sabato 31 gennaio 2026

S Messa 26 luglio



noi amaria giovanipagine@gmail.com

14:38 (5 ore fa)
me

 s messa 2 agosto
A coloro che non riescono a saziare la fame con gli alimenti
terreni Dio dice: Venite a me, io soddisferò i desideri del vo-
stro cuore; vi darò gratuitamente cio' che fa vivere in pienez-
za, gia' fin d'ora e per la vita eterna».

Gesů ha fatto risuonare questo pressante invito con una for-
za e un'insistenza del tutto nuove. Coloro che erano tormen-
tati dalla malattia o dai demoni interiori facevano ressa at-
torno a lui per ritrovare, assieme a ragioni di vita, il loro po-
sto nella società dalla quale erano stati esclusi. Le folle lo se-
guivano nei suoi spostamenti e andavano a cercarlo fin nei
luoghi deserti dove si ritirava. Toccato nelle profondità del suo
essere, Gesū rinunciava al suo bisogno di solitudine e rispon-
deva alla loro attesa.

Fra tutte le manifestazioni di questa sollecitudine del Signo-
re nei riguardi delle folle smarrite, la moltiplicazione dei pani
nel deserto assume un'importanza particolare. Nel suo primo
racconto della moltiplicazione dei pani, Matteo nota che Ge-
sù ha trascorso I'intera giornata a guarire dei malati. Alla se-
ra, i discepoli ritengono che sia giunta l'ora di rinviare la fol-
la perchế vada a procurarsi qualcosa da mangiare. «No, dice
Gesù. Date loro voi stessi da mangiare». Questa risposta è
piena di sottintesi. Con i cinque pani e i due pesci di cui di-
spongono, gli stessi discepoli si trovano in una situazione di
indigenza tale da non poter far assolutamente nulla per gli al-
tri. Allora Gesů prende in mano la situazione. «Ordina» alla
folla di sedersi sull'erba. Come per un banchetto solenne, se
non addirittura rituale, egli pronuncia la benedizione sulle po-
vere provviste che gli sono state presentate e dice ai disce-
poli di distribuirle alla folla: «circa cinquemila uomini, senza
contare le donne e i bambini».
Nessuno sembra stupirsi di questinattesa moltiplicazione dei
pani e dei pesci: né i discepoli, né la folla. Ma Matteo ha scrit-
to per cristiani che si rivolgono a Dio, dicendo: «Padre nostro
dacci oggi il nostro pane quotidiano», e partecipano già alla
frazione del pane, nella quale il Signore si offre personalmen-
te in cibo. Fortificati da questo pane) disceso dal cielo, noi pos-
siamo affrontare qualsiasi situazione, certi che ormai nulla puo
più separarci dall'amore di Dio manifestato in Gesù Cristo,

antifona d'ingresso Sal 69,2.6
O Dio, vieni a salvarmi.
Signore, vieni presto, in mio aiuto.
Sei tu il mio soccorso, la mia salvezza.
Signore, non tardare.

colletta
Mostraci la tua continua benevolenza, o Padre, e assisti il
tuo popolo, che ti riconosce suo pastore e guida; rinnova lo-
pera della tua creazione e custodisci ciò che hai rinnovato.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

oppure
O Dio, che nella compassione del tuo Figlio verso i poveri e i
sofferenti manifesti la tua bontà paterna, fa' che il pane mol-
tiplicato dalla tua provvidenza sia spezzato nella carità, e la
comunione ai tuoi santi misteri ci apra al dialogo e al servi-
zio verso tutti gli uomini. Per il nostro Signore Gesù Cristo...

prima lettura Is 55.1-3
]Anche in tempo di abbondanza si può dolorosamente man-
care di «cose buone» che non si trovano in alcun mercato: pa-
ce interiore, ragioni di vita, di speranza, d'amore. «Venite a
me», dice il Signore, il quale ci offre «un'alleanza eterna.

 DAL LIBRO DEL PROFETA ISAIA
Cosi dice il Signore: O voi tutti assetati, venite all'acqua, voi
che non avete denaro, venite; comprate e mangiate; venite,
comprate senza denaro, senza pagare, vino e latte.
Perché spendete denaro per cio' che non è pane, il vostro gua-
dagno per cio' che non sazia? Su, ascoltatemi e mangerete co-
se buone e gusterete cibi succulenti.
Porgete l'orecchie venite a me, ascoltate e vivrete. lo stabi-
liro' per voi un'alleanza eterna, i favori assicurati a Davide, -
Parola di Dio.

salmo responsoriale 144,8-9;15-16;17-19
Tenerezza e bontà, giustizia e fedeltà del Signore, ecco i be-
ni assicurati dall'alleanza.

RIT Apri la tua mano, Signore, e sazia ogni vivente.

Misericordioso e pietoso è il Signore,
lento all'ira e grande nell'amore.
Buono è il Signore verso tutti,
la sua tenerezza si espande su tutte le creature./R

Gli occhi di tutti a te sono rivolti in attesa
e tu dai loro il cibo a tempo opportuno.
Tu apri la tua mano
e sazi il desiderio di ogni vivente./R

Giusto è il Signore in tutte le sue vie
e buono in tutte le sue opere.
I| Signore è vicino a chiunque lo invoca,
a quanti lo invocano con sincerità./R

seconda lettura Rm 8,35.37-39
Al termine di laboriose, e talvolta ardue, riflessioni sulla
dottrina della salvezza, Paolo non può trattenersi dal sotto-
lineare quanto sia entusiasmante la fede nell'amore di Dio,
manifestato in Gesù Cristo, fonte di una speranza che nul-
la, assolutamente nulla, può scalfire.

DALLA LETTERA DI SAN PAOLO APOSTOLO AI ROMANI
Fratelli, chi ci separerà dall'amore di Cristo? Forse la tribola-
zione, l'angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il peri-
colo, la spada?
Ma in tutte queste cose noi siamo più che vincitori grazie a
colui che ci ha amati.
lo sono infatti persuaso che né morte nê vita, né angeli né
principati, né presente nē avvenire, né potenze, né altezza né
profondità, nê alcun'altra creatura potrà mai separarci dal-
l'amore di Dio, che è in Cristo Gesů, nostro Signore. - Parola
di Dio.

canto al Vangelo Mt 4,4b
Alleluia, alleluia.
Non di solo pane vivrà l'uomo,
ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio

Vangelo Mt 14,13-21
La moltiplicazione dei pani occupa un posto importante nei
vangeli, che la raccontano ben sei volte (Mt 14, 13-21; 15, 32-
38; Mc 6,31-44; 8, 1-10; Le 9, 10-17; Gv 6, 1-3). Il racconto di
Matteo incentra l'attenzione sull'autorità di Gesù, i cui ge-
sti, molto ieratici, fanno pensare a quelli dell'ultima cena, e
sul successivo ruolo dei discepoli, incaricati di distribuire
alla Chiesa il cibo offerto dal Signore. Nei resti accurata-
mente raccolti nelle ceste, la tradizione ha visto la promes-
sa di un altro pane: quello che viene condiviso in occasione
del banchetto eucaristico.

DAL VANGELO SECONDO MATTEO
In quel tempo, avendo udito (della morte di Giovanni Batti-
sta], Gesů parti di lã su una barca e si ritirò in un luogo de-
serto, in disparte. 
Ma le folle, avendolo saputo, lo seguirono a piedi dalle citta'.
Sceso dalla barca, egli vide una grande fola, sernti conpas-
sione per loro e guarì i loro malati.
Sul far della sera, gli si avvicinarono i discepoli e gli dissero:
ll luogo è deserto ed è ormai tardi, congeda la folla perche'
vada nei villaggi a comprarsi da mangiare, Ma Gesü disse lo-
ro «Non occorre che vadano; voi stessi date loro da mangia-
re Gli risposero: «Oui non abbiamo altro che cinque pani e
due pesci. Ed egli disse: «Portatemeli qui.
E, dopo aver ordinato alla folla di sedersi sull'erba, prese i cin-
que pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recito' la bene-9
dizione, spezzo i pani e li diede ai discepoli, e i discepoli alla
folla.
Tutti mangiarono a sazietā, e portarono via i pezzi avanzati:
dodici ceste piene. Ouelli che avevano mangiato erano circa
cinquemila uomini, senza contare le donne e i bambini Pa-
rola del Signore.

preghiera
Santifica, o Dio, i doni che ti presentiamo e trasforna in of-
ferta perenne tutta la nostra vita in unione alla vittima spi-
rituale, il tuo servo Gesù, unico sacrificio a te gradito, Egli
vive e regna..

antifona Sap 16.20
Ci hai mandato, Signore, un pane dal cielo, un pane che por-
ta in sé ogni dolcezza e soddisfa ogni desiderio.

oppure ef, Mt 14,19
Gesù prese i cinque pani e i due pesci, li diede ai suoi di-
scepoli e questi li distribuirono alla folla.

preghiera
Accompagna con la tua continua protezione, Signore, il po-
polo che hai nutrito con il pane del cielo, e rendilo degno del-
l'eredità eterna. Per Cristo nostro Signore.

preghiera
Santifica, o Dio, i doni che ti presentiamo e trasforna in of-
ferta perenne tutta la nostra vita in unione alla vittima spi-
rituale, il tuo servo Gesù, unico sacrificio a te gradito, Egli
vive e regna..

antifona Sap 16.20
Ci hai mandato, Signore, un pane dal cielo, un pane che por-
ta in sé ogni dolcezza e soddisfa ogni desiderio.

oppure ef, Mt 14,19
Gesù prese i cinque pani e i due pesci, li diede ai suoi di-
scepoli e questi li distribuirono alla folla.

preghiera
Accompagna con la tua continua protezione, Signore, il po-
polo che hai nutrito con il pane del cielo, e rendilo degno del-
l'eredità eterna. Per Cristo nostro Signore. 

sviluppie
Fece piovere su di essi la mamna per cibo e diede  loro pane del cielo
: luomo mangio' il pane degll angeli, diede toro cibo in abbon-
danza (Sal 78,24-25).
Sfamasti il tuo popolo con un cibo degll angeli, dal cielo offristi lo-
ro un pane gia pronto senza fatica, capace dl procurare gni deli-
zia e soddisfare ogni gusto (Sap 16,20)
Mentre essi mangiavano, Cea prese il pne , pronunziata la be.
nedizione, lo apezzò e lo dele ai discepoll dicenlo: Prendete e
mangiate; questo èil mio corpor, Poi prese il calice e, dopo auer re.
so grazie, lo diede loro, dicendo: Beveten tuttl, perché questo eil
mio sangue dell'alleanza, versato per molti, in remissione dei pec-
cati (Mt 26,26-28),

Erano assidui nell'ascoltare 'inegnamento degli apostoli e nell'u
nione fraterna, nella frazione del pane e nelle preghiere (At 2,42).
Poiché c'è un solo pane, noi, pur essendo molti, siamo un corpo -
lo: tutti infatti partecipiamo dell'unico pane (1Cor 10,17).

lo vi dichiaro che essi non hanno bisogno di cio di cui voi eredete
che abbiano bisogno, poiché non è necensario che e ne vadano; ma,
contrariamente ad ogni vostra aspettativa, essi hanno bisogno di
colui del quale, secondo vol, non hanno aleun binogno poiché cre
dete che io sia incapace di nutrirli , cioè di me. Quindi, poiché con
il mio insegnamento io vi ho messi in grado di dare il cibo spiri-
tuale a coloro che ne mancano, sta a voi dar da mangiare alle fol-
le che mi hanno accompagnato: avendola ricevuta da me, voi pos-
sedete infatti la capacità di dar da mangiare alle folle.

(Origene, Commento al Vangelo secondo Matteo, I, XI, ce. 1-2)

Il pane gioca tanti ruoli! Nel pane abbiamo imparato a riconosce-
re un mezzo di comunione fra gli uomini, a causa del pane da spez-
zare insieme. Nel pane abbiamo imparato a riconoscere l'immagi-
ne della grandezza del lavoro, a causa del pane da guadagnare con
il sudore della fronte. Nel pane abbiamo imparato a riconoscere il
veicolo essenziale della pietà, a causa del pane che si distribuisot
nell'ora della miseria. Il sapore del pane condiviso non ha uguale.
o (A. de Saint-Bxupéry, Pilota di guerra.


s messa 9 agosto
Nei vangeli, il racconto della moltiplicazione dei pani e il rac-
conto della tempesta sedata formano una sorta di dittico, nei
due pannelli, Gesù è in primo piano. Sull'uno, dã i pani mol-
tiplicati ai discepoli, perche" li distribuiscano alla folla; sull'a-
tro, va verso di loro, camminando sulle acque, mentre infuria
la tempesta che mette in pericolo la barca nella quale ha «or-
dinato» loro di salire, per passare all'altra riva. In questa bar-
ca, scossa dai flutti, ma salvata dal naufragio dall'intervento
del Signore, la tradizione ha visto un'immagine della Chiesa
che rema, contro venti e maree, verso la sponda dove il ri-
sorto l'ha preceduta. La moltitudine di coloro che seguono il
Signore fin nel deserto riceve dalla sua mano il pane che sa-
zia ogni fame. I discepoli, che faticano per recarsi lâ dove il
Signore ha dato loro appuntamento, hanno l'impressione che
la loro barca stia per capovolgersi. «Abbiate fiducia! Le tem-
peste possono scuotere la vostra barca, ma essa non colerà
a picco», dice loro il Signore.

Il racconto di Matteo comporta anche altri tratti che amplia-
no e precisano quest'interpretazione. La reazione dei disce-
poli e di Pietro fa pensare alle prime apparizioni pasquali. An-
che quando il risorto è apparso in mezzo a loro, i discepoli
hanno creduto di vedere un fantasma. Allora, il Signore si è
rivolto a loro esattamente come in questo caso: «Coraggio, so-
no io, non abbiate paura», E anche in questo caso li ha rim-
proverati per la loro mancanza di fede e per i loro dubbi. In-
fine, sia nelle apparizioni pasquali che qui sul lago, la scena
termina con una sorta di liturgia. I discepoli «si prostrano» da-
vanti al Signore e confessano la loro fede: «Tu sei veramente
il Figlio di Dio!».
 Per quanto profonde possano essere l'adesione al Signore e
I'esperienza della sua presenza e della sua vicinanza, ogni di-
scepolo, di cui Pietro ê qui il prototipo, conosce momenti di
esitazione e di dubbio. Quando comincia a vacillare, grida:
Signore, salvami!». Gesū gli tenderà la mano, perchê non ca-
da. La poca fede non lo trattenga dal partecipare alla litur-
gia, dal prostrarsi con gli altri, per proclamare insieme alla
Chiesa: «Tu sei veramente il Figlio di Dio, Signore! Vieni in soc-
corso alla mia mancanza di fede!».
E quando il silenzio di Dio scoraggia, si tenda l'orecchio: egli
è ancora li, nel «mormorio di un vento leggero».

antifona d'ingresso Sal 73,20.19,22-23
Sii fedele, Signore, alla tua alleanza,
non dimenticare mai la vita dei tuoi poveri.
Sorgi, Signore, difendi la tua causa,
non dimenticare le suppliche di coloro che ti invocano.

colletta
Dio onnipotente ed eterno, che ci dai il privilegio di chia-
marti Padre, fa' crescere in noi lo spirito di figli adottivi,
perché possiamo entrare nell'eredità che ci hai promesso.
Per il nostro Signore Gesù Cristo..

oppure
Onnipotente Signore, che domini tutto il creato, rafforza la
nostra fede e fa' che ti riconosciamo presente in ogni avve-
nimento della vita e della storia, per affrontare serena-
mente ogni prova e camminare con Cristo verso la tua pa-
ce. Per il nostro Signore Gesù Cristo..

prima lettura 1Re 19,9a, 11-13a
Dio è presente nel silenzio e nella solitudine: l'esperienza fat-
ta da Elia all'Oreb (l'altro nome del Sinai, dove il Signore
Si era rivelato nel frastuono delle forze della natura scate-
nate) ravviva lo zelo del profeta. Egli esce dalla caverna, in
cui si era rifugiato in preda allo scoraggiamento, e riprende
il cammino per continuare la sua missione in mezzo a quel
popolo al quale Dio lo manda.

DAL PRIMO LIBRO DEI RE
In quei giorni, Elia, (essendo giunto al monte di Dio, I'Oreb).
entrò in una caverna per passarvi la notte, quand'ecco gli fu
rivolta la parola del Signore in questi termini: «Esci e fermati
sul monte alla presenza del Signore».
Ed ecco che il Signore passò. Ci fu un vento impetuoso e ga-
gliardo da spaccare i monti e spezzare le rocce davanti al Si-
gnore, ma il Signore non era nel vento.
Dopo il vento, un terremoto, ma il Signore non era nel terremoto.
Dopo il terremoto, un fuoco, ma il Signore non era nel fuoco.
Dopo il fuoco, il sussurro di una brezza leggera. Come I'udi,
Elia si copri il volto con il mantello, usci e si fermo all'ingres-
so della caverna. - Parola di Dio.

salmo responsoriale  sal 84
Se ascolto attentamente, sento Dio che mormora nel mio cuo-
re: amore, verità, giustizia, pace.

RIT. Mostraci, Signore, la tua misericordia.

Ascolterò che cosa dice Dio, il Signore:
egli annuncia la pace
per il suo popolo, per i suoi fedeli.
Si, la sua salvezza è vicina a chi lo teme,
perché la sua gloria abiti la nostra terra./R

Amore e verità s'incontreranno
gustizia e pace si baceranno.
Verità germoglierà dalla terra
e giustizia si affaccerà dal cielo. /R

 Certo, il Signore donerà il suo bene
e la nostra terra darà il suo frutto:
giustizia camminerà davanti a lui:
i suoi passi tracceranno il cammino./ R

seconda lettura Rm 9,1-5
Il vangelo viene rifiutato da coloro che avrebbero dovuto es-
sere i primi ad accoglierlo! Questo pensiero tormenta Paolo.
Ma egli non perde la speranza: un giorno, gli innumerevoli
doni di Dio porteranno il loro frutto.

DALLA LETTERA DI SAN PAOLO APOSTOLO AI ROMANI
Fratelli, dico la verità in Cristo, non mento, e la mia coscien-
za me ne dà testimonianza nello Spirito Santo: ho nel cuore
un grande dolore e una sofferenza continua.
Vorrei infatti essere io stesso anàtema, separato da Cristo a
vantaggio dei miei fratelli, miei consanguinei secondo la carne.
Essi sono Israeliti e hanno l'adozione a figli, la gloria, le al-
leanze, la legislazione, il culto, le promesse: a loro apparten-
gono i patriarchi e da loro proviene Cristo secondo la carne,
egli che è sopra ogni cosa, Dio benedetto nei secoli. Amen. -
Parola di Dio.

Canto al  Vangelo  Sal 129,5
Alleluia, alleluia.
lo spero, Signore.
Spera l'anima mia, attendo la sua parola.

Vangelo Mt 14,22-33
In occasione della moltiplicazione dei pani, i discepoli han-
no appreso di poter soddisfare la fame delle folle se si rivol-
gono con fiducia al Signore. Le tempeste e i venti contrari
che devono affrontare non li spaventino e non facciano va-
cillare la loro fede! Allora, al termine di una traversata pro-
babilmente faticosa, essi giungeranno, come Chiesa, all'al-
tra sponda, dove il Signore ha dato loro appuntamento.

 DAL VANGELO SECONDO MATTEO
(Dopo che la folla ebbe mangiato], subito Gesü costrinse i di-
scepoli a salire sulla barca e a precederlo sull'altra riva fin-
chế non avesse congedato la folla.
Congedata la folla, sali sul monte, in disparte, a pregare. Ve-
nuta la sera, egli se ne stava lassū, da solo.
La barca intanto distava già molte miglia da terra ed era
agitata dalle onde: il vento infatti era contrario. Sul finire
della notte egli ando' verso di loro camminando sul mare
Vedendolo camminare sul mare, i discepoli furono sconvolti
e dissero: «E un fantasma!» e gridarono dalla paura. Ma su-
bito Gesù parlò loro dicendo: «Coraggio, sono io, non abbiate
paural».
Pietro allora gli rispose: «Signore, se sei tu, comandami di ve-
nire verso di te sulle acque». Ed egli disse: «Vieni!», Pietro sce-
se dalla barca, si mise a camminare sulle acque e ando' ver-
so Gesu'. Ma, vedendo che il vento era forte, s'impauri e, co-
minciando ad affondare, gridò: «Signore, salvami!». E subito
Gesu tese la mano, lo afferro' e gli disse: uomo di poca fede,
perché hai dubitato?».
Appena saliti sulla barca, il vento cessò. Quelli che erano sul-
la barca si prostrarono davanti a lui, dicendo: «Davvero tu sei
Figlio di Dio!», - Parola del Signore.

preghiera
Accogli con bontà, Signore, questi doni che tu stesso hai po-
sto nelle mani della tua Chiesa, e con la tua potenza tra-
sformali per noi in sacramento di salvezza. Per Cristo nostro Signore.

antifona  Sal 147,12 14
Gerusalemme, loda il Signore,
egli ti sazia con fiore di frumento. 
 oppure Mt 14,33
l discepoli sulla barca si prostrarono davanti a Gesü ed
esclamarono: Tu sei veramente il Figlio di Diol..

preghiera
La partecipazione a questi sacrarenti salvi il tuo popolo,
Signore, e lo conferrni nella luce della tua verita. Per Cristo nostro Signore.

sviluppi
Perché avete paura, uomini di poca fede? (Mt 8,26).
Gli apostoli dissero al Sgnore: "Aumenta la nostra fede Le 17,5-6).
Simone, Simone, ecco satana vi ha
cercato per vagliarvi come il
grano, mia ho pregato per te, che non venga meno la tua fede; e
tu, una volta ravveduto conferma i tuoi fratelli (Lc 22,31-32)
Ma egli disse: Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vo-
stro cuore? Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io
toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne né ossa. Come ve-
dete che io non  ho (Le 24,38-39).
Gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva
loro fissato. Quando lo videro, gli si prostrarono innanzi; alcu-
ni pero dubitavano (Mt 28,16-17),

Gesu comnincia guarendo anzitutto cio' che e' importante, quando or-
dina ai suoi discepoli spaventati: «Coraggio, non abbiate paura.
Il fatto che e aggiunga :Sono io,senza precisare chi egli sia, signi-
fica o che la sua voce era loro abbastanza familiare per fare loro
comprendere chi era colui che rivolgeva loro la parola nelle oscure
tenehre della notte, oppure che essi si sarebbero fucilmente ricor-
dati di colui che aveva detto a Mosè: «Dirai agli israeliti: Io-Sono
mi ha mandato a voi., (Es 3,14).
(Girolamo, Commento a Matteo 2.14) 



















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mercoledì 30 novembre 2022

riposare in Dio



Bisogna implorare il divino aiuto  e aver fiducia di ricuperare la grazia.

Cristo Gesù. - Figliuolo, io sono il Signore che conforta nel giorno della 
tribolazione. Rivolgiti a me, quando non ti senti bene. Il maggiore 
ostacolo che metti alla consolazione celeste., è il ricorrere troppo tardi
alla preghiera. Poichè prima di venire a pregarmi con fervore, vai cercando 
molti conforti e ti rícrei nelle cose esteriori.
Ne consegue che i conforti ricercati ti giovano poco, finchè tu non sia
persuaso che sono io il liberatore di coloro iquali sperano in me e fuori di 
me non esiste valido soccorso ne utile consiglio, e neppure durevole 
rimedio.
Ma, ripreso coraggio dopo la tempesta, riconfortati nella luce delle mie
misericordie;perchè io sono vicino (disse il Signore)  per restaurare
ogni cosa, non solo integralmente, ma con abbondanza e oltre misura.
Vi è forse qualcosa che mi riesca difficile? Oppure sono come chi ha
parole e non fatti? Dovè la tua fede? Rimani fermo e perserverante.
Sii paziente ed ìntrepido; a suo tempo verrà il conforto.
Aspettami, aspettami: verrò e ti risanerò. 
È” una tentazione quella che ti molesta, ed è un timore vano quello che
ti spaventa.
A che ti serve l'inquietarti per cose che potrebbero accadere, se non ad
accumulare tristezza su tristezza?
A ciascun giorno basta il proprio male .
E' vano ed inutile turbarsi o rallegrarsi delle cose future, le quali forse
non avverranno mai.
 E' umano lasciarsi illudere da tali ìmmaginazioni, ma è anche segno di
animo piccolo cedere tanto facilmente alle suggestioni del nemico.
Egli infatti non fa caso se illuda e inganni con oggetti reali o con fanta-
smi; se faccia cadere con l'amore delle cose presenti o col timore delle 
future.
Non si turbi dunque il tuo cuore, ne si sgomenti .
Credi in me e confida nella mia misericordia.
Quando tu credi di essere lontano da me, spesso avviene che io ti sono
più vicino. Quando pensi che tutto sia perduto, spesso è quello il momento 
d'acquistar merito.
Non è vero che sia tutto perduto, perchè avviene il contrario di quanto
si aspettava.
Non devi giudicare secondo l'impressione del momento: e non devi
accasciarti sotto il peso di qualunque difficoltà, da qualunque parte ti 
venga, come non ci fosse più speranza di liberazione.
Non crederti del tutto abbandonato se per un po' di tempo ti mandassi 
qualche tribolazione, oppure ti togliessi quel conforto che desideri: per
questa via si passa al regno dei cieli. Senza dubbio riesce di maggiore
utilità per te e per gli altri miei fedeli essere esercitati nelle avversità, 
che avere ogni cosa a piacimento. Io vedo i pensieri nasconsti; e ti
assicuro a che tè molto giova alla tua salute essere talora lasciato senza
dolcezze; perchè tu non sia preso da orgoglio nel buon successo, e non 
voglia trovare motivo di compiacerti in te stesso, in ciò che non sei.
Io posso toglierti ciò che ti ho dato e ridartelo quando piace a me.
Quando te l'avrò dato, rimane cosa mia; quando te l'avrò ripreso, non ho
portato via nulla di tuo : perchè è mio ogni bene donato ed ogni dono 
perfetto.
Se ti manderò qualche tribolazione o contrarietà di qualsiasi specie, non 
indignarti, nè perderti di coraggio; io ti posso sollevare subito, e cambiarti
in gaudio qualunque, afflizione. Però quando ti tratto in questo modo, 
ricorda che sono giusto e degno di molta lode.
Se hai retto giudizio e guardi in faccia alla verità, non devi mai lasciarti 
abbattere dalla tristezza per causa delle avversità, ma piuttosto goderne 
ed essermi grato.
Anzi devi considerare quale unica gioia il fatto che affliggendoti con 
dolori, non ti tolga  il mio amore.
Come il padre ha amato me, cosi io amo voi , ho detto ai miei discepoli,
che non ho mandato di certo a godere la vita, ma a sostenere duri dolori,
non agli onori, ma ai disprezzi; non all'ozío, ma alle fatiche; non a riposare,
ma a raccongliere grandi frutti con la pazienza  Figliuolo mio, ricordati
sempre di queste parole ma cerca Gesù il Cristo.


( giovanipagine@gmail.com)


 Verso Cristo
Rivestitevi tutti di umiltà gli uni verso gli 
altri perché Dio resiste ai superbi ma da grazia 
agli umili.
Uimiliatevi dunque sotto la potente mano di Dio 
perché vi esalti al tempo opportuno gettando in 
lui ogni vostra preoccupazione perché egli ha cura 
di voi siate temperanti e vigilate il vostro nemico 
il diavolo come leone ruggente va in giro cercando 
di divorare. Resistetegli saldi nella fede sapendo 
che i vostri fratelli sparsi per il mondo subiscono 
le stesse sofferenze di voi.
 rivestitevi tutti di umiltà gli uni verso gli altri.
,       (“rivestirsi di umiltà gli uni verso gli altri”) _
il rapporto con gli altri secondo lo spirito cristiano,
ha una caratteristica inconfondibile l'umiltà
non porta al dominio ma al servizio 
non crea dipendenza ma autonomia 
non nasconde la verità ma la comunica `
non ostacola la storia ma la orienta
non esclude l'esperienza ma la esalta
favorisce la cordialità la spontaneicità la sincerità
riconosce i propri limiti senza lasciarsi paralizzare 
da essi riconosce i limiti altrui senza che 
essi tolgano considerazione e valorizzazione 
per i meriti e le virtù.
        (Dio resiste ai superbi)
L'azione di Dio preferisce gli umili e si allontana dai superbi,
la superbia allontana Dio perché non condivide le sue preferenze,
che sono per gli ultimi i deboli i piccoli ai quali rivela il suo mistero di amore,
la superbia è autoesclusione dal numero dei salvati come Abramo “
io in quanto polvere e cenere posso parlare al mio Dio “ 
nessun altro titolo per essere accolti aiutati 
il grido del povero penëtra i cieli risollevati per riconoscere in Dio l'origine e l'approdo 
la goccia di rugiada che nessuno vede sullo stelo del fiore è considerata da Dio perla preziosa.
       ( “Dio vi esalti al tempo opportuno”)
I tempi di Dio sono diversi
deludono le attese umane non per escluderle o forzarle ma per esaltare e purificarle
Dio ha esaltato l`uomo creandolo a sua immagine e somiglianza
lo ha esaltato ristabilendo in lui la dignità di figlio dopo il peccato
lo ha esaltato riaprendogli le porte del paradiso da cui era stato escluso
lo ha esaltato ridonandogli la vita la possibilità di amare
lo esalterà scoprendogli il suo volto di misericordia
apparendo sulle nubi del cielo giudice dei vivi de dei morti
parola inconfondibile che invita l'uomo al dialogo eterno della beatitudine
        (“il diavolo come leone ruggente”)
Il simbolo del leone è particolarmente espressivo
si aggira nel mondo identificando i luoghi dell'appuntamento dell'uomo con Dio \
per distruggerli, fraintenderli, nasconderli, confonderli, '
esprime la sua invidia distruttiva da serpente maledetto 
ogni qual volta lo splendore della creazione attira l”attenzione
intensifica la commozione autentica l'adesione e 
rovina soprattutto il rapporto tra gli uomini -
rendendo finta la carità non più in grado di testimoniare e rivelare la presenza dell”amore infinito
deludente la speranza a cui viene tolta la certezza della fedeltà di Dio alla promessa,
incerta la fede in quanto dominante è la menzogna
    ( “Saldi nella fede “)
La fede fondamento della vita secondo il piano di Dio
roccia su cui costruire la casa perché nel momento del terremoto non crolli
parola che illumina anche nella notte più oscura
conforto nel pianto più sconsolato '
stabilità solidità consistenza resistenza, vento favorevole che porta la barca attraverso il mare della vita e della
storia anche in tempesta
capacità di lotta quando il nemico si presenta come amico
il lupo come agnello l'avversario come fratello.
  ( il rapporto tra salire e discendere)
la salita e la discesa
una logica diversa
occorre salire distaccarsi faticare
salire vuol dire non soltanto godere gioire ma faticare sforzarsi impegnarsi
è il contrario del tutto facile subito a portata di mano sempre
salire non con l'elicottero ma con le proprie gambe
incominciare dal mattino presto
alzarsi nella notte nel cuore delle tenebre per godere della luce dell'alba
sveglierò l”aurora
tu rischiari le mie tenebre
salirò al tuo monte santo
al monte della tua dimora
alla fenditura nella roccia dove è possibile invocarti come Mosè
se ho trovato grazia presso di te mostrami il tuo volto”
rendici ancora capaci dopo anni di sentire il fascino dei monti
oltre quei monti vi sono altri monti ed altri ancora e
poi il monte dove tu abiti e la terra è sacra
occorre camminare a piedi scalzi
senza sandali ai piedi
il monte del tuo silenzio
il monte della tua parola
il monte del tuo sacrificio
il monte del roveto che brucia senza consumarsi
il monte da cui è possibile godere dello spettacolo della terra promessa come il Nebo per Mosè
e sentirsi esclusi perché ormai il monte non è più una realtà ma un simbolo
il simbolo della terra dove l'anima riposa
terra che non può essere che il cuore di Dio


Dobbiamo riposare in Dio
piuttosto che in tutti gli altri beni

Il fedele. - In tutto e sopratutto
cercherai sempre in Dio il tuo riposo,
anima mia, perchè Egli è l'eterna
pace dei santi. Dolcissimo e amatissimo
Gesù, concedimi di riposare in
te sopra ogni creatura, sopra ogni
salute e bellezza, sopra ogni gloria e
onore, sopra ogni potenza e dignità,
sopra ogni scienza e acutezza d'ingegno,
sopra ogni ricchezza ed arte, sopra
ogni letizia ed esultanza, sopra
ogni fama e lode, sopra ogni soavità
e conforto, sopra ogni speranza e
promessa, sopra ogni merito e desiderio;
sopra ogni dono e grazia che tu puoi
dare ed infondere; sopra ogni gaudio
e gioia che la mente può ricevere e
gustare; finalmente sopra gli Angeli
e gli Arcangeli e tutto l'esercito del
cielo ; sopra ogni cosa visibile ed
invisibile, sopra tutto ciò che non
sei tu, mio Dio.

 Perchè tu, o Signore Dio mio,
sei l'Ottimo sopra ogni cosa, tu solo
l'altissimo e l'onnipotente, tu solo
possiedi e doni ogni cosa. tu solo
inesauribile sorgente di dolcezze e
consolazioni; Tu solo sei suprema
bellezza e amore, suprema nobiltà e gloria.
in cui tutti i beni furono, sono e
saranno perfettamente raccolti insieme.
Perciò qualunque cosa tu mi doni,
al di fuori di te stesso, o di te mi
riveli o prometti, troppo scarsa e
insufficiente finchè non ti possa
vedere e possedere interamente.
Il mio cuore infatti non può essere
davvero in pace, nè pienamente
soddisfatto, se non riposa in te e non si
solleva sopra ogni dono ed ogni creatura.
O mio dilettissimo Signore Gesù
Cristo, purissimo amore, Signore di
tutte le creature, chi mi può dare ali
di vera libertà, per volare e riposare
in te?
O, quando potrò pienamente occuparmi
a considerare quanto sei
soave, Signore mio Dio?

Quando potrò raccogliermi totalmente
in tè, così che riempito del tuo
amore, non averta più me stesso,
ma scelta te, solo sopra ogni
sentimento ed ogni misura, in un modo che a
tutti non è dato di conoscere?
Ma ora levo spesso il mio gemito,
e sostengo in dolore la. mia iniquità.
Perchè questa valle di miserie è
ripiena di mali, che molto spesso mi
turbano, mi contrastano e mi offuscano;
e molto spesso mi stancano
e mi distraggono; mi allettano e mi
allacciano, affinchè io non possa
liberamente accostarmi a te, e averne i
soavi amplessi, di cui godono sempre
gli spiriti beati, Ti commuova il mio
sospiro e la molteplice mia desolazione quaggiù!
 O Gesù, splendore dell'eterna
gloria , conforto dell”anima pellegrina!
Tace al tuo cospetto la mia
bocca, ma ti parla il mio silenzio.
Quanto tarda a venire il mio Signore?
De, venga e dia gioia a questo suo poverello.
Porga la sua mano e strappi il miserabile
da ogni angustia. ›
Oh, vieni, vieni! Perchè senza di
tè non avrò nè un giorno, nè un'ora
felice. Tu solo sei la mia letizia, e
senza di te l'anima mia rimane vuota
Io sono oppresso da miseria
e somiglio a un prigioniero stretto da
catene, finchè tu con la luce della tua
presenza non venga a sollevarmi,
ricolmarmi la libertà e a farmi vedere
il tuo volto amico.
Cerchino pure gli altri ciò che
più loro piace, in cambio di tè; io
cerco e cercherò unicamente tè, o mio
Dio, che sei la mia speranza e la
mia eterna salute .
Non si placherà il gomito della mia
preghiera, finchè non ritorni la tua
grazia e non senta nel cuore la tua
voce.

Il Signore. - Eccomi presente .
Eccomi accanto a te, perchè tu mi
hai chiamato. Il tuo pianto, i sospiri
della tua anima la contrizione del
tuo cuore umiliato, mi hanno piegato
e ricondotto a te.

Il fedele. - Io esclamai Signore,
t'invocai e desiderai di goderti,
pronto a respingere ogni cosa per amor
tuo, Poichè tu, per primo, mi hai
scosso, affinchè ti cercassi.
Sii dunque benedetto, 0 Signore,
che fosti così buono col tuo servo,
secondo l'abbondanza della tua
misericordia . '
Che altro può dire il tuo. servo alla
tua presenza? Non gli rimane che
umiliarsi profondamente al tuo cospetto.
ripensando sempre ai suoi peccati, alla
sua nullità. Non v'è infatti meraviglia
nel cielo o sopra la terra che
ti possa essere messa a confronto .
Le tue opere sono perfette, i tuoi
giudizi sono veri e la tua provvidenza
regge l'universo .
Sia dunque lode e gloria a te, o
Sapienza del Padre; la mia bocca e
la mia anima ti elevino inni di benedizione,
insieme con tutte le creature.

da (giovanipagine@gmail.com.)



 

S Messa 26 luglio

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