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Annunciato da Gesû al momento di «passare da questo mon-
do al Padre, ricevuto in modo eclatante dagli apostoli «il cin-
quantesimo giorno dopo Pasqua», lo Spirito anima e guida la
vita dei cristiani e della Chiesa. Egli fa del cuore di ciascuno la
dimora del Padre e del Figlio. Promessa e pegno della parte-
cipazione alla risurrezione di Cristo, lo Spirito apre a tutti gli
uomini le porte della misericordia divina e raduna i credenti
in comunità di peccatori perdonati che possono chiamare Dio
«Padre». Stimola la Chiesa a uscire dalle mura della paura per
andare, senza timore, ad annunciare al mondo intero la pace
e la gioia di Dio. Le ricorda continuamente gli insegnamenti
del Signore; apre il cuore e la mente al senso inesauribile del-
le sacre Scritture, la cui luce consente di discernere le situa-
zioni più diverse, addirittura inedite. Fonte inesauribile di gio-
vinezza, lo Spirito rinnova continuamente la vita dei credenti,
della Chiesa, del mondo. Esso diffonde a profusione i suoi mol-
teplici carismi per il bene dell'intero corpo che cresce al ritmo
dei «giorni ordinari» dell'esistenza umana.
Sulla croce di Cristo il peccato e il male sono stati messi a
morte. Ma la battaglia fra la luce e le tenebre continua tut-
tora sulla terra e nel cuore di ciascuno, dove i «desideri della
carne» e i «desideri dello Spirito» sono sempre in lotta fra lo-
ro. La battaglia è accanita, ma noi che lottiamo siamo uomi-
ni liberi e ben armati, poiché il Consolatore ci protegge dalla
seduzione delle cupidigie che portano alla morte.
La Chiesa, corpo di Cristo, si costruisce cosi nell'unità e, sti-
molata dallo Spirito, può, rispondendo alla sua missione, an-
nunciare il vangelo su tutta la terra con la forza della sua pre-
dicazione e della sua testimonianza.
Tale è l'ampiezza del mistero celebrato dalla solennità di Pen-
tecoste. Promesso da molto tempo da Dio, il fuoco dello Spi-
rito, che ha improvvisamente incendiato e trasformato il cuo-
re degli apostoli, non cessa di propagarsi, normalmente con
done dei testimoni del vangelo, e nel mondo, affinché tutti gli
uomini, senza discriminazioni, possano partecipare alla sal-
vezza. Ma la sua azione si scopre solo a posteriori. Nessuno
puð pretendere a priori di essere animato dallo Spirito.
antifona d'ingresso Sap 1,7
Lo Spirito del Signore ha riempito l'universo, egli che tutto
unisce, conosce ogni linguaggio, alleluia.
oppure Rm 5,5; 8,11
L'amore di Dio è stato effuso nei nostri cuori per mezzo del-
lo Spirito, che ha stabilito in noi la sua dimora, alleluia.
colletta
O Padre, che nel mistero della Pentecoste santifichi la tua
Chiesa in ogni popolo e nazione, diffondi sino ai confini
della terra i doni dello Spirito Santo e continua oggi, nella
comunità dei credenti, i prodigi che hai operato agli inizi
della predicazione del Vangelo. Per il nostro Signore Gesù
prima lettura At 2,1-11
Di una folla di sbandati in fuga dall'Egitto la legge promul-
gata al Sinai ha fatto un popolo dotato di una propria costi-
tuzione. Grazie allo Spirito effuso il giorno della festa com-
memorativa di quest'evento fondatore, gli uomini del mondo
intero possono beneficiare dell'elezione divina e delle mera-
viglie operate da Dio. Anzi, ognuno può ormai sentire pro-
clamare direttamente nella propria lingua la buona novella.
La Pentecoste ristabilisce l'unità distrutta da Babele.
DAGLI ATTI DEGLI APOSTOLI
Mentre stava compiendosi il giorno della Pentecoste, si tro-
vavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all'improvviso
dal cielo un fragore, quasi un vento che si abbatte impetuoso
come di fuoco, che si dividevano, e si posarono su ciascuno
di loro, e tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono
a parlare in altre lingue, nel modo in cui lo Spirito dava loro
il potere di esprimersi.
Abitavano allora a Gerusalemme Giudei osservanti, di ogni
nazione che è sotto il cielo. A quel rumore, la folla si raduno
e rimase turbata, perché ciascuno li udiva parlare nella pro-
pria lingua. Erano stupiti e, fuori di sé per la meraviglia, di-
cevano: «Tutti costoro che parlano non sono forse Galilei? E
come mai ciascuno noi sente parlare nella propria lingua
nativa? Siamo Parti, Medi, Elamiti; abitanti della Mesopotà-
mia, della Giudea e della Cappadòcia, del Ponto e dell'Asia,
della Frigia e della Panfilia, dell'Egitto e delle parti della Libia
vicino a Cirène, Romani qui residenti, Giudei e prosèliti, Cre-
tesi e Arabi, e li udiamo parlare nelle nostre lingue delle gran-
di opere di Dio», - Parola di Dio.
salmo responsoriale 104,lab.24ac;29bc-30;31.34
Preghiera e azione di grazie per il dono dello Spirito, sag-
gezza, soffio di vita, forza di rinnovamento.
RIT. Manda il tuo Spirito, Signore, a rinnovare la terra.
Benedici il Signore, anima mia!
Sei tanto grande, Signore, mio Dio!
Quante sono le tue opere, Signore!
Le hai fatte tutte con saggezza;
la terra è piena delle tue creature./R
Togli loro il respiro: muoiono,
e ritornano nella loro polvere.
Mandi il tuo spirito, sono creati,
e rinnovi la faccia della terra./R
gioisca il Signore delle sue opere.
A lui sia gradito il mio canto,
io gioirò nel Signore./R
seconda lettura 1Cor12,3b-7,12-13
L'effusione universale dello Spirito raduna nell'wnità tutti
coloro che confessano che Gesù è il Signore risorto. Quest'u-
nità è l'unità di un corpo vivo composto da diverse membra,
il cui buon funzionamento assicura la coesione e l'armonia.
DALLA PRIMA LETTERA DI SAN PAOLO APOSTOLO AI CORINZI
Fratelli, nessuno può dire: «Gesù è Signore», se non sotto l'a-
zione dello Spirito Santo.
Vi sono diversi carismi, ma uno solo è lo Spirito; vi sono di-
versi ministeri, ma uno solo è il Signore; vi sono diverse atti-
vità, ma uno solo è Dio, che opera tutto in tutti. A ciascuno
è data una manifestazione particolare dello Spirito per il be-
ne comune.
Come infatti il corpo è uno solo e ha molte membra, e tutte
le membra del corpo, pur essendo molte, sono un corpo so-
lo, cosi anche il Cristo.
Infatti noi tutti siamo stati battezzati mediante un solo Spiri-
to in un solo corpo, Giudei o Greci, schiavi o liberi; e tutti sia-
mo stati dissetati da un solo Spirito. - Parola di Dio.
sequenza
Vieni, Santo Spirito,
manda a noi dal cielo
un raggio della tua luce.
Vieni, padre dei poveri,
vieni, datore dei doni,
vieni, luce dei cuori.
Consolatore perfetto,
ospite dolce dell'anima,
dolcissimo sollievo.
Senza la tua forza,
nulla è nell'uomo,
nulla senza colpa.
Lava ciò che è sórdido,
bagna ciò che è árido,
sana ciò che sánguina.
Piega ciò che è rigido,
scalda ciò che è gelido,
drizza ciò che è sviato.
nel pianto, conforto.e
O luce beatissima,
invadi nell'intimo
il cuore dei tuoi fedeli.
Dona ai tuoi fedeli
che solo in te confidano
i tuoi santi doni.
Dona virtù e premio,
dona morte santa,
dona gioia eterna.
canto al Vangelo
Alleluia, alleluia
Vieni ,Santo Spirito,
riempi i cuori dei tuoi fedeli
e accendi in essi il fuoco del tuo amore.
Vangelo Gv 20,19-23
Giovanni evoca qui, senza curarsi del loro ordine cronologi-
co, le diverse fasi del mistero pasquale del Cristo, che trova
il suo compimento nell'invio dello Spirito. «ll primo giorno
dopo il sabato è il «giorno del Signore», la domenica, quan-
do l'assemblea cristiana si raduna per celebrare la Pasqua
settimanale. Ecco quindi una delle numerose pagine del
quarto Vangelo che
contengono sobrie, ma evidenti, connota-
zioni liturgiche. Effondendosi, lo Spirito permette a «ogni uo-
mo» di accedere alla salvezza meritata dalla Pasqua di Cri-
sto, di ricevere «la remissione dei peccati.
DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI
La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre era-
no chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per
timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro:
«Pace a voi!».
Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioi-
rono al vedere il Signore.
Gesü disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha man-
dato me, anche io mando voi»,
coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a co-
loro a cui non perdonerete, non saranno perdonati», - Parola
del Signore.
preghiera
Manda, o Padre, lo Spirito Santo promesso dal tuo Figlio.
perché riveli pienamente ai nostri cuori il mistero di questo
sacrificio, e ci apra alla conoscenza di tutta la verità. Per
Cristo nostro Signore.
prefazio
Ringraziamo il Padre per lo Spirito che dona ai suoi figli di
adozione.
E' veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di
salvezza, rendere grazie sempre e in ogni luogo a te, Signo-
re, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno.
Oggi hai portato a compimento il mistero pasquale e su co-
loro che hai reso figli di adozione in Cristo tuo Figlio hai ef-
fuso lo Spirito Santo, che agli albori della Chiesa nascente
ha rivelato a tutti i popoli il mistero nascosto nei secoli, e
ha riunito i linguaggi della famiglia umana nella professio-
ne dell'unica fede.
Per questo mistero, nella pienezza della gioia pasquale, I'u-
manità esulta su tutta la terra, e con l'assemblea degli An-
geli e dei Santi canta linno della tua gloria: Santo...
antifona At 2,4.11
Tutti furono ripieni di Spirito Santo e proclamavano le
grandi opere di Dio. Alleluia.
oppure Gv 20,21.22
«Come il Padre ha mandato me, anch'io mando voi. Riceve-
te lo Spirito Santo». Alleluia.
o Dio, che hai dato alla tua Chiesa la comunione ai beni del
cielo, custodisci in noi il tuo dono, perché in questo cibo spi-
rituale che ci nutre per la vita eterna sia sempre operante
in noi la potenza del tuo Spirito. Per Cristo nostro Signore.
sviluppie armonie
Giovanni rispose a tutti dicendo: «lo vi battezzo con acqua; ma vie-
ne uno che è più forte di me...; costui vi battezzerà in Spirito San-
to e fuoco» (Le 3,16).
I fedeli circoncisi, che erano venuti con Pietro, si meravigliavano
che anche sopra i pagani si effondesse il dono dello Spirito Santo
(At 10,45).
Nessuno può dire «Gesù è Signore» se non sotto l'azione dello Spi-
rito Santo (1Cor 12,3).
I profeti cercavano di indagare a quale momento o a quali circo-
stanze accennasse lo Spirito di Cristo che era in loro, quando predi-
ceva le sofferenze destinate a Cristo e le glorie che dovevano seguir-
le. E fu loro rivelato che non per se stessi, ma per voi, erano ministri
di quelle cose che ora vi sono state annunziate da coloro che vi han-
no predicato il vangelo nello Spirito Santo mandato dal cielo; cose
nelle quali gli angeli desiderano fissare lo sguardo (1Pt 1,11-12).
Gli apostoli erano li, seduti, in attesa della venuta dello Spirito.
Erano li come fiaccole pronte e in attesa di essere illuminate dallo
Spirito Santo per illuminare con il loro insegnamento l'intera crea-
zione... Erano li come agricoltori che portano la semente nella fal-
da del loro mantello in attesa di ricevere l'ordine di seminare. Era-
no lì come marinai la cui barca è legata al porto del Figlio e che
attendono di ricevere la brezza dello Spirito. Erano lì come pasto-
ri che hanno appena ricevuto il bastone del comando dalle mani
del grande Pastore dell'ovile e aspettano che siano loro distribuite
le greggi. O Cenacolo, nel quale venne gettato il lievito che fece fer
mentare l'intero universo! Cenacolo, madre di tutte le chiese! Grem-
bo meraviglioso che ha generato templi per la preghiera! Cenacolo
che vide il miracolo del roveto ardente! Cenacolo che stupi Geru-
salemme con un prodigio ben più grande di quello della fornace che
va coloro che erano attorno, ma proteggeva coloro che erano in es-
sa. l fuoco del Cenacolo raduna coloro che dal di fuori desidera-
no vederlo, mentre conforta quanti lo ricevono. O fuoco la cui ve-
nuta è parola, il cui silenzio è luce! Fuoco che fissi i cuori nell'a-
zione di grazie!
(Efrem Siro, Sermone per la Pentecoste)
Un linguaggio d'uomo è reso fertile da quello di Dio
e', come la folgore, strappa alle rocce nere che sigilla il mondo
l'essere originario, decanta, libera e rende alle freschezze
di sidro e di aria le sudicie terre. Sorda è la mia città
fra i meli e su di essa un tempo di prossima agonia!
Ma nasca l'agnello delle isole di giugno, l'infanzia regale
dove non son più che una cosa sola il corpo e lo spirito per la stes-
sa consacrazione,
l'amore che proferisce e l'amore nominato di cui è la messa!
Mi prenda il fuoco che fatto tutto in sé aprirsi in me,
legarsi in me ciò che solo in lui si trova legato,
maturare con lui ciò che nella sua forza è già maturato!
E davanti a lui, attraverso di lui e per lui il nulla si arroventi,
il deserto verdeggi e sia pronto d'un tratto a possedere tutto,
-e l'uomo nuovo abbia in lui il potere della vera parola!
(J.CI. Renard. Incantesimo del tempo)
Dall'inizio alla fine la vita cristiana è sotto il segno del miste-
ro pasquale. II battezzato diventa un uomo nuovo creato ad
immagine del Cristo risorto, un figlio del Padre, segnato con
il sigillo dello Spirito. I sacramenti che ne punteggiano l'esi-
stenza sono altrettanti rinnovamenti e altrettante conferme
di questa grazia iniziale, soprattutto l'eucaristia, memoriale
della Pasqua del Signore, comunione al corpo e al sangue del
risorto. La morte, infine, è passaggio, pasqua, dalla morte al-
la vita: le esequie cristiane ne sono la celebrazione.
Ma quest'impronta pasquale non è solo di ordine sacramen-
tale. La fede nella risurrezione del Cristo segna tutta la vita.
creti. «Se Cristo non è risorto, è vana la vostra fede... Se ab-
biamo avuto speranza in Cristo soltanto in questa vita, siamo
da compiangere più di tutti gli uomini», scrive Paolo ai cri-
stiani di Corinto (1 Cor 15,17.19). «Si, è cosi», anche se biso-
gna riconoscere che la fede pasquale, spesso messa a dura
prova, è non di rado esitante e minacciata addirittura di nau-
fragio. Il tempo pasquale ci è dato per ravvivarla alle sorgen-
ti della predicazione e delle catechesi apostoliche.
D'altra parte, durante questo periodo dell'anno liturgico, la
lettura di ampi brani degli Atti degli apostoli pone in contat-
to con la Chiesa che cominciò a costituirsi all'indomani della
risurrezione di Cristo e dell'invio dello Spirito. Non si tratta
dell'evocazione di inizi idealizzati. II fervore, la gene-
rositā, l'audacia missionaria delle prime Chiese resta e re-
sterà un punto di riferimento indispensabile per le comunità
cristiane presenti e future. Il tempo non deve essere per es-
se motivo di invecchiamento, di ripiegamento su se stesse. Le
situazioni cambiano e cambiano anche i problemi da affron-
tare. Ma la forza della risurrezione e dello Spirito resta per
sempre.
O tu colomba, o bianca seta,
prima alba e prima bellezza
la tua ala ravviva un fuoco di gioia
nel quale la tua venuta ci ha immersi.
(H. Capieu, Pentecoste)
s messa 31 maggio
Professione di fede «in Dio, Padre onnipotente, in Gesů Cri-
sto, unigenito Figlio di Dio e nello Spirito Santo; battesimo
nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo»; azio-
ne di grazie al Padre, per il Figlio nello Spirito; preghiera «per
mezzo di Gesū Cristo, nostro Signore e nostro Dio, che regna
con il Padre e lo Spirito Santo»; unzione conferita al malato
perché il Signore lo conforti nella grazia dello Spirito Santo;
defunti affidati alla misericordia del Padre per l'intercessione
del Figlio che lo Spirito ha risuscitato: dal primo all'ultimo
giorno, l'esistenza cristiana si svolge sotto l'influenza della
santissima Trinitā, nella comunione delle tre persone divine e
della loro unità.
Dio resta comunque totalmente Altro, I'inconoscibile che
l'occhio dell'uomo non ha mai visto. Anche il faccia a faccia
dell'eternitā, che ne mostrerà la grandezza, I'insondabile tra-
scendenza, lascerà inviolato il suo mistero. Egli è «il Signore».
Lui solo puð dire qualcosa sulla sua identitā, che rivela non
attraverso le parole, ma attraverso ciò che compie. E cosi che
noi conosciamo la sua tenerezza e la sua misericordia, la sua
fedeltà e soprattutto il suo amore, fonte di tutte le sue ini-
ziative nei nostri riguardi, delle «meraviglie» che ha compiuto
da sempre per la salvezza degli uomini e del mondo.
Dio ha Coronato questo amore inviando sulla terra colui che
si è manifestato come suo Figlio, Gesù di Nazaret. Lui, il Ver-
bo venuto nel mondo, ha potuto.parlare di Dio con parole
d'uomo. Ci ha detto che il nome proprio di Dio è «Padre»; che
la sua onnipotenza è quella di un amore infinito e indefetti-
