sabato 31 gennaio 2026

S Messa 19 luglio



noi amaria giovanipagine@gmail.com

14:38 (5 ore fa)
me


s messa 19 luglio
Il credente riconosce e proclama continuamente, sia nel Cre-
do che nella preghiera, l'onnipotenza di Dio, cui nulla e nes-
suno puð dare scacco matto. Ma alla vista di ciò che acccade
nel mondo, è impossibile non porsi delle domande. Come puo'
Dio sopportare tanti plateali disordini, tante intollerabili in-
giustizie, tanti crimini che restano scandalosamente impuni-
ti? Perché interviene così poco, quasi che non avesse i mezzi
per punire il male e arginarne la diffusione? L'appello ango-
sciato degli uni, lo scherno degli altri risuonano dolorosa-
mente agli orecchi del credente (Sal 43,11).
Bisogna affrontare queste domande, non per chiedere conto
a Dio, ma per cercare di capire la sua condotta, che deve de-
terminare la nostra: è ciò che fa il libro della Sapienza. La con-
dotta divina non è una prova di debolezza o di dimissione. Dio
non interviene e si dimostra paziente, perchế è l'Onnipoten-
te. Non ha bisogno di imporsi con la forza; lascia a tutti il
tempo di cambiare la loro condotta, il tempo di convertirsi.

Gesû ha ripreso questo insegnamento e lo ha riproposto at-
traverso delle immagini in tre parabole. Nonostante le appa-
renze, la parola di Dio ha una straordinaria fecondità: come
un granellino di senape, che produce un grande albero, come
un po' di lievito, che fa fermentare tre grandi misure di fari-
na, come il seme, che produce molte spighe.

Quando le piantine escono dalla terra, ci si accorge che sono
mescolate a molta zizzania, un'erba particolarmente nociva
per i cereali. Il padrone vieta di strapparla, perché, strap-
pandola, si rischia di strappare anche il grano ancora in er-
ba, le cui radici affondano certamente nella stessa zolla. E piu'
 saggio attendere la mietitura per fare la cernita: cosi agisce
il divino mietitore, non per debolezza o lasciar correre, ma per
misericordia.
Io Spirito, che solo Conosce i pensieri di Dio e le sue inten-
tioni, apra le nostre orecchie»: è lui che può fare compren-
dere. a intendere», 'insegnamento dispensato da Gesū in pa-
rabole! La preghiera che egli ispira ci introduca nella pro-
spettiva del Signore: cosi, noi impariamo a giudicare e ad agi-
re come lui, a volere ciò che egli vuole.

antifona d'ingresso Sal 53,6.8
Ecco, Dio viene in mio aiuto,9S
il Signore sostiene l'anima mia.
A te con gioia offrirò sacrifici
e loderò il tuo nome, Signore, perché sei buono.

colletta
Sii propizio a noi tuoi fedeli, Signore, e donaci i tesori della
tua grazia, perché, ardenti di speranza, fede e carità, re-
stiamo sempre fedeli ai tuoi comandamenti. Peril nostro Si-
gnore Gesù Cristo...

oppure
Ci sostenga sempre, o Padre, la forza e la pazienza del tuo
amore; fruttifichi in noi la tua parola, seme e lievito della
Chiesa, perché si ravvivi la speranza di veder crescere
ľumanità nuova, che il Signore al suo ritorno farà splen-
dere come il sole nel tuo regno. Per il nostro Signore Ge-
sù Cristo..

prima lettura Sap 12,13.16-19
Comunque sia, il ricorso alla forza da parte dell'uomo è un
segno di inconfessata debolezza e paura, di malferma auto-
rita', avendo bisogno della costrizione. Ecco perché il potere
cosi ottenuto è sempre minacciato ed effimero. Dio invece, es-
sendo lOnnipotente, può permettersi la moderazione e mo-
strarsi infinitamente paziente, indulgente e misericordioso.

DAL LIBRO DELLA SAPIENZA
Non c'è Dio fuori di te, che abbia cura di tutte le cose, perché
tu debba difenderti dall'accusa di giudice ingiusto.
La tua forza infatti è il principio della giustizia, e il fatto che
sei padrone di tutti, ti rende indulgente con tutti. Mostri la
tua forza quando non si crede nella pienezza del tuo potere,
e rigetti l'insolenza di coloro che pur la conoscono.
Padrone della forza, tu giudichi con mitezza e ci governi con
molta indulgenza, perché, quando vuoi, tu eserciti il potere.
Con tale modo di agire hai insegnato al tuo popolo che il giu-
sto deve amare gli uomini, e hai dato ai tuoi figli la buona spe
ranza che, dopo i peccati, tu concedi il pentimento. - Parola
di Dio.

salmo responsoriale 85,3.6; 9-10; 15-16a
La bontà e la misericordia di Dio sono all'altezza della sua
grandezza e della sua potenza. Nessuno esiti quindi ad accostarsi a lui.

RIT. Tu sei buono, Signore, e ci perdoni.

Tu sei buono, Signore, e perdoni,
sei pieno di misericordia con chi t'invoca.
Porgi l'orecchio, Signore, alla mia preghiera
e sii attento alla voce delle mie suppliche./R

Tutte le genti che hai creato verranno
e si prostreranno davanti a te, Signore,
per dare gloria al tuo nome.
Grande tu sei e compi meraviglie:
tu solo sei Dio./R

Ma tu, Signore, Dio misericordioso e pietoso,
lento all'ira e ricco di amore e di fedeltà,
volgiti a me e abbi pieta./R 

seconda lettura Rm 8,38-27
La preghiera dell'uomo non è uno slancio aleatorio verso un
Dio inaccessibile,; lo Spirito la suscita e ne traduce le paro-
le maldestre.

DALLA LETTERA DI SAN PAOLO APOSTOLO AI ROMANI
Fratelli, lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza; non
sappiamo infatti come pregare in modo conveniente, ma lo
Spirito stesso intercede con gemiti inesprimibili; e colui che
scruta i cuori sa che cosa desidera lo Spirito, perché egli in-
tercede per i santi secondo i disegni di Dio. - Parola di Dio.

canto al Vangelo cf. 11,25
Alleluia, alleluia.
Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra,
perché ai piccoli hai rivelato i misteri del Regno.

Vangelo Mt 13,24-43 (lett. breve 13,24-30)
Tutti sanno che un granellino di senape produce un grande
albero, che un po' di lievito fa fermentare la pasta nella qua-
le viene nascosto. A maggior ragione, si può essere certi che
il Regno, le cui manifestazioni sono all'inizio assolutamen-
te modeste, si svilupperà e trasformerà il mondo. Gesiù spie-
ga, inoltre, perché Dio non separa fin d'ora i buoni dai cat-
tivi. Da un lato, la zizzania non può impedire al buon gra-
no di germogliare. Inoltre, solo al Figlio dell'uomo spetta il
giudizio. Dall'altro, attendendo il giorno del raccolto, Dio la-
scia a tutti il tempo di convertirsi.

DAL VANGELO SECONDO MATTEO
In quel tempo, Gesû espose alla folla un'altra parabola, di-
cendo: «ll regno dei cieli è simile a un uomo che ha seminato
del buon seme nel suo campo. Ma, mentre tutti dormivano,
venne il suo nemico, seminõ della zizzania in mezzo al grano
e se ne andò. Quando poi lo stelo crebbe e fece frutto, spuntò
anche la zizzania. Allora i servi andarono dal padrone di ca-
 sa e gli dissero: "Signore, non hai seminato del buon seme nel
tuo campo? Da dove viene la zizzania?". Ed egli rispose loro
"Un nemico ha fatto questo!" E i servi gli dissero: "Vuoi che
andiamo a raccoglierla?" "No, rispose, perchể non succeda
che, raccogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il
grano. Lasciate che l'una e l'altro crescano insieme fino alla
mietitura e al momento della mietitura dirò ai mietitori: Rac-
cogliete prima la zizzania e legatela in fasci per bruciarla; il
grano invece riponètelo nel mio granaio"».
[Espose loro un'altra parabola, dicendo: ll regno dei cieli è
simile a un granello di senape, che un uomo prese e semino'
nel suo campo. Esso è il più piccolo di tutti i semi ma, una
volta cresciuto, è più grande delle altre piante dell'orto e di-
venta un albero, tanto che gli uccelli del cielo vengono a fare
il nido fra i suoi rami».
Disse loro un'altra parabola: «ll regno dei cieli è simile al lie-
vito, che una donna prese e mescolo' in tre misure di farina,
finché non fu tutta lievitata».
Tutte queste cose Gesû disse alle folle con parabole e non par-
lava ad esse se non con parabole, perché si compisse ciò che
era stato detto per mezzo del profeta:
«Aprirò la mia bocca con parabole, proclamerõ cose nascoste
fin dalla fondazione del mondo».
Poi congedo'l la folla ed entrò in casa; i suoi discepoli gli si av-
vicinarono per dirgli: «Spiegaci la parabola della zizzania nel
campo». Ed egli rispose: «Colui che semina il buon seme è il
Figlio dell'uomo. ll campo è il mondo e il seme buono sono i
figli del Regno. La zizzania sono i figli del Maligno e il nemi-
co che l'ha seminata è il diavolo. La mietitura è la fine del
mondo e i mietitori sono gli angeli. Come dunque si raccoglie
la zizzania e la si brucia nel fuoco, cosi avverrā alla fine del
mondo. Il Figlio del'uomo manderà i suoi angeli, i quali rac-
coglieranno dal suo regno tutti gli scandali e tutti quelli che
commettono iniquità e li getteranno nella fornace ardente, do-
ve sarà pianto e stridore di denti. Allora i giusti splenderan-
no come il sole nel regno del Padre loro. Chi ha orecchi, ascol-
til».] - Parola del Signore.

 preghiera
O Dio, che nell'unico e perfetto sacrificio del Cristo hai da-
to valore e compimento alle tante vittime della legge anti-
ca, accogli e santifica questa nostra offerta come un giorno
benedicesti i doni di Abele, e ciò che ognuno di noi presen-
ta in tuo onore giovi alla salvezza di tutti. Per Cristo nostro Signore.

antifona Sal 110,4-5
Ha lasciato un ricordo dei suoi prodigi:
buono è il Signore e misericordioso,
egli dà il cibo a coloro che lo temono.

oppure. Ap 3,20
«Ecco, sto alla porta e busso», dice il Signore. «Se uno ascol-
ta la mia voce e mi apre, io verrò da lui, cenerò con lui ed
egli con me>.

preghiera  cf. Mt 13,38.43
Il buon seme sono i figli del Regno, che alla fine splende-
ranno come il sol8.

preghiera
Assisti, Signore, il tuo popolo, che hai colmato della grazia
di questi santi misteri, e fa' che passiamo dalla decadenza
del peccato alla pienezza della vita nuova. Per Cristo nostro Signore.

sviluppi
Ed egli, pietoso, perdonava la colpa, li perdonava invece di di-
struggerli. Molte volte placò la sua ira e trattenne il suo furore,
ricordando che essi sono carne, un soffio che va e non ritorna
(Sal 78,38-39).
Perché lquesto fico] deve sfruttare il terreno? Ma quegli (il vi-
Bnaiolo] rispose: «Padrone, lascialo ancora quest anno finché io gli 
zappi attorno e vi metta il concime e vedremo se portera' frutto per
l'avvenire; se no, lo taglierai» (Le 13,7-9).
Come il Signore vi ha perdonato, cosi fate anche voi (Col 3.13)
Siate pazienti, fratelli, fino alla venuta del Signore. Guardate l'a.
gricoltore: egli aspetta pazientemente il prezioso frutto della terra
finché abbia ricevuto le piogge d'autunno e le piogge di primavera
(Ge 5,7).

Tale è quindi la composizione della Chiesa, mescolanza di forti e
di infermi, di buonie di cattivi, di peccatori ipocriti e di peccatori
scandalosi: l'unità della Chiesa contiene tutto e approfitta di tut-
to. I fedeli vedono negli uni tutto ciò che si deve imitare e in tutti
gli altri ciò che si deve superare con coraggio, riprendere con ener-
gia, sopportare con pazienza, aiutare con carità, ascoltare con con-
discendenza, guardare con tremore. E coloro che restano in piedi e
coloro che cadono servono allo stesso modo alla Chiesa: i suoi fe-
deli, vedendo in questi ultimi l'esempio della loro vigliaccheria e
negli altri la convinzione, sono da tutto stupiti, da tutto edificati,
da tutto confusi, da tutto incoraggiati, sia dai colpi della grazia sia
dai colpi del rigore e della giustizia.
(J.B. Bossuet, Lettere a una signorina di Metz)

Il peccatore e il santo sono due giunti essenziali, complementari,
reciprocamente complementari, che agiscono l'uno sull'altro e la cui
articolazione costituisce tutto il segreto del cristianesimo.
(Ch. Péguy, Un nuovo teologo: Fernand Laudet)

Capita spesso di imbattersi in cristiani i quali pensano che le
espressioni anti-evangeliche presenti nella loro Chiesa siano da
addebitare in gran parte all'istituzione, sotto tutte le sue forme.
Pensano quindi che, per liberare il carisma e la santità del popolo
cristiano, se ne dovrebbe continuamente diffidare. Anzi, probabil-
mente si dovrebbe proclamare la morte della Chiesa -istituzione, co-
si come si è proclamata la morte di Dio nell'ateismo purificatore.
Ma sarebbe troppo facile fare dell'istituzione abusiva o poco ade-
guata il capo espiatorio del peccato del corpo eclesiale, popolo di
peccatori. Il peccato della Chiesa si radica spesso nella mancanza 
di alta tensione mistica ed evangelica. Essenzialmente, nella man-
canza di fede, nella mancanza di passione per l'avventura della
santità secondo le beatitudini evangeliche... Potranno contestare il
peccato della Chiesa solo i cristiani che la desiderano santa e han-
no già fatto una qualche esperienza di una Chiesa più fedele al
vangelo, in forza del loro personale impegno mistico e missionario;
coloro che soffrono nel loro essere cristiani a causa delle malfor-
mazioni del Corpo con il quale sono solidali.
(PA. Liégé, La Chiesa di fronte al suo peccato) 

s .messa 26 luglio
ll nome di Salomone evoca un uomo di proverbiale sapienza
|l primo libro dei Re racconta che un giorno Dio gli disse:
«Chiedimi ciò che io devo concederti», Alla proposta divina Sa-
lomone ha risposto, senza esitazione: «Concedimi di distin-
guere il bene dal male». Sapendo che questo discernimento
appartiene soltanto a Dio, al quale nessuno puo sottrarlo, il
re chiede umilmente la grazia di potervi partecipare. Viene
esaudito. Cosi potrà svolgere, in mezzo al suo popolo, la mis-
sione che Dio gli ha affidato.

Lontano discendente di Salomone (Mt 1,1.6), Gesù ha pro-
clamato la buona novella dell'imminente venuta del regno dei
cieli (Mt 4,17). Nel linguaggio semplice e familiare delle pa-
rabole, egli ha rivelato il mistero della sua crescita lenta e la-
boriosa, fino al giorno della sua piena realizzazione alla fine
dei tempi. Il regno dei cieli è come un tesoro inestimabile an-
cora nascosto. Per acquistarlo, bisogna rinunciare gioiosa-
mente a tutti gli altri beni, vendere ciò che si possiede. Gli
umili, i piccoli, quelli che hanno l'intelligenza del cuore al qua-
le si rivolge Gesu' , comprendono tutto questo. Nella loro sag-
gezza, che viene da Dio e della quale Gesū stesso si è stupi-
to (Mt 11.25), essi non esitano a trarre le conseguenze pra-
tiche di questo insegnamento del maestro che è «più di Salo-
mone» (Mt 12,42).

Essi non si mostrano scandalizzati di fronte alla pazienza di
Dio, il quale non separa prematuramente il buon grano dalla
zizzania, i buoni dai cattivi. Comprendono che Gesù si com-
porta in questo modo per misericordia, per lasciare a ciascu-
no tutto il tempo possibile per convertirsi. Assieme al Signo-
re, essi sperano che molti, toccati da tanta longanimitā, fini-
 scano per aprirsi all'amore del Padre, che solo fa di noi dei
giusti e ci chiama a partecipare un giorno alla gloria del suo Figlio.

|| «discorso parabolico», letto nel Vangelo di Matteo a parti-
re dalla quindicesima domenica, presenta un'inesauribile ric-
chezza. I «discepoli del regno dei cieli» possono trarne conti-
nuamente, nella preghiera e nella meditazione, nuovi inse-
gnamenti adatti alla diverse circostanze, spesso inedite, del-
la loro vita. Essi possono contare, inoltre, sulla sapienza di
Dio, il quale saprà far «concorrere tutto al bene di coloro che
amano».

antifona d'ingresso.  Sal 67,6-7
Dio sta nella sua santa dimora:
ai derelitti fa abitare una casa,
e dà forza e vigore al suo popolo. ⁷

colletta
O Dio, nostra forza e nostra speranza, senza di te nulla esi-
ste di valido e di santo; effondi su di noi la tua misericordia
perché, da te sorretti e guidati, usiamo saggiamente dei be-
ni terreni nella continua ricerca dei beni eterni. Per il no-
stro Signore Gesù Cristo.

oppure
O Padre, fonte di sapienza, che ci hai rivelato in Cristo il te-
soro nascosto e la perla preziosa, concedi a noi il discerni-
mento dello Spirito, perché sappiamo apprezzare fra le co-
se del mondo il valore inestimabile del tuo regno, pronti ad
ogni rinunzia per l'acquisto del tuo dono. Per il nostro Si-
gnore Gesù Cristo..

prima lettura 1Re 3,5.7-12
A coloro che glielo chiedono, Dio concede, assieme a «un cuo-
re saggio e intelligente», lo spirito del discernimento per rea- 
lizzare la loro vocazione. Questi doni, più di tutti gli altri
permettono di partecipare alla sapienza divina che governa
l'universo e lo orienta verso il Regno.

DAL PRIMO LIBRO DEI RE
In quei giorni a Gàbaon il Signore apparve a Salomone in so-
gno durante la notte. Dio disse: «Chiedimi ciô che vuoi che io ti conceda».
Salomone disse: «Signore, mio Dio, tu hai fatto regnare il tuo
servo al posto di Davide, mio padre. Ebbene io sono solo un
ragazzo; non so come regolarmi. Il tuo servo è in mezzo al tuo
popolo che hai scelto, popolo numeroso che per la quantità
non si può calcolare né contare. Concedi al tuo servo un cuo-
re docile, perché sappia rendere giustizia al tuo popolo e sap-
pia distinguere il bene dal male; infatti chi può governare que-
sto tuo popolo cosi numeroso?»
Piacque agli occhi del Signore che Salomone avesse doman-
dato questa cosa. Dio gli disse: «Poiché hai domandato que-
sta cosa e non hai domandato per te molti giorni, né hai do-
mandato per te ricchezza, ně hai domandato la vita dei tuoi
nemici, ma hai domandato per te il discernimento nel giudi-
care, ecco, faccio secondo le tue parole. Ti concedo un cuore
saggio e intelligente: uno come te non ci fu prima di te nê sor-
gerà dopo di te», - Parola di Dio.

salmo responsoriale 118,57.72; 76-77; 127-128; 129-130
Conoscere e accogliere con riconoscenza la parola di Dio, il
bene al di sopra di ogni altro bene, conformarvi la propria
vita con amore: saggezza suprema, pegno di felicità.

RIT. Quanto amo la tua legge, Signore!

La mia parte è il Signore:
ho decisso di osservare le tue parole.
Bene per me è la legge della tua bocca,
piû di mille pezzi d'oro e d'argento./R

Il tuo amore sia la mia consolazione,
secondo la promessa fatta al tuo servo.
Venga a me la tua misericordia e io avrò vita,
perché la tua legge è la mia delizia./R

Perciò amo i tuoi comandi,
più dell'oro, dell'oro piū fino.
Per questo io considero retti tutti i tuoi precetti
e odio ogni falso sentiero./R

Meravigliosi sono i tuoi insegnamenti:
per questo li custodisco.
La rivelazione delle tue parole illumina,
dona intelligenza ai semplici. /R

seconda lettura  Rm 8,28-30
Una cosa è certa. Quando noi rispondiamo all'amore di Dio,
ci viene donato tutto: l'adozione a figli nel suo Figlio, la giu-
stificazione, la caparra della gloria.

DALLA LETTERA DI SAN PAOLO APOSTOLO AI ROMANI
Fratelli, noi sappiamo che tutto concorre al bene, per quelli
che amano Dio, per coloro che sono stati chiamati secondo il
suo disegno.
Poiché quelli che egli da sempre ha conosciuto, li ha anche
predestinati a essere conformi all'immagine del Figlio suo,
perché egli sia il primogenito tra molti fratelli; quelli poi che
ha predestinato, li ha anche chiamati; quelli che ha chiama-
to, li ha anche giustificati; quelli che ha giustificato, li ha an-
che glorificati. - Parola di Dio.

canto al Vangelo cf. Mt 11,25
Alleluia, alleluia.
Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra,
perché ai piccoli hai rivelato i misteri del Regno.

Vangelo Mt 13,44-52 (lett. breve 13,44-46)
Il tempo presente offre la possibilità di acquistare il tesoro
inestimabile del regno dei cieli. L'ora della separazione dei
 «cattivi dai «buoni, paragonati altrove alla zizzania e al
grano, verrà al momento del giudizio.

* DAL VANGELO SECONDo MATTEO
In quel tempo Gesü disse ai suoi discepoli:
«ll regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto nel campo; un
uomo lo trova e lo nasconde; poi va, pieno di gioia, vende tut-
ti i suoi averi e compra quel campo.
Il regno dei cieli è simile anche a un mercante che va in cer-
ca di perle preziose; trovata una perla di grande valore, va,
vende tutti i suoi averi e la compra.
Ancora, il regno dei cieli è simile a una rete gettata nel ma-
re, che raccoglie ogni genere di pesci. Quando è piena, i pe-
scatori la tirano a riva, si mettono a sedere, raccolgono i pe-
sci buoni nei canestri e buttano via í cattivi. Cosi sarā alla fi-
ne del mondo. Verranno gli angeli e separeranno i cattivi dai
buoni e li getteranno nella fornace ardente, dove sarã pianto
e stridore di denti.
Avete compreso tutte queste cose?». Gli risposero: «Si, Ed
egli disse loro: «Per questo ogni scriba, divenuto discepolo del
regno dei cieli, è simile a un padrone di casa che estrae dal
suo tesoro cose nuove e cose antiche».]- Parola del Signore.

preghiera
Accetta, Signore, queste offerte che la tua generosità ha
messo nelle nostre mani, perché il tuo Spirito, operante nei
santi misteri, santifichi la nostra vita presente e ci guidi al-
la felicità senza fine. Per Cristo nostro Signore.

antifona Sal 102,2
Anima mia, benedici il Signore:
non dimenticare tanti suoi benefici

oppure Mt 5,7-8
Beati i misericordiosi: essi troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore: essi vedranno Dio.

oppure  
Alla fine del mondo verranno gli angeli e separeranno i cat-
tivi dai buoni, dice il Signore.Mt 13.49

preghiera  
O Dio nostro Padre, che ci hai dato la grazia di partecipa-
re al mistero eucaristico, memoriale perpetuo della passio-
ne del tuo Figlio, fa' che questo dono del suo ineffabile amo-
re giovi sempre per la nostra salvezza. Per Cristo nostro Signore.

sviluppi
Il Signore Dio diede questo comando all'uomo: «Tu potrai man-
giare di tutti gli alberi del giardino, ma dell'albero della cono-
scenza del bene e del male non devi mangiare, perché, quando tu
ne mangiassi, certamente moriresti» (Gen 2,16-17).

Quale uomo può conoscere il volere di Dio? Chi può immaginare
che cosa vuole il Signore? Chi ha conosciuto il tuo pensiero, se tu
non gli hai concesso la sapienza e non gli hai inviato il tuo santo
spirito dall'alto? (Sap 9,13.17).

Ma quello che poteva essere per me un guadagno, l'ho considerato
una perdita a motivo di Cristo. Anzi, tutto ormai io reputo una per-
dita di fronte alla sublimità della conoscenza di Cristo Gesù, mio
Signore (Fil 3,7-8).

II Cristo era presente a tutti coloro ai quali, fin dall'inizio, Dio ha
voluto che fosse presente il suo Verbo. Se quindi qualcuno legge le
Seritture in questo modo, vi troverà una parola riguardante il Cri-
sto e una prefigurazione della nuova vocazione. Infatti, è lui «il te-
soro nascosto nel campo», cioè nel mondo, poiché «il campo è il
mondo». Tesoro nascosto nelle Scritture, essendo indicato da figu-
re e parabole che, umanamente parlando, non potevano essere
comprese prima del compimento delle profezie, cioè prima della ve-
nuta del Signore... Letta dai cristiani, la Legge è questo tesoro un
tempo nascosto nel campo, ma rivelato e spiegato dalla croce di Cri-
sto: essa arricchisce l'intelligenza degli uomini, mostra la sapien-
za di Dio, fa conoscere le «economie» di quest'ultimo nei riguardi
dell'uomo; essa prefigura il regno di Cristo e annuncia anticipata-
mente la buona novella dell'eredità della santa Gerusalemme.
(Ireneo, Contro le eresie, IV, 26,1)

Le parabole in cui Gesù esprime la sua esperienza personale non
possono comunicarci veramente il loro messaggio se non accettia-
no di passare attraverso quest'esperienza, riconoscendola e parte-
cipandovi. Per comprendere queste parabole non basta interrogar-
si su ciò che Gesù ha voluto dire per mezzo di esse: bisogna anche,
anzitutto, cercare di cogliere il modo in cui egli vi parla di se stes-
so. Le parabole devono essere per noi un mezzo per accedere a Ge-
sù, alla sua persona, al suo mistero. Ed è attraverso la coscienza
che egli ha della sua missione e della sua relazione con Dio che noi
potremo percepirvi il fondamento delle convinzioni che esprime e ci
invita a condividere con lui. Le parabole ci conducono a vedere la
realtà cosi come la vedeva Gesù, ma invitandoci anzitutto a in-
contrare lo stesso Gesù.
(J. Dupont, Perché delle parabole? l metodo parabolico di Gesù)  





























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mercoledì 30 novembre 2022

riposare in Dio



Bisogna implorare il divino aiuto  e aver fiducia di ricuperare la grazia.

Cristo Gesù. - Figliuolo, io sono il Signore che conforta nel giorno della 
tribolazione. Rivolgiti a me, quando non ti senti bene. Il maggiore 
ostacolo che metti alla consolazione celeste., è il ricorrere troppo tardi
alla preghiera. Poichè prima di venire a pregarmi con fervore, vai cercando 
molti conforti e ti rícrei nelle cose esteriori.
Ne consegue che i conforti ricercati ti giovano poco, finchè tu non sia
persuaso che sono io il liberatore di coloro iquali sperano in me e fuori di 
me non esiste valido soccorso ne utile consiglio, e neppure durevole 
rimedio.
Ma, ripreso coraggio dopo la tempesta, riconfortati nella luce delle mie
misericordie;perchè io sono vicino (disse il Signore)  per restaurare
ogni cosa, non solo integralmente, ma con abbondanza e oltre misura.
Vi è forse qualcosa che mi riesca difficile? Oppure sono come chi ha
parole e non fatti? Dovè la tua fede? Rimani fermo e perserverante.
Sii paziente ed ìntrepido; a suo tempo verrà il conforto.
Aspettami, aspettami: verrò e ti risanerò. 
È” una tentazione quella che ti molesta, ed è un timore vano quello che
ti spaventa.
A che ti serve l'inquietarti per cose che potrebbero accadere, se non ad
accumulare tristezza su tristezza?
A ciascun giorno basta il proprio male .
E' vano ed inutile turbarsi o rallegrarsi delle cose future, le quali forse
non avverranno mai.
 E' umano lasciarsi illudere da tali ìmmaginazioni, ma è anche segno di
animo piccolo cedere tanto facilmente alle suggestioni del nemico.
Egli infatti non fa caso se illuda e inganni con oggetti reali o con fanta-
smi; se faccia cadere con l'amore delle cose presenti o col timore delle 
future.
Non si turbi dunque il tuo cuore, ne si sgomenti .
Credi in me e confida nella mia misericordia.
Quando tu credi di essere lontano da me, spesso avviene che io ti sono
più vicino. Quando pensi che tutto sia perduto, spesso è quello il momento 
d'acquistar merito.
Non è vero che sia tutto perduto, perchè avviene il contrario di quanto
si aspettava.
Non devi giudicare secondo l'impressione del momento: e non devi
accasciarti sotto il peso di qualunque difficoltà, da qualunque parte ti 
venga, come non ci fosse più speranza di liberazione.
Non crederti del tutto abbandonato se per un po' di tempo ti mandassi 
qualche tribolazione, oppure ti togliessi quel conforto che desideri: per
questa via si passa al regno dei cieli. Senza dubbio riesce di maggiore
utilità per te e per gli altri miei fedeli essere esercitati nelle avversità, 
che avere ogni cosa a piacimento. Io vedo i pensieri nasconsti; e ti
assicuro a che tè molto giova alla tua salute essere talora lasciato senza
dolcezze; perchè tu non sia preso da orgoglio nel buon successo, e non 
voglia trovare motivo di compiacerti in te stesso, in ciò che non sei.
Io posso toglierti ciò che ti ho dato e ridartelo quando piace a me.
Quando te l'avrò dato, rimane cosa mia; quando te l'avrò ripreso, non ho
portato via nulla di tuo : perchè è mio ogni bene donato ed ogni dono 
perfetto.
Se ti manderò qualche tribolazione o contrarietà di qualsiasi specie, non 
indignarti, nè perderti di coraggio; io ti posso sollevare subito, e cambiarti
in gaudio qualunque, afflizione. Però quando ti tratto in questo modo, 
ricorda che sono giusto e degno di molta lode.
Se hai retto giudizio e guardi in faccia alla verità, non devi mai lasciarti 
abbattere dalla tristezza per causa delle avversità, ma piuttosto goderne 
ed essermi grato.
Anzi devi considerare quale unica gioia il fatto che affliggendoti con 
dolori, non ti tolga  il mio amore.
Come il padre ha amato me, cosi io amo voi , ho detto ai miei discepoli,
che non ho mandato di certo a godere la vita, ma a sostenere duri dolori,
non agli onori, ma ai disprezzi; non all'ozío, ma alle fatiche; non a riposare,
ma a raccongliere grandi frutti con la pazienza  Figliuolo mio, ricordati
sempre di queste parole ma cerca Gesù il Cristo.


( giovanipagine@gmail.com)


 Verso Cristo
Rivestitevi tutti di umiltà gli uni verso gli 
altri perché Dio resiste ai superbi ma da grazia 
agli umili.
Uimiliatevi dunque sotto la potente mano di Dio 
perché vi esalti al tempo opportuno gettando in 
lui ogni vostra preoccupazione perché egli ha cura 
di voi siate temperanti e vigilate il vostro nemico 
il diavolo come leone ruggente va in giro cercando 
di divorare. Resistetegli saldi nella fede sapendo 
che i vostri fratelli sparsi per il mondo subiscono 
le stesse sofferenze di voi.
 rivestitevi tutti di umiltà gli uni verso gli altri.
,       (“rivestirsi di umiltà gli uni verso gli altri”) _
il rapporto con gli altri secondo lo spirito cristiano,
ha una caratteristica inconfondibile l'umiltà
non porta al dominio ma al servizio 
non crea dipendenza ma autonomia 
non nasconde la verità ma la comunica `
non ostacola la storia ma la orienta
non esclude l'esperienza ma la esalta
favorisce la cordialità la spontaneicità la sincerità
riconosce i propri limiti senza lasciarsi paralizzare 
da essi riconosce i limiti altrui senza che 
essi tolgano considerazione e valorizzazione 
per i meriti e le virtù.
        (Dio resiste ai superbi)
L'azione di Dio preferisce gli umili e si allontana dai superbi,
la superbia allontana Dio perché non condivide le sue preferenze,
che sono per gli ultimi i deboli i piccoli ai quali rivela il suo mistero di amore,
la superbia è autoesclusione dal numero dei salvati come Abramo “
io in quanto polvere e cenere posso parlare al mio Dio “ 
nessun altro titolo per essere accolti aiutati 
il grido del povero penëtra i cieli risollevati per riconoscere in Dio l'origine e l'approdo 
la goccia di rugiada che nessuno vede sullo stelo del fiore è considerata da Dio perla preziosa.
       ( “Dio vi esalti al tempo opportuno”)
I tempi di Dio sono diversi
deludono le attese umane non per escluderle o forzarle ma per esaltare e purificarle
Dio ha esaltato l`uomo creandolo a sua immagine e somiglianza
lo ha esaltato ristabilendo in lui la dignità di figlio dopo il peccato
lo ha esaltato riaprendogli le porte del paradiso da cui era stato escluso
lo ha esaltato ridonandogli la vita la possibilità di amare
lo esalterà scoprendogli il suo volto di misericordia
apparendo sulle nubi del cielo giudice dei vivi de dei morti
parola inconfondibile che invita l'uomo al dialogo eterno della beatitudine
        (“il diavolo come leone ruggente”)
Il simbolo del leone è particolarmente espressivo
si aggira nel mondo identificando i luoghi dell'appuntamento dell'uomo con Dio \
per distruggerli, fraintenderli, nasconderli, confonderli, '
esprime la sua invidia distruttiva da serpente maledetto 
ogni qual volta lo splendore della creazione attira l”attenzione
intensifica la commozione autentica l'adesione e 
rovina soprattutto il rapporto tra gli uomini -
rendendo finta la carità non più in grado di testimoniare e rivelare la presenza dell”amore infinito
deludente la speranza a cui viene tolta la certezza della fedeltà di Dio alla promessa,
incerta la fede in quanto dominante è la menzogna
    ( “Saldi nella fede “)
La fede fondamento della vita secondo il piano di Dio
roccia su cui costruire la casa perché nel momento del terremoto non crolli
parola che illumina anche nella notte più oscura
conforto nel pianto più sconsolato '
stabilità solidità consistenza resistenza, vento favorevole che porta la barca attraverso il mare della vita e della
storia anche in tempesta
capacità di lotta quando il nemico si presenta come amico
il lupo come agnello l'avversario come fratello.
  ( il rapporto tra salire e discendere)
la salita e la discesa
una logica diversa
occorre salire distaccarsi faticare
salire vuol dire non soltanto godere gioire ma faticare sforzarsi impegnarsi
è il contrario del tutto facile subito a portata di mano sempre
salire non con l'elicottero ma con le proprie gambe
incominciare dal mattino presto
alzarsi nella notte nel cuore delle tenebre per godere della luce dell'alba
sveglierò l”aurora
tu rischiari le mie tenebre
salirò al tuo monte santo
al monte della tua dimora
alla fenditura nella roccia dove è possibile invocarti come Mosè
se ho trovato grazia presso di te mostrami il tuo volto”
rendici ancora capaci dopo anni di sentire il fascino dei monti
oltre quei monti vi sono altri monti ed altri ancora e
poi il monte dove tu abiti e la terra è sacra
occorre camminare a piedi scalzi
senza sandali ai piedi
il monte del tuo silenzio
il monte della tua parola
il monte del tuo sacrificio
il monte del roveto che brucia senza consumarsi
il monte da cui è possibile godere dello spettacolo della terra promessa come il Nebo per Mosè
e sentirsi esclusi perché ormai il monte non è più una realtà ma un simbolo
il simbolo della terra dove l'anima riposa
terra che non può essere che il cuore di Dio


Dobbiamo riposare in Dio
piuttosto che in tutti gli altri beni

Il fedele. - In tutto e sopratutto
cercherai sempre in Dio il tuo riposo,
anima mia, perchè Egli è l'eterna
pace dei santi. Dolcissimo e amatissimo
Gesù, concedimi di riposare in
te sopra ogni creatura, sopra ogni
salute e bellezza, sopra ogni gloria e
onore, sopra ogni potenza e dignità,
sopra ogni scienza e acutezza d'ingegno,
sopra ogni ricchezza ed arte, sopra
ogni letizia ed esultanza, sopra
ogni fama e lode, sopra ogni soavità
e conforto, sopra ogni speranza e
promessa, sopra ogni merito e desiderio;
sopra ogni dono e grazia che tu puoi
dare ed infondere; sopra ogni gaudio
e gioia che la mente può ricevere e
gustare; finalmente sopra gli Angeli
e gli Arcangeli e tutto l'esercito del
cielo ; sopra ogni cosa visibile ed
invisibile, sopra tutto ciò che non
sei tu, mio Dio.

 Perchè tu, o Signore Dio mio,
sei l'Ottimo sopra ogni cosa, tu solo
l'altissimo e l'onnipotente, tu solo
possiedi e doni ogni cosa. tu solo
inesauribile sorgente di dolcezze e
consolazioni; Tu solo sei suprema
bellezza e amore, suprema nobiltà e gloria.
in cui tutti i beni furono, sono e
saranno perfettamente raccolti insieme.
Perciò qualunque cosa tu mi doni,
al di fuori di te stesso, o di te mi
riveli o prometti, troppo scarsa e
insufficiente finchè non ti possa
vedere e possedere interamente.
Il mio cuore infatti non può essere
davvero in pace, nè pienamente
soddisfatto, se non riposa in te e non si
solleva sopra ogni dono ed ogni creatura.
O mio dilettissimo Signore Gesù
Cristo, purissimo amore, Signore di
tutte le creature, chi mi può dare ali
di vera libertà, per volare e riposare
in te?
O, quando potrò pienamente occuparmi
a considerare quanto sei
soave, Signore mio Dio?

Quando potrò raccogliermi totalmente
in tè, così che riempito del tuo
amore, non averta più me stesso,
ma scelta te, solo sopra ogni
sentimento ed ogni misura, in un modo che a
tutti non è dato di conoscere?
Ma ora levo spesso il mio gemito,
e sostengo in dolore la. mia iniquità.
Perchè questa valle di miserie è
ripiena di mali, che molto spesso mi
turbano, mi contrastano e mi offuscano;
e molto spesso mi stancano
e mi distraggono; mi allettano e mi
allacciano, affinchè io non possa
liberamente accostarmi a te, e averne i
soavi amplessi, di cui godono sempre
gli spiriti beati, Ti commuova il mio
sospiro e la molteplice mia desolazione quaggiù!
 O Gesù, splendore dell'eterna
gloria , conforto dell”anima pellegrina!
Tace al tuo cospetto la mia
bocca, ma ti parla il mio silenzio.
Quanto tarda a venire il mio Signore?
De, venga e dia gioia a questo suo poverello.
Porga la sua mano e strappi il miserabile
da ogni angustia. ›
Oh, vieni, vieni! Perchè senza di
tè non avrò nè un giorno, nè un'ora
felice. Tu solo sei la mia letizia, e
senza di te l'anima mia rimane vuota
Io sono oppresso da miseria
e somiglio a un prigioniero stretto da
catene, finchè tu con la luce della tua
presenza non venga a sollevarmi,
ricolmarmi la libertà e a farmi vedere
il tuo volto amico.
Cerchino pure gli altri ciò che
più loro piace, in cambio di tè; io
cerco e cercherò unicamente tè, o mio
Dio, che sei la mia speranza e la
mia eterna salute .
Non si placherà il gomito della mia
preghiera, finchè non ritorni la tua
grazia e non senta nel cuore la tua
voce.

Il Signore. - Eccomi presente .
Eccomi accanto a te, perchè tu mi
hai chiamato. Il tuo pianto, i sospiri
della tua anima la contrizione del
tuo cuore umiliato, mi hanno piegato
e ricondotto a te.

Il fedele. - Io esclamai Signore,
t'invocai e desiderai di goderti,
pronto a respingere ogni cosa per amor
tuo, Poichè tu, per primo, mi hai
scosso, affinchè ti cercassi.
Sii dunque benedetto, 0 Signore,
che fosti così buono col tuo servo,
secondo l'abbondanza della tua
misericordia . '
Che altro può dire il tuo. servo alla
tua presenza? Non gli rimane che
umiliarsi profondamente al tuo cospetto.
ripensando sempre ai suoi peccati, alla
sua nullità. Non v'è infatti meraviglia
nel cielo o sopra la terra che
ti possa essere messa a confronto .
Le tue opere sono perfette, i tuoi
giudizi sono veri e la tua provvidenza
regge l'universo .
Sia dunque lode e gloria a te, o
Sapienza del Padre; la mia bocca e
la mia anima ti elevino inni di benedizione,
insieme con tutte le creature.

da (giovanipagine@gmail.com.)



 

S Messa 19 luglio

noi amaria   < giovanipagine@gmail.com > 14:38 (5 ore fa) a  me s messa 19 luglio Il credente riconosce e proclama continuamente, sia ...