sabato 31 gennaio 2026

S Messa 23 agosto



noi amaria giovanipagine@gmail.com

14:38 (5 ore fa)
me

s messa 23 agosto
La cacciata di un oscuro sovrintendente di palazzo di Ezechia
re di Giuda, nel VIl secolo a.C., sarebbe certamente caduta
nell'oblio senza l'oracolo di Isaia. Dio si aspetta che i ministri
preposti al governo del suo popolo esercitino la loro autorità
secondo le sue istruzioni. Egli allontana coloro che non agi-
scono secondo le sue volontà. Ma non rinuncia al suo disegno
di salvezza e non ritira le sue promesse. La destituzione del go-
vernatore Sebna diventa addirittura un'occasione per annun-
ciare una nuova iniziativa divina che sarā decisiva. Come sem-
pre nella liturgia, la profezia viene richiamata per mostrare co-
me l'avvenimento si collochi nella linea della storia della sal-
vezza. In pratica, specialmente durante il tempo ordinario, la
prima lettura e il Vangelo costituiscono i due pannelli di un dit-
tico. La venuta di Gesū realizza, al di là di ogni speranza, le
promesse fatte un tempo a Davide (Sal 110). Egli ha suscitato
in mezzo al suo popolo il servo perfettamente fedele alla sua
volontà, «saldo come un piolo conficcato in luogo solido».
Quando viene «Gesù Cristo, figlio di Davide» (Mt 1,1), molti
intuiscono, osservando le sue opere, che egli è l'inviato pro-
messo un tempo da Dio, ma si interrogano sulla sua vera
identità: Giovanni Battista, Elia, Geremia, uno dei profeti? Ge-
sù chiede allora ai suoi discepoli di pronunciarsi: «Voi chi di-
te che io sia? Per voi, io chi sono?». A nome di tutti, Simon
Pietro dichiara senza esitazione: «Tu sei il Cristo, il Figlio del
Dio vivente». Una tale professione di fede può venire solo da
una rivelazione del Padre: «Beato te, Simone, figlio di Giona!».
Sapendo di dover ritornare al Padre, Gesù lo costituisce suo
intendente alla guida della Chiesa, contro la quale «le porte
degli inferi non prevarranno». Gli affida «le chiavi del regno
dei cieli». Pietro se ne serve una prima volta, per aprire l'ac-
cesso al regno ai pagani. Comprendendo che «Dio non fa pre-
ferenze di persone», egli annuncia il vangelo alla casa di Cor-
nelio. Lo Spirito interviene a confermare la validità della sua
iniziativa e Pietro ordina di battezzare questi credenti inatte-
si (At 10). In seguito, su sua sollecitazione, i pagani converti-
ti saranno esentati da certi obblighi della legge (At 15,5-25).
Per la realizzazione delle sue insondabili decisioni Dio ripone
la propria fiducia in esseri deboli! «A lui la gloria nei secoli,
nel suo Figlio, pietra angolare della Chiesa».

antifona d'ingresso Sal 85,1-3
Tendi l'orecchio, Signore, rispondimi: 
mio Dio, salva il tuo servo che confida in te. Abbi pietà di me, Signore;
tutto il giorno a te io levo il mio grido.

colletta
0 Dio, che unisci in un solo volere le menti dei fedeli, con-
cedi al tuo popolo di amare ciò che comandi e desiderare ciò
che prometti, perché fra le vicende del mondo là siano fissi
i nostri cuori dove è la vera gioia. Per il nostro Signore Gesù Cristo.

oppure
O Padre, fonte di sapienza, che nell'umile testimonianza
dell'apostolo Pietro hai posto il fondamento della nostra fe-
de, dona a tutti gli uomini la luce del tuo
Spirito,vivente,
riconoscendo in Gesù di Nazareth il Figlio de Dio  vivente
diventino pietre vive per l'edificazione della tua Chiesa. Per
il nostro Signore Gesù Cristo..

prima lettura Is 22,19-23
Per guidare il suo popolo, Dio ricorre a «sovrintendenti»; le
chiavi sono l'insegna dell'autorità che viene loro delegata
Il Cristo le detiene a titolo di Figlio (Ap 3,7), come canta un'an-
tifona dell'Avvento (20 dicembre): O chiave di Davide, o
scettro della discendenza di Davide». Egli le ha affidate a Pietro.

DAL LIBRO DEL PROFETA ISAIA 
Cosi dice il Signore a Sebna, maggiordomo del palazzo: «Ti
toglierò la carica, ti rovescerò dal tuo posto.
In quel giorno avverrà che io chiamero il mio servo Eliakim,
figlio di Chelkia: lo rivestirò con la tua tunica, lo cingerò
della tua cintura e metterò il tuo potere nelle sue mani.
Sarà un padre per gli abitanti di Gerusalemme e per il ca-
sato di Giuda. Gli porrò sulla spalla la chiave della casa di
Davide: se egli apre, nessuno chiuderà; se egli chiude, nes-
suno potrà aprire. Lo conficcherò Come un piolo in luogo
solido e sarà un trono di gloria per la casa di suo padre»,
- Parola di Dio.

salmo responsoriale  137,1-2a;2bc-3;6-8be
Dio non abbandoni l'opera delle sue mani! Gli umili, di cui
egli è la forza, gli renderanno grazie.

RIT. Signore, il tuo amore è per sempre.

Ti rendo grazie, Signore, con tutto il cuore: 
hai ascoltato le parole della mia bocca.
Non agli dèi, ma a te voglio cantare,
mi prostro verso il tuo tempio santo./R

Rendo grazie al tuo nome per il tuo amore e la tua fedeltă:
hai reso la tua promessa più grande del tuo nome.
Nel giorno in cui ti ho invocato, mi hai risposto,
hai accresciuto in me la forza./R

Perché eccelso è il Signore, ma guarda verso l'umile:
il superbo invece lo riconosce da lontano.
Signore, il tuo amore è per sempre:
non abbandonare l'opera delle tue mani./R
seconda lettura Rm 11,33-36
Che dire di fronte all'insondabile sapienza e scienza di Dio
e non porole di adorazione e di lode?

DALLA LETTERA DI SAN PAOLO APOSTOLO AI ROMANI
0 profondità della ricchezza, della sapienza e della cono-
scenza di Dio! Ouanto insondabili sono i suoi giudizi e inac-
cessibili le sue vie! Infatti, chi mai ha conosciuto il pensiero
del Signore? O chi mai ề stato suo consigliere? O chi gli ha
dato qualcosa per primo tanto da riceverne il contraccambio?
Poichê da lui, per mezzo di lui e per lui sono tutte le cose.
A lui la gloria nei secoli. Amen. - Parola di Dio.

canto al Vangelo Mt 16,28
Alleluia, alleluia.
Tu sei Pietro, e su questa pietra edificherò la mia Chiesa
e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa.
/// VANGELO 
Prima di investirlo e farne il solido fondamento della sua
Chiesa, il Signore ha chiesto a Pietro di confessare pubbli-
camente la sua fede (è ciò che si fa ancora oggi al momento
di conferire un sacramento). Come quella dei «piccoli», la fe-
de dell'apostolo suscita l'ammirazione e l'azione di grazie di
Gesù (Mt 11,25-26). Quanto al «potere delle chiavi», esso è
conferito a Simone per il servizio della Chiesa, custodita dal
Signore stesso dagli assalti delle «porte degli inferi».

DAL VANGELO SECONDO MATTEIO
In quel tempo, Gesů, giunto nella regione di Cesarèa di Filip-
po, domando' ai suoi discepoli: «La gente, chi 
dice che sia il Figlio dell'uomo?».
Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elia, altri
Geremia o qualcuno dei profeti.
 Disse loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Rispose Simon Pie-
tro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». E Gesù gli dis-
se: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché ne carne né
sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli . E
io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia
Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa, A
te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sul-
la terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla
terra sarà sciolto nei cieli, Allora ordinò ai discepoli di non
dire ad alcuno che egli era il Cristo. - Parola del Signore.

preghiera
O Padre, che ti sei acquistato una moltitudine di figli con
l'unico e perfetto sacrificio del Cristo, concedi sempre alla
tua Chiesa il dono dell'unità e della pace. Per Cristo nostro Signore.

antifona cf. Sal 103,13.15
Con il frutto delle tue opere sazi la terra, o Signore,
e trai dai campi il pane e il vino
che allietano il cuore dell'uomo.

oppure Gv 6,55
Dice il Signore: «Chi mangia la mia carne e beve il mio san-
gue, ha la vita eterna, e io lo risusciterò nell'ultimo giorno».

oppure Mt 16,15-16
«Voi, chi dite che io sia?», Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio
vivente».

preghiera 
Porta a compimento, Signore, l'opera redentrice della tua
misericordia e, perché possiamo conformarci in tutto alla
tua volontà, rendici forti e generosi nel tuo amore. Per Cri-
sto nostro Signore. 
 .


 
 

















.

























mercoledì 30 novembre 2022

riposare in Dio



Bisogna implorare il divino aiuto  e aver fiducia di ricuperare la grazia.

Cristo Gesù. - Figliuolo, io sono il Signore che conforta nel giorno della 
tribolazione. Rivolgiti a me, quando non ti senti bene. Il maggiore 
ostacolo che metti alla consolazione celeste., è il ricorrere troppo tardi
alla preghiera. Poichè prima di venire a pregarmi con fervore, vai cercando 
molti conforti e ti rícrei nelle cose esteriori.
Ne consegue che i conforti ricercati ti giovano poco, finchè tu non sia
persuaso che sono io il liberatore di coloro iquali sperano in me e fuori di 
me non esiste valido soccorso ne utile consiglio, e neppure durevole 
rimedio.
Ma, ripreso coraggio dopo la tempesta, riconfortati nella luce delle mie
misericordie;perchè io sono vicino (disse il Signore)  per restaurare
ogni cosa, non solo integralmente, ma con abbondanza e oltre misura.
Vi è forse qualcosa che mi riesca difficile? Oppure sono come chi ha
parole e non fatti? Dovè la tua fede? Rimani fermo e perserverante.
Sii paziente ed ìntrepido; a suo tempo verrà il conforto.
Aspettami, aspettami: verrò e ti risanerò. 
È” una tentazione quella che ti molesta, ed è un timore vano quello che
ti spaventa.
A che ti serve l'inquietarti per cose che potrebbero accadere, se non ad
accumulare tristezza su tristezza?
A ciascun giorno basta il proprio male .
E' vano ed inutile turbarsi o rallegrarsi delle cose future, le quali forse
non avverranno mai.
 E' umano lasciarsi illudere da tali ìmmaginazioni, ma è anche segno di
animo piccolo cedere tanto facilmente alle suggestioni del nemico.
Egli infatti non fa caso se illuda e inganni con oggetti reali o con fanta-
smi; se faccia cadere con l'amore delle cose presenti o col timore delle 
future.
Non si turbi dunque il tuo cuore, ne si sgomenti .
Credi in me e confida nella mia misericordia.
Quando tu credi di essere lontano da me, spesso avviene che io ti sono
più vicino. Quando pensi che tutto sia perduto, spesso è quello il momento 
d'acquistar merito.
Non è vero che sia tutto perduto, perchè avviene il contrario di quanto
si aspettava.
Non devi giudicare secondo l'impressione del momento: e non devi
accasciarti sotto il peso di qualunque difficoltà, da qualunque parte ti 
venga, come non ci fosse più speranza di liberazione.
Non crederti del tutto abbandonato se per un po' di tempo ti mandassi 
qualche tribolazione, oppure ti togliessi quel conforto che desideri: per
questa via si passa al regno dei cieli. Senza dubbio riesce di maggiore
utilità per te e per gli altri miei fedeli essere esercitati nelle avversità, 
che avere ogni cosa a piacimento. Io vedo i pensieri nasconsti; e ti
assicuro a che tè molto giova alla tua salute essere talora lasciato senza
dolcezze; perchè tu non sia preso da orgoglio nel buon successo, e non 
voglia trovare motivo di compiacerti in te stesso, in ciò che non sei.
Io posso toglierti ciò che ti ho dato e ridartelo quando piace a me.
Quando te l'avrò dato, rimane cosa mia; quando te l'avrò ripreso, non ho
portato via nulla di tuo : perchè è mio ogni bene donato ed ogni dono 
perfetto.
Se ti manderò qualche tribolazione o contrarietà di qualsiasi specie, non 
indignarti, nè perderti di coraggio; io ti posso sollevare subito, e cambiarti
in gaudio qualunque, afflizione. Però quando ti tratto in questo modo, 
ricorda che sono giusto e degno di molta lode.
Se hai retto giudizio e guardi in faccia alla verità, non devi mai lasciarti 
abbattere dalla tristezza per causa delle avversità, ma piuttosto goderne 
ed essermi grato.
Anzi devi considerare quale unica gioia il fatto che affliggendoti con 
dolori, non ti tolga  il mio amore.
Come il padre ha amato me, cosi io amo voi , ho detto ai miei discepoli,
che non ho mandato di certo a godere la vita, ma a sostenere duri dolori,
non agli onori, ma ai disprezzi; non all'ozío, ma alle fatiche; non a riposare,
ma a raccongliere grandi frutti con la pazienza  Figliuolo mio, ricordati
sempre di queste parole ma cerca Gesù il Cristo.


( giovanipagine@gmail.com)


 Verso Cristo
Rivestitevi tutti di umiltà gli uni verso gli 
altri perché Dio resiste ai superbi ma da grazia 
agli umili.
Uimiliatevi dunque sotto la potente mano di Dio 
perché vi esalti al tempo opportuno gettando in 
lui ogni vostra preoccupazione perché egli ha cura 
di voi siate temperanti e vigilate il vostro nemico 
il diavolo come leone ruggente va in giro cercando 
di divorare. Resistetegli saldi nella fede sapendo 
che i vostri fratelli sparsi per il mondo subiscono 
le stesse sofferenze di voi.
 rivestitevi tutti di umiltà gli uni verso gli altri.
,       (“rivestirsi di umiltà gli uni verso gli altri”) _
il rapporto con gli altri secondo lo spirito cristiano,
ha una caratteristica inconfondibile l'umiltà
non porta al dominio ma al servizio 
non crea dipendenza ma autonomia 
non nasconde la verità ma la comunica `
non ostacola la storia ma la orienta
non esclude l'esperienza ma la esalta
favorisce la cordialità la spontaneicità la sincerità
riconosce i propri limiti senza lasciarsi paralizzare 
da essi riconosce i limiti altrui senza che 
essi tolgano considerazione e valorizzazione 
per i meriti e le virtù.
        (Dio resiste ai superbi)
L'azione di Dio preferisce gli umili e si allontana dai superbi,
la superbia allontana Dio perché non condivide le sue preferenze,
che sono per gli ultimi i deboli i piccoli ai quali rivela il suo mistero di amore,
la superbia è autoesclusione dal numero dei salvati come Abramo “
io in quanto polvere e cenere posso parlare al mio Dio “ 
nessun altro titolo per essere accolti aiutati 
il grido del povero penëtra i cieli risollevati per riconoscere in Dio l'origine e l'approdo 
la goccia di rugiada che nessuno vede sullo stelo del fiore è considerata da Dio perla preziosa.
       ( “Dio vi esalti al tempo opportuno”)
I tempi di Dio sono diversi
deludono le attese umane non per escluderle o forzarle ma per esaltare e purificarle
Dio ha esaltato l`uomo creandolo a sua immagine e somiglianza
lo ha esaltato ristabilendo in lui la dignità di figlio dopo il peccato
lo ha esaltato riaprendogli le porte del paradiso da cui era stato escluso
lo ha esaltato ridonandogli la vita la possibilità di amare
lo esalterà scoprendogli il suo volto di misericordia
apparendo sulle nubi del cielo giudice dei vivi de dei morti
parola inconfondibile che invita l'uomo al dialogo eterno della beatitudine
        (“il diavolo come leone ruggente”)
Il simbolo del leone è particolarmente espressivo
si aggira nel mondo identificando i luoghi dell'appuntamento dell'uomo con Dio \
per distruggerli, fraintenderli, nasconderli, confonderli, '
esprime la sua invidia distruttiva da serpente maledetto 
ogni qual volta lo splendore della creazione attira l”attenzione
intensifica la commozione autentica l'adesione e 
rovina soprattutto il rapporto tra gli uomini -
rendendo finta la carità non più in grado di testimoniare e rivelare la presenza dell”amore infinito
deludente la speranza a cui viene tolta la certezza della fedeltà di Dio alla promessa,
incerta la fede in quanto dominante è la menzogna
    ( “Saldi nella fede “)
La fede fondamento della vita secondo il piano di Dio
roccia su cui costruire la casa perché nel momento del terremoto non crolli
parola che illumina anche nella notte più oscura
conforto nel pianto più sconsolato '
stabilità solidità consistenza resistenza, vento favorevole che porta la barca attraverso il mare della vita e della
storia anche in tempesta
capacità di lotta quando il nemico si presenta come amico
il lupo come agnello l'avversario come fratello.
  ( il rapporto tra salire e discendere)
la salita e la discesa
una logica diversa
occorre salire distaccarsi faticare
salire vuol dire non soltanto godere gioire ma faticare sforzarsi impegnarsi
è il contrario del tutto facile subito a portata di mano sempre
salire non con l'elicottero ma con le proprie gambe
incominciare dal mattino presto
alzarsi nella notte nel cuore delle tenebre per godere della luce dell'alba
sveglierò l”aurora
tu rischiari le mie tenebre
salirò al tuo monte santo
al monte della tua dimora
alla fenditura nella roccia dove è possibile invocarti come Mosè
se ho trovato grazia presso di te mostrami il tuo volto”
rendici ancora capaci dopo anni di sentire il fascino dei monti
oltre quei monti vi sono altri monti ed altri ancora e
poi il monte dove tu abiti e la terra è sacra
occorre camminare a piedi scalzi
senza sandali ai piedi
il monte del tuo silenzio
il monte della tua parola
il monte del tuo sacrificio
il monte del roveto che brucia senza consumarsi
il monte da cui è possibile godere dello spettacolo della terra promessa come il Nebo per Mosè
e sentirsi esclusi perché ormai il monte non è più una realtà ma un simbolo
il simbolo della terra dove l'anima riposa
terra che non può essere che il cuore di Dio


Dobbiamo riposare in Dio
piuttosto che in tutti gli altri beni

Il fedele. - In tutto e sopratutto
cercherai sempre in Dio il tuo riposo,
anima mia, perchè Egli è l'eterna
pace dei santi. Dolcissimo e amatissimo
Gesù, concedimi di riposare in
te sopra ogni creatura, sopra ogni
salute e bellezza, sopra ogni gloria e
onore, sopra ogni potenza e dignità,
sopra ogni scienza e acutezza d'ingegno,
sopra ogni ricchezza ed arte, sopra
ogni letizia ed esultanza, sopra
ogni fama e lode, sopra ogni soavità
e conforto, sopra ogni speranza e
promessa, sopra ogni merito e desiderio;
sopra ogni dono e grazia che tu puoi
dare ed infondere; sopra ogni gaudio
e gioia che la mente può ricevere e
gustare; finalmente sopra gli Angeli
e gli Arcangeli e tutto l'esercito del
cielo ; sopra ogni cosa visibile ed
invisibile, sopra tutto ciò che non
sei tu, mio Dio.

 Perchè tu, o Signore Dio mio,
sei l'Ottimo sopra ogni cosa, tu solo
l'altissimo e l'onnipotente, tu solo
possiedi e doni ogni cosa. tu solo
inesauribile sorgente di dolcezze e
consolazioni; Tu solo sei suprema
bellezza e amore, suprema nobiltà e gloria.
in cui tutti i beni furono, sono e
saranno perfettamente raccolti insieme.
Perciò qualunque cosa tu mi doni,
al di fuori di te stesso, o di te mi
riveli o prometti, troppo scarsa e
insufficiente finchè non ti possa
vedere e possedere interamente.
Il mio cuore infatti non può essere
davvero in pace, nè pienamente
soddisfatto, se non riposa in te e non si
solleva sopra ogni dono ed ogni creatura.
O mio dilettissimo Signore Gesù
Cristo, purissimo amore, Signore di
tutte le creature, chi mi può dare ali
di vera libertà, per volare e riposare
in te?
O, quando potrò pienamente occuparmi
a considerare quanto sei
soave, Signore mio Dio?

Quando potrò raccogliermi totalmente
in tè, così che riempito del tuo
amore, non averta più me stesso,
ma scelta te, solo sopra ogni
sentimento ed ogni misura, in un modo che a
tutti non è dato di conoscere?
Ma ora levo spesso il mio gemito,
e sostengo in dolore la. mia iniquità.
Perchè questa valle di miserie è
ripiena di mali, che molto spesso mi
turbano, mi contrastano e mi offuscano;
e molto spesso mi stancano
e mi distraggono; mi allettano e mi
allacciano, affinchè io non possa
liberamente accostarmi a te, e averne i
soavi amplessi, di cui godono sempre
gli spiriti beati, Ti commuova il mio
sospiro e la molteplice mia desolazione quaggiù!
 O Gesù, splendore dell'eterna
gloria , conforto dell”anima pellegrina!
Tace al tuo cospetto la mia
bocca, ma ti parla il mio silenzio.
Quanto tarda a venire il mio Signore?
De, venga e dia gioia a questo suo poverello.
Porga la sua mano e strappi il miserabile
da ogni angustia. ›
Oh, vieni, vieni! Perchè senza di
tè non avrò nè un giorno, nè un'ora
felice. Tu solo sei la mia letizia, e
senza di te l'anima mia rimane vuota
Io sono oppresso da miseria
e somiglio a un prigioniero stretto da
catene, finchè tu con la luce della tua
presenza non venga a sollevarmi,
ricolmarmi la libertà e a farmi vedere
il tuo volto amico.
Cerchino pure gli altri ciò che
più loro piace, in cambio di tè; io
cerco e cercherò unicamente tè, o mio
Dio, che sei la mia speranza e la
mia eterna salute .
Non si placherà il gomito della mia
preghiera, finchè non ritorni la tua
grazia e non senta nel cuore la tua
voce.

Il Signore. - Eccomi presente .
Eccomi accanto a te, perchè tu mi
hai chiamato. Il tuo pianto, i sospiri
della tua anima la contrizione del
tuo cuore umiliato, mi hanno piegato
e ricondotto a te.

Il fedele. - Io esclamai Signore,
t'invocai e desiderai di goderti,
pronto a respingere ogni cosa per amor
tuo, Poichè tu, per primo, mi hai
scosso, affinchè ti cercassi.
Sii dunque benedetto, 0 Signore,
che fosti così buono col tuo servo,
secondo l'abbondanza della tua
misericordia . '
Che altro può dire il tuo. servo alla
tua presenza? Non gli rimane che
umiliarsi profondamente al tuo cospetto.
ripensando sempre ai suoi peccati, alla
sua nullità. Non v'è infatti meraviglia
nel cielo o sopra la terra che
ti possa essere messa a confronto .
Le tue opere sono perfette, i tuoi
giudizi sono veri e la tua provvidenza
regge l'universo .
Sia dunque lode e gloria a te, o
Sapienza del Padre; la mia bocca e
la mia anima ti elevino inni di benedizione,
insieme con tutte le creature.

da (giovanipagine@gmail.com.)



 

S Messa 23 agosto

noi amaria   < giovanipagine@gmail.com > 14:38 (5 ore fa) a  me s messa 23 agosto La cacciata di un oscuro sovrintendente di palazzo d...