sabato 31 gennaio 2026

s messa 15 febbraio




s messa 15 febbraio
Ancora per quattro domeniche la liturgia è nel segno del «di-
scorso della montagna», Nel suo Vangelo, Matteo, basando-
si su citazioni bibliche, proclama in ogni occasione che, dall'-
nizio fino alla morte e alla risurrezione, sia nel suo insegna-
mento che nel suo comportamento, Gesû compie le Scritture.
Per questo evangelista, la novitā della buona novella e della
vita evangelica si puo comprendere solo ricollegandosi alla
tradizione di Mosè e dei profeti. Niente lo dimostra meglio
del modo in cui Gesü si appropria dei tre grandi comanda-
menti del rispetto della vita altrui, della fedeltä coniugale e
della veritā delle parole.
Anzitutto, un principio fondamentale: il legalismo misconosce
l'intenzione di Dio, autore della legge; esso perverte il senso
dei comandamenti e la loro osservanza risulta di conseguen-
za inutile per il regno dei cieli. Il legalismo genera la casisti-
ca che, incapace di trovare delle vie di uscita, cavilla sugli ob-
blighi, cercando di cavarsela con il minor impegno possibile.
Coscientemente o meno, questo atteggiamento fa di Dio un
legislatore lontano e freddo, unicamente preoccupato di un
certo ordine morale di facciata. Ora, dando la legge. Dio mi-
rava a ben altro: «Siate santi, perché io Sono santo» (Lv 11,45:;
19,2). E Gesû conclude il lungo discorso riferito da Matteo
negli stessi termini: «Siate voi dunque perfetti come è perfet-
to il Padre vostro celeste» (Mt 5,48). Al contrario, fermando-
si alla lettera senza alcun riguardo per lo spirito, il legalismo
può produrre solo una giustizia legale, esteriore. Venuto a
«compiere» le Scritture, Gesů vuole la giustizia secondo Dio e
apre l'osservanza dei comandamenti a prospettive infinite, fi-
no alla perfezione della carità. Egli proclama che la carità ri-
chiede un impegno totale dell'essere, un'obbedienza che vie-
ne dalle profondità di ciascuno: dal suo «cuore.
Questa relazione con i comandamenti esclude tutto ciò che
assomiglia anche solo lontanamente a una sottomissione cie-
ca. Dio infatti ritiene che la sua creatura sia capace di sce-
gliere liberamente quell'avvenire di pace e di felicità che egli
le propone (Sir 15,15-20). Chi medita la legge del Signore e
vi conforma la propria vita acquisisce una saggezza che non
è di questo mondo, poichế permette di penetrare nei segreti
del mistero di Dio (1 Cor 2,6-10).

antifona d'ingresso Sal 30,3-4

Sii per me difesa, o Dio,
rocca e fortezza che mi salva,
perché tu sei mio baluardo e mio rifugio;
guidami per amore del tuo nome.

colletta

O Dio, che hai promesso di essere presente in coloro che ti
amano e con cuore retto e sincero custodiscono la tua paro-
la, rendici degni di
diventare tua stabile dimora. Per il no-
stro Signore Gesù Cristo...

oppure
O Dio, che riveli la pienezza della legge nella giustizia nuo-
va fondata sull'amore, fa' che il popolo cristiano, radunato
per offrirti il sacrificio perfetto, sia coerente con le esigenze
del Vangelo, e diventi per ogni uomo segno di riconciliazio-
ne e di pace. Per il nostro Signore Gesù Cristo...

prima lettura Sir 15,15-20 (NV) (
)gr.15,15-20
Stanti i limiti della sua intelligenza e della sua capacità di
discernimento, l'uomo è spesso perplesso nell'ora della scel-
ta, incapace di distinguere immedia- tamente e a colpo sicu-
ro il bene dal male. Ma la legge di Dio viene in suo soccor-
so Cosi. illuminato dalla sapienza divina, l'uomo è in gra-
do di fare liberamente delle buone scelte.

Dal libro del Siracide

Se vuoi osservare i suoi comandamenti, essi ti custodiranno;
se hai fiducia in lui, anche tu vivrai. Egli ti ha posto davanti
fuoco e acqua: là dove vuoi tendi la tua mano. Davanti agli
uomini stanno la vita e la morte, il bene e il male: a ognuno
sarà dato ciò che a lui piacerà. Grande infatti è la sapienza
del Signore; forte e potente, egli vede ogni cosa. I suoi occhi
sono su coloro che lo temono, egli conoSce ogni opera degli
uomini. A nessuno ha comandato di essere empio e a nes-
suno ha dato il permesso di peccare. - Parola di Dio.

salmo responsoriale 118,1-2;4-5;17-18;33-34

Gioia per il fatto di poter osservare con tutto il cuore e 
liberamente i comandamenti ed esprimere così  il nostro amore a Dio.
RIT. Beato chi cammina nella legge del Signore.

Beato chi ề integro nella sua via
e cammina nella legge del Signore.
Beato chi custodisce i suoi insegnamenti
e lo cerca con tutto il cuore.R/

Tu hai promulgato i tuoi precetti
perché siano osservati interamente.
Siano stabili le mie vie
nel custodire i tuoi decreti.R/

Sii benevolo con il tuo servo e avrò vita,
osserverò la tua parola.
Aprimi gli occhi perche io consideri
le meraviglie della tua legge.R/

Insegnami, Signore, la via dei tuoi decreti
e la custodirò sino alla fine.
Dammi intelligenza, perché io custodisca la tua legge
e la osservi con tutto il cuore.R/  
seconda lettura 1Cor 2,6-10
Assolutamente superiore a quella degli uomini, la saggezza
data dallo Spirito apre all'intelligenza dei misteri di Dio e
permette di vedere il Signore della gloria in colui che gli uo-
mini hanno crocifisso.

DALLA PRIMA LETTERA DI SAN PAOLO APOSTOLO AI CORINZI

Fratelli, tra coloro che sono perfetti parliamo, si, di sapienza,
ma di una sapienza che non è di questo mondo, né dei do-
minatori di questo mondo, che vengono ridotti al nulla. Par-
liamo invece della sapienza di Dio, che è nel mistero, che è ri-
masta nascosta e che Dio ha stabilito prima dei secoli per la
nostra gloria. Nessuno dei dominatori di questo mondo 'ha
conosciuta; se l'avessero conosciuta, non avrebbero crocifis-
so il Signore della gloria. Ma, come sta scritto: «Quelle cose
che occhio non vide, né orecchio udi, nê mai entrarono in cuo-
re di uomo, Dio le ha preparate per coloro che lo amano».
Ma a noi Dio le ha rivelate per mezzo dello Spirito; Io Spirito
infatti conosce bene ogni cosa, anche le profondità di Dio.
Parola di Dio.

canto al Vangelo Mt 11,25

Alleluia, alleluia.
Ti rendo lode, Padre,
Signore del cielo e della terra
perché ai piccoli hai rivelato
i misteri del Regno.

Vangelo
Mt 5,17-37 (lett. breve: 5,20-22a.27-28.33-34a.37)

Con la sovrana autorità che gli deriva dalla sua intimità
con il Padre, Gesù insegna una lettura e una pratica dei co-
mandamenti conformi all'intenzione profonda di Dio: «Ave-
te inteso che fu detto... ma io vi dico...». Agli antipodi di ogni
moralismo, sia del lassismo che del rigorismo, la morale
evangelica scaturisce da un cuore che si converte continua-
mente al Signore.
 DAL VANGELO SECONDO MATTEO
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: («Non crediate che
io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venu-
to ad abolire, ma a dare pieno compimento. In veritā io vi di-
co: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un
solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia
avvenuto. Chi dunque trasgredirā uno solo di questi minimi
precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà consi-
derato minimo nel regno dei cieli.
Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato gran-
de nel regno dei cieli.] lo vi dico infatti: se la vostra giustizia
non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete
nel regno dei cieli. Avete inteso che fu detto agli antichi: "Non
ucciderai; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio".
Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratelo dovrà
essere sottoposto al giudizio. (Chi poi dice al fratello: "Stupi-
do", dovrà essere sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: "Paz-
zo', sarà destinato al fuoco della Geènna.
Se dungque tu presenti la tua offerta all'altare e li ti ricordi che
tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia Ii il tuo dono
davanti all'altare, va' prima a riconciliarti con il tuo fratello e
poi torna a offrire il tuo dono.
Mettiti presto d'accordo con il tuo avversario mentre sei in
cammino con lui, perché l'avversario non ti consegni al giudi-
ce e il giudice alla guardia, e tu venga gettato in prigione. In
verità io ti dico: non uscirai di là finche non avrai pagato fino
all'ultimo spicciolo!]
Avete inteso che fu detto: "Non commetterai adulterio" Ma
io vi dico: chiungue guarda una donna per desiderarla, ha già
commesso adulterio con lei nel proprio cuore. (Se il tuo oc-
chio destro ti è motivo di scandalo, cavalo e gettalo via da te:
ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto
che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geènna. E se la tua
mano destra ti è motivo di scandalo, tagliala e gettala via da
te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piutto-
sto che tutto il tuo corpo vada a finire nella Geènna. 
Fu pure detto: "Chi ripudia la propria moglie, le dia l'atto del
ripudio". Ma io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, ec-
cetto il caso di unione illegittima, la espone all'adulterio, e
chiunque sposa una ripudiata, commette adulterio.]
Avete anche inteso che fu detto agli antichi: "Non giurerai i
falso, ma adempirai verso il Signore i tuoi giuramenti". Ma io
vi dico: non giurate affatto, né per il cielo, perché è il trono di
Dio, né per la terra, perché è lo sgabello dei suoi piedi, nê per
Gerusalemme, perché è la città del grande Re. Non giurare
neppure per la tua testa, perché non hai il potere di rendere
bianco o nero un solo capello.] Sia invece il vostro parlare: "si,
si", "no, no"; il di più viene dal Maligno. Parola del Signore.

preghiera
Questa nostra offerta, Signore, ci purifichi e ci rinnovi, e ot-
tenga a chi è fedele alla tua volontà la ricompensa eterna.
Per Cristo nostro Signore.

antifona
Hanno mangiato e si sono saziati
e Dio li ha soddisfatti nel loro desiderio,
la loro brama non è stata delusa.

oppure
Dio ha tanto amato il mondo da donare il suo unico Figlio.
perché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia la vita

oppure
Chi osserva e insegna agli uomini i precetti del Signore,
sarà grande nel regno dei cieli.

preghiera
Signore, che ci hai nutriti al convito eucaristico, fa' che ri-
cerchiamo semnpre quei beni che ci dànno vera vita. Per Cri-
sto nostro Signore. 
sviluppi
Prendo oggi a testimoni contro di voi il cielo e la terra io ti ho po-
sto davanti la vita e la morte, la benedizione e la maledizione; sce-
gli dunque la vita (Dt 30,19).
Questa parola è molto vicina a te, e nella tua bocca e nel tuo cuo-
re. perché tu la metta in pratica (Dt 30, 14).
Gesu insegnava loro come uno che ha autorita e non come i loro
scribi (Mt 7,29).
Con coloro che non hanno legge sono diventato come uno che e' sen-
za legge, pur non essendo senza la legge di Dio, anzi essendo nel-
la legge di Cristo, per guadagnare coloro che sono senza legge
(1Cor 9,21).
Ogni frase del discorso della montagna viene a noi avvolta dallo
sguardo ardente del maestro della vita e al termine di ciaseuna ri-
suona l'avvertimento: attenzione! Cio che io dico è impossibile per
gli uomini, ma non per Dio, poiché tutto è possibile a Dio. Che co-
sa significa questo se non che noi possiamo adempiere la legge del
Vangelo solo se Dio stesso la porta a compimento dentro di noi? Ed
è proprio questo il senso che si deve attribuire all'espressione che io
uso: la legge del Vangelo o, come dicono i teologi, la legge nuova.
In realtà, non si tratta di una legge nel senso abituale del termine,
cioè di una serie di comandamenti che ci vengono imposti dall'e-
sterno, sotto pena di sanzioni. E' una legge nel senso in cui si dice,
per esempio, che è legge dell'albero il portare frutto: una legge che
è solo la piena realizzazione di una vita che ci è stata donata ed è
presente dentro di noi. E questa vita è il Cristo stesso.
(A.M. Besnard, Cose nuoce e cose vecchie) 

mercoledì 30 novembre 2022

riposare in Dio



Bisogna implorare il divino aiuto  e aver fiducia di ricuperare la grazia.

Cristo Gesù. - Figliuolo, io sono il Signore che conforta nel giorno della 
tribolazione. Rivolgiti a me, quando non ti senti bene. Il maggiore 
ostacolo che metti alla consolazione celeste., è il ricorrere troppo tardi
alla preghiera. Poichè prima di venire a pregarmi con fervore, vai cercando 
molti conforti e ti rícrei nelle cose esteriori.
Ne consegue che i conforti ricercati ti giovano poco, finchè tu non sia
persuaso che sono io il liberatore di coloro iquali sperano in me e fuori di 
me non esiste valido soccorso ne utile consiglio, e neppure durevole 
rimedio.
Ma, ripreso coraggio dopo la tempesta, riconfortati nella luce delle mie
misericordie;perchè io sono vicino (disse il Signore)  per restaurare
ogni cosa, non solo integralmente, ma con abbondanza e oltre misura.
Vi è forse qualcosa che mi riesca difficile? Oppure sono come chi ha
parole e non fatti? Dovè la tua fede? Rimani fermo e perserverante.
Sii paziente ed ìntrepido; a suo tempo verrà il conforto.
Aspettami, aspettami: verrò e ti risanerò. 
È” una tentazione quella che ti molesta, ed è un timore vano quello che
ti spaventa.
A che ti serve l'inquietarti per cose che potrebbero accadere, se non ad
accumulare tristezza su tristezza?
A ciascun giorno basta il proprio male .
E' vano ed inutile turbarsi o rallegrarsi delle cose future, le quali forse
non avverranno mai.
 E' umano lasciarsi illudere da tali ìmmaginazioni, ma è anche segno di
animo piccolo cedere tanto facilmente alle suggestioni del nemico.
Egli infatti non fa caso se illuda e inganni con oggetti reali o con fanta-
smi; se faccia cadere con l'amore delle cose presenti o col timore delle 
future.
Non si turbi dunque il tuo cuore, ne si sgomenti .
Credi in me e confida nella mia misericordia.
Quando tu credi di essere lontano da me, spesso avviene che io ti sono
più vicino. Quando pensi che tutto sia perduto, spesso è quello il momento 
d'acquistar merito.
Non è vero che sia tutto perduto, perchè avviene il contrario di quanto
si aspettava.
Non devi giudicare secondo l'impressione del momento: e non devi
accasciarti sotto il peso di qualunque difficoltà, da qualunque parte ti 
venga, come non ci fosse più speranza di liberazione.
Non crederti del tutto abbandonato se per un po' di tempo ti mandassi 
qualche tribolazione, oppure ti togliessi quel conforto che desideri: per
questa via si passa al regno dei cieli. Senza dubbio riesce di maggiore
utilità per te e per gli altri miei fedeli essere esercitati nelle avversità, 
che avere ogni cosa a piacimento. Io vedo i pensieri nasconsti; e ti
assicuro a che tè molto giova alla tua salute essere talora lasciato senza
dolcezze; perchè tu non sia preso da orgoglio nel buon successo, e non 
voglia trovare motivo di compiacerti in te stesso, in ciò che non sei.
Io posso toglierti ciò che ti ho dato e ridartelo quando piace a me.
Quando te l'avrò dato, rimane cosa mia; quando te l'avrò ripreso, non ho
portato via nulla di tuo : perchè è mio ogni bene donato ed ogni dono 
perfetto.
Se ti manderò qualche tribolazione o contrarietà di qualsiasi specie, non 
indignarti, nè perderti di coraggio; io ti posso sollevare subito, e cambiarti
in gaudio qualunque, afflizione. Però quando ti tratto in questo modo, 
ricorda che sono giusto e degno di molta lode.
Se hai retto giudizio e guardi in faccia alla verità, non devi mai lasciarti 
abbattere dalla tristezza per causa delle avversità, ma piuttosto goderne 
ed essermi grato.
Anzi devi considerare quale unica gioia il fatto che affliggendoti con 
dolori, non ti tolga  il mio amore.
Come il padre ha amato me, cosi io amo voi , ho detto ai miei discepoli,
che non ho mandato di certo a godere la vita, ma a sostenere duri dolori,
non agli onori, ma ai disprezzi; non all'ozío, ma alle fatiche; non a riposare,
ma a raccongliere grandi frutti con la pazienza  Figliuolo mio, ricordati
sempre di queste parole ma cerca Gesù il Cristo.


( giovanipagine@gmail.com)


 Verso Cristo
Rivestitevi tutti di umiltà gli uni verso gli 
altri perché Dio resiste ai superbi ma da grazia 
agli umili.
Uimiliatevi dunque sotto la potente mano di Dio 
perché vi esalti al tempo opportuno gettando in 
lui ogni vostra preoccupazione perché egli ha cura 
di voi siate temperanti e vigilate il vostro nemico 
il diavolo come leone ruggente va in giro cercando 
di divorare. Resistetegli saldi nella fede sapendo 
che i vostri fratelli sparsi per il mondo subiscono 
le stesse sofferenze di voi.
 rivestitevi tutti di umiltà gli uni verso gli altri.
,       (“rivestirsi di umiltà gli uni verso gli altri”) _
il rapporto con gli altri secondo lo spirito cristiano,
ha una caratteristica inconfondibile l'umiltà
non porta al dominio ma al servizio 
non crea dipendenza ma autonomia 
non nasconde la verità ma la comunica `
non ostacola la storia ma la orienta
non esclude l'esperienza ma la esalta
favorisce la cordialità la spontaneicità la sincerità
riconosce i propri limiti senza lasciarsi paralizzare 
da essi riconosce i limiti altrui senza che 
essi tolgano considerazione e valorizzazione 
per i meriti e le virtù.
        (Dio resiste ai superbi)
L'azione di Dio preferisce gli umili e si allontana dai superbi,
la superbia allontana Dio perché non condivide le sue preferenze,
che sono per gli ultimi i deboli i piccoli ai quali rivela il suo mistero di amore,
la superbia è autoesclusione dal numero dei salvati come Abramo “
io in quanto polvere e cenere posso parlare al mio Dio “ 
nessun altro titolo per essere accolti aiutati 
il grido del povero penëtra i cieli risollevati per riconoscere in Dio l'origine e l'approdo 
la goccia di rugiada che nessuno vede sullo stelo del fiore è considerata da Dio perla preziosa.
       ( “Dio vi esalti al tempo opportuno”)
I tempi di Dio sono diversi
deludono le attese umane non per escluderle o forzarle ma per esaltare e purificarle
Dio ha esaltato l`uomo creandolo a sua immagine e somiglianza
lo ha esaltato ristabilendo in lui la dignità di figlio dopo il peccato
lo ha esaltato riaprendogli le porte del paradiso da cui era stato escluso
lo ha esaltato ridonandogli la vita la possibilità di amare
lo esalterà scoprendogli il suo volto di misericordia
apparendo sulle nubi del cielo giudice dei vivi de dei morti
parola inconfondibile che invita l'uomo al dialogo eterno della beatitudine
        (“il diavolo come leone ruggente”)
Il simbolo del leone è particolarmente espressivo
si aggira nel mondo identificando i luoghi dell'appuntamento dell'uomo con Dio \
per distruggerli, fraintenderli, nasconderli, confonderli, '
esprime la sua invidia distruttiva da serpente maledetto 
ogni qual volta lo splendore della creazione attira l”attenzione
intensifica la commozione autentica l'adesione e 
rovina soprattutto il rapporto tra gli uomini -
rendendo finta la carità non più in grado di testimoniare e rivelare la presenza dell”amore infinito
deludente la speranza a cui viene tolta la certezza della fedeltà di Dio alla promessa,
incerta la fede in quanto dominante è la menzogna
    ( “Saldi nella fede “)
La fede fondamento della vita secondo il piano di Dio
roccia su cui costruire la casa perché nel momento del terremoto non crolli
parola che illumina anche nella notte più oscura
conforto nel pianto più sconsolato '
stabilità solidità consistenza resistenza, vento favorevole che porta la barca attraverso il mare della vita e della
storia anche in tempesta
capacità di lotta quando il nemico si presenta come amico
il lupo come agnello l'avversario come fratello.
  ( il rapporto tra salire e discendere)
la salita e la discesa
una logica diversa
occorre salire distaccarsi faticare
salire vuol dire non soltanto godere gioire ma faticare sforzarsi impegnarsi
è il contrario del tutto facile subito a portata di mano sempre
salire non con l'elicottero ma con le proprie gambe
incominciare dal mattino presto
alzarsi nella notte nel cuore delle tenebre per godere della luce dell'alba
sveglierò l”aurora
tu rischiari le mie tenebre
salirò al tuo monte santo
al monte della tua dimora
alla fenditura nella roccia dove è possibile invocarti come Mosè
se ho trovato grazia presso di te mostrami il tuo volto”
rendici ancora capaci dopo anni di sentire il fascino dei monti
oltre quei monti vi sono altri monti ed altri ancora e
poi il monte dove tu abiti e la terra è sacra
occorre camminare a piedi scalzi
senza sandali ai piedi
il monte del tuo silenzio
il monte della tua parola
il monte del tuo sacrificio
il monte del roveto che brucia senza consumarsi
il monte da cui è possibile godere dello spettacolo della terra promessa come il Nebo per Mosè
e sentirsi esclusi perché ormai il monte non è più una realtà ma un simbolo
il simbolo della terra dove l'anima riposa
terra che non può essere che il cuore di Dio


Dobbiamo riposare in Dio
piuttosto che in tutti gli altri beni

Il fedele. - In tutto e sopratutto
cercherai sempre in Dio il tuo riposo,
anima mia, perchè Egli è l'eterna
pace dei santi. Dolcissimo e amatissimo
Gesù, concedimi di riposare in
te sopra ogni creatura, sopra ogni
salute e bellezza, sopra ogni gloria e
onore, sopra ogni potenza e dignità,
sopra ogni scienza e acutezza d'ingegno,
sopra ogni ricchezza ed arte, sopra
ogni letizia ed esultanza, sopra
ogni fama e lode, sopra ogni soavità
e conforto, sopra ogni speranza e
promessa, sopra ogni merito e desiderio;
sopra ogni dono e grazia che tu puoi
dare ed infondere; sopra ogni gaudio
e gioia che la mente può ricevere e
gustare; finalmente sopra gli Angeli
e gli Arcangeli e tutto l'esercito del
cielo ; sopra ogni cosa visibile ed
invisibile, sopra tutto ciò che non
sei tu, mio Dio.

 Perchè tu, o Signore Dio mio,
sei l'Ottimo sopra ogni cosa, tu solo
l'altissimo e l'onnipotente, tu solo
possiedi e doni ogni cosa. tu solo
inesauribile sorgente di dolcezze e
consolazioni; Tu solo sei suprema
bellezza e amore, suprema nobiltà e gloria.
in cui tutti i beni furono, sono e
saranno perfettamente raccolti insieme.
Perciò qualunque cosa tu mi doni,
al di fuori di te stesso, o di te mi
riveli o prometti, troppo scarsa e
insufficiente finchè non ti possa
vedere e possedere interamente.
Il mio cuore infatti non può essere
davvero in pace, nè pienamente
soddisfatto, se non riposa in te e non si
solleva sopra ogni dono ed ogni creatura.
O mio dilettissimo Signore Gesù
Cristo, purissimo amore, Signore di
tutte le creature, chi mi può dare ali
di vera libertà, per volare e riposare
in te?
O, quando potrò pienamente occuparmi
a considerare quanto sei
soave, Signore mio Dio?

Quando potrò raccogliermi totalmente
in tè, così che riempito del tuo
amore, non averta più me stesso,
ma scelta te, solo sopra ogni
sentimento ed ogni misura, in un modo che a
tutti non è dato di conoscere?
Ma ora levo spesso il mio gemito,
e sostengo in dolore la. mia iniquità.
Perchè questa valle di miserie è
ripiena di mali, che molto spesso mi
turbano, mi contrastano e mi offuscano;
e molto spesso mi stancano
e mi distraggono; mi allettano e mi
allacciano, affinchè io non possa
liberamente accostarmi a te, e averne i
soavi amplessi, di cui godono sempre
gli spiriti beati, Ti commuova il mio
sospiro e la molteplice mia desolazione quaggiù!
 O Gesù, splendore dell'eterna
gloria , conforto dell”anima pellegrina!
Tace al tuo cospetto la mia
bocca, ma ti parla il mio silenzio.
Quanto tarda a venire il mio Signore?
De, venga e dia gioia a questo suo poverello.
Porga la sua mano e strappi il miserabile
da ogni angustia. ›
Oh, vieni, vieni! Perchè senza di
tè non avrò nè un giorno, nè un'ora
felice. Tu solo sei la mia letizia, e
senza di te l'anima mia rimane vuota
Io sono oppresso da miseria
e somiglio a un prigioniero stretto da
catene, finchè tu con la luce della tua
presenza non venga a sollevarmi,
ricolmarmi la libertà e a farmi vedere
il tuo volto amico.
Cerchino pure gli altri ciò che
più loro piace, in cambio di tè; io
cerco e cercherò unicamente tè, o mio
Dio, che sei la mia speranza e la
mia eterna salute .
Non si placherà il gomito della mia
preghiera, finchè non ritorni la tua
grazia e non senta nel cuore la tua
voce.

Il Signore. - Eccomi presente .
Eccomi accanto a te, perchè tu mi
hai chiamato. Il tuo pianto, i sospiri
della tua anima la contrizione del
tuo cuore umiliato, mi hanno piegato
e ricondotto a te.

Il fedele. - Io esclamai Signore,
t'invocai e desiderai di goderti,
pronto a respingere ogni cosa per amor
tuo, Poichè tu, per primo, mi hai
scosso, affinchè ti cercassi.
Sii dunque benedetto, 0 Signore,
che fosti così buono col tuo servo,
secondo l'abbondanza della tua
misericordia . '
Che altro può dire il tuo. servo alla
tua presenza? Non gli rimane che
umiliarsi profondamente al tuo cospetto.
ripensando sempre ai suoi peccati, alla
sua nullità. Non v'è infatti meraviglia
nel cielo o sopra la terra che
ti possa essere messa a confronto .
Le tue opere sono perfette, i tuoi
giudizi sono veri e la tua provvidenza
regge l'universo .
Sia dunque lode e gloria a te, o
Sapienza del Padre; la mia bocca e
la mia anima ti elevino inni di benedizione,
insieme con tutte le creature.

da (giovanipagine@gmail.com.)



 

s messa 15 febbraio

s messa 15 febbraio Ancora per quattro domeniche la liturgia è nel segno del «di- scorso della montagna», Nel suo Vangelo, Matteo, basando- ...