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Oggi, si inizia la lettura integrale del discorso parabolico»,
che continuera' per tre domeniche. Per introdurre quest'unita'
liturgica sarebbe difficile trovare qualcosa di meglio del testo
di Isaia ripreso per questa domenica.
Le parole umane sono spesso vane e inconsistenti, non im-
pegnano sempre chi le pronuncia, non resistono alla prova del
tempo, anche quando non sono bugiarde. Infine, dal dire al
fare c'è di mezzo il mare, un baratro insormontabile, ben di-
versamente stanno le cose riguardo alla parola di Dio: essa
rivela e agisce, e vera ed efficace, Isaia sottolinea soprattutto
quest'ultima caratteristica,
Questo e' anche l'insegnamento di fondo della parabola del
seminatore, la prima delle parabole riferite da Matteo, essa
pone la Chiesa e i cristiani di fronte alle loro responsabilita'
nei riguardi della parola di Dio, paragonata a un seme di in-
comparabile qualità, sparso abbondantemente nel terreno.
La crescita e la maturazione di questo seme prodigioso di-
pendono dalla qualitā del terreno che lo riceve, cioè dal mo-
do in cui ciascuno accoglie e mette in pratica la Parola semi-
nata dentro di lui, questo richiede, a monte, un serio lavoro
di dissodamento e una costante vigilanza, per evitare che il
seme sla rubato dal «maligno» o soffocato dalle molte spine.
Infatti, Dio, il divino seminatore, rispetta la libertà delle sue
creature e vuole associarle ai frutti prodotti dalle sue semine.
Spande il buon seme a profusione, poiché nessuna porzione
della sua proprietà deve essere abbandonata come definiti-
vamente inadatta alla semina e lasciata incolta, offre instan-
cabilmente a ciascuno delle occasioni favorevoli o, meglio, la
ducioso, spera fino all'ultimo giorno che le terre piü aride, i
cuori di pietra, si aprano alla sua Parola. Tutti coloro che. a
diverso titolo, lavorano per l'avvento del Regno devono com-
portarsi allo stesso modo.
É, come dice Paolo, il tempo del laborioso parto dell'uomo e
dell'intera creazione. Ma viene il giorno in cui la loro gloria si
rivelerà insieme a quella del Cristo risorto. Questa certezza
permette di apprezzare nel loro giusto valore «le sofferenze
del momento presente».
antifona d'ingresso Sal 16,11
Nella giustizia contemplerò il tuo volto,
al mio risveglio mi sazierò della tua presenza.
colletta
O Dio, che mostri agli erranti la luce della tua verità, per-
ché possano tornare sulla retta via, concedi a tutti coloro
che si professano cristiani di respingere ciò che contrario
a questo nome e di seguire ciò che gli è conforme. Per il no-
stro Signore Gesù Cristo...
oppure
Accresci in noi, o Padre, con la potenza del tuo Spirito la di-
sponibilità ad accogliere il germe della tua parola, che con-
tinui a seminare nei solchi dell'umanità, perché fruttifichi
in opere di giustizia e di pace e riveli al mondo la beata spe-
ranza del tuo regno. Per il nostro Signore Gesù Cristo..
prima lettura Is 55,10-11
Nel bene e nel male, la parola umana ha immense possibi-
lità. Ma solo la parola di Dio possiede per sua natura un'ef-
cielo e non vi ritornano senza avere irrigato la terra, senza
averla fecondata e fatta germogliare, perché dia il seme a chi
semina e il pane a chi mangia, cosi sarà della mia parola usci-
ta dalla mia bocca: non ritornerà a me senza effetto, senza
aver operato ciò che desidero e senza aver compiuto cið per
cui l'ho mandata», - Parola di Dio.
salmo responsoriale 64,10a-d; 10e-11; 12-13; 14
Fecondità della terra, abbondanza di frutti: potenza del
creatore, forza della sua Parola!
RIT. Tu visiti la terra, Signore, e benedici i suoi germogli.
Tu visiti la terra e la disseti,
la ricolmi di ricchezze.
|| fiume di Dio è gonfio di acque;
tu prepari il frumento per eli uomini./R
Cosi prepari la terra:
ne irrighi i solchi, ne spiani le zolle,
la bagni con le piogge
e benedici i suoi germogli./R
Coroni I'anno con i tuoi benefici,
i tuoi solchi stillano abbondanza.
Stillano i pascoli del deserto
e le colline si cingono di esultanza./R
I prati si coprono di greggi.
le valli si ammantano di messi:
gridano e cantano di gioia!/R
seconda lettura Rm 8,18-23
Dal momento del suo battesimo, il cristiano è sotto «il do-
minio dello Spirito», che «abita» in lui e lo fa passare dalla
morte fisica alla vita eterna con il Cristo (lettura di dome-
stiano si svolge, oggi, in un mondo segnato dalla sofferenza:
è la fase dolorosa, che anch'egli ha dovuto affrontare, della
Pasqua del Signore, Ma anche per lui verrà il giorno della
risurrezione gloriosa. E avendo partecipato al travagliato
destino dell'uomo, anche la creazione parteciperà alla libe-
razione dalla sua condizione mortale.
DALLA LETTERA DI SAN PAOLO APOSTOLO AI ROMANI
Fratelli, ritengo che le sofferenze del tempo presente non sia-
no paragonabili alla gloria futura che sarà rivelata in noi. L'ar-
dente aspettativa della creazione, infatti, è protesa verso la
rivelazione dei figli di Dio.
La creazione infatti è stata sottoposta alla caducità - non per
sua volontà, ma per volontà di colui che l'ha sottoposta -nel-
la speranza che anche la stessa creazione sarà liberata dalla
schiavitü' della corruzione per entrare nella libertà della glo-
ria dei figli di Dio.
Sappiamo infatti che tutta insieme la creazione geme e soffre
le doglie del parto fino ad oggi. Non solo, ma anche noi, che
possediamo le primizie dello Spirito, gemiamo interiormente
aspettando l'adozione a figli, la redenzione del nostro corpo.
Parola di Dio.
canto al Vangelo
Alleluia, alleluia.
Il seme è la parola di Dio, il seminatore è Cristo:
chiunque trova lui, ha la vita eterna.
Vangelo Mt 13,1-23 (lett. breve 13,1-9)
L'insistenza sulla responsabilità di coloro che ascoltano la
Parola è dovuta al fatto che il seme sparso dal divino se-
minatore possiede un'indiscussa fecondità. Ma la parabo-
la contiene anche altre due lezioni. Da un lato, lungi dal
lasciarsi scoraggiare dalla prospettiva di lavorare invano,
terreni oggi ingrati potrebbero diventare domani terra buo-
na. Dall'altro, non cè alcuna proporzione fra le perdite, i
cattivi raccolti imputabili all'avversione del «maligno» o
all'aridità di certe persone, e la straordinaria abbondanza
di frutti prodotti dalla Parola caduta in terra buona. Av-
vertimento rivolto agli uditori della predicazione evangeli-
ca e, al tempo stesso, vibrante appello al coraggio, alla fi-
ducia, all'ottimismo dei seminatori della Parola. Tutti de-
vono comprendere che qui si tratta dei «misteri del regno
dei cieli».
DAL VANGELO SECONDO MATTEO
Quel giorno Gesù usci di casa e sedette in riva al mare. Si ra-
dunò attorno a lui tanta folla che egli sali su una barca e si
mise a sedere, mentre tutta la folla stava sulla spiaggia.
Egli parlò loro di molte cose con parabole. E disse: «Ecco, il
seminatore uscī a seminare. Mentre seminava, una parte cad-
de lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono. Un'al-
tra parte cadde sul terreno sassoso, dove non cera molta ter-
ra; germoglið subito, perche' il terreno non era profondo, ma,
quando spunto' il sole, fu bruciata e, non avendo radici, secco'..
Un'altra parte cadde sui rovi, e i rovi crebbero e la soffoca-
rono. Un'altra parte cadde sul terreno buono e diede frutto:
il cento, il sessanta, il trenta per uno. Chi ha orecchi, ascolti».
Gli si avvicinarono allora i discepoli e gli dissero: «Perché a
loro parli con parabole?».
Egli rispose loro: «Perchè a voi è dato conoscere i misteri del
regno dei cieli, ma a loro non è dato. Infatti a colui che ha,
verrà dato e sarà nell'abbondanza; ma a colui che non ha,
sară tolto anche quello che ha. Per questo a loro parlo con
parabole: perché guardando non vedono, udendo non ascol-
tano e non comprendono. Cosi si compie per loro la profezia
di Isaia che dice: "Udrete, si, ma non comprenderete, guar-
derete, si, ma non vedrete. Perché il cuore di questo popolo
è diventato insensibile, sono diventati duri di orecchi e han-
no chiuso gli occhi, perchế non vedano con gli occhi,
non si convertano e io li guarisca!" Beati invece i vostri occhi
perché vedono e i vostri orecchi perché ascoltano. In verità io
vi dico: molti profeti e molti giusti hanno desiderato vedere
ciò che voi guardate, ma non lo videro, e ascoltare cið che voi
ascoltate, ma non lo ascoltarono!
Voi dunque ascoltate la parabola del seminatore. Ogni volta
che uno ascolta la parola del Regno e non la comprende, vie-
ne il Maligno e ruba ciò che è stato seminato nel suo cuore:
questo è il seme seminato lungo la strada. Quello che è sta-
to seminato sul terreno sassoso è colui che ascolta la Parola
e l'accoglie subito con gioia, ma non ha in sé radici ed è in-
costante, sicchế, appena giunge una tribolazione o una per-
secuzione a causa della Parola, egli subito viene meno. Ouel-
lo seminato tra i rovi è colui che ascolta la Parola, ma la preoc-
cupazione del mondo e la seduzione della ricchezza soffoca-
no la Parola ed essa non dà frutto. Quello seminato sul ter-
reno buono è colui che ascolta la Parola e la comprende; que-
sti dà frutto e produce il cento, il sessanta, il trenta per uno».])
- Parola del Signore.
preghiera
Guarda, Signore, i doni della tua Chiesa in preghiera, e tra-
sformali in cibo spirituale per la santificazione di tutti i cre-
denti. Per Cristo nostro Signore.
antifona Sal 83,4-5
Il passero trova la casa
e la rondine il nido dove porre i suoi piccoli,
presso i tuoi altari,
Signore degli eserciti, mio Re e mio Dio!
Beato chi abita la tua casa:
sempre canta le tue lodi.
oppure Gy 6,56
oppure Mt 13,23
Il seme seminato nella terra buona è colui che ascolta la
parola e la comprende».
preghiera
Signore, che ci hai nutriti alla tua mensa, fa' che per la co-
munione a questi santi misteri si affermi sempre più nella no-
stra vita l'opera della redenzione. Per Cristo nostro Signore.
sviluppi
Egli parla e tutto è fatto, comanda e tutto esiste (Sal 33,9).
Mentre un profondo silenzio avvolgeva tutte le cose, e la notte era
a metà del suo corso, la tua parola onnipotente dal cielo, dal tuo
trono regale, si lanciò in mezzo a quella terra (Sap 18,14-15).
Secca l'erba, appassisce il fiore, ma la parola del nostro Dio dura
sempre (1s 40,8).
Chi è da Dio ascolta le parole di Dio (Gu 8,47).
Tutti i mortali sono come l'erba e ogni loro splendore è come fiore
d'erba. L'erba inaridisce, i fiori cadono, ma la parola del Signore
rimane in eterno. E questa è la parola del vangelo che vi è stato an-
nunziato (1Pt 1,24-25).
Supplico la tua Signoria immutabile, potentissima, o Spirito po-
tente; manda la rugiada della tua soavità, concedi alla mia
e al mio spirito, che dominano sui sensi, il beneficio della pienez-
za delle grazie della tua abbondante misericordia. E dissoda il
campo intelligente del mio cuore di carne indurito perché riceva e
faccia fruttificare la tua semente spirituale.
(Gregorio di Narek, II libro delle preghiere)
Guardate, guardate Dio che attraversa la terra come un seminato-
re e prende il suo cuore a due mani e lo getta su tutta la superficie
della terra!... Si direbbe che per lo più egli getta ad occhi chiusi, a
caso e al vento, questa semente che gonfia il suo grembiule. Qui po-
tra, c'è il terreno indurito dal passaggio dei passanti; ci sono i ro-
vi e le altre erbacce, ci sono gli uccelli del cielo, ci sono le intempe-
rie! Pazienza! Ma ce anche la buona terra e quell'orecchio nelle
profondità del nostro essere che è un utero, quell'interesse, quel-
l'appropriazione, quella conseruazione.
(P. Claudel, Io credo in Te)
L'incoscienza dei cristiani nel corso di venti secoli di cristianesimo
un mistero che fa tremare i santi. Si può aver imparato il cate-
chismo, si può ascoltare regolarmente l'omelia del proprio parroco,
persino leggere il Vangelo e non aver ancora capito nulla. Il Van-
gelo è un messaggio accessibile ai semplici. Ma è un libro che resta
sigillato finché non si è cambiato qualcosa nella propria vita. «E
quando ci sarà la conversione al Signore che il velo sarà tolto»
(2Cor 3, 16). Perciò, coloro che oggi cercano nel Vangelo solo una va-
ga religiosità, o la garanzia di un ordine sociale, o l'elemento fa-
miliare di una civiltà accattivante, sono come gli uomini che ascol-
tano, ma non comprendono.
(CL Geffré, Uno spazio per Dio)
