sabato 31 gennaio 2026

s messa 8 marzo




 s messa 8 marzo
La terza, quarta e quinta domenica di Quaresima dell'anno  
costituiscono un'unità chiamata «Quaresima catecumenale».
Si leggono, infatti, le pagine di Giovanni sulle quali si 
basavano tradizionalmente le ultime catechesi impartite a coloro
che avrebbero ricevuto i sacramenti dell'iniziazione cristiana 
nel corso della veglia pasquale.
La liturgia odierna gravita attorno al racconto dell'incontro 
di Gesū con una donna di Samaria. Tutto comincia nel modo piū 
banale. Gesū, «stanco del viaggio», è rimasto vicino al pozzo,
mentre i suoi discepoli sono andati «in città a far provvista 
di cibi». Egli chiede alla donna di attingergli un po' d'acqua. 
Una richiesta insolita da parte di un giudeo a una donna samaritana. 
Già questo induce a riflettere. Ma l'attenzione si concentra sul 
dialogo che si intreccia a partire da quella richiesta, un dialogo 
talmente avvincente che Gesū non sembra più sentire la sete e la 
donna dimentica persino il motivo della sua venuta al pozzo. E 
impossibile esaurire la ricchezza dottrinale e spirituale di 
questo dialogo e del seguito del racconto. Ma la liturgia di 
questa domenica si sofferma, in particolare, sul mistero 
dell'acqua «che zampilla per la vita eterna».
Nella tradizione biblica, come d'altronde in quella di molte 
religioni, il simbolo dell'acqua occupa un posto rilevante. 
Tutti sanno per esperienza che senza di essa non vi sarebbe 
vita sulla terra. Il popolo dell'esodo ha imparato che l'acqua 
è veramente un dono del cielo, vedendo come Dio faceva scaturire 
dalla dura roccia sorgenti di acqua purissima. Queste 
manifestazioni della potenzae della misericordia di Dio 
ravvivano, oltre alle forze fisiche, anche la fede zoppicante 
di quei nomadi in cammino verso la terra promessa. Cosi l'acqua è  
ventata il simbolo di tutti i beni che ci si possono attendere
dal Signore: il dono dello Spirito e, alla fine, la vita eterna.
Gesù è personalmente la fonte di acqua viva che estingue ogni
sete, il tempio di quegli adoratori in spiritoe verità che il Pa-
dre desidera, il messia e il salvatore del mondo. Una donna
samaritana dall'esistenza tumultuosa, beneficiaria di questa
rivelazione è, ancor oggi, la messaggera di questa buona n0-
vella. Alziamo gli occhi e guardiamo i campi che già biondeg-
giano per la mietitura. Beviamo alla fonte della vita!

antifona d'ingresso sal 24,15-16
I miei occhi sono sempre rivolti al Signore,
perché libera dal laccio i miei piedi. 
Volgiti a me e abbi misericordia, Signore,
perché sono povero e solo.

oppure Ez 36,23-26
«Quando manifesterò in voi la mia santità, vi raccoglierò da
tutta la terra; vì aspergerò con acqua pura e sarete purifi-
cati da tutte le vostre sozzure e io vi darò uno spirito nuo-
vo», dice il Signore.

colletta
O Dio misericordioso, fonte di ogni bene, tu ci hai proposto
a rimedio del peccato il digiuno, la preghiera e le opere di
carità fraterna: guardaa noi che riconosciamo la nostra mi-
seria e, poiché ci opprime il peso delle nostre colpe, ci solle-
vi la tua misericordia. Per il nostro Signore Gesù Cristo.

oppure
O Dio, sorgente della vita, tu offri all'umanità riarsa dalla
sete l'acqua viva della grazia che scaturisce dalla roccia.
Cristo salvatore; concedi al tuo popolo il dono dello Spirito,
perché sappia professare con forza la sua fede, e annunzi
con gioia le meraviglie del tuo amore. Per il nostro Signore
Gesù Cristo... 

prima lettura Es 17,3-7
Nell'arido deserto dell'esodo, Dio ha fatto scaturire dalla 
roccia l'acqua viva, senza la quale il popolo sarebbe morto 
di sete. Si ricorda questo segno della potenza del Signore 
e della sua presenza in mezzo ai suoi per mettere in guardia 
contro la mancanza di fede e di fiducia in colui che solo 
può  estinguere ogni sete.

DAL LIBRO DELL'ESODO 
In quei giorni, il popolo soffriva la sete per mancanza 
di acqua; il popolo mormorò contro Mosè e disse: «Perché 
ci hai fatto salire dall'Egitto per far morire di sete noi, 
i nostri figli e il nostro bestiame?».
Allora Mosè gridò al Signore, dicendo: «Che cosa farò 
io per questo popolo? Ancora un poco e mi lapideranno!».
I| Signore disse a Mosè: «Passa davanti al popolo e prendi 
con te alcuni anziani d'lsraele. Prendi in mano il bastone 
con cui hai percosso il Nilo, e va'! Ecco, io starò davanti 
a te là sulla roccia, sull'Oreb; tu batterai sulla roccia: 
ne uscirà acqua e il popolo berrà.
Mose fece cosi, sotto gli Occhi degli anziani d'lsraele. 
E chiamo' quel luogo Massa e Meriba, a causa della protesta 
degli Israeliti e perche' misero alla prova il Signore, 
dicendo: «ll Signore è in mezzo a noi si o no?». - Parola di Dio.

salmo responsoriale 94,1-2;6-7;8-9
Esli è il nostro Dio e noi siamo il suo popolo: 
verifica della fede nel deserto dove il Signore sembra assente.

RIT. Ascoltate oggi la voce del Signore: 
non indurite il vostro cuore.

Venite, cantiamo al Signore,
acclamiamo la roccia della nostra salvezza.
Accostiamoci a lui per rendergli grazie,
a lui acclamiamo con canti di gioia./R
 
Entrate: prostràti, adoriamo, in ginocchio 
davanti al Signore che ci ha fatti.
E lui il nostro Dio e noi il popolo del suo 
pascolo, il gregge che egli conduce./R

Se ascoltaste oggi la sua voce!
«Non indurite il cuore come a Meriba,
come nel giorno di Massa nel deserto,
dove mi tentarono i vostri padri:
mi misero alla prova pur avendo visto le mie opere»./R

seconda lettura  Rm 5,1-2.5-8
Già giustificati per la fede, forti della speranza 
donata dall'amore di Dio effuso nei nostri cuori 
dallo Spirito Santo, noi siamo impegnati, sotto la 
guida del Signore morto e risorto, in un ultimo esodo 
che, dal mondo della grazia, conduce alla gloria di Dio.

DALLA LETTERA DI SAN PAOLO APOSTOLO AI ROMANI
Fratelli, giustificati per fede, noi siamo in pace con 
Dio per mezzo del Signore nostro Gesů Cristo. Per 
mezzo di lui abbiamo anche, mediante la fede, I'accesso 
a questa grazia nella quale ci troviamo e ci vantiamo, 
saldi nella speranza della gloria di Dio.
La speranza poi non delude, perché l'amore di Dio 
è stato riversato nei nostri cuori per mezzo 
dello Spirito Santo che ci è stato dato.
Infatti, quando eravamo ancora deboli, nel tempo 
stabilito Cristo mori per gli empi. Ora, a stento 
qualcuno è disposto a morire per un giusto; forse 
qualcuno oserebbe morire per una persona buona. 
Ma Dio dimostra il suo amore verso di noi
nel fatto che, mentre eravamo ancora peccatori, 
Cristo è morto per noi. Parola di Dio.

canto al Vangelo Gf 4,42 .15
Lode a te, o Cristo, re di eterna gloria!
Signore, tu sei veramente il salvatore del 
mondo; dammi dell'acqua viva, perché io non abbia più sete.

Vangelo Gv 45-42 (lett. breve 4,5-15.195 26.39a 40-42)
Gesu' è veramente il salvatore del nondo, il messia 
promesso; non dobbiamo aspettarne un altro:è spesso 
al termine di un cammino sinuoso che si giunge a questa 
scoperta, a volte del tutto inattesa, per se stessi e 
per gli altri. Lo attesta in modo avvincente il vangelo 
della donna samaritana. Sbaglierebbe chi si accontentasse 
di leggerlo come il racconto edificante di ciò che è 
accaduto, un giorno, a una donna che nulla sembrava 
preparare all'incontro con il Signore. Bisogna piuttosto 
meditarlo continuamente, in ogni etù della vita e della 
fede. Ognuno, cosi com'e, con i suoi interrogativi,
i suoi dubbi, il suo peccato, scopre allora di essere guidato
ad entrare pian piano in se stess0 e a desiderare l'acqua che
zampilla per la vita eterna. Dopo aver trovato il Signore, che
solo può donarla, abbandonerà la brocca ormai divenuta
inutile e andrà a partecipare agli altri la meravigliosa sco-
perta, in modo che vengano anch'essi ad incontrare il Si-
gnore che li aspetta, seduto sull'orlo del pozzo.

I DAL VANGELO SECONDo GIOVANNI
In quel tempo, Gesû giunse a una città della Samaria chia-
mata Sicar, vicina al terreno che Giacobbe aveva dato a Giu-
seppe suo figlio: qui c'era un p0zzo di Giacobbe. Gesû dun-
que, affaticato per il viaggio, sedeva presso il pozzo. Era cir-
ca mezzogiorno. Giunge una donna samaritana ad attingere
acaua. Le dice Gesů: «Dammi da bere!». I suoi discepoli era-
no andati in città a fare provvista di cibi, Allora la donna sa-
maritana gli dice: «Come mai tu, che sei giudeo, chiedi da be-
re a me, che sono una donna samaritana?». I Giudei infatti non
hanno rapporti con i Samaritani. 
Gesû le risponde: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è 
colui che ti dice: Dammi da bere!, tu avresti chiesto a lui 
ed egli ti avrebbe dato acqua viva, gli dice la donna: 
«Signore, non hai un secchio e il pozzo è profondo; da 
dove prendi dunque quest'acqua viva? Sei tu forse piû 
grande del nostro padre Giacobbe, che ci diede il 
pozzo e ne bevve lui con i suoi figli e il suo bestiame?»
Gesû le risponde: «Chiunque beve di quest'acqua avrà di nuovo 
sete; ma chi berrà dell'acqua che io gli daro, non avrà più 
sete in eterno. Anzi, l'acqua che io gli darò diventerà in 
lui una sorgente d'acqua che zampilla per la vita eterna». 
«Signore,-gli dice la donna - dammi quest'acqua, perché io 
non abbia più sete e non continui a venire qui ad attingere 
acqua». (Le dice: «Va' a chiamare tuo marito e ritorna qui». 
Gli risponde la donna: «io non ho marito», Le dice Gesū: 
«Hai detto bene: "io non ho marito". Infatti hai avuto cinque 
mariti e quello che hai ora non è tuo marito; in questo hai 
detto il vero». Gli replica la donna: «Signore,] vedo che 
tu sei un profeta! I nostri padri hanno adorato su questo 
monte; voi invece dite che è a Gerusalemme il luogo in cui 
bisogna adorare». Gesū le dice: «Credimi, donna, viene l'ora 
in cui ne su questo monte në a Gerusalemme adorerete il Padre. 
Voi adorate ciò che non conoscete, noi adoriamo ciò che 
conosciamo, perchẽ la salvezza viene dai Giudei. Ma viene 
l'ora- ed è questa - in cui i veri adoratori adoreranno 
il Padre in spirito e verità: cosi infatti il Padre vuole 
che siano quelli che lo adorano. Dio è spirito, e quelli 
che lo adorano devono adorare in spirito e verità». Gli 
rispose la donna: «So che deve venire il Messia, chiamato 
Cristo: quando egli verrà, ci annuncerà ogni cosa», Le 
dice Ges): «Sono io, che parlo con te».
(In quel momento giunsero i suoi discepoli e si meravigliavano 
che parlasse con una donna. Nessuno tuttavia disse: «Che 
cosa cerchi?», O: «Di che cosa parli con lei?».] La donna 
intanto lasciò la sua anfora, andò in città e disse alla gente: 
«Venite a vedere un uomo che mi ha detto tutto quello che ho 
fatto. Che sia lui il Cristo?», [Uscirono dalla città e andavano 
da lui. Intanto i discepoli lo pregavano: «Rabbi, mangia». 
Ma egli rispose loro: «lo ho da mangiare un cibo che voi non 
conoscete». E i discepoli si domandavano l'un l'altro:
«Qualcuno gli ha forse portato da mangiare?». Gesù disse loro: 
ll mio cibo ề fare la volontà di colui che mi ha mandato e 
compiere la sua opera. Voi non dite forse: ancora quattro 
mesi e poi viene la mietitura? Ecco, io vi dico: alzate i 
vostri occhi e guardate i campi che già biondeggiano per la 
mietitura. Chi miete riceve il salario e raccoglie frutto per 
la vita eterna, perche chi semina gioisca insieme a chi miete. 
In questo infatti si dimostra vero il proverbio: uno semina e 
l'altro miete. lo vi ho mandati a mietere ciò per cui non avete 
faticato; altri hanno faticato e voi siete subentrati nella 
loro fatica».) Molti Samaritani di quella città credettero in 
lui (per la parola della donna, che testimoniava: «Mi ha detto 
tutto quello che ho fatto», E quando i Samaritani giunsero da 
lui, lo pregavano di rimanere da loro ed egli rimase là due 
giorni. Molti di più credettero per la sua parola e alla 
donna dicevano: «Non è più per i tuoi discorsi che noi 
crediamo, ma perché noi stessi abbiamo udito e 
sappiamo che questi è veramente il salvatore del mondo». 
Parola del Signore.

preghiera 
Per questo sacrificio di riconciliazione perdona, o Padre, i
nostri debiti, e donaci la forza di perdonare ai nostri fratel-
li. Per Cristo nostro Signore.

prefazio
Rendiamo grazie al Padre per l'acqua viva dello Spirito, con
cui il Cristo ci disseta.

E' veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di
salvezza, rendere grazie sempre e in luogo a te, Signo-
re, Padre santo Dio onnipotente ed eterno, per Crsto nostro 
Signore.Egli chiese alla Samaritana l'acqua da bere,
per farle il grande dono della fede, e di questa fede ebbe 
sete così ardente da accendere in lei la fiamma del tuo 
amore. E noi ti lodiamo e ti rendiamo grazie e uniti agli 
Angeli celebriamo la tua gloria. Santo.. 

antifona Gy 4,13-14
Chi beve dell'acqua che io gi darò>, dice il Signore, «avrà
in sé una sorgente che zampilla fino alla vita eterna».

preghiera 
0 Dio, che ci nutri in questa vita con il pane del cielo, pe-
gno della tua gloria, fa' che manifestiamo nelle nostre ope-
re la realtà presente nel sacramento che celebriamo. Per
Cristo nostro Signore.

sviluppi 
Il mio popolo ha commesso due iniquità: essi hanno abbandonato
me, sorgente di acqua viva, per scavarsi cisterne, cisterne 
screpolate, che non tengono l'acqua (Ger 2, 13).

Attingerete acqua con gioia alle sorgenti della salvezza (Is 12,3).
Nell'ultimo giorno, il grande giorno della festa, Gesù levatosi in
piedi esclamò ad alta voce: «Chi ha sete venga a me e beva chi 
crede in me; come dice la Scrittura: fiumi di acqua viva 
sgorgheranno dal suo seno». Questo egli disse riferendosi allo 
Spirito che avrebbero ricevuto i credenti in lui (Gu 7,37-39).
Uno dei soldati gli colpì il fianco con la lancia e subito ne usci 
sangue e acqua (Gu 19,34).
Tre sono quelli che rendono testimonianza: lo Spirito, l'acqua e il
sangue, e questi tre sono concordi (1Gu 5,7-8).

I patriarchi hanno avuto i loro pozzi: certamente Abramo e Isacco,
ma penso anche Giacobbe. Parti da questi pozzi, percorri tutta la
Serittura in cerca di pozzi e arriva ai Vangeli. Troverai quello 
accanto al quale nostro Signore si riposava dopo le fatiche del 
viaggio, quando giunse una donna samaritana ad attingervi acqua. 
Allora egli spiega quali sono le virtù del pozzo -o dei pozzi - nelle
Scritture e, comparando le diverse acque, rivela i segreti del 
mistero divino. Si dice, infatti, che se uno beve delle acque fornite dal
pozzo terrestre avrà ancora sete, ma in chi avrà bevuto delle acque
date da Gesù scaturirà una «sorgente d'acqua che zampilla per la
vita eterna», In un altro passo del Vangelo, non si tratta più di 
sorgente o di pozzi, ma qualcosa di più importante. 
 
da (giovanipagine@gmail.com)

mercoledì 30 novembre 2022

riposare in Dio



Bisogna implorare il divino aiuto  e aver fiducia di ricuperare la grazia.

Cristo Gesù. - Figliuolo, io sono il Signore che conforta nel giorno della 
tribolazione. Rivolgiti a me, quando non ti senti bene. Il maggiore 
ostacolo che metti alla consolazione celeste., è il ricorrere troppo tardi
alla preghiera. Poichè prima di venire a pregarmi con fervore, vai cercando 
molti conforti e ti rícrei nelle cose esteriori.
Ne consegue che i conforti ricercati ti giovano poco, finchè tu non sia
persuaso che sono io il liberatore di coloro iquali sperano in me e fuori di 
me non esiste valido soccorso ne utile consiglio, e neppure durevole 
rimedio.
Ma, ripreso coraggio dopo la tempesta, riconfortati nella luce delle mie
misericordie;perchè io sono vicino (disse il Signore)  per restaurare
ogni cosa, non solo integralmente, ma con abbondanza e oltre misura.
Vi è forse qualcosa che mi riesca difficile? Oppure sono come chi ha
parole e non fatti? Dovè la tua fede? Rimani fermo e perserverante.
Sii paziente ed ìntrepido; a suo tempo verrà il conforto.
Aspettami, aspettami: verrò e ti risanerò. 
È” una tentazione quella che ti molesta, ed è un timore vano quello che
ti spaventa.
A che ti serve l'inquietarti per cose che potrebbero accadere, se non ad
accumulare tristezza su tristezza?
A ciascun giorno basta il proprio male .
E' vano ed inutile turbarsi o rallegrarsi delle cose future, le quali forse
non avverranno mai.
 E' umano lasciarsi illudere da tali ìmmaginazioni, ma è anche segno di
animo piccolo cedere tanto facilmente alle suggestioni del nemico.
Egli infatti non fa caso se illuda e inganni con oggetti reali o con fanta-
smi; se faccia cadere con l'amore delle cose presenti o col timore delle 
future.
Non si turbi dunque il tuo cuore, ne si sgomenti .
Credi in me e confida nella mia misericordia.
Quando tu credi di essere lontano da me, spesso avviene che io ti sono
più vicino. Quando pensi che tutto sia perduto, spesso è quello il momento 
d'acquistar merito.
Non è vero che sia tutto perduto, perchè avviene il contrario di quanto
si aspettava.
Non devi giudicare secondo l'impressione del momento: e non devi
accasciarti sotto il peso di qualunque difficoltà, da qualunque parte ti 
venga, come non ci fosse più speranza di liberazione.
Non crederti del tutto abbandonato se per un po' di tempo ti mandassi 
qualche tribolazione, oppure ti togliessi quel conforto che desideri: per
questa via si passa al regno dei cieli. Senza dubbio riesce di maggiore
utilità per te e per gli altri miei fedeli essere esercitati nelle avversità, 
che avere ogni cosa a piacimento. Io vedo i pensieri nasconsti; e ti
assicuro a che tè molto giova alla tua salute essere talora lasciato senza
dolcezze; perchè tu non sia preso da orgoglio nel buon successo, e non 
voglia trovare motivo di compiacerti in te stesso, in ciò che non sei.
Io posso toglierti ciò che ti ho dato e ridartelo quando piace a me.
Quando te l'avrò dato, rimane cosa mia; quando te l'avrò ripreso, non ho
portato via nulla di tuo : perchè è mio ogni bene donato ed ogni dono 
perfetto.
Se ti manderò qualche tribolazione o contrarietà di qualsiasi specie, non 
indignarti, nè perderti di coraggio; io ti posso sollevare subito, e cambiarti
in gaudio qualunque, afflizione. Però quando ti tratto in questo modo, 
ricorda che sono giusto e degno di molta lode.
Se hai retto giudizio e guardi in faccia alla verità, non devi mai lasciarti 
abbattere dalla tristezza per causa delle avversità, ma piuttosto goderne 
ed essermi grato.
Anzi devi considerare quale unica gioia il fatto che affliggendoti con 
dolori, non ti tolga  il mio amore.
Come il padre ha amato me, cosi io amo voi , ho detto ai miei discepoli,
che non ho mandato di certo a godere la vita, ma a sostenere duri dolori,
non agli onori, ma ai disprezzi; non all'ozío, ma alle fatiche; non a riposare,
ma a raccongliere grandi frutti con la pazienza  Figliuolo mio, ricordati
sempre di queste parole ma cerca Gesù il Cristo.


( giovanipagine@gmail.com)


 Verso Cristo
Rivestitevi tutti di umiltà gli uni verso gli 
altri perché Dio resiste ai superbi ma da grazia 
agli umili.
Uimiliatevi dunque sotto la potente mano di Dio 
perché vi esalti al tempo opportuno gettando in 
lui ogni vostra preoccupazione perché egli ha cura 
di voi siate temperanti e vigilate il vostro nemico 
il diavolo come leone ruggente va in giro cercando 
di divorare. Resistetegli saldi nella fede sapendo 
che i vostri fratelli sparsi per il mondo subiscono 
le stesse sofferenze di voi.
 rivestitevi tutti di umiltà gli uni verso gli altri.
,       (“rivestirsi di umiltà gli uni verso gli altri”) _
il rapporto con gli altri secondo lo spirito cristiano,
ha una caratteristica inconfondibile l'umiltà
non porta al dominio ma al servizio 
non crea dipendenza ma autonomia 
non nasconde la verità ma la comunica `
non ostacola la storia ma la orienta
non esclude l'esperienza ma la esalta
favorisce la cordialità la spontaneicità la sincerità
riconosce i propri limiti senza lasciarsi paralizzare 
da essi riconosce i limiti altrui senza che 
essi tolgano considerazione e valorizzazione 
per i meriti e le virtù.
        (Dio resiste ai superbi)
L'azione di Dio preferisce gli umili e si allontana dai superbi,
la superbia allontana Dio perché non condivide le sue preferenze,
che sono per gli ultimi i deboli i piccoli ai quali rivela il suo mistero di amore,
la superbia è autoesclusione dal numero dei salvati come Abramo “
io in quanto polvere e cenere posso parlare al mio Dio “ 
nessun altro titolo per essere accolti aiutati 
il grido del povero penëtra i cieli risollevati per riconoscere in Dio l'origine e l'approdo 
la goccia di rugiada che nessuno vede sullo stelo del fiore è considerata da Dio perla preziosa.
       ( “Dio vi esalti al tempo opportuno”)
I tempi di Dio sono diversi
deludono le attese umane non per escluderle o forzarle ma per esaltare e purificarle
Dio ha esaltato l`uomo creandolo a sua immagine e somiglianza
lo ha esaltato ristabilendo in lui la dignità di figlio dopo il peccato
lo ha esaltato riaprendogli le porte del paradiso da cui era stato escluso
lo ha esaltato ridonandogli la vita la possibilità di amare
lo esalterà scoprendogli il suo volto di misericordia
apparendo sulle nubi del cielo giudice dei vivi de dei morti
parola inconfondibile che invita l'uomo al dialogo eterno della beatitudine
        (“il diavolo come leone ruggente”)
Il simbolo del leone è particolarmente espressivo
si aggira nel mondo identificando i luoghi dell'appuntamento dell'uomo con Dio \
per distruggerli, fraintenderli, nasconderli, confonderli, '
esprime la sua invidia distruttiva da serpente maledetto 
ogni qual volta lo splendore della creazione attira l”attenzione
intensifica la commozione autentica l'adesione e 
rovina soprattutto il rapporto tra gli uomini -
rendendo finta la carità non più in grado di testimoniare e rivelare la presenza dell”amore infinito
deludente la speranza a cui viene tolta la certezza della fedeltà di Dio alla promessa,
incerta la fede in quanto dominante è la menzogna
    ( “Saldi nella fede “)
La fede fondamento della vita secondo il piano di Dio
roccia su cui costruire la casa perché nel momento del terremoto non crolli
parola che illumina anche nella notte più oscura
conforto nel pianto più sconsolato '
stabilità solidità consistenza resistenza, vento favorevole che porta la barca attraverso il mare della vita e della
storia anche in tempesta
capacità di lotta quando il nemico si presenta come amico
il lupo come agnello l'avversario come fratello.
  ( il rapporto tra salire e discendere)
la salita e la discesa
una logica diversa
occorre salire distaccarsi faticare
salire vuol dire non soltanto godere gioire ma faticare sforzarsi impegnarsi
è il contrario del tutto facile subito a portata di mano sempre
salire non con l'elicottero ma con le proprie gambe
incominciare dal mattino presto
alzarsi nella notte nel cuore delle tenebre per godere della luce dell'alba
sveglierò l”aurora
tu rischiari le mie tenebre
salirò al tuo monte santo
al monte della tua dimora
alla fenditura nella roccia dove è possibile invocarti come Mosè
se ho trovato grazia presso di te mostrami il tuo volto”
rendici ancora capaci dopo anni di sentire il fascino dei monti
oltre quei monti vi sono altri monti ed altri ancora e
poi il monte dove tu abiti e la terra è sacra
occorre camminare a piedi scalzi
senza sandali ai piedi
il monte del tuo silenzio
il monte della tua parola
il monte del tuo sacrificio
il monte del roveto che brucia senza consumarsi
il monte da cui è possibile godere dello spettacolo della terra promessa come il Nebo per Mosè
e sentirsi esclusi perché ormai il monte non è più una realtà ma un simbolo
il simbolo della terra dove l'anima riposa
terra che non può essere che il cuore di Dio


Dobbiamo riposare in Dio
piuttosto che in tutti gli altri beni

Il fedele. - In tutto e sopratutto
cercherai sempre in Dio il tuo riposo,
anima mia, perchè Egli è l'eterna
pace dei santi. Dolcissimo e amatissimo
Gesù, concedimi di riposare in
te sopra ogni creatura, sopra ogni
salute e bellezza, sopra ogni gloria e
onore, sopra ogni potenza e dignità,
sopra ogni scienza e acutezza d'ingegno,
sopra ogni ricchezza ed arte, sopra
ogni letizia ed esultanza, sopra
ogni fama e lode, sopra ogni soavità
e conforto, sopra ogni speranza e
promessa, sopra ogni merito e desiderio;
sopra ogni dono e grazia che tu puoi
dare ed infondere; sopra ogni gaudio
e gioia che la mente può ricevere e
gustare; finalmente sopra gli Angeli
e gli Arcangeli e tutto l'esercito del
cielo ; sopra ogni cosa visibile ed
invisibile, sopra tutto ciò che non
sei tu, mio Dio.

 Perchè tu, o Signore Dio mio,
sei l'Ottimo sopra ogni cosa, tu solo
l'altissimo e l'onnipotente, tu solo
possiedi e doni ogni cosa. tu solo
inesauribile sorgente di dolcezze e
consolazioni; Tu solo sei suprema
bellezza e amore, suprema nobiltà e gloria.
in cui tutti i beni furono, sono e
saranno perfettamente raccolti insieme.
Perciò qualunque cosa tu mi doni,
al di fuori di te stesso, o di te mi
riveli o prometti, troppo scarsa e
insufficiente finchè non ti possa
vedere e possedere interamente.
Il mio cuore infatti non può essere
davvero in pace, nè pienamente
soddisfatto, se non riposa in te e non si
solleva sopra ogni dono ed ogni creatura.
O mio dilettissimo Signore Gesù
Cristo, purissimo amore, Signore di
tutte le creature, chi mi può dare ali
di vera libertà, per volare e riposare
in te?
O, quando potrò pienamente occuparmi
a considerare quanto sei
soave, Signore mio Dio?

Quando potrò raccogliermi totalmente
in tè, così che riempito del tuo
amore, non averta più me stesso,
ma scelta te, solo sopra ogni
sentimento ed ogni misura, in un modo che a
tutti non è dato di conoscere?
Ma ora levo spesso il mio gemito,
e sostengo in dolore la. mia iniquità.
Perchè questa valle di miserie è
ripiena di mali, che molto spesso mi
turbano, mi contrastano e mi offuscano;
e molto spesso mi stancano
e mi distraggono; mi allettano e mi
allacciano, affinchè io non possa
liberamente accostarmi a te, e averne i
soavi amplessi, di cui godono sempre
gli spiriti beati, Ti commuova il mio
sospiro e la molteplice mia desolazione quaggiù!
 O Gesù, splendore dell'eterna
gloria , conforto dell”anima pellegrina!
Tace al tuo cospetto la mia
bocca, ma ti parla il mio silenzio.
Quanto tarda a venire il mio Signore?
De, venga e dia gioia a questo suo poverello.
Porga la sua mano e strappi il miserabile
da ogni angustia. ›
Oh, vieni, vieni! Perchè senza di
tè non avrò nè un giorno, nè un'ora
felice. Tu solo sei la mia letizia, e
senza di te l'anima mia rimane vuota
Io sono oppresso da miseria
e somiglio a un prigioniero stretto da
catene, finchè tu con la luce della tua
presenza non venga a sollevarmi,
ricolmarmi la libertà e a farmi vedere
il tuo volto amico.
Cerchino pure gli altri ciò che
più loro piace, in cambio di tè; io
cerco e cercherò unicamente tè, o mio
Dio, che sei la mia speranza e la
mia eterna salute .
Non si placherà il gomito della mia
preghiera, finchè non ritorni la tua
grazia e non senta nel cuore la tua
voce.

Il Signore. - Eccomi presente .
Eccomi accanto a te, perchè tu mi
hai chiamato. Il tuo pianto, i sospiri
della tua anima la contrizione del
tuo cuore umiliato, mi hanno piegato
e ricondotto a te.

Il fedele. - Io esclamai Signore,
t'invocai e desiderai di goderti,
pronto a respingere ogni cosa per amor
tuo, Poichè tu, per primo, mi hai
scosso, affinchè ti cercassi.
Sii dunque benedetto, 0 Signore,
che fosti così buono col tuo servo,
secondo l'abbondanza della tua
misericordia . '
Che altro può dire il tuo. servo alla
tua presenza? Non gli rimane che
umiliarsi profondamente al tuo cospetto.
ripensando sempre ai suoi peccati, alla
sua nullità. Non v'è infatti meraviglia
nel cielo o sopra la terra che
ti possa essere messa a confronto .
Le tue opere sono perfette, i tuoi
giudizi sono veri e la tua provvidenza
regge l'universo .
Sia dunque lode e gloria a te, o
Sapienza del Padre; la mia bocca e
la mia anima ti elevino inni di benedizione,
insieme con tutte le creature.

da (giovanipagine@gmail.com.)



 

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