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s messa 4 ottobre
Curioso alberello, la vite! || suo legno non serve a nulla. Bi-sogna tagliarla ogni anno. |l suo frutto resta incerto fino al
giorno della vendemmia. Basta una grave malattia e il vi-
gnaiolo perde in un batter d'occhio l'intera vigna di uve pre-
giate che aveva circondato di amorevoli cure e di cui andava
fiero. Si comprende allora perchế i profeti e i salmisti ricor-
rano allimmagine della vite per evocare il popolo di Dio, la
sollecitudine del Signore nei suoi riguardi e i sentimenti che
prova quando non vi trova il frutto che si aspettava. Una stra-
ziante poesia del libro di Isaia, «il canto della vigna», esprime
questa delusione. D'altra parte, nel Vangelo di Matteo, si leg-
ge una parabola che mette in scena il proprietario di una vi-
gna e i suoi operai.
Raccontandola, Gesū si riferiva direttamente a coloro che, al
suo tempo, erano stati costituiti sovrintendenti della pro-
prietā che appartiene a Dio. Ma diversi tratti del «discorso ec-
clesiastico o comunitario» del Vangelo di Matteo (Mt 18) e il
modo in cui vengono riferite le severe invettive di Gesù con-
tro gli scribi (Mt 23) inducono a ritenere che l'evangelista pen-
sasse anche ai capi della comunità cristiana. Già allora, come
sempre nella storia della Chiesa, alcuni si comportavano in
modo detestabile: erano pieni di pretese, ricercavano più gli
onori che l'umile servizio, si comportavano come padroni, e
non come semplici sovrintendenti, della vigna, si mostravano
aggressivi verso gli inviati del padrone che li richiamavano ai loro doveri.
La cosa riguarda anche i membri della comunità. Anch'essi
devono cercare e promuovere, nella Chiesa, «tutto quello che
è vero, nobile, amabile, onorato, quello che è virtū», come
dice Paolo. I loro capi sono stati costituiti per guidarli e sti-
molarli in questa ricerca mediante l'insegnamento e l'esem-
pio. Devono poter contare su tutti per comportarsi come so-
vrintendenti fedeli. Bisogna quindi osare riprenderli umil-
mente e caritatevolmente, rendendo loro il servizio della
«correzione fraterna» (vangelo della ventitreesima domeni-
ca). Ma bisogna anche pregare Dio di inviare dei buoni ope-
rai nella sua vigna, favorire l'impegno dei candidati chiama-
ti all'esercizio di questo ministero, essere personalmente
pronti a rispondere all'appello del Signore. Non dimenti-
chiamoci, inoltre, che Gesů ha detto: «lo sono la vite, voi tralci» (Gv 15,5).
antifona d'ingresso Est 13,9, 10-11
Tutte le cose sono in tuo potere, Signore, e nessuno puo re-
sistere al tuo volere. Tu hai fatto tutte le cose, il cielo e la
terra e tutte le meraviglie che vi sono racchiuse; tu sei il Si-
gnore di tutto l'universo.
colletta
O Dio, fonte di ogni bene, che esaudisci le preghiere del tuo
popolo al di là di ogni desiderio e di ogni merito, effondi su
di noi la tua misericordia: perdona ciò che la coscienza te-
me e aggiungi ciò che la preghiera non osa sperare. Per il
nostro Signore Gesù Cristo.
oppure
Padre giusto e misericordioso, che vegli incessantemente
sulla tua Chiesa, non abbandonare la vigna che la tua de-
stra ha piantato: continua a coltivarla e ad arricchirla di
scelti germogli, perché innestata in Cristo, vera vite, porti
frutti abbondanti di vita eterna. Per il nostro Signore Gesù Cristo.
dice Paolo. I loro capi sono stati costituiti per guidarli e sti-
molarli in questa ricerca mediante l'insegnamento e l'esem-
pio. Devono poter contare su tutti per comportarsi come so-
vrintendenti fedeli. Bisogna quindi osare riprenderli umil-
mente e caritatevolmente, rendendo loro il servizio della
«correzione fraterna» (vangelo della ventitreesima domeni-
ca). Ma bisogna anche pregare Dio di inviare dei buoni ope-
rai nella sua vigna, favorire l'impegno dei candidati chiama-
ti all'esercizio di questo ministero, essere personalmente
pronti a rispondere all'appello del Signore. Non dimenti-
chiamoci, inoltre, che Gesů ha detto: «lo sono la vite, voi tralci» (Gv 15,5).
antifona d'ingresso Est 13,9, 10-11
Tutte le cose sono in tuo potere, Signore, e nessuno puo re-
sistere al tuo volere. Tu hai fatto tutte le cose, il cielo e la
terra e tutte le meraviglie che vi sono racchiuse; tu sei il Si-
gnore di tutto l'universo.
colletta
O Dio, fonte di ogni bene, che esaudisci le preghiere del tuo
popolo al di là di ogni desiderio e di ogni merito, effondi su
di noi la tua misericordia: perdona ciò che la coscienza te-
me e aggiungi ciò che la preghiera non osa sperare. Per il
nostro Signore Gesù Cristo.
oppure
Padre giusto e misericordioso, che vegli incessantemente
sulla tua Chiesa, non abbandonare la vigna che la tua de-
stra ha piantato: continua a coltivarla e ad arricchirla di
scelti germogli, perché innestata in Cristo, vera vite, porti
frutti abbondanti di vita eterna. Per il nostro Signore Gesù Cristo.
.prima lettura Is 51.7
Forse canto popolare di un vignaiolo amante della sua vi-gna incredibilmente ingrata, questo lamento è quello del Si-
gnore dell'universo, il cui popolo scelto ha prodotto l'iniquità
invece della giustizia che ci si attendeva.
DAL LIBRO DEL PROFETA ISAİA
Voglio cantare per il mio diletto il mio cantico d'amore per la
sua vigna. Il mio diletto possedeva una vigna sopra un ferti-
le colle. Egli l'aveva dissodata e sgombrata dai sassi e vi ave-
va piantato viti pregiate; in mezzo vi aveva costruito una tor-
re e scavato anche un tino. Egli aspettò che producesse uva;
essa produsse, invece, acini acerbi.
E ora, abitanti di Gerusalemme e uomini di Giuda, siate voi
giudici fra me e la mia vigna. Che cosa dovevo fare ancora al-
la mia vigna che io non abbia fatto? Perche, mentre attende-
vo che producesse uva, essa ha prodotto acini acerbi?
Ora voglio farvi conoscere cio che sto per fare alla mia vigna:
togliero' la sua siepe e si trasformerà in pascolo; demolirò il
suo muro di cinta e verrà calpestata. La renderò un deserto,
non sarà potata né vangata e vi cresceranno rovi e pruni; al-
le nubi comanderò di non mandarvi la pioggia.
Ebbene, la vigna del Signore degli eserciti è la casa d'lsraele:
gli abitanti di Giuda sono la sua piantagione preferita. Egli si
aspettava giustizia ed ecco spargimento di sangue, attende-
va rettitudine ed ecco grida di oppressi. - Parola di Dio.
salmo responsoriale 79,9.12; 13-14; 15-16; 19-20
Ci siamo allontanati dal Signore: egli ci faccia ritornare a lui!
RIT, La vigna del Signore è la casa d'israele.
Hai sradicato una vite dall'Egitto,
hai scacciato le genti e l'hai rapinata
Ha esteso i suoi tralci fino al mare,
arrivavano al fiume i suoi germogli. /R
Perche' hai aperto brecce nella sua cinta
e ne fa vendemmia ogni passante?
La devasta il cinghiale del bosco
e vi pascolano le bestie della campagna./R
Dio degli eserciti, ritorna!.
Guada dal cielo e vedi
e visita questa vigna,
proteggi quello che la tua destra ha piantato,
Guada dal cielo e vedi
e visita questa vigna,
proteggi quello che la tua destra ha piantato,
il figlio dell'uomo che per te hai reso forte./R
Da te mai più ci allontaneremo,
facci rivivere e noi invocheremo il tuo nome.
Da te mai più ci allontaneremo,
facci rivivere e noi invocheremo il tuo nome.
Signore, Dio degli eserciti, fa' che ritorniamo,
fa' splendere il tuo volto e noi saremo salvi./R
seconda lettura Fil 4,6-9
Senza minimezzare le preoccupazioni della vita al punto da
cadere in un ingenuo ottimismo, non bisogna lasciarsi
prendere dall'inquetitudine che paralizza. La preghiera non
è ne un anestetico, né un euforizzante; essa non fa planare
al di sopra delle difficoltà, ma ci ottiene, da parte di Dio,
una sorprendente pace interiore. Lo testimonia l'esperienza dei santi
DALLA LETTERA DI SAN PAOL0 APOSTOLO AI BLIPPESI
Fratelli, non angustiatevi per nulla, ma in ogni circostanza fa-
te presenti a Dio le vostre richieste con preghiere, suppliche
e ringraziamenti. E la pace di Dio, che supera ogni intelligen
za, custodira' i vostri cuori e le vostre menti in Cristo Gesù.
In conclusione, fratelli, quello che è vero, quello che è nobile,
quello che è giusto, quello che è puro, quello che è amabile,
quello che è onorato, cio' che è virtù e cio' che merita lode,
questo sia oggetto dei vostri pensieri Le cose che avete impa
rato, ricevuto, ascoltato e veduto in me, mettetele in pratica.
E il Dio della pace sara' con voi! Parola di Dio.
seconda lettura Fil 4,6-9
Senza minimezzare le preoccupazioni della vita al punto da
cadere in un ingenuo ottimismo, non bisogna lasciarsi
prendere dall'inquetitudine che paralizza. La preghiera non
è ne un anestetico, né un euforizzante; essa non fa planare
al di sopra delle difficoltà, ma ci ottiene, da parte di Dio,
una sorprendente pace interiore. Lo testimonia l'esperienza dei santi
DALLA LETTERA DI SAN PAOL0 APOSTOLO AI BLIPPESI
Fratelli, non angustiatevi per nulla, ma in ogni circostanza fa-
te presenti a Dio le vostre richieste con preghiere, suppliche
e ringraziamenti. E la pace di Dio, che supera ogni intelligen
za, custodira' i vostri cuori e le vostre menti in Cristo Gesù.
In conclusione, fratelli, quello che è vero, quello che è nobile,
quello che è giusto, quello che è puro, quello che è amabile,
quello che è onorato, cio' che è virtù e cio' che merita lode,
questo sia oggetto dei vostri pensieri Le cose che avete impa
rato, ricevuto, ascoltato e veduto in me, mettetele in pratica.
E il Dio della pace sara' con voi! Parola di Dio.
canto al Vangelo cf. Gv 15,16
Alleluia, alleluia.
Io ho scelto voi, dice il Signore,
perché andiate e portiate frutto
e il vostro frutto rimanga.
Vangelo Mt 21,33-43
Ciò che Gesù ha detto al suo tempo ad altri sovrintendenti
continua a risuonare nella Chiesa come un grave avverti-
mento che va preso molto seriamente soprattutto per il fat-
to che, come sappiamo e confessiamo, il Figlio è venuto in
mezzo a noi. Lui stesso ha rimesso tutto nelle mani del Pa-
dre suo. Perciò nessuno può comportarsi, in qualsiasi mo-
do, come proprietario della vigna che appartiene unicamen-
te a Dio.
Alleluia, alleluia.
Io ho scelto voi, dice il Signore,
perché andiate e portiate frutto
e il vostro frutto rimanga.
Vangelo Mt 21,33-43
Ciò che Gesù ha detto al suo tempo ad altri sovrintendenti
continua a risuonare nella Chiesa come un grave avverti-
mento che va preso molto seriamente soprattutto per il fat-
to che, come sappiamo e confessiamo, il Figlio è venuto in
mezzo a noi. Lui stesso ha rimesso tutto nelle mani del Pa-
dre suo. Perciò nessuno può comportarsi, in qualsiasi mo-
do, come proprietario della vigna che appartiene unicamen-
te a Dio.
DAL VANGELO SECONDO MATTEO
In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani
del popolo: «Ascoltate un'altra parabola: c'era un uomo, che
possedeva un terreno e vi piantò una vigna. La circondo' con
una siepe, vi scavò una buca per il torchio e costrui una tor-
re. La diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano.
Quando arrivò il tempo di raccogliere i frutti, mandò i suoi
servi dai contadini a ritirare il raccolto. Ma i contadini prese-
ro i servi e uno lo bastonarono, un altro lo uccisero, un altro
lo lapidarono. Mandò di nuovo altri servi, piū numerosi dei
primi, ma li trattarono allo stesso modo.
Da ultimo mandò loro il proprio figlio dicendo: "Avranno ri-
spetto per mio figlio!". Ma i contadini, visto il figlio, dissero tra
loro: "Costui è l'erede. Su, uccidiamolo e avremo noi la sua ere-
dità!". Lo presero, lo cacciarono fuori dalla vigna e lo uccisero.
Quando verrà dunque il padrone della vigna, che cosa farà a
quei contadini?». Gli risposero: «Quei malvagi, li farà morire
miseramente e darà in affitto la vigna ad altri contadini, che
gli consegneranno i frutti a suo tempo»
E Gesû disse loro: «Non avete mai letto nelle Scritture: "La pie-
tra che i costruttori hanno scartato è diventata la pietra d'an-
golo; questo è stato fatto dal Signore ed è una meraviglia ai
nostri occhi"? Percio' io vi dico: a voi sarà tolto il regno di Dio
e sarà dato a un popolo che ne produca i frutti», Parola del Signore.
preghiera
Accogli, Signore, il sacrificio che tu stesso ci hai comanda-
to d'offrirti e, mentre esercitiamo il nostro ufficio sacerdo-
tale, compi in noi la tua opera di salvezza. Per Cristo nostro Signore.
antifona Lam 3,25
Il Signore è buono con chi spera in lui,
con l'anima che lo cerca.
oppure cf 1cor 10,17
Uno solo è il pane, e noi, pur essendo molti, siamo un corpo
solo, perché partecipiamo tutti dell'unico pane e dell'unico
calice.
oppure Mt 21 ,42
La pietra scartata dai costruttori è divenuta testata d'angolo.
preghera
La comunione a questo sacramento sazi la nostra fame e se-
te di te, o Padre, e ci trasformi nel Cristo tuo Figlio, Egli vi-
ve e regna, nei secoli dei secoli.
sviluppi
La vigna deliziosa: cantate di lei! Io, il Signore, ne sono il guardiano (Is 27,2-3).
lo tỉ avevo scelto come vigna scelta, tutta di vitigni genuini; ora,
come mai ti sei mutata in tralci degeneri di vigna bastarda!
(Ger 2,2).
tra che i costruttori hanno scartato è diventata la pietra d'an-
golo; questo è stato fatto dal Signore ed è una meraviglia ai
nostri occhi"? Percio' io vi dico: a voi sarà tolto il regno di Dio
e sarà dato a un popolo che ne produca i frutti», Parola del Signore.
preghiera
Accogli, Signore, il sacrificio che tu stesso ci hai comanda-
to d'offrirti e, mentre esercitiamo il nostro ufficio sacerdo-
tale, compi in noi la tua opera di salvezza. Per Cristo nostro Signore.
antifona Lam 3,25
Il Signore è buono con chi spera in lui,
con l'anima che lo cerca.
oppure cf 1cor 10,17
Uno solo è il pane, e noi, pur essendo molti, siamo un corpo
solo, perché partecipiamo tutti dell'unico pane e dell'unico
calice.
oppure Mt 21 ,42
La pietra scartata dai costruttori è divenuta testata d'angolo.
preghera
La comunione a questo sacramento sazi la nostra fame e se-
te di te, o Padre, e ci trasformi nel Cristo tuo Figlio, Egli vi-
ve e regna, nei secoli dei secoli.
sviluppi
La vigna deliziosa: cantate di lei! Io, il Signore, ne sono il guardiano (Is 27,2-3).
lo tỉ avevo scelto come vigna scelta, tutta di vitigni genuini; ora,
come mai ti sei mutata in tralci degeneri di vigna bastarda!
(Ger 2,2).
Vedendo un fico sulla strada, gli si avvicinò, ma non vi trovò altro
che foglie, e gli disse: «Non nasca mai più frutto da te», E subitoQuel fico si seccò (Mt 21, 19),
lo sono la vera vite e il Padre mio è il vignaiolo. Ogni tralcio che
in me non porta frutto, lo toglie e ogni tralcio che porta frutto, lo
pota perché porti più frutto (Gv 15,1-2).
A noi spetta glorificare il Signore di tutto, lodare la grandezza del
Creatore delle origini, lui che non ci ha fatti simili alle altre na-
zioni della terra, lui che non ci ha dato lo stesso posto delle altre
famiglie della terra, lui che non ha ridotto la nostra parte alla stes-
sa misura della loro, e non ha fatto somigliare la nostra sorte alla
loro tumultuosa agitazione.
Noi ci inchiniamo, ci prosterniamo davanti al volto del re dei re,
di tutti i re, del santo, sia egli benedetto, che stende i cieli e fissa la
terra; il seggio della sua gloria è nei cieli, lassù, e la sua potenza
risiede sulla sommità dei monti. È lui il nostro Dio, non ve nề al-
tro. In verità, egli è il nostro re, nessun altro all'infuori di lui, co-
me è scritto nella Torah: Riconosci oggi e medita nel tuo cuore che
il Signore è lui; egli è Dio in alto nei cieli e in basso sulla terra; non ve nè altro.
Perciò, noi ti aspettiamo, Signore, nostro Dio, per vedere presto la
grandezza della tua vittoria... Il mondo cambi per il regno del-
l'Onnipotente! Ogni carne invochi il tuo nome! Si volgano verso di
te tutti i peccatori della terra! Sapranno e riconosceranno, tutti gli
abitanti della terra, che davanti a te deve piegarsi ogni ginocchio..
Poiché è a te che appartiene il regno. Tu sarai il re di gloria per i
secoli e in eterno, come è scritto nella Torah: Il Signore regnerà per
sempre! E ancora: Il Signore sarà re su tutta la terra in quel gior-
no, il Signore sarà uno e il suo nome sarà uno.
(Alenu, preghiera )
.
