
Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Didimo, non era con loro
quando venne Gesū. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo
visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue
mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei
chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo».
Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c'era con
loro anche Tommaso. Venne Gesů, a porte chiuse, stette in
mezzo e disse: «Pace a voi». Poi disse a Tommaso: «Metti qui
il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila
nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli ri-
spose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesů gli disse:
«Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non
hanno visto e hanno creduto».
Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che
non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati
scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e
perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome. - Parola del Signore.
preghiera
Accogli con bontà, Signore, l'offerta del tuo popolo (e dei nuo-
vi battezzati): tu che ci hai chiamati alla fede e rigenerati
nel battesimo, guidaci alla felicità eterna. Per Cristo nostro Signore.
antifona cf.Gv 20,27
«Accosta la tua mano, tocca le cicatrici dei chiodi e non es-
sere incredulo, ma credente, alleluia.
preghiera
O Dio onnipotente, la forza del sacramento pasquale che ab-
biamo ricevuto continui a operare nella nostra vita. Per Cristo nostro Signore.
sviluppi
Mi rivolgo a voi, figli appena nati, piccolissimi nel Cristo, nuova
posterità della Chiesa, grazia del Padre, fecondità della Madre, pia
gemma, nuovo sciame, fiore della nostra collana e frutto della no-
stra fatica, mia gioia e mia corona, voi tutti qui in piedi davanti al
Signore. Oggi, è l'ottava della vostra nascita. Oggi, viene portato a
compimento in voi il sigillo della fede, consistente al tempo degli
antichi padri nella circoncisione della carne, all'ottavo giorno dal-
la nascita. Essa era, infatti, in figura la spoliazione della morta-
lità in questo membro umano grazie al quale l'uomo nasce per mo-
rire. Perciò, il Signore stesso, spogliando con la sua risurrezione la
mortalità della carne, risvegliando un corpo non certo diverso, e
tuttavia per sempre immortale, ha contrassegnato con la sua ri-
surrezione il giorno della domenica, il terzo dopo il giorno della sua
passione: ma nell'ordine dei giorni dopo il sabato, l'ottavo che è an-
che il primo. Perciò anche voi, senza farlo ancora nella realtà, ma
già con una speranza certa - sia perché possederete il sacramento
di questa realtà, sia perché avete ricevuto la caparra dello Spirito
- «se siete risorti con il Cristo, cercate le cose di lassu', dove si tro-
va Cristo assiso alla destra di Dio».
(Agostino, Discorso ai neofiti, 1 e 3)
Secondo la tradizione apostolica, che trae origine dal giorno stes-Accogli con bontà, Signore, l'offerta del tuo popolo (e dei nuo-
vi battezzati): tu che ci hai chiamati alla fede e rigenerati
nel battesimo, guidaci alla felicità eterna. Per Cristo nostro Signore.
antifona cf.Gv 20,27
«Accosta la tua mano, tocca le cicatrici dei chiodi e non es-
sere incredulo, ma credente, alleluia.
preghiera
O Dio onnipotente, la forza del sacramento pasquale che ab-
biamo ricevuto continui a operare nella nostra vita. Per Cristo nostro Signore.
sviluppi
Mi rivolgo a voi, figli appena nati, piccolissimi nel Cristo, nuova
posterità della Chiesa, grazia del Padre, fecondità della Madre, pia
gemma, nuovo sciame, fiore della nostra collana e frutto della no-
stra fatica, mia gioia e mia corona, voi tutti qui in piedi davanti al
Signore. Oggi, è l'ottava della vostra nascita. Oggi, viene portato a
compimento in voi il sigillo della fede, consistente al tempo degli
antichi padri nella circoncisione della carne, all'ottavo giorno dal-
la nascita. Essa era, infatti, in figura la spoliazione della morta-
lità in questo membro umano grazie al quale l'uomo nasce per mo-
rire. Perciò, il Signore stesso, spogliando con la sua risurrezione la
mortalità della carne, risvegliando un corpo non certo diverso, e
tuttavia per sempre immortale, ha contrassegnato con la sua ri-
surrezione il giorno della domenica, il terzo dopo il giorno della sua
passione: ma nell'ordine dei giorni dopo il sabato, l'ottavo che è an-
che il primo. Perciò anche voi, senza farlo ancora nella realtà, ma
già con una speranza certa - sia perché possederete il sacramento
di questa realtà, sia perché avete ricevuto la caparra dello Spirito
- «se siete risorti con il Cristo, cercate le cose di lassu', dove si tro-
va Cristo assiso alla destra di Dio».
(Agostino, Discorso ai neofiti, 1 e 3)
so della risurrezione di Cristo, la Chiesa celebra il mistero pa-
squale ogni otto giorni, in quello che si chiama giustamente gior-
no del Signore o domenica, In questo giorno infatti i fedeli devono
riunirsi in assemblea perché, ascoltando la parola di Dio e parte-
cipando all'eucaristia, facciano memoria della passione, della ri-
surrezione e della gloria del Signore Gesù e rendano grazie a Dio
che li ha rigenerati nella speranza viva per mezzo della risurre-
zione di Gesù Cristo dai morti (1Pt 1,3).
(Vaticano II, La liturgia, 106; EV 1/191)
s messa 19 aprile
Coloro che sono fedeli all'eucaristia domenicale conoscono
l'importanza centrale della risurrezione di Cristo nella storia
della salvezza e nella fede. Allora, perche' ripeterlo con tanta
insistenza per sette settimane?
La fede, specialmente la fede nella risurrezione di Cristo, non
è una certezza di cui si possa dire: «Affare fatto, inutile tor-
narci su», L'esperienza dei discepoli di Emmaus lo ricorda. Es-
si avevano riconosciuto in Gesů di Nazaret «un profeta poten-
te in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo». Ave-
vano riposto in lui tutte le loro speranze. Avevano udito la te-
stimonianza delle donne del loro gruppo, «recatesi al mattino
al sepolcro», e quella degli altri circa la «scomparsa» del cor-
po di Gesū. Ma lui non l'avevano visto. E se ne ritornano quin-
di a casa con il volto triste. Ma ecco che un uomo si accosta e
cammina insieme a loro. Essi gli confidano la ragione della lo-
ro tristezza. Allora il forestiero rievoca a lungo le parole delle
Scritture che annunciavano le sofferenze del messia. Essi lo
ascoltano in silenzio, senza interromperlo, e lo pregano di fer-
marsi a mangiare un boccone con loro. Non sono rimasti col-
piti dal tono della sua voce, dal modo in cui parlava della loro
lentezza a credere, ma quando lo sconosciuto compie i gesti
familiari della benedizione e della frazione del pane, i lor oc-
chi si aprono ed essi riconoscono il Signore. Troppo tardi? No,
poiche' anche se si sottrae alla loro vista, la sua presenza in-
visibile rende improvvisamente «ardenti i loro cuori». In tutta
fretta ritornano a Gerusalemme a condividere con gli altri la
gioia di sapere che colui che era morto è vivo.
Come non vedere in questa mirabile pagina evangelica una
parabola dell'itinerario della fede pasquale? Passaggi oscu-
Coloro che sono fedeli all'eucaristia domenicale conoscono
l'importanza centrale della risurrezione di Cristo nella storia
della salvezza e nella fede. Allora, perche' ripeterlo con tanta
insistenza per sette settimane?
La fede, specialmente la fede nella risurrezione di Cristo, non
è una certezza di cui si possa dire: «Affare fatto, inutile tor-
narci su», L'esperienza dei discepoli di Emmaus lo ricorda. Es-
si avevano riconosciuto in Gesů di Nazaret «un profeta poten-
te in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo». Ave-
vano riposto in lui tutte le loro speranze. Avevano udito la te-
stimonianza delle donne del loro gruppo, «recatesi al mattino
al sepolcro», e quella degli altri circa la «scomparsa» del cor-
po di Gesū. Ma lui non l'avevano visto. E se ne ritornano quin-
di a casa con il volto triste. Ma ecco che un uomo si accosta e
cammina insieme a loro. Essi gli confidano la ragione della lo-
ro tristezza. Allora il forestiero rievoca a lungo le parole delle
Scritture che annunciavano le sofferenze del messia. Essi lo
ascoltano in silenzio, senza interromperlo, e lo pregano di fer-
marsi a mangiare un boccone con loro. Non sono rimasti col-
piti dal tono della sua voce, dal modo in cui parlava della loro
lentezza a credere, ma quando lo sconosciuto compie i gesti
familiari della benedizione e della frazione del pane, i lor oc-
chi si aprono ed essi riconoscono il Signore. Troppo tardi? No,
poiche' anche se si sottrae alla loro vista, la sua presenza in-
visibile rende improvvisamente «ardenti i loro cuori». In tutta
fretta ritornano a Gerusalemme a condividere con gli altri la
gioia di sapere che colui che era morto è vivo.
Come non vedere in questa mirabile pagina evangelica una
parabola dell'itinerario della fede pasquale? Passaggi oscu-
ri si alternano con zone di luce a volte folgorante e inatte-
sa, sempre fugace nei momenti peggiori, il Signore è li, vi-
cino, e ci parla nelle Scritture, alle quali bisogna continua-
mente ritornare per comprendere cio' che e avvenuto, cio'
che ci capita, anche i nostri fratelli e le nostre sorelle nela
fede sono li, con la loro esperienza, analoga alla nostra o
più solida. Infine, ci vengono preparate delle soste liturgi-
che, dove Dio ci accoglie cosi come siamo, con la nostra fe-
de esitante. Egli ci invita e ci incoraggia a dire, domenica do-
po domenica, con rinnovata convinzione: «Davvero il Signore è risorto!»,
antifona d'ingresso Sal 65,1-2
Acclamate al Signore da tutta la terra,
cantate un inno al suo nome,
rendetegli gloria, elevate la lode, alleluia.
colletta
Esulti sempre il tuo popolo, o Padre, per la rinnovata gio-
vinezza dello spirito, e come oggi si allieta per il dono della
dignità filiale. così pregusti nella speranza il giorno glorio-
so della risurrezione. Per il nostro Signore Gesů Cristo..
sa, sempre fugace nei momenti peggiori, il Signore è li, vi-
cino, e ci parla nelle Scritture, alle quali bisogna continua-
mente ritornare per comprendere cio' che e avvenuto, cio'
che ci capita, anche i nostri fratelli e le nostre sorelle nela
fede sono li, con la loro esperienza, analoga alla nostra o
più solida. Infine, ci vengono preparate delle soste liturgi-
che, dove Dio ci accoglie cosi come siamo, con la nostra fe-
de esitante. Egli ci invita e ci incoraggia a dire, domenica do-
po domenica, con rinnovata convinzione: «Davvero il Signore è risorto!»,
antifona d'ingresso Sal 65,1-2
Acclamate al Signore da tutta la terra,
cantate un inno al suo nome,
rendetegli gloria, elevate la lode, alleluia.
colletta
Esulti sempre il tuo popolo, o Padre, per la rinnovata gio-
vinezza dello spirito, e come oggi si allieta per il dono della
dignità filiale. così pregusti nella speranza il giorno glorio-
so della risurrezione. Per il nostro Signore Gesů Cristo..
oppure
O Dio, che in questo giorno memoriale della Pasqua racco-
gli la tua Chiesa pellegrina nel mondo, donaci il tuo Spiri-
to, perché nella celebrazione del mistero eucaristico ricono-
sciamo il Cristo crocifisso e risorto, che apre il nostro cuore
all'intelligenza delle Scritture, e si rivela a noi nell'atto di
spezzare il pane. Egli è Dio, e vive...
prima lettura At 2,14.22.33
Dal giorno della Pentecoste, la risurrezione del Signore è
l'oggetto centrale della predicazione apostolica. Essa per-
mette di cogliere il senso di ciò che Gesù di Nazaret ha fatto
nel corso del suo ministero, di riconoscere l'azione di Dio
O Dio, che in questo giorno memoriale della Pasqua racco-
gli la tua Chiesa pellegrina nel mondo, donaci il tuo Spiri-
to, perché nella celebrazione del mistero eucaristico ricono-
sciamo il Cristo crocifisso e risorto, che apre il nostro cuore
all'intelligenza delle Scritture, e si rivela a noi nell'atto di
spezzare il pane. Egli è Dio, e vive...
prima lettura At 2,14.22.33
Dal giorno della Pentecoste, la risurrezione del Signore è
l'oggetto centrale della predicazione apostolica. Essa per-
mette di cogliere il senso di ciò che Gesù di Nazaret ha fatto
nel corso del suo ministero, di riconoscere l'azione di Dio
sia nel suo insegnamento che nei segni e prodigi che lo han-
no accompagnato. Essa compie le Seritture e le promesse di-
vine. Innalzato nella gloria di Dio, Gesu' risorto ci fa parte-
cipare allo Spirito che ha ricevuto in pienezza. Cio' che Pie-
tro qui annuncia con grande determinazione è il nocciolo del
Credo dei cristiani fin dai tempi apostolici.
DAGLI ATTI DEGLI APOSTOLI
Nel giorno di Pentecoste, Pietro con gli Undici si alzo' in pie-
di e a voce alta parlò cosi:
Uomini d'Israele, ascoltate queste parole: Gesü di Nàzaret -
uomo accreditato da Dio presso di voi per mezzo di miracoli,
prodigi e segni, che Dio stesso fece tra voi per opera sua, co-
me voi sapete bene -, Consegnato a voi secondo il prestabi-
lito disegno e la prescienza di Dio, voi, per mano di pagani,
I'avete crocifisso e l'avete ucciso.
Ora Dio lo ha risuscitato, liberandolo dai dolori della morte,
perché non era possibile che questa lo tenesse in suo pote-
re. Dice infatti Davide a suo riguardo: "Contemplavo sempre
il Signore innanzi a me; egli sta alla mia destra, perché io
non vacilli. Per questo si rallegrò il mio cuore ed esultô la
mia lingua, e anche la mia carne riposerā nella speranza, per-
chế tu non abbandonerai la mia vita negli inferi né permet-
terai che il tuo Santo subisca la corruzione. Mi hai fatto Co-
noscere le vie della vita, mi colmerai di gioia con la tua pre-
senza".
Fratelli, mi sia lecito dirvi francamente, riguardo al patriarca
Davide, che egli mori e fu sepolto e il suo sepolcro è ancora
oggi fra noi. Ma poiché era profeta e sapeva che Dio gli ave-
va giurato solennemente di far sedere sul suo trono un suo
discendente, previde la risurrezione di Cristo e ne parlo:
"questi non fu abbandonato negli inferi, né la sua carne subi
la corruzione".
Questo Gesù, Dio lo ha risuscitato e noi tutti ne siamo testi-
moni. Innalzato dunque alla destra di Dio e dopo aver rice-
vuto dal Padre lo Spirito Santo promesso, lo ha effuso, come
voi stessi potete vedere e udire». - Parola di Dio.
no accompagnato. Essa compie le Seritture e le promesse di-
vine. Innalzato nella gloria di Dio, Gesu' risorto ci fa parte-
cipare allo Spirito che ha ricevuto in pienezza. Cio' che Pie-
tro qui annuncia con grande determinazione è il nocciolo del
Credo dei cristiani fin dai tempi apostolici.
DAGLI ATTI DEGLI APOSTOLI
Nel giorno di Pentecoste, Pietro con gli Undici si alzo' in pie-
di e a voce alta parlò cosi:
Uomini d'Israele, ascoltate queste parole: Gesü di Nàzaret -
uomo accreditato da Dio presso di voi per mezzo di miracoli,
prodigi e segni, che Dio stesso fece tra voi per opera sua, co-
me voi sapete bene -, Consegnato a voi secondo il prestabi-
lito disegno e la prescienza di Dio, voi, per mano di pagani,
I'avete crocifisso e l'avete ucciso.
Ora Dio lo ha risuscitato, liberandolo dai dolori della morte,
perché non era possibile che questa lo tenesse in suo pote-
re. Dice infatti Davide a suo riguardo: "Contemplavo sempre
il Signore innanzi a me; egli sta alla mia destra, perché io
non vacilli. Per questo si rallegrò il mio cuore ed esultô la
mia lingua, e anche la mia carne riposerā nella speranza, per-
chế tu non abbandonerai la mia vita negli inferi né permet-
terai che il tuo Santo subisca la corruzione. Mi hai fatto Co-
noscere le vie della vita, mi colmerai di gioia con la tua pre-
senza".
Fratelli, mi sia lecito dirvi francamente, riguardo al patriarca
Davide, che egli mori e fu sepolto e il suo sepolcro è ancora
oggi fra noi. Ma poiché era profeta e sapeva che Dio gli ave-
va giurato solennemente di far sedere sul suo trono un suo
discendente, previde la risurrezione di Cristo e ne parlo:
"questi non fu abbandonato negli inferi, né la sua carne subi
la corruzione".
Questo Gesù, Dio lo ha risuscitato e noi tutti ne siamo testi-
moni. Innalzato dunque alla destra di Dio e dopo aver rice-
vuto dal Padre lo Spirito Santo promesso, lo ha effuso, come
voi stessi potete vedere e udire». - Parola di Dio.
salmo responsoriale 15,1-2a.5;7-8;9-10ab;11
Bere il calice di Cristo, condividere le sue sofferenze, percor-rendo insieme a lui la strada della risurrezione, della vita
della gioia.
RIT. Mostraci, Signore, il sentiero della vita.
Proteggimi, o Dio: in te mi rifugio.
Ho detto al Signore: «ll mio Signore sei tu».
Il Signore è mia parte di eredità e mio calice:
nelle tue mani è la mia vita./R
Benedico il Signore che mi ha dato consiglio;
anche di notte il mio animo mi istruisce.
lo pongo sempre davanti a me il Signore,
sta alla mia destra, non potrò vacillare./R
Per questo gioisce il mio cuore
ed esulta la mia anima;
anche il mio corpo riposa al sicuro,
perche' non abbandonerai la mia vita negli inferi,
Ho detto al Signore: «ll mio Signore sei tu».
Il Signore è mia parte di eredità e mio calice:
nelle tue mani è la mia vita./R
Benedico il Signore che mi ha dato consiglio;
anche di notte il mio animo mi istruisce.
lo pongo sempre davanti a me il Signore,
sta alla mia destra, non potrò vacillare./R
Per questo gioisce il mio cuore
ed esulta la mia anima;
anche il mio corpo riposa al sicuro,
perche' non abbandonerai la mia vita negli inferi,
né lascerai che il tuo fedele veda la fossa./R
Mi indicherai il sentiero della vita,
gioia piena alla tua presenza,
dolcezza senza fine alla tua destra./R
seconda lettura 1Pt 1,17-21
La risurrezione di Cristo, oggetto e fondamento della fede e
della speranza dei cristiani, deve ispirare e dirigere tutta la
loro condotta in questi tempi che sono «gli ultimi, e ciò che
proclamiamo recitando il Credo e celebrando nella gioia
l'eucaristia domenicale.
gioia piena alla tua presenza,
dolcezza senza fine alla tua destra./R
seconda lettura 1Pt 1,17-21
La risurrezione di Cristo, oggetto e fondamento della fede e
della speranza dei cristiani, deve ispirare e dirigere tutta la
loro condotta in questi tempi che sono «gli ultimi, e ciò che
proclamiamo recitando il Credo e celebrando nella gioia
l'eucaristia domenicale.
DALLA PRIMA LETTERA DI SAN PIETRO APOSTOLO
Carissimi, se chiamate Padre colui che, senza fare preferenze,
giudica ciascuno secondo le proprie opere, comportatevi con
timore di Dio nel tempo in cui vivete quaggiu come stranieri.
Voi sapete che non a prezzo di cose effimere, come argernto e
oro, foste liberati dalla vostra vuota condotta, ereditata dai
padri, ma con il sangue prezioso di Cristo, agnello senza di-
fetti e senza macchia.
Egli fu predestinato già prima della fondazione del mondo, ma
negli ultimi tempi si ë manifestato per voi; per opera sua
credete in Dio, che lo ha risuscitato dai
morti e gli ha dato
gloria, in modo che la vostra fede e la vostra speranza siano
rivolte a Dio, Parola di Dio.
canto al Vangelo
Alleluia, alleluia.
Signore Gesů, facci comprendere le Seritture;
arde il nostro cuore mentre ci parli.
Vangelo Le 24,13-35
I discepoli di Emmaus: una pagina di vangelo piena di fa-
scino, freschezza e finezza psicologica, che evidenzia mira-
bilmente l'intenzione pedagogica soggiacente al talento nar-
rativo di Luca, Essa ricorda il cammino che i primi disce-
poli hanno fatto prima di giungere a confessare con assolu-
ta certezza: «Davvero il Signoreè risorto», Ma guesto van-
gelo è stato scritto per i cristiani che, non avendo vissuto per-
sonalmente gli avvenimenti pasquali, si trovavano già nel-
la stessa situazione in cui ci troviamo
noi, oggi. Per com-
prendere «ciò che è accaduto a Gesù di Nazarets bisogna ri-
farsi alle Scritture. Esse rivelano il senso di segni come quel-
lo della tomba vuota, la credibilità della testimonianza e
dell'insegnamento degli apostoli, la veracita' della predica-
zione cristiana di tutti i tempi derivano dalla loro coerenza
con ciò che dice la Bibbia. La «frazione del pane è il pegno
Carissimi, se chiamate Padre colui che, senza fare preferenze,
giudica ciascuno secondo le proprie opere, comportatevi con
timore di Dio nel tempo in cui vivete quaggiu come stranieri.
Voi sapete che non a prezzo di cose effimere, come argernto e
oro, foste liberati dalla vostra vuota condotta, ereditata dai
padri, ma con il sangue prezioso di Cristo, agnello senza di-
fetti e senza macchia.
Egli fu predestinato già prima della fondazione del mondo, ma
negli ultimi tempi si ë manifestato per voi; per opera sua
credete in Dio, che lo ha risuscitato dai
morti e gli ha dato
gloria, in modo che la vostra fede e la vostra speranza siano
rivolte a Dio, Parola di Dio.
canto al Vangelo
Alleluia, alleluia.
Signore Gesů, facci comprendere le Seritture;
arde il nostro cuore mentre ci parli.
Vangelo Le 24,13-35
I discepoli di Emmaus: una pagina di vangelo piena di fa-
scino, freschezza e finezza psicologica, che evidenzia mira-
bilmente l'intenzione pedagogica soggiacente al talento nar-
rativo di Luca, Essa ricorda il cammino che i primi disce-
poli hanno fatto prima di giungere a confessare con assolu-
ta certezza: «Davvero il Signoreè risorto», Ma guesto van-
gelo è stato scritto per i cristiani che, non avendo vissuto per-
sonalmente gli avvenimenti pasquali, si trovavano già nel-
la stessa situazione in cui ci troviamo
noi, oggi. Per com-
prendere «ciò che è accaduto a Gesù di Nazarets bisogna ri-
farsi alle Scritture. Esse rivelano il senso di segni come quel-
lo della tomba vuota, la credibilità della testimonianza e
dell'insegnamento degli apostoli, la veracita' della predica-
zione cristiana di tutti i tempi derivano dalla loro coerenza
con ciò che dice la Bibbia. La «frazione del pane è il pegno
della presenza del risorto fra i suoi. Ma non si deve prolun-
gare la liturgia. Bisogna riprendere senza indugio il cam-
mino. Questo è l'itinerario della fede pasquale con le sue tap-
pe liturgiche che rinviano alla vita la quale riconduce a sua
volta alla celebrazione del mistero.
DAL VANGELO SECONDO LUCA
Ed ecco, in quello stesso giorno [il primo della settimana] due
dei (discepoli erano in cammino per un villaggio di nome
Emmaus, distante circa undici chilometri da Gerusalemme, e
Conversavano tra loro di tutto quello che era accaduto. Men-
tre conversavano e discutevano insieme, Gesů in persona si
avvicinò e camminava con loro. Ma i loro occhi erano impe-
diti a riconoscerlo.
Ed egli disse loro: «Che cosa son questi discorsi che state fa-
cendo tra voi lungo il cammino?».
Si fermarono, col volto triste; uno di loro, di nome Clèopa, gli
rispose: «Solo tu sei forestiero a Gerusalemme! Non sai cio
che vi è accaduto in questi giorni?».
Domando loro: «Che cosa?». Gli risposero: «Ciò che riguarda
Gesů, il Nazareno, che fu profeta potente in opere e in paro-
le, davanti a Dio e a tutto il popolo; come i capi dei sacerdo-
ti e le nostre autoritā lo hanno consegnato per farlo condan-
nare a morte e lo hanno crocifisso. Noi speravamo che egli
fosse colui che avrebbe liberato Israele; con tutto ciò, sono
passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. Ma
alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti: si sono recate
al mattino alla tomba e, non avendo trovato il suo corpo, so-
no venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i
quali affermano che egli è vivo. Alcuni dei nostri sono andati
alla tomba e hanno trovato come avevano detto le donne, ma
lui non l'hanno visto».
Disse loro: «Stolti e lenti di cuore a credere in tutto ciò che
hanno detto i profeti! Non bisognava che il Cristo patisse que-
ste sofferenze per entrare nella sua gloria?».
E, Cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiego' loro in tut-
te le Scritture ciò che si riferiva a lui.
gare la liturgia. Bisogna riprendere senza indugio il cam-
mino. Questo è l'itinerario della fede pasquale con le sue tap-
pe liturgiche che rinviano alla vita la quale riconduce a sua
volta alla celebrazione del mistero.
DAL VANGELO SECONDO LUCA
Ed ecco, in quello stesso giorno [il primo della settimana] due
dei (discepoli erano in cammino per un villaggio di nome
Emmaus, distante circa undici chilometri da Gerusalemme, e
Conversavano tra loro di tutto quello che era accaduto. Men-
tre conversavano e discutevano insieme, Gesů in persona si
avvicinò e camminava con loro. Ma i loro occhi erano impe-
diti a riconoscerlo.
Ed egli disse loro: «Che cosa son questi discorsi che state fa-
cendo tra voi lungo il cammino?».
Si fermarono, col volto triste; uno di loro, di nome Clèopa, gli
rispose: «Solo tu sei forestiero a Gerusalemme! Non sai cio
che vi è accaduto in questi giorni?».
Domando loro: «Che cosa?». Gli risposero: «Ciò che riguarda
Gesů, il Nazareno, che fu profeta potente in opere e in paro-
le, davanti a Dio e a tutto il popolo; come i capi dei sacerdo-
ti e le nostre autoritā lo hanno consegnato per farlo condan-
nare a morte e lo hanno crocifisso. Noi speravamo che egli
fosse colui che avrebbe liberato Israele; con tutto ciò, sono
passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. Ma
alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti: si sono recate
al mattino alla tomba e, non avendo trovato il suo corpo, so-
no venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i
quali affermano che egli è vivo. Alcuni dei nostri sono andati
alla tomba e hanno trovato come avevano detto le donne, ma
lui non l'hanno visto».
Disse loro: «Stolti e lenti di cuore a credere in tutto ciò che
hanno detto i profeti! Non bisognava che il Cristo patisse que-
ste sofferenze per entrare nella sua gloria?».
E, Cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiego' loro in tut-
te le Scritture ciò che si riferiva a lui.
Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece
come se dovesse andare piû lontano. Ma essi insistettero:
Resta con noi, perche si fa sera e il giorno è ormai al tramonto.
Egli entrò per rimanere con loro.
Quando fu a tavola con loro, prese il pane, recito' la benedi-
zione, lo spezzo' e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli oc-
chi e lo riconobbero. Ma egli spari dalla loro vista. Ed essi dis-
sero l'un l'altro: «Non ardeva forse in noi il nostro cuore men-
tre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?».
Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, do-
ve trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i
quali dicevano: Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone!.
Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e Come l'a-
vevano riconosciuto nello spezzare il pane. - Parola del Signore.
preghiera
Accogli, Signore, i doni della tua Chiesa in festa, e poiché le
hai dato il motivo di tanta gioia, donale anche il frutto di
una perenne letizia. Per Cristo nostro Signore
antifona
I discepoli riconobbero (Gesù, il Signore, nello spezzare il pa-
ne, alleluia.
preghiera cf. Lc 24,35
Guarda con bontà, o Signore, il tuo popolo, che hai rinno-
vato con i sacramenti pasquali, e guidalo alla gloria incor-
ruttibile della risurrezione. Per Cristo nostro Signore.
sviluppi
Prima di provare i dolori, ha partorito; prima che le venissero i do-
lori, ha dato alla luce un maschio. Chi ha mai udito una cosa si-
come se dovesse andare piû lontano. Ma essi insistettero:
Resta con noi, perche si fa sera e il giorno è ormai al tramonto.
Egli entrò per rimanere con loro.
Quando fu a tavola con loro, prese il pane, recito' la benedi-
zione, lo spezzo' e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli oc-
chi e lo riconobbero. Ma egli spari dalla loro vista. Ed essi dis-
sero l'un l'altro: «Non ardeva forse in noi il nostro cuore men-
tre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?».
Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, do-
ve trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i
quali dicevano: Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone!.
Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e Come l'a-
vevano riconosciuto nello spezzare il pane. - Parola del Signore.
preghiera
Accogli, Signore, i doni della tua Chiesa in festa, e poiché le
hai dato il motivo di tanta gioia, donale anche il frutto di
una perenne letizia. Per Cristo nostro Signore
antifona
I discepoli riconobbero (Gesù, il Signore, nello spezzare il pa-
ne, alleluia.
preghiera cf. Lc 24,35
Guarda con bontà, o Signore, il tuo popolo, che hai rinno-
vato con i sacramenti pasquali, e guidalo alla gloria incor-
ruttibile della risurrezione. Per Cristo nostro Signore.
sviluppi
Prima di provare i dolori, ha partorito; prima che le venissero i do-
lori, ha dato alla luce un maschio. Chi ha mai udito una cosa si-
mile, chi ha visto cose come queste? Nasce forse un paese in un
giorno, un popolo è generato forse in un istante? (Is 66,7-8)
Come il lampo guizzando brilla da un capo all'altro del cielo, cosi
sarà il Figlio dell'uomo nel suo giorno. Ma prima è necessario che egli
soffra molto e venga ripudiato da questa generazione (Le 17,24-25).
In verità, in verità vi dico: se il chicco di grano caduto in terra
non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto
(Gv 12,24).
Ogni giorno tutti insieme frequentavano il tempio e spezzavano
il pane a casa prendendo i pasti con letizia e semplicità di cuore
(At 2,46).
Quando il Signore si è fatto conoscere? Allo spezzare del pane. Ec-
co la nostra certezza: condividendo il pane, noi riconosciamo il Si-
gnore. Egli ha scelto di essere riconosciuto li, a causa nostra che,
senza vedere la sua carne, mangeremo la sua carne. Chiunque tu
sia, tu che credi, la condivisione del pane ti conforti! L'assenza del
Signore non è un'assenza. Colui che tu non vedi è con te. Quando
Gesù parlava loro, i discepoli non credevano che fosse risorto. Es-
si stessi non speravano di rivivere; avevano perso la speranza.
Camminavano, morti, con la vita. E la vita camminava con loro,
senza risorgere nel loro cuore. E tu, vuoi la vita? Fa' come i disce-
poli e riconoscerai il Signore. Il Signore era simile a un viandan-
te che va molto lontano, ma essi hanno saputo trattenerlo. Nella
condivisione del pane, il Signore si è reso presente. Impara dove
cercarlo, dove trovarlo: è quando, tutti insieme, voi lo mangiate.
(Agostino, Discorso 235,3)
Questa strada da Gerusalemme a Emmaus, lunga sessanta stadi,
assomiglia molto, Signore, al lungo cammino della nostra vita. Co-
me venti secoli fa, i tuoi discepoli hanno una scarsa intelligenza
delle cose divine. Spesso continuano a deformare nel loro cuore il
tuo insegnamento e quello della tua Chiesa. Spesso continuano a
cullarsi in speranze illusorie. Allora, essi attendevano la restaura-
zione del regno di Israele e credevano che tu promettessi loro pro-
prio questo; oggi, confidano in un'èra di pace, di riposo carnale o
in un esaltazione troppo umana; perciò, sono delusi e camminano
giorno, un popolo è generato forse in un istante? (Is 66,7-8)
Come il lampo guizzando brilla da un capo all'altro del cielo, cosi
sarà il Figlio dell'uomo nel suo giorno. Ma prima è necessario che egli
soffra molto e venga ripudiato da questa generazione (Le 17,24-25).
In verità, in verità vi dico: se il chicco di grano caduto in terra
non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto
(Gv 12,24).
Ogni giorno tutti insieme frequentavano il tempio e spezzavano
il pane a casa prendendo i pasti con letizia e semplicità di cuore
(At 2,46).
Quando il Signore si è fatto conoscere? Allo spezzare del pane. Ec-
co la nostra certezza: condividendo il pane, noi riconosciamo il Si-
gnore. Egli ha scelto di essere riconosciuto li, a causa nostra che,
senza vedere la sua carne, mangeremo la sua carne. Chiunque tu
sia, tu che credi, la condivisione del pane ti conforti! L'assenza del
Signore non è un'assenza. Colui che tu non vedi è con te. Quando
Gesù parlava loro, i discepoli non credevano che fosse risorto. Es-
si stessi non speravano di rivivere; avevano perso la speranza.
Camminavano, morti, con la vita. E la vita camminava con loro,
senza risorgere nel loro cuore. E tu, vuoi la vita? Fa' come i disce-
poli e riconoscerai il Signore. Il Signore era simile a un viandan-
te che va molto lontano, ma essi hanno saputo trattenerlo. Nella
condivisione del pane, il Signore si è reso presente. Impara dove
cercarlo, dove trovarlo: è quando, tutti insieme, voi lo mangiate.
(Agostino, Discorso 235,3)
Questa strada da Gerusalemme a Emmaus, lunga sessanta stadi,
assomiglia molto, Signore, al lungo cammino della nostra vita. Co-
me venti secoli fa, i tuoi discepoli hanno una scarsa intelligenza
delle cose divine. Spesso continuano a deformare nel loro cuore il
tuo insegnamento e quello della tua Chiesa. Spesso continuano a
cullarsi in speranze illusorie. Allora, essi attendevano la restaura-
zione del regno di Israele e credevano che tu promettessi loro pro-
prio questo; oggi, confidano in un'èra di pace, di riposo carnale o
in un esaltazione troppo umana; perciò, sono delusi e camminano
spesso con la testa bassa, con lo sguardo triste sulla grande strada
della vita. Signore, ognuno di noi è pesante e sporco: come po-tremmo comprendere dl colpo il tuo insegnamento in quello che ha
di pù profondo! Ancora a lungo e nonostante tutti i tuol avverti-
menti, noi continueremo certamente a prestarti le nostre idee terr-
ene e basse, ancora a lungo continueremo ad attendere da te la
realizazione del nostri desiderl umani.
(M. Le'gaut. Preghiera di un credente)
