sabato 31 gennaio 2026

S Messa 14 giugno



noi amaria giovanipagine@gmail.com

14:38 (5 ore fa)
me


s messa  14 giugno
Ouando meditano sulla storia della salvezza, i credenti sco-
prono un Dio sconvolto dalle sofferenze dei suoi e sempre
pronto a perdonare il loro peccato. Quest'amore compassio-
nevole, chiamato «misericordia», spinge Dio a prendere con-
tinuamente iniziative sempre più audaci e inattese per rista-
bilire con i suoi l'alleanza compromessa. Nella memoria del
popolo eletto, l'esodo resta l'evento fondatore, nel corso del
quale esso ha fatto l'esperienza della sollecitudine divina nei
suoi confronti. Il Signore lo ha riunito attorno a sé. Attraver-
so molte disavventure, senza lasciarsi mai scoraggiare dalle
sue molteplici e gravi scappatelle, preservandolo dai pericoli,
procurandogli nel deserto cibo e bevanda, egli lo ha condot-
to fino alla terra promessa. Questa tenerezza divina evoca
T'immagine del Dio-pastore cantato dal salmo 23.

Quando Gesû scende dalla montagna dove, secondo Matteo,
ha pronunciato il suo lungo discorso inaugurale, grandi folle
lo seguono su una strada costellata di miracoli: molte guari-
gioni, fra cui soprattutto quelle di un lebbroso, del servo del
centurione romano, della suocera di Pietro, di un paralitico,
di una donna inferma, di due ciechi e di un indemoniato mu-
to; espulsione del demonio che tormentava due uomini; tem-
pesta sedata. Uscendo da Cafarnao, Gesů chiama un pubbli-
cano (vangelo di domenica scorsa). Strada facendo, sosta nel-
le sinagoghe delle città e dei villaggi per proclamare la buo-
na novela del Regno. Gesù ha fatto tutto questo mosso da
pietà per le folle stanche e sfinite, «come pecore senza pa-
store». Vedendole. il suo cuore ne resta sconvolto, come quel-
lo di Dio. 
Affinché il maggior numero di persone possibile possa bene-
ficiare di questa misericordia, egli sceglie dodici dei suoi di-
scepoli e li manda, con i suoİ stessi poteri, a proclamare il suo
messaggio, a guarire i malati e a scacciare i demoni. Non li
chiama «pastori», ma «operai della mèsse» che Dio fa germo-
gliare attraverso la Parola. Vi è, infatti, un solo pastore, il Cri-
sto morto per le folle straziate dal peccato. E lui che salva dal-
la collera divina, giustifica e riconcilia con il Padre, ridona la
vita. Scrivendo tutto questo, Matteo ricorda alle comunità cri-
stiane di tutti i tempi che la Chiesa ha la missione di testimo-
niare, con le sue azioni, la misericordia di Dio in mezzo alle fol-
le, in conformità all'insegnamento e all'esempio del Signore.

antifona d'ingresso Sal. 26,7.9
Ascolta, Signore, la mia voce: a te io grido.
Sei tu il mio aiuto, non respingermi,
non abbandonarmi, Dio della mia salvezza.teotno o

colletta
O Dio, fortezza di chi spera in te, ascolta benigno le nostre
invocazioni, e poiché nella nostra debolezza nulla possiamo
senza il tuo aiuto, soccorrici con la tua grazia, perché fede-
li ai tuoi comandamenti possiamo piacerti nelle intenzioni
e nelle opere. Per il nostro Signore Gesù Cristo...

oppure
O Padre, che hai fatto di noi un popolo profetico e sacerdo-
tale, chiamato ad essere segno visibile della nuova realtà
del tuo regno, donaci di vivere in piena comunione con te
nel sacrificio di lode e nel servizio dei fratelli, per diventa-
re missionari e testimoni del Vangelo. Per il nostro Signore Gesù Cristo..

prima lettura  Es 19,2-6a
Quando Dio sceglie un profeta, lo
fa sempre in vista di una missione a beneficio di altri: cosi 
Mose', il prototipo di questi inviati, e piu' tardi Gesu', l'Inviato,
il profeta per eccellenza. Lo stesso avviene nel caso del po-
polo dell'alleanza e, oggi, della Chiesa. Di conseguenza, non
si deve vantare di essere stati scelti di Dio quasi che si
trattasse di una dignità o di un titolo onorifico. Questa gra-
zia, data in vista di una missione, comporta una responsa-
bilita': testimoniare la santita di Dio davanti ai popoli.

DAL LUBR0 DELL'ESODO
In quei giorni, gli lsraeliti, levate le tende da Refidirn, giunse-
ro al deserto del Sinai, dove si accamparono; Israele si ac-
campo davanti al monte.
Mose' sali verso Dio, e il Signore lo chiamo dal monte, dicen-
do: «Questo dirai alla casa di Giacobbe e annuncerai agli
Israeliti: "Voi stessi avete visto cio che io ho fatto all'Egitto e
come ho sollevato voi su ali di aquile e vi ho fatti venire fino
a me. Ora, se darete ascolto alla mia voce e custodirete la
mia alleanza, voi sarete per me una proprietã particolare tra
tutti i popoli; mia infatti e tutta la terra! Voi sarete per me un
regno di sacerdoti e una nazione santa". - Parola di Dio.

salmo responsoriale  99,2; 3; 5
Popolo scelto da Dio per proclamare il suo amore: una gra-
zia e una responsabilita'.

RIT. Noi siamo suo popolo, gregge che egli guida.

Acclamate il Signore, voi tutti della terra,
servite il Signore nella gioia,
presentatevi a lui con esultanza./R

Riconoscete che solo il Signore è Dio:
egli ci ha fatti e noi siamo suoi,
suo popolo e gregge del suo pascolo./R

Buono e il Signore,
il suo amore è per sernpre,
la sua fedelta di generazione in generazione. /R

seconda lettura. Rm 5,6-11
Il passaggio dallo stato di peccatori a quello di credenti é
possibile grazie alla morte e alla risurrezione di Cristo ohe
ci riconciliano con Dio. Noi poniamo quindi la nostra fie-
rezza non in noi stessi, che siamo radicalmente incapaci di
conseguire la salvezza, la giustizia, ma in Dio che ci ama e
in Gesiù salvatore.

DALLA LETTERA DI SAN PAOLO APOSTOLO AL ROMANI
Fratelli, quando eravamo ancora deboli, nel tempo stabilito
Cristo mori per gli empi., ora, a stento qualcuno è disposto a
morire per un giusto; forse qualcuno oserebbe morire per una
persona buona.
Ma Dio dimostra il suo amore verso di noi nel fatto che, men-
tre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi. A mag-
gior ragione ora, giustificati nel suo sangue, saremo salvati
dall'ira per mezzo di lui.
Se infatti, quand'eravamo nemici, siamo stati riconciliati con
Dio per mezzo della morte del Figlio suo, molto piů, ora che
siamo riconciliati, saremo salvati mediante la sua vita, Non
solo, ma ci gloriamo pure in Dio, per mezzo del Signore no-
stro Gesù Cristo, grazie al quale ora abbiamo ricevuto la ri-
conciliazione. - Parola di Dio.

canto al Vangelo Mc 1,15
Alleluia, alleluia.
Il regno di Dio è vicino:
convertitevi e credete nel Vangelo.

Vangelo Mt 9,36-10,8
Durante la sua vita terrena, Gesù ha potuto avvicinare solo
qualche peccatore, come, ad esempio, il pubblicano Matteo
di cui ha fatto un discepolo. Ma, come quella di Dio, la sua
misericordia, questo sentimento che prende alle viscere, e
senza limiti. Non potendo essere contemporaneamente ovun-
 que, egli ha scelto dodici apostoli e li ha inviati in missione
in tutta la regione, donando loro istruzioni simili a quelle
ricevute da lui stesso dal Padre. Al momento della sua
Ascensione al cielo, egli farà del mondo intero il campo del
loro apostolato. Dovranno raccogliere i frutti di un seme che
essi hanno solo sparso e che è stato fatto germogliare da un
Altro. Oggi, egli non è più in mezzo a noi per scegliere e in-
viare gli operai nella sua mèsse. Bisogna quindi chiederli a
Dio nella preghiera.

DAL VANGELO SECONDO MATTEO
In quel tempo, Gesů, vedendo le folle, ne senti compassione,
perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno
pastore. Allora disse ai suoi discepoli: «La messe è abbon-
dante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore
della messe perchê mandi operai nella sua messe!».
Chiamati a sé i suoi dodici discepoli, diede loro potere sugli
spiriti impuri per scacciarli e guarire ogni malattia e ogni in-
fermità.
I nomi dei dodici apostoli sono: primo, Simone, chiamato Pie-
tro, e Andrea suo fratello; Giacomo, figlio di Zebedēo, e Gio-
vanni suo fratello; Filippo e Bartolomeo; Tommaso e Matteo
il pubblicano; Giacomo, figlio di Alfeo, e Taddeo; Simone il Ca-
naneo e Giuda l'Iscariota, colui che poi lo tradi.
Questi sono i Dodici che Gesū invið, ordinando loro: «Non an-
date fra i pagani e non entrate nelle cittā dei Samaritani; ri-
volgetevi piuttosto alle pecore perdute della casa d'israele.
Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vi-
cino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i leb-
brosi, scacciate i demõni. Gratuitamente avete ricevuto, gra-
tuitamente date», - Parola del Signore.

preghiera
O Dio, che nel pane e nel vino doni all'uomo il cibo che lo
alimenta e il sacramento che lo rinnova, fa' che non ci ven-
ga mai a mancare questo sostegno del corpo e dello spirito.
Per Cristo nostro Signore. 

antifona  Sal. 26,4
Una cosa ho chiesto al Signore,
questa sola io cerco:
abitare nella casa del Signore
tutti i giorni della mia vita.

oppure Gv 17,11
Dice il Signore: «Padre santo, custodisci nel tuo nome colo-
ro che mi hai dato, perché siano una cosa sola, come noi,

preghiera
Signore, la partecipazione a questo sacramento, segno del-
la nostra unione con te, edifichi la tua Chiesa nell'unità e
nella pace. Per Cristo nostro Signore.

sviluppi
Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel
nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro
ad osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ecco, io sono con voi
tutti i giorni, fino alla fine del mondo (Mt 28, 19-20).

Sia dungue noto a voi che questa salvezza di Dio viene ora rivolta
ai pagani ed essi l'ascolteranno! (At 28,28).

Voi siete la stirpe eletta, il sacerdozio regale, la nazione santa, il po-
polo che Dio si è acquistato perché proclami le opere meravigliose di
lui che vi ha chiamato dalle tenebre alla sua ammirabile luce (1Pt 2,9).

Gesù chiama il vangelo mietitura. E come se dicesse: «Tutto è pron-
to, tutte le disposizioni sono state prese. Vi mando a mietere il gra-
no maturo; potrete seminare e mietere nello stesso giornol». Quan-
do l'agricoltore esce di casa per andare a mietere è pieno di gioia
e raggiante di felicità. Non pensa né alle sofferenze né alle diffi-
coltà che potrà incontrare. Pensando alla messe che potrà am-
 massare, egli corre e si affretta a portare a termine il raccolto del-
l'annata. Nulla può traltenerlo, ostacolarlo o indurlo a dubitare
dell'avvenire.
Giovanni Crisostormo, Omelia sulla mésse abbondante)

Sono stato li per serivere all'Università di Parigi o perlomeno al
nostro maestro De Cornibus e al dottor Picardo per dire loro quan-
te migliaia e milioni di pagani si farebbero cristiani se vi fossero
operai per la mèsse.
(Francesco Savefio, Lettera del 15 gennaio 1544)

Conteranno molto, nella storia della Chiesa, le forme di apostola-
to che fanno molto chiasso?. Ciò che conta non è né la superficie,
né la lunghezza, né la larghezza. E' la profondità. L'apostolato si
misura con la sonda e non con la corda.
(L. Cerfaux, Il discorso missionario)

Dio ha deciso che certi sforzi si sarebbero fatti solo in seguito alla
preghiera dei suoi figli. Come il duro lavoro è una delle condizio-
ni del raccolto, cosi la preghiera è una delle condizioni della mès-
se di Dio.. Essa è il nostro strumento, il trapano che scava in
profondità per farne scaturire Dio.

(J. Loew. Come se vedesse l'ivisibile)

Pensate solo a Dio e alla diffusione del suo regno. E latteggia-
mento proprio della carità.. Nella carità non vi è più nulla di me
stesso. E l'immersione nella sorgente. Il suo desiderio diventa il
mio desiderio.
(VCh. Journet, Come una frecia incandescente) 


s messa 21 giugno
Da sempre, il fedele annuncio della parola di Dio è una mis-
sione pericolosa, Infatti, il profeta deve opporsi, in nome del
Signore, a un mondo che si fonda su valori che sono estranei
alla legge divina o che vi e'
esposto all'avversione . SI trova, quindi.
spesso violenta, di molti.
È nella logica delle cose: il messaggero di Dio non deve stu-
pirsene. La sua missione diventa invece particolarmente do-
lorosa quando si rivolge alla sua comunità e provoca la stes-
sa avversione. A forza di sentirsi trattato da profeta di sven-
tura e da perturbatore, di vedere i suoi amici spiare i suoi pas-
si falsi e le sue imprudenze, egli potrebbe arrivare a dubitare
di se stesso, della sua missione, di Dio stesso. Per sfuggire al-
lo sconcerto che lo minaccia egli ha una sola via di uscita: af-
fidarsi completamente a Dio che lo ha posto in una tale inso-
stenibile situazione.
Come tutti i profeti, Gesü ha sperimentato l'opposizione del
suo popolo e spesso l'incomprensione dei suoi discepoli piũ
vicini. Si è giunti perfino a considerarlo un inviato di satana
(Mt 12,24). Egli ha sentito crescere attorno a sé quell'odio
che lo avrebbe portato alla morte. Quando, al momento di af-
frontarla, ha avvertito, al Getsemani, un moto di ripulsa, si è
affidato interamente al Padre. Grazie alla sua fedeltà di in-
viato di Dio e alla sua totale obbedienza, la moltitudine deglià
uomini ha ricevuto il dono della vita eterna.

Anche i discepoli, ai quali ha affidato il suo vangelo perche lo
annuncino e testimonino, sono esposti all'avversione e all'o-
stilità: si puo ancora parlare di vangelo, se esso non disturba
nessuno? Ma i cristiani hanno spesso l'impressione che la lo-
ro battaglia sia persa ancor prima di iniziare. Piccolo gregge. 
sommersi dal mondo che li circonda, scarsamente considera-
ti e accusati di essere dei sognatori e dei guastafeste. di-
sprezzati, derisi, emarginati, sottoposti ad ogni sorta di pres-
sioni, se non addirittura a persecuzioni apertamente dichia-
rate o striscianti, i discepoli rischiano di cedere alla paura e
al dubbio. «Coraggio, dice loro Gesü. I| Padre è con voi e io
sono accanto a lui: voi non sarete confusi!. Questa certezza
deve vivificare continuamente la loro sicurezza, preservarli da
ogni atteggiamento arrogante e da ogni presunzione: la loro
forza non viene da loro stessi!

antifona d'ingresso Sal 27,8-9
II Signore è la forza del suo popolo
e rifugio di salvezza per il suo Cristo.  
Salva il tuo popolo, Signore, benedici la tua eredità,
e sii la sua guida per sempre.

colletta
Dona al tuo popolo, o Padre, di vivere sempre nella venera-
zione e nell'amore per il tuo santo nome, poiché tu non pri-
vi mai della tua guida coloro che hai stabilito sulla roccia
del tuo amore. Per il nostro Signore Gesù Cristo.

oppure
O Dio, che affidi alla nostra debolezza l'annuncio profetico
della tua parola, sostienici con la forza del tuo Spirito, per-
ché non ci vergogniamo mai della nostra fede, ma confes-
siamo con tutta franchezza il tuo nome davanti agli uomi-
ni, per essere riconosciuti da te nel giorno della tua venuta.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

prima lettura  Ger 20,10-13
In preda al dubbio e allo scoraggiamento, Geremia, con uno
scatto di fede e di fiducia, rimette la sua causa nelle mani
di colui che gli ha posto sulle spalle il fardello della sua mis-
 sione. E' talmente sicuro di vedere ristabilito da Dio il suo
buon diritto che la sua breve preghiera termina con un'a-
zione di grazie.

DAL LIDRO DEL PROFETA GEREMİA
Sentivo la calunnia di molti: «Terrore all'intorno! Denunciate-
lo! Si, lo denunceremo», Tutti i miei amici aspettavano la mia
caduta: «Forse si lascerá trarre in inganno, cosi noi prevarre-
mo su di lui, ci prenderemo la nostra vendetta».
Ma il Signore è al mio fianco come un prode valoroso, per
questo i miel persecutori vacilleranno e non potranno preva-
lere; arrossiranno perche' non avranno successo, sarà una ver-
gogna eterna e incancellabile.
Signore degli eserciti, che provi il giusto, che vedi il cuore e
la mente, possa io vedere la tua vendetta su di loro, poiché a
te ho affidato la mia causa! Cantate inni al Signore, lodate il
Signore, perche' ha liberato la vita del povero dalle mani dei
malfattori. Parola di Dio.

salmo responsoriale 68,8-10;14.17;33-35
Preghiera di un portavoce di Dio. Insultato, coperto di ver-
gogna, umiliato, egli continua ad essere sicuro di colui nel
quale ha riposto la sua fede.

RIT. Nella tua grande bontà rispondimi, o Dio.

Per te io sopporto l'insulto
e la vergogna mi copre la faccia;
sono diventato un estraneo ai miei fratelli,
uno straniero per i figli di mia madre.
Perché mi divora lo zelo per la tua casa,
gli insulti di chí ti insulta ricadono su di me. /R

Ma io rivolgo a te la mia preghiera,
Signore, nel tempo della benevolenza.
O Dio, nella tua grande bontà, rispondimi,
nella fedeltà della tua salvezza.
Rispondimi, Signore, perche buono è il tuo amore:
volgiti a me nella tua grande tenerezza./R 

Vedano i poveri e si rallegrino;
voi che cercate Dio, fatevi coraggio,
perche il Signore ascolta i miseri
non disprezza i suoi che sono prigionieri.
A lui cantino lode i cieli e la terra,
i mari e quanto brùlica in essi./R

seconda lettura  Rm 5,12-15
Il Cristo non rìmedia solo a una situazione catastrofica, con-
seguenza del peccato che si è moltiplicato nel mondo. All'o-
rigine di una nuova umanità grazie alla sua obbedienza,
egli instaura una situazione ben superiore, incomparabile.

DALLA LETTERA DI SAN PAOLO APOSTOLO AI ROMANIo
Fratelli, come a causa di un solo uomo il peccato è entrato
nel mondo e, con il peccato, la morte, cosi in tutti gli uomini
si è propagata la morte, poiche' tutti hanno peccato.
Fino alla Legge infatti c'era il peccato nel mondo e, anche se
il peccato non puð essere imputato quando manca la Legge,
la morte regno da Adamo fino a Mosè anche su quelli che non
avevano peccato a somiglianza della trasgressione di Adamo,
il quale è figura di colui che doveva venire.
Ma il dono di grazia non è come la caduta: se infatti per la
caduta di uno solo tutti morirono, molto di più la grazia i
Dio, e il dono concesso in grazia del solo uomo Gesù Cristo,
si sono riversati in abbondanza su tutti. - Parola di Dio.

canto al Vangelo cf.Gv 15,26b.27a
Alleluia, alleluia.
Lo Spirito della verità darà testimonianza di me, dice 
il Signore, e anche voi date testimonianza.

Vangelo  Mt 10,26-33
Il vangelo contesta i valori contrari alla legge di Dio. Esso
espone fatalmente all'avversione e persino alle persecuzioni
i discepoli che lo annunciano e ne vivono. Questo non deve
impedire loro di proclamarlo senza timori «gui tettin: il loro
Padre celeste veglia su di loro fin d'ora e, nel giorno del giu
dizio, il Signore sarà al loro fianco,

DAL VANGELO SECONDO MATTEO
In quel tempo, Gesu disse ai suoi apostoli: «Non abbiate pau-
ra degli uomini, poiché nulla vi è di nascosto che non sara' sve-
lato në di segreto che non sarā conosciuto. Ouello che io vi
dico nelle tenebre voi ditelo nella luce, e quello che ascoltate
all'orecchio voi annunciatelo dalle terrazze
E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo ma non
hanno potere di uccidere l'anima; abbiate paura piuttosto di
colui che ha il potere di far perire nella Geenna e l'anirma e il
corpo.
Due passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure nem-
meno uno di essi cadrà a terra senza il volere del Padre vo-
stro. Perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non
abbiate dunque paura: voi valete piû di molti passeri!
Percio' chiunque mi riconoscera' davanti agli uomini, anch'io lo
riconoscero' davanti al Padre mio che è nei cieli; chi invece mi
rinnegherà davanti agli uomini, anch'io lo rinneghero' davan-
ti al Padre mio che è nei cieli, Parola del Signore.

preghiera 
Accogli, Signore, la nostra offerta: questo sacrificio di espia-
zione ci purifichi e ci rinnovi, perché tutta la no-
stra vita sia bene accetta alla tua volontà. Per Cristo nostro
Signore.

antifona 
Gli occhi di tutti, Signore, si volgono a te fiduciosi
e tu provvedi loro il cibo a suo tempo.








































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mercoledì 30 novembre 2022

riposare in Dio



Bisogna implorare il divino aiuto  e aver fiducia di ricuperare la grazia.

Cristo Gesù. - Figliuolo, io sono il Signore che conforta nel giorno della 
tribolazione. Rivolgiti a me, quando non ti senti bene. Il maggiore 
ostacolo che metti alla consolazione celeste., è il ricorrere troppo tardi
alla preghiera. Poichè prima di venire a pregarmi con fervore, vai cercando 
molti conforti e ti rícrei nelle cose esteriori.
Ne consegue che i conforti ricercati ti giovano poco, finchè tu non sia
persuaso che sono io il liberatore di coloro iquali sperano in me e fuori di 
me non esiste valido soccorso ne utile consiglio, e neppure durevole 
rimedio.
Ma, ripreso coraggio dopo la tempesta, riconfortati nella luce delle mie
misericordie;perchè io sono vicino (disse il Signore)  per restaurare
ogni cosa, non solo integralmente, ma con abbondanza e oltre misura.
Vi è forse qualcosa che mi riesca difficile? Oppure sono come chi ha
parole e non fatti? Dovè la tua fede? Rimani fermo e perserverante.
Sii paziente ed ìntrepido; a suo tempo verrà il conforto.
Aspettami, aspettami: verrò e ti risanerò. 
È” una tentazione quella che ti molesta, ed è un timore vano quello che
ti spaventa.
A che ti serve l'inquietarti per cose che potrebbero accadere, se non ad
accumulare tristezza su tristezza?
A ciascun giorno basta il proprio male .
E' vano ed inutile turbarsi o rallegrarsi delle cose future, le quali forse
non avverranno mai.
 E' umano lasciarsi illudere da tali ìmmaginazioni, ma è anche segno di
animo piccolo cedere tanto facilmente alle suggestioni del nemico.
Egli infatti non fa caso se illuda e inganni con oggetti reali o con fanta-
smi; se faccia cadere con l'amore delle cose presenti o col timore delle 
future.
Non si turbi dunque il tuo cuore, ne si sgomenti .
Credi in me e confida nella mia misericordia.
Quando tu credi di essere lontano da me, spesso avviene che io ti sono
più vicino. Quando pensi che tutto sia perduto, spesso è quello il momento 
d'acquistar merito.
Non è vero che sia tutto perduto, perchè avviene il contrario di quanto
si aspettava.
Non devi giudicare secondo l'impressione del momento: e non devi
accasciarti sotto il peso di qualunque difficoltà, da qualunque parte ti 
venga, come non ci fosse più speranza di liberazione.
Non crederti del tutto abbandonato se per un po' di tempo ti mandassi 
qualche tribolazione, oppure ti togliessi quel conforto che desideri: per
questa via si passa al regno dei cieli. Senza dubbio riesce di maggiore
utilità per te e per gli altri miei fedeli essere esercitati nelle avversità, 
che avere ogni cosa a piacimento. Io vedo i pensieri nasconsti; e ti
assicuro a che tè molto giova alla tua salute essere talora lasciato senza
dolcezze; perchè tu non sia preso da orgoglio nel buon successo, e non 
voglia trovare motivo di compiacerti in te stesso, in ciò che non sei.
Io posso toglierti ciò che ti ho dato e ridartelo quando piace a me.
Quando te l'avrò dato, rimane cosa mia; quando te l'avrò ripreso, non ho
portato via nulla di tuo : perchè è mio ogni bene donato ed ogni dono 
perfetto.
Se ti manderò qualche tribolazione o contrarietà di qualsiasi specie, non 
indignarti, nè perderti di coraggio; io ti posso sollevare subito, e cambiarti
in gaudio qualunque, afflizione. Però quando ti tratto in questo modo, 
ricorda che sono giusto e degno di molta lode.
Se hai retto giudizio e guardi in faccia alla verità, non devi mai lasciarti 
abbattere dalla tristezza per causa delle avversità, ma piuttosto goderne 
ed essermi grato.
Anzi devi considerare quale unica gioia il fatto che affliggendoti con 
dolori, non ti tolga  il mio amore.
Come il padre ha amato me, cosi io amo voi , ho detto ai miei discepoli,
che non ho mandato di certo a godere la vita, ma a sostenere duri dolori,
non agli onori, ma ai disprezzi; non all'ozío, ma alle fatiche; non a riposare,
ma a raccongliere grandi frutti con la pazienza  Figliuolo mio, ricordati
sempre di queste parole ma cerca Gesù il Cristo.


( giovanipagine@gmail.com)


 Verso Cristo
Rivestitevi tutti di umiltà gli uni verso gli 
altri perché Dio resiste ai superbi ma da grazia 
agli umili.
Uimiliatevi dunque sotto la potente mano di Dio 
perché vi esalti al tempo opportuno gettando in 
lui ogni vostra preoccupazione perché egli ha cura 
di voi siate temperanti e vigilate il vostro nemico 
il diavolo come leone ruggente va in giro cercando 
di divorare. Resistetegli saldi nella fede sapendo 
che i vostri fratelli sparsi per il mondo subiscono 
le stesse sofferenze di voi.
 rivestitevi tutti di umiltà gli uni verso gli altri.
,       (“rivestirsi di umiltà gli uni verso gli altri”) _
il rapporto con gli altri secondo lo spirito cristiano,
ha una caratteristica inconfondibile l'umiltà
non porta al dominio ma al servizio 
non crea dipendenza ma autonomia 
non nasconde la verità ma la comunica `
non ostacola la storia ma la orienta
non esclude l'esperienza ma la esalta
favorisce la cordialità la spontaneicità la sincerità
riconosce i propri limiti senza lasciarsi paralizzare 
da essi riconosce i limiti altrui senza che 
essi tolgano considerazione e valorizzazione 
per i meriti e le virtù.
        (Dio resiste ai superbi)
L'azione di Dio preferisce gli umili e si allontana dai superbi,
la superbia allontana Dio perché non condivide le sue preferenze,
che sono per gli ultimi i deboli i piccoli ai quali rivela il suo mistero di amore,
la superbia è autoesclusione dal numero dei salvati come Abramo “
io in quanto polvere e cenere posso parlare al mio Dio “ 
nessun altro titolo per essere accolti aiutati 
il grido del povero penëtra i cieli risollevati per riconoscere in Dio l'origine e l'approdo 
la goccia di rugiada che nessuno vede sullo stelo del fiore è considerata da Dio perla preziosa.
       ( “Dio vi esalti al tempo opportuno”)
I tempi di Dio sono diversi
deludono le attese umane non per escluderle o forzarle ma per esaltare e purificarle
Dio ha esaltato l`uomo creandolo a sua immagine e somiglianza
lo ha esaltato ristabilendo in lui la dignità di figlio dopo il peccato
lo ha esaltato riaprendogli le porte del paradiso da cui era stato escluso
lo ha esaltato ridonandogli la vita la possibilità di amare
lo esalterà scoprendogli il suo volto di misericordia
apparendo sulle nubi del cielo giudice dei vivi de dei morti
parola inconfondibile che invita l'uomo al dialogo eterno della beatitudine
        (“il diavolo come leone ruggente”)
Il simbolo del leone è particolarmente espressivo
si aggira nel mondo identificando i luoghi dell'appuntamento dell'uomo con Dio \
per distruggerli, fraintenderli, nasconderli, confonderli, '
esprime la sua invidia distruttiva da serpente maledetto 
ogni qual volta lo splendore della creazione attira l”attenzione
intensifica la commozione autentica l'adesione e 
rovina soprattutto il rapporto tra gli uomini -
rendendo finta la carità non più in grado di testimoniare e rivelare la presenza dell”amore infinito
deludente la speranza a cui viene tolta la certezza della fedeltà di Dio alla promessa,
incerta la fede in quanto dominante è la menzogna
    ( “Saldi nella fede “)
La fede fondamento della vita secondo il piano di Dio
roccia su cui costruire la casa perché nel momento del terremoto non crolli
parola che illumina anche nella notte più oscura
conforto nel pianto più sconsolato '
stabilità solidità consistenza resistenza, vento favorevole che porta la barca attraverso il mare della vita e della
storia anche in tempesta
capacità di lotta quando il nemico si presenta come amico
il lupo come agnello l'avversario come fratello.
  ( il rapporto tra salire e discendere)
la salita e la discesa
una logica diversa
occorre salire distaccarsi faticare
salire vuol dire non soltanto godere gioire ma faticare sforzarsi impegnarsi
è il contrario del tutto facile subito a portata di mano sempre
salire non con l'elicottero ma con le proprie gambe
incominciare dal mattino presto
alzarsi nella notte nel cuore delle tenebre per godere della luce dell'alba
sveglierò l”aurora
tu rischiari le mie tenebre
salirò al tuo monte santo
al monte della tua dimora
alla fenditura nella roccia dove è possibile invocarti come Mosè
se ho trovato grazia presso di te mostrami il tuo volto”
rendici ancora capaci dopo anni di sentire il fascino dei monti
oltre quei monti vi sono altri monti ed altri ancora e
poi il monte dove tu abiti e la terra è sacra
occorre camminare a piedi scalzi
senza sandali ai piedi
il monte del tuo silenzio
il monte della tua parola
il monte del tuo sacrificio
il monte del roveto che brucia senza consumarsi
il monte da cui è possibile godere dello spettacolo della terra promessa come il Nebo per Mosè
e sentirsi esclusi perché ormai il monte non è più una realtà ma un simbolo
il simbolo della terra dove l'anima riposa
terra che non può essere che il cuore di Dio


Dobbiamo riposare in Dio
piuttosto che in tutti gli altri beni

Il fedele. - In tutto e sopratutto
cercherai sempre in Dio il tuo riposo,
anima mia, perchè Egli è l'eterna
pace dei santi. Dolcissimo e amatissimo
Gesù, concedimi di riposare in
te sopra ogni creatura, sopra ogni
salute e bellezza, sopra ogni gloria e
onore, sopra ogni potenza e dignità,
sopra ogni scienza e acutezza d'ingegno,
sopra ogni ricchezza ed arte, sopra
ogni letizia ed esultanza, sopra
ogni fama e lode, sopra ogni soavità
e conforto, sopra ogni speranza e
promessa, sopra ogni merito e desiderio;
sopra ogni dono e grazia che tu puoi
dare ed infondere; sopra ogni gaudio
e gioia che la mente può ricevere e
gustare; finalmente sopra gli Angeli
e gli Arcangeli e tutto l'esercito del
cielo ; sopra ogni cosa visibile ed
invisibile, sopra tutto ciò che non
sei tu, mio Dio.

 Perchè tu, o Signore Dio mio,
sei l'Ottimo sopra ogni cosa, tu solo
l'altissimo e l'onnipotente, tu solo
possiedi e doni ogni cosa. tu solo
inesauribile sorgente di dolcezze e
consolazioni; Tu solo sei suprema
bellezza e amore, suprema nobiltà e gloria.
in cui tutti i beni furono, sono e
saranno perfettamente raccolti insieme.
Perciò qualunque cosa tu mi doni,
al di fuori di te stesso, o di te mi
riveli o prometti, troppo scarsa e
insufficiente finchè non ti possa
vedere e possedere interamente.
Il mio cuore infatti non può essere
davvero in pace, nè pienamente
soddisfatto, se non riposa in te e non si
solleva sopra ogni dono ed ogni creatura.
O mio dilettissimo Signore Gesù
Cristo, purissimo amore, Signore di
tutte le creature, chi mi può dare ali
di vera libertà, per volare e riposare
in te?
O, quando potrò pienamente occuparmi
a considerare quanto sei
soave, Signore mio Dio?

Quando potrò raccogliermi totalmente
in tè, così che riempito del tuo
amore, non averta più me stesso,
ma scelta te, solo sopra ogni
sentimento ed ogni misura, in un modo che a
tutti non è dato di conoscere?
Ma ora levo spesso il mio gemito,
e sostengo in dolore la. mia iniquità.
Perchè questa valle di miserie è
ripiena di mali, che molto spesso mi
turbano, mi contrastano e mi offuscano;
e molto spesso mi stancano
e mi distraggono; mi allettano e mi
allacciano, affinchè io non possa
liberamente accostarmi a te, e averne i
soavi amplessi, di cui godono sempre
gli spiriti beati, Ti commuova il mio
sospiro e la molteplice mia desolazione quaggiù!
 O Gesù, splendore dell'eterna
gloria , conforto dell”anima pellegrina!
Tace al tuo cospetto la mia
bocca, ma ti parla il mio silenzio.
Quanto tarda a venire il mio Signore?
De, venga e dia gioia a questo suo poverello.
Porga la sua mano e strappi il miserabile
da ogni angustia. ›
Oh, vieni, vieni! Perchè senza di
tè non avrò nè un giorno, nè un'ora
felice. Tu solo sei la mia letizia, e
senza di te l'anima mia rimane vuota
Io sono oppresso da miseria
e somiglio a un prigioniero stretto da
catene, finchè tu con la luce della tua
presenza non venga a sollevarmi,
ricolmarmi la libertà e a farmi vedere
il tuo volto amico.
Cerchino pure gli altri ciò che
più loro piace, in cambio di tè; io
cerco e cercherò unicamente tè, o mio
Dio, che sei la mia speranza e la
mia eterna salute .
Non si placherà il gomito della mia
preghiera, finchè non ritorni la tua
grazia e non senta nel cuore la tua
voce.

Il Signore. - Eccomi presente .
Eccomi accanto a te, perchè tu mi
hai chiamato. Il tuo pianto, i sospiri
della tua anima la contrizione del
tuo cuore umiliato, mi hanno piegato
e ricondotto a te.

Il fedele. - Io esclamai Signore,
t'invocai e desiderai di goderti,
pronto a respingere ogni cosa per amor
tuo, Poichè tu, per primo, mi hai
scosso, affinchè ti cercassi.
Sii dunque benedetto, 0 Signore,
che fosti così buono col tuo servo,
secondo l'abbondanza della tua
misericordia . '
Che altro può dire il tuo. servo alla
tua presenza? Non gli rimane che
umiliarsi profondamente al tuo cospetto.
ripensando sempre ai suoi peccati, alla
sua nullità. Non v'è infatti meraviglia
nel cielo o sopra la terra che
ti possa essere messa a confronto .
Le tue opere sono perfette, i tuoi
giudizi sono veri e la tua provvidenza
regge l'universo .
Sia dunque lode e gloria a te, o
Sapienza del Padre; la mia bocca e
la mia anima ti elevino inni di benedizione,
insieme con tutte le creature.

da (giovanipagine@gmail.com.)



 

S Messa 14 giugno

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