sabato 31 gennaio 2026

S Messa 3 maggio



noi amaria giovanipagine@gmail.com

14:38 (5 ore fa)
me


 s messa 3 maggio
Le «cose della fede» sono realtà invisibili, non astrazioni. Dal
momento che sfuggono all'esperienza sensibile, per poterne
parlarne occorre ricorrere al linguaggio delle immagini, alle
analogie che le evocano, ma non esauriscono il loro mistero.
Cercare di immaginarle, misconoscendo la loro trascendenza,
non puờ che fuorviare.
Gesů, ritornato alla «casa» del Padre, ci prepara un «posto».
Ritornerà a prenderci perchề siamo anche noi «dove è lui, co-
me Tommaso, vorremmo saperne di più. La risposta di Gesü
libera dalle illusioni, dai miraggi dell'immaginazione. Gesü è
lui stesso, personalmente, la via, cosi come è la verità e la vi-
ta. Egli conduce al Padre, lo conosce e dona la vita. Si tratta
di essere con lui e in lui. Le nostre strade terrene possono di-
ventare poco sicure, impraticabili. Gesū-Via! resta sempre ac-
cessibile e, nell'oscurità della fede, ci conduce infallibilmente
al termine del viaggio.
«Si, ma noi non abbiamo mai visto il Padre», insiste Filippo.
Anche la risposta di Gesù ci riconduce alla realtā. In lui, che
solo lo conosce, si è rivelato il Dio invisibile che noi dobbia-
mo, a nostra volta, far conoscere agli altri, compiendo opere
simili a quelle del Signore.
Su un altro versante, è impossibile racchiudere in una sola de-
finizione la realtà intima della Chiesa, al tempo stesso visibile
e invisibile, umana e divina. Assimilarla alle forme dei rag-
gruppamenti umani che noi conosciamo produce equivochi
spesso gravi. Anche in questo caso bisogna ricorrere a imma-
gini, fra cui quella dell'«edificio spirituale». Esso è fondato sul
Signore, la «pietra angolare». I cristiani ne sono le «pietre vive».
 diversi ministeri che si esercitano nelle comunità cristiane
vanno compresi e situati nella prospettIva di questa costruz-
zione. Come è avvenuto già nei tempi apostolici, potrà crea-
re necessarie o istituirne di nuovi per rispondere alle necessità
che appaiono qua e là nel corso dei secoli. Cosi, oggi, si affi-
dano sempre più responsabilitā pastorali ai laici, uomini
donne, e non solo a causa della scarsità di sacerdoti,

antifona d'ingresso Sal 97,1-2
Cantate al Signore un canto nuovo,
perché ha compiuto prodigi;
a tutti i popoli ha rivelato la salvezza, alleluia.

colletta
O Padre, che ci hai donato il Salvatore e lo Spirito Santo,
guarda con benevolenza i tuoi figli di adozione, perché a tut-
ti i credenti in Cristo sia data la vera libertà e l'eredità eter-
na. Per il nostro Signore Gesù Cristo..

oppure
O Padre, che ti riveli in Cristo maestro e redentore, fa' che
aderendo a lui, pietra viva, rigettata dagli uomini, ma scel-
ta e preziosa davanti a te, siamo edificati anche noi in sa-
cerdozio regale, popolo santo, tempio della tua gloria. Per il
nostro Signore Gesù Cristo..

prima lettura At 6,1-7
Credenti di lingue e, soprattutto, di culture diverse, ebraica
e greca, si sono trovati riuniti nella Chiesa di Gerusalemme.
Cresciuti di numero, i greci» hanno ritenuto che il loro
gruppo non fosse tenuto sufficientemente presente, che fosse
anzi decisamente «trascurato», nella distribuzione degli aiu-
ti destinati alle vedove. Per rispettare le differenze salva-
guardando la comunione, i Dodici hanno allora proposto di
costituire sette «greci» come corresponsabili del servizio del-
le mense». Questa prima iniziativa, assunta per rispondere
a necessità organizzative di ordine materiale, avrà delle con- 
seguenze non previste in quel momento. Essa sarà seguita
do molte altre. I sette si vedranno ben presto associati agli
apostoli nell'annuncio del vangelo. Per rispondere ai bisogni
delle Chiese e alla missione verranno progressivamente isti-
tuiti nuovi e diversi ministeri.

DAGLI ATTI DEGLI APOSTOLI
In guei giorni, aumentando il numero dei discepoli, quelli di lin-
pua greca mormorarono contro quelli di lingua ebraica perché,
nell'assistenza quotidiana, venivano trascurate le loro vedove.
Allora i Dodici convocarono il gruppo dei discepoli e dissero:
«Non è giusto che noi lasciamo da parte la parola di Dio per
servire alle mense. Dunque, fratelli, cercate fra voi sette uo-
mini di buona reputazione, pieni di Spirito e di sapienza, ai
quali affideremo questo incarico. Noi, invece, ci dedicheremo
alla preghiera e al servizio della Parola».
Piacque questa proposta a tutto il gruppo e scelsero Stefano,
uomo pieno di fede e di Spirito Santo, Filippo, Procoro, Nicà-
nore, Timone, Parmenàs e Nicola, un prosèlito di Antiochia.
Li presentarono agli apostoli e, dopo aver pregato, imposero
loro le mani.
E la parola di Dio si diffondeva e il numero dei discepoli a Ge-
rusalemme si moltiplicava grandemente; anche una grande
moltitudine di sacerdoti aderiva alla fede. Parola di Dio.

salmo responsoriale 32,1-2;4-5;18-19
Azione di grazie per la fecondità della Parola e per la co-
munione nella diversità.

RIT. I/ tuo amore, Signore, sia su di noi: in te speriamo.

Esultate, o giusti, nel Signore;
per gli uomini retti è bella la lode.
Lodate il Signore con la cetra,
con l'arpa a dieci corde a lui cantate./R 

Perché retta è la parola del Signore
e fedele ogni sua opera.
Egli ama la giustizia e il diritto;
dell'amore del Signore è piena la terra./R

Ecco, I'occhio del Signore è su chi lo teme,
su chi spera nel suo amore,
per liberarlo dalla morte
e nutrirlo in tempo di fame./R

seconda lettura  1Pt 2,4-9
Fondata sul Cristo, «pietra angolare», la comunità di coloro
che hanno risposto all'appello di Dio costituisce un comples-
so vivente, un «edificio spirituale», Tutti coloro che sono sta-
ti inseriti dalla fede in questa costruzione sono corresponsa-
bili del suo armonioso sviluppo. Devono partecipare alla mis-
sione e celebrare nella loro vita un culto gradito a Dio.

DALLA PRIMA LETTERA DI SAN PIETRO APOSTOLO
Carissimi, avvicinandovi al Signore, pietra viva, rifiutata dagli
uomini ma scelta e preziosa davanti a Dio, quali pietre vive
siete costruiti anche voi come edificio spirituale, per un sa-
cerdozio santo e per offrire sacrifici spirituali graditi a Dio,
mediante Gesù Cristo. Si legge infatti nella Scrittura: «Ecco,
io pongo in Sion una pietra d'angolo, scelta, preziosa, e chi
crede in essa non resterà deluso».
Onore dunque a voi che credete; ma per quelli che non cre-
dono la pietra che i costruttori hanno scartato è diventata pie-
tra d'angolo e sasso d'inciampo, pietra di scandalo.
Essi v'inciampano perche' non obbediscono alla Parola. A que-
sto erano destinati. Voi invece siete stirpe eletta, sacerdozio
regale, nazione santa, popolo che Dio si è acquistato perché
proclami le opere ammirevoli di lui, che vi ha chiamato dalle
tenebre alla sua luce meravigliosa. - Parola di Dio.

canto al Vangelo Gv 14,6
Alleluia, alleluia.
lo sono la via, la verità e la vita, dice il Signore;
nessuno viene al Padre se non per mezzo di me.

Vangelo.  Gv 14,1-12
Risorto, salito al cielo, assiso alla destra del Padre, il Si-
gnore ritornerà per introdurci nella casa del Padre, I ter-
mini che traducono il senso della Pasqua del Cristo e il di-
namismo nel quale si trovano coinvolti i credenti evocano
realtà di un altro ordine, realtà trascendenti, quindi impos-
sibili da immaginare. Le domande un po' ingenue di Tom-
maso, nel quale molti possono riconoscersi, offrono l'occasio-
ne per un chiarimento di fondo. Gesù è personalmente la via,
la verità e la vita. Conoscerlo è conoscere il Padre che è una
cosa sola con lui. Credere porta a compiere le stesse opere che
accreditano il Figlio. La fede pasquale non ha veramente nul-
la a che vedere con i sogni che fanno evadere dalla realtà. Es-
sa orienta risolutamente verso il presente e impegna fin da
ora» la responsabilità dei credenti nel mondo e nella Chiesa.

DAL VANGELO SECONDO GiOVANNI
In quel tempo, Gesû disse ai suoi discepoli: «Non sia turbato
il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in
me. Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi
avrei mai detto: "Vado a prepararvi un posto"? Quando sarò
andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi pren-
dero' con me, perché dove sono io siate anche voi. E del luo-
go dove io vado, conoscete la via».
Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai; come
possiamo conoscere la via?». Gli disse Gesû: lo sono la via,
la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo
di me. Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre
mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto»,
Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». Gli ri-
spose Gesů: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai co-
nosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre. Come puoi
tu dire: "Mostraci il Padre"? Non credi che io sono nel Padre
e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me
stesso: ma il Padre, che rimane in me, compie le sue opere.
Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me. Se non al-
tro, credetelo per le opere stesse. 
In verità, in verità io vi dico: chi crede in me, anch'egli com-
pirà le opere che io compio e ne compirà di piû grandi di que-
ste, perché io vado al Padre», Parola del Signore.

preghiera
O Dio, che in questo scambio di doni ci fai partecipare alla
comunione con te, unico e sommo bene, concedi che la luce
della tua verità sia testimoniata dalla nostra vita. Per Cri-
sto nostro Signore,

antifona Gv 14,6
lo sono la via, la verità e la vita, dice il Signore. Alleluia.

preghiera
Assisti, Signore, il tuo popolo, che hai colmato della grazia
di questi santi misteri, e fa' che passiamo dalla decadenza
del peccato alla pienezza della vita nuova. Per Cristo nostro
Signore.

sviluppie
Nel deserto preparate la via al Signore, appianate nella steppa la
strada per il nostro Dio» (Is 40,3).
«lo sono la luce del mondo; chi segue me, non camminerà nelle te-
nebre, ma avrà la luce della vita» (Gv 8,12).
Dio che disse: Rifulga la luce dalle tenebre, rifulse nei nostri cuo-
ri, per far risplendere la conoscenza della gloria divina che rifulge
sul volto di Cristo (2Cor 4,6).
Per Dio era troppo poco dare il proprio Figlio perché indicasse la
via; egli ne ha fatto la Via, che tu puoi percorrere sotto la sua gui-
da, il cammino che puoi seguire.
(Agostino, Sermone sul salmo l09)

Si leggono a volte pagine molto belle su Dio, sui suoi attributi, sul
la sua grandezza, sul suo mistero. Le si definirebbe volentierì mi-
stiche, se non si temesse di sciupare questo termine. Ma se manca 
il nome di Gesù Cristo non si sfugge al dubbio, Ciò che dice l'au-
tore, come lo sa? da dove lo ricava? I cristiani hanno ragione di dif
fidare delle affermazioni teologiche che non derivano dalla cono-
scenza di Cristo o che si suolgono senza un esplicito riferimento al
suo Vangelo. Non bisogna stancarsi di ripetere la frase chiave che
leggiamo in Giovanni: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi
hai conosciuto, Filippo?» (Gu 14,9). Essa significa che l'unità di Dio
e dell'uomo in Gesù manifesta nel tempo l'unità eterna del Padre e
del Figlio nello Spirito Santo. La voce del Figlio è la voce del Pa-
dre. Ascoltare Gesiù è ascoltare il Padre. L'immagine proposta da
Urs von Balthasar è suggestiva. Egli afferma che il eredente sente
questa voce «come in stereofonia».

Ononc Fr. Varillon, La soferenza di Dio)

s messa 10 maggio
Benche ormai invisibile, Gesù è in mezzo ai suoi, con una pre-
senza di cui la condizione umana non limita più l'irraggia-
mento e che prolunga «un altro Consolatore», «lo Spirito di
verità». E una relazione forte come l'amore divino che il Si-
gnore risorto offre a coloro che, nella fede, riconoscono in lui
il vivente che dona la vita. Di conseguenza, la fedeltà ai co-
mandamenti non ha nulla di servile: essa esprime e autenti-
ca il profondo attaccamento dei discepoli al loro Signore, mo-
dello di obbedienza nei riguardi di Colui che lo ha inviato e
che accoglie come suoi figli i discepoli del Figlio prediletto.
Questa è la religione cristiana: ugualmente distante sia dal
moralismo che dal formalismo, sia dall'adesione puramente
intellettuale o sentimentale che da qualsiasi conformismo
esteriore, sia dall'evasione fuori da questo mondo che da una
vaga religiositā senza contenutO oggettivo.

I comandamenti di Dio non sono né leggi nel senso giuridico
del termine né precetti di buona condotta. Essi segnalano la
strada della «vita retta» rivelata dal Cristo. Il fatto di prendere
questa strada e restare su di essa espone certamente a calun-
nie e sofferenze che non sono state risparmiate al santo, Con-
segnato alla morte per portare a Dio i colpevoli e i peccatori.

Bisogna essere sempre pronti a rendere conto della speran-
za che è in noi, ma «con dolcezza e rispetto». Questa umile
testimonianza sarà più forte di mnolti discorsi e di un'apologia
aggressiva. Ciò che Pietro ha scritto nella sua prima lettera
 resta attuale, soprattutto ai nostri giorni, in cui nulla sfugge
alla tentazione di una pubblicità chiassosa e ageressiva, in-
farcita di slogan destinati ad anestetizzare la possibilitā di ri-
flettere con calma
Le persecuzioni possono diventare addirittura occasioni di
avanzamento dell'evangelizzazione. Esse hanno obbligato cer-
ti fratelli della prima comunità cristiana di Gerusalemme a di-
sperdersi e a portare cosi il vangelo al di fuori della Giudea.
La parola di Dio e la liturgia fanno convergere i loro raggi su
ciò che avviene qui ed ora. Ma volgono anche i nostri sguar-
di verso ciò che dobbiamo fare perche' il messaggio pasquale
oltrepassi i nostri orizzonti familiari.

antifona d'ingresso cf.Is 48,20
Con voce di giubilo date il grande annunzio, fatelo giungere ai
confini del mondo: il Signore ha liberato il suo popolo, alleluia.

colletta
Dio onnipotente, fa' che viviamo con rinnovato impegno que-
sti giorni di letizia in onore del Cristo risorto, per testimo-
niare nelle opere il memoriale della Pasqua che celebriamo
nella fede. Per il nostro Signore Gesù Cristo..

oppure
O Dio, che ci hai redenti nel Cristo tuo Figlio messo a mor-
te per i nostri peccati e risuscitato alla vita immortale, con-
fermaci con il tuo Spirito di verità, perché nella gioia che
viene da te, siamo pronti a rispondere a chiunque ci do-
mandi ragione della speranza che è in noi. Per il nostro Si-
gnore Gesù Cristo...

prima lettura At 8,5-8.14-17
La persecuzione ha provocato la dispersione di una parte
della comunità cristiana di Gerusalemme (At 1,1-4). Filip-
po, uno dei sette istituiti in un primo tempo il servizio
per
delle mense (At 6, 1 7), si rifugia in Samaria, dove predica il 
vangelo compiendo segni analoghi a quelli di Gesù. Il bat-
tesimo dei samaritani spinge anche gli apostoli Pietro e Gio-
vanni a uscire dalla Giudea. Un esempio di attenzione ai
«segni dei tempi» che merita di essere ricordato e meditato!

DAGLI ATTI DEGLI APOSTOLI
In quei giorni, Filippo, sceso in una città della Samaria, pre-
dicava loro il Cristo. E le folle, unanimi, prestavano attenzio-
ne alle parole di Filippo, sentendolo parlare e vedendo i se-
gni che egli compiva. Infatti da molti indemoniati uscivano spi-
riti impuri, emettendo alte grida, e molti paralitici e storpi fu-
rono guariti. E vi fu grande gioia in quella città.
Frattanto gli apostoli, a Gerusalemme, seppero che la Sa-
maria aveva accolto la parola di Dio e inviarono a loro Pietro
e Giovanni. Essi scesero e pregarono per loro perchế riceves-
sero lo Spirito Santo; non era infatti ancora disceso sopra nes-
suno di loro, ma erano stati soltanto battezzati nel nome del
Signore Gesù. Allora imponevano loro le mani e quelli riceve-
vano lo Spirito Santo. - Parola di Dio.

salmo responsoriale 65,1-3a;4-5;6-7a;16.20
Ancor oggi il vangelo viene accolto con gioia oltre le nostre
frontiere. Alleluia!

RIT. Acclamate Dio, voi tutti della terra.

Acclamate Dio, voi tutti della terra,
cantate la gloria del suo nome,
dategli gloria con la lode.
Dite a Dio: «Terribili sono le tue opere!/R

A te si prostri tutta la terra,
a te canti inni, canti al tuo nome».
Venite e vedete le opere di Dio,
terribile nel suo agire sugli uomini./R

Egli cambio il mare in terraferma;
passarono a piedi il fiume:
per questo in lui esultiamo di gioia.
Con la sua forza domina in eterno./R

Venite, ascoltate, voi tutti che temete Dio,
e narrerò quanto per me ha fatto.
Sia benedetto Dio,
che non ha respinto la mia preghiera
non mi ha negato la sua misericordia./R

seconda lettura 1Pt3,15-18
In poche righe, un codice di condotta cristiana in mezzo al-
le contraddizioni del mondo: audacia umile e rispettosa di
tutti nella professione della fede; fedeltà nel compimento del
bene qualunque cosa accada; in ogni circostanza, compor-
tamento analogo a quello del Cristo, il giusto «morto per gli
ingiusti per ricondurci a Dio»,

DALLA PRIMA LETTERA DI SAN PIETRO APOSTOLO
Carissimi, adorate il Signore, Cristo, nei vostri cuori, pronti
sempre a rispondere a chiunque vi domandi ragione della spe-
ranza che è in voi.
Tuttavia questo sia fatto con dolcezza e rispetto, con una ret-
ta coscienza, perché, nel momento stesso in cui si parla ma-
le di voi, rimangano svergognati quelli che malignano sulla vo-
stra buona condotta in Cristo.
Se questa infatti è la volontà di Dio, è meglio soffrire ope-
rando il bene che facendo il male, perché anche Cristo è mor-
to una volta per sempre per i peccati, giusto per gli ingiusti,
per ricondurvi a Dio; messo a morte nel corpo, ma reso vivo
nello spirito. - Parola di Dio.

Alleluia, alleluia. Gv 14.23
Se uno mi ama, osserverà la mia parola, dice il Signore,
e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui. 

Vangelo Gv 14,15-21
Una breve variazione su alcuni temi cari a Giovanni: la fe-
deltà ai comandamenti, criterio decisivo dell'attaccamento
al Cristo che intercede per noi, pegno dell'invio dello Spiri-
to consolatore; la fedeltà cristiana, comunione alla vita del
Padre e del Figlio nell'unità dello Spirito Santo.

DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI
In quel tempo, Gesũ disse ai suoi discepoli: «Se mi amate, os-
serverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli
vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre,
lo Spirito della verità, che il mondo non puo ricevere perché
non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete perché egli ri-
mane presso di voi e sarà in voi.
Non vi lascerõ orfani: verrò da voi. Ancora un poco e il mon-
do non mi vedrā più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e
voi vivrete. In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre
mio e voi in me e io in voi.
Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui
che mi ama. Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch'io
lo amerò e mi manifesterò a lui», - Parola del Signore.

preghiera
Accogli, Signore, l'offerta del nostro sacrificio, perché, rin-
novati nello spirito, possiamo rispondere sempre meglio al-
l'opera della tua redenzione. Per Cristo nostro Signore.

antifona Gv 14.15-16
«Se mi amate, osservate i miei comandamenti», dice il Si-
gnore. «lo pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Conso-
latore, che rimanga con voi in eterno», alleluia.

preghiera
O Dio grande e misericordioso, che nel Signore risorto ri-
porti l'umanità alla speranza eterna, accresci in noi l'effi- 




























































































































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mercoledì 30 novembre 2022

riposare in Dio



Bisogna implorare il divino aiuto  e aver fiducia di ricuperare la grazia.

Cristo Gesù. - Figliuolo, io sono il Signore che conforta nel giorno della 
tribolazione. Rivolgiti a me, quando non ti senti bene. Il maggiore 
ostacolo che metti alla consolazione celeste., è il ricorrere troppo tardi
alla preghiera. Poichè prima di venire a pregarmi con fervore, vai cercando 
molti conforti e ti rícrei nelle cose esteriori.
Ne consegue che i conforti ricercati ti giovano poco, finchè tu non sia
persuaso che sono io il liberatore di coloro iquali sperano in me e fuori di 
me non esiste valido soccorso ne utile consiglio, e neppure durevole 
rimedio.
Ma, ripreso coraggio dopo la tempesta, riconfortati nella luce delle mie
misericordie;perchè io sono vicino (disse il Signore)  per restaurare
ogni cosa, non solo integralmente, ma con abbondanza e oltre misura.
Vi è forse qualcosa che mi riesca difficile? Oppure sono come chi ha
parole e non fatti? Dovè la tua fede? Rimani fermo e perserverante.
Sii paziente ed ìntrepido; a suo tempo verrà il conforto.
Aspettami, aspettami: verrò e ti risanerò. 
È” una tentazione quella che ti molesta, ed è un timore vano quello che
ti spaventa.
A che ti serve l'inquietarti per cose che potrebbero accadere, se non ad
accumulare tristezza su tristezza?
A ciascun giorno basta il proprio male .
E' vano ed inutile turbarsi o rallegrarsi delle cose future, le quali forse
non avverranno mai.
 E' umano lasciarsi illudere da tali ìmmaginazioni, ma è anche segno di
animo piccolo cedere tanto facilmente alle suggestioni del nemico.
Egli infatti non fa caso se illuda e inganni con oggetti reali o con fanta-
smi; se faccia cadere con l'amore delle cose presenti o col timore delle 
future.
Non si turbi dunque il tuo cuore, ne si sgomenti .
Credi in me e confida nella mia misericordia.
Quando tu credi di essere lontano da me, spesso avviene che io ti sono
più vicino. Quando pensi che tutto sia perduto, spesso è quello il momento 
d'acquistar merito.
Non è vero che sia tutto perduto, perchè avviene il contrario di quanto
si aspettava.
Non devi giudicare secondo l'impressione del momento: e non devi
accasciarti sotto il peso di qualunque difficoltà, da qualunque parte ti 
venga, come non ci fosse più speranza di liberazione.
Non crederti del tutto abbandonato se per un po' di tempo ti mandassi 
qualche tribolazione, oppure ti togliessi quel conforto che desideri: per
questa via si passa al regno dei cieli. Senza dubbio riesce di maggiore
utilità per te e per gli altri miei fedeli essere esercitati nelle avversità, 
che avere ogni cosa a piacimento. Io vedo i pensieri nasconsti; e ti
assicuro a che tè molto giova alla tua salute essere talora lasciato senza
dolcezze; perchè tu non sia preso da orgoglio nel buon successo, e non 
voglia trovare motivo di compiacerti in te stesso, in ciò che non sei.
Io posso toglierti ciò che ti ho dato e ridartelo quando piace a me.
Quando te l'avrò dato, rimane cosa mia; quando te l'avrò ripreso, non ho
portato via nulla di tuo : perchè è mio ogni bene donato ed ogni dono 
perfetto.
Se ti manderò qualche tribolazione o contrarietà di qualsiasi specie, non 
indignarti, nè perderti di coraggio; io ti posso sollevare subito, e cambiarti
in gaudio qualunque, afflizione. Però quando ti tratto in questo modo, 
ricorda che sono giusto e degno di molta lode.
Se hai retto giudizio e guardi in faccia alla verità, non devi mai lasciarti 
abbattere dalla tristezza per causa delle avversità, ma piuttosto goderne 
ed essermi grato.
Anzi devi considerare quale unica gioia il fatto che affliggendoti con 
dolori, non ti tolga  il mio amore.
Come il padre ha amato me, cosi io amo voi , ho detto ai miei discepoli,
che non ho mandato di certo a godere la vita, ma a sostenere duri dolori,
non agli onori, ma ai disprezzi; non all'ozío, ma alle fatiche; non a riposare,
ma a raccongliere grandi frutti con la pazienza  Figliuolo mio, ricordati
sempre di queste parole ma cerca Gesù il Cristo.


( giovanipagine@gmail.com)


 Verso Cristo
Rivestitevi tutti di umiltà gli uni verso gli 
altri perché Dio resiste ai superbi ma da grazia 
agli umili.
Uimiliatevi dunque sotto la potente mano di Dio 
perché vi esalti al tempo opportuno gettando in 
lui ogni vostra preoccupazione perché egli ha cura 
di voi siate temperanti e vigilate il vostro nemico 
il diavolo come leone ruggente va in giro cercando 
di divorare. Resistetegli saldi nella fede sapendo 
che i vostri fratelli sparsi per il mondo subiscono 
le stesse sofferenze di voi.
 rivestitevi tutti di umiltà gli uni verso gli altri.
,       (“rivestirsi di umiltà gli uni verso gli altri”) _
il rapporto con gli altri secondo lo spirito cristiano,
ha una caratteristica inconfondibile l'umiltà
non porta al dominio ma al servizio 
non crea dipendenza ma autonomia 
non nasconde la verità ma la comunica `
non ostacola la storia ma la orienta
non esclude l'esperienza ma la esalta
favorisce la cordialità la spontaneicità la sincerità
riconosce i propri limiti senza lasciarsi paralizzare 
da essi riconosce i limiti altrui senza che 
essi tolgano considerazione e valorizzazione 
per i meriti e le virtù.
        (Dio resiste ai superbi)
L'azione di Dio preferisce gli umili e si allontana dai superbi,
la superbia allontana Dio perché non condivide le sue preferenze,
che sono per gli ultimi i deboli i piccoli ai quali rivela il suo mistero di amore,
la superbia è autoesclusione dal numero dei salvati come Abramo “
io in quanto polvere e cenere posso parlare al mio Dio “ 
nessun altro titolo per essere accolti aiutati 
il grido del povero penëtra i cieli risollevati per riconoscere in Dio l'origine e l'approdo 
la goccia di rugiada che nessuno vede sullo stelo del fiore è considerata da Dio perla preziosa.
       ( “Dio vi esalti al tempo opportuno”)
I tempi di Dio sono diversi
deludono le attese umane non per escluderle o forzarle ma per esaltare e purificarle
Dio ha esaltato l`uomo creandolo a sua immagine e somiglianza
lo ha esaltato ristabilendo in lui la dignità di figlio dopo il peccato
lo ha esaltato riaprendogli le porte del paradiso da cui era stato escluso
lo ha esaltato ridonandogli la vita la possibilità di amare
lo esalterà scoprendogli il suo volto di misericordia
apparendo sulle nubi del cielo giudice dei vivi de dei morti
parola inconfondibile che invita l'uomo al dialogo eterno della beatitudine
        (“il diavolo come leone ruggente”)
Il simbolo del leone è particolarmente espressivo
si aggira nel mondo identificando i luoghi dell'appuntamento dell'uomo con Dio \
per distruggerli, fraintenderli, nasconderli, confonderli, '
esprime la sua invidia distruttiva da serpente maledetto 
ogni qual volta lo splendore della creazione attira l”attenzione
intensifica la commozione autentica l'adesione e 
rovina soprattutto il rapporto tra gli uomini -
rendendo finta la carità non più in grado di testimoniare e rivelare la presenza dell”amore infinito
deludente la speranza a cui viene tolta la certezza della fedeltà di Dio alla promessa,
incerta la fede in quanto dominante è la menzogna
    ( “Saldi nella fede “)
La fede fondamento della vita secondo il piano di Dio
roccia su cui costruire la casa perché nel momento del terremoto non crolli
parola che illumina anche nella notte più oscura
conforto nel pianto più sconsolato '
stabilità solidità consistenza resistenza, vento favorevole che porta la barca attraverso il mare della vita e della
storia anche in tempesta
capacità di lotta quando il nemico si presenta come amico
il lupo come agnello l'avversario come fratello.
  ( il rapporto tra salire e discendere)
la salita e la discesa
una logica diversa
occorre salire distaccarsi faticare
salire vuol dire non soltanto godere gioire ma faticare sforzarsi impegnarsi
è il contrario del tutto facile subito a portata di mano sempre
salire non con l'elicottero ma con le proprie gambe
incominciare dal mattino presto
alzarsi nella notte nel cuore delle tenebre per godere della luce dell'alba
sveglierò l”aurora
tu rischiari le mie tenebre
salirò al tuo monte santo
al monte della tua dimora
alla fenditura nella roccia dove è possibile invocarti come Mosè
se ho trovato grazia presso di te mostrami il tuo volto”
rendici ancora capaci dopo anni di sentire il fascino dei monti
oltre quei monti vi sono altri monti ed altri ancora e
poi il monte dove tu abiti e la terra è sacra
occorre camminare a piedi scalzi
senza sandali ai piedi
il monte del tuo silenzio
il monte della tua parola
il monte del tuo sacrificio
il monte del roveto che brucia senza consumarsi
il monte da cui è possibile godere dello spettacolo della terra promessa come il Nebo per Mosè
e sentirsi esclusi perché ormai il monte non è più una realtà ma un simbolo
il simbolo della terra dove l'anima riposa
terra che non può essere che il cuore di Dio


Dobbiamo riposare in Dio
piuttosto che in tutti gli altri beni

Il fedele. - In tutto e sopratutto
cercherai sempre in Dio il tuo riposo,
anima mia, perchè Egli è l'eterna
pace dei santi. Dolcissimo e amatissimo
Gesù, concedimi di riposare in
te sopra ogni creatura, sopra ogni
salute e bellezza, sopra ogni gloria e
onore, sopra ogni potenza e dignità,
sopra ogni scienza e acutezza d'ingegno,
sopra ogni ricchezza ed arte, sopra
ogni letizia ed esultanza, sopra
ogni fama e lode, sopra ogni soavità
e conforto, sopra ogni speranza e
promessa, sopra ogni merito e desiderio;
sopra ogni dono e grazia che tu puoi
dare ed infondere; sopra ogni gaudio
e gioia che la mente può ricevere e
gustare; finalmente sopra gli Angeli
e gli Arcangeli e tutto l'esercito del
cielo ; sopra ogni cosa visibile ed
invisibile, sopra tutto ciò che non
sei tu, mio Dio.

 Perchè tu, o Signore Dio mio,
sei l'Ottimo sopra ogni cosa, tu solo
l'altissimo e l'onnipotente, tu solo
possiedi e doni ogni cosa. tu solo
inesauribile sorgente di dolcezze e
consolazioni; Tu solo sei suprema
bellezza e amore, suprema nobiltà e gloria.
in cui tutti i beni furono, sono e
saranno perfettamente raccolti insieme.
Perciò qualunque cosa tu mi doni,
al di fuori di te stesso, o di te mi
riveli o prometti, troppo scarsa e
insufficiente finchè non ti possa
vedere e possedere interamente.
Il mio cuore infatti non può essere
davvero in pace, nè pienamente
soddisfatto, se non riposa in te e non si
solleva sopra ogni dono ed ogni creatura.
O mio dilettissimo Signore Gesù
Cristo, purissimo amore, Signore di
tutte le creature, chi mi può dare ali
di vera libertà, per volare e riposare
in te?
O, quando potrò pienamente occuparmi
a considerare quanto sei
soave, Signore mio Dio?

Quando potrò raccogliermi totalmente
in tè, così che riempito del tuo
amore, non averta più me stesso,
ma scelta te, solo sopra ogni
sentimento ed ogni misura, in un modo che a
tutti non è dato di conoscere?
Ma ora levo spesso il mio gemito,
e sostengo in dolore la. mia iniquità.
Perchè questa valle di miserie è
ripiena di mali, che molto spesso mi
turbano, mi contrastano e mi offuscano;
e molto spesso mi stancano
e mi distraggono; mi allettano e mi
allacciano, affinchè io non possa
liberamente accostarmi a te, e averne i
soavi amplessi, di cui godono sempre
gli spiriti beati, Ti commuova il mio
sospiro e la molteplice mia desolazione quaggiù!
 O Gesù, splendore dell'eterna
gloria , conforto dell”anima pellegrina!
Tace al tuo cospetto la mia
bocca, ma ti parla il mio silenzio.
Quanto tarda a venire il mio Signore?
De, venga e dia gioia a questo suo poverello.
Porga la sua mano e strappi il miserabile
da ogni angustia. ›
Oh, vieni, vieni! Perchè senza di
tè non avrò nè un giorno, nè un'ora
felice. Tu solo sei la mia letizia, e
senza di te l'anima mia rimane vuota
Io sono oppresso da miseria
e somiglio a un prigioniero stretto da
catene, finchè tu con la luce della tua
presenza non venga a sollevarmi,
ricolmarmi la libertà e a farmi vedere
il tuo volto amico.
Cerchino pure gli altri ciò che
più loro piace, in cambio di tè; io
cerco e cercherò unicamente tè, o mio
Dio, che sei la mia speranza e la
mia eterna salute .
Non si placherà il gomito della mia
preghiera, finchè non ritorni la tua
grazia e non senta nel cuore la tua
voce.

Il Signore. - Eccomi presente .
Eccomi accanto a te, perchè tu mi
hai chiamato. Il tuo pianto, i sospiri
della tua anima la contrizione del
tuo cuore umiliato, mi hanno piegato
e ricondotto a te.

Il fedele. - Io esclamai Signore,
t'invocai e desiderai di goderti,
pronto a respingere ogni cosa per amor
tuo, Poichè tu, per primo, mi hai
scosso, affinchè ti cercassi.
Sii dunque benedetto, 0 Signore,
che fosti così buono col tuo servo,
secondo l'abbondanza della tua
misericordia . '
Che altro può dire il tuo. servo alla
tua presenza? Non gli rimane che
umiliarsi profondamente al tuo cospetto.
ripensando sempre ai suoi peccati, alla
sua nullità. Non v'è infatti meraviglia
nel cielo o sopra la terra che
ti possa essere messa a confronto .
Le tue opere sono perfette, i tuoi
giudizi sono veri e la tua provvidenza
regge l'universo .
Sia dunque lode e gloria a te, o
Sapienza del Padre; la mia bocca e
la mia anima ti elevino inni di benedizione,
insieme con tutte le creature.

da (giovanipagine@gmail.com.)



 

S Messa 3 maggio

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