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s messa 31 maggio
Professione di fede «in Dio, Padre onnipotente, in Gesů Cri-
sto, unigenito Figlio di Dio e nello Spirito Santo; battesimo
nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo»; azio-
ne di grazie al Padre, per il Figlio nello Spirito; preghiera «per
mezzo di Gesū Cristo, nostro Signore e nostro Dio, che regna
con il Padre e lo Spirito Santo»; unzione conferita al malato
perché il Signore lo conforti nella grazia dello Spirito Santo;
defunti affidati alla misericordia del Padre per l'intercessione
del Figlio che lo Spirito ha risuscitato: dal primo all'ultimo
giorno, l'esistenza cristiana si svolge sotto l'influenza della
santissima Trinitā, nella comunione delle tre persone divine e
della loro unità.
Dio resta comunque totalmente Altro, I'inconoscibile che
l'occhio dell'uomo non ha mai visto. Anche il faccia a faccia
dell'eternitā, che ne mostrerà la grandezza, I'insondabile tra-
scendenza, lascerà inviolato il suo mistero. Egli è «il Signore».
Lui solo puð dire qualcosa sulla sua identitā, che rivela non
attraverso le parole, ma attraverso ciò che compie. E cosi che
noi conosciamo la sua tenerezza e la sua misericordia, la sua
fedeltà e soprattutto il suo amore, fonte di tutte le sue ini-
ziative nei nostri riguardi, delle «meraviglie» che ha compiuto
da sempre per la salvezza degli uomini e del mondo.
Dio ha Coronato questo amore inviando sulla terra colui che
si è manifestato come suo Figlio, Gesù di Nazaret. Lui, il Ver-
bo venuto nel mondo, ha potuto.parlare di Dio con parole
d'uomo. Ci ha detto che il nome proprio di Dio è «Padre»; che
la sua onnipotenza è quella di un amore infinito e indefetti-
ne della santissima e indivisibile Trinità.
Il mistero che si celebra in questa domenica tocca certamen-
te il piano spirituale, ma anche quello delle nostre relazioni
quotidiane nei vari settori della vita familiare e sociale, Cia-
Scuno di noi ha la sua personalità: essa puo e deve realizzar-
si pienamente grazie alla comunione degli uni con gli altri.
antifona d'ingresso
Sia benedetto Dio Padre, e I'unigenito Figlio di Dio, e lo Spi-
rito Santo: perché grande è il suo amore per noi.
colletta
O Dio Padre, che hai mandato nel mondo il tuo Figlio, Pa-
rola di verità, e lo Spirito santificatore per rivelare agli uo-
mini il mistero della tua vita, fa' che nella professione del-
la vera fede riconosciamo la gloria della Trinità e adoriamo
l'unico Dio in tre persone, Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio...
oppure,
Padre, fedele e misericordioso, che ci hai rivelato il mistero
della tua vita donandoci il Figlio unigenito e lo Spirito di
amore, sostieni la nostra fede e ispiraci sentimenti di pace
e di speranza, perché riuniti nella comunione della tua
Chiesa benediciamo il tuo nome glorioso e santo. Per il no-
stro Signore Gesù Cristo.
prima lettura Bs 34,4b-6, 89
Questo breve racconto la dice lunga su Dio e, come sempre nel-
la Bibbia, in un linguaggio che non ha nulla di astratto. Dio
è il trascendente, l'inafferrabile: «soffiare» sembra essere la
radice di Jahvé». Nessuno può sapere chi egli è se non lo «pro-
clama lui stesso». Si intuisce qualcosa della sua identità so-
lo prestando attenzione a ciò che egli fa e al modo in cui lo fa.
attribuiti misericordioso e pietoso, lento all'ira e ricco di
grazia e di fedeltà»e mol-
ti altri ancora: non è possibile rinchiudere in una definizione
colui che è oltre tutto ciò che si può dire di lui.
DAL LIBRO DELL'ESODO
In quei giorni, Mosè si alzò di buon mattino e sali sul monte
Sinai, come il Signore gli aveva comandato, con le due tavo-
le di pietra in mano.
Allora il Signore scese nella nube, si fermo là presso di lui e
proclamò il nome del Signore. Il Signore passò davanti a lui,
proclamando: «ll Signore, il Signore, Dio misericordioso e pie-
toso, lento all'ira e ricco di amore e di fedeltà».
Mosè si curvò in fretta fino a terra e si prostro. Disse: «Se ho
trovato grazia ai tuoi occhi, Signore, che il Signore cammini
in mezzo a noi. Si, è un popolo di dura cervice, ma tu perdo-
na la nostra colpa e il nostro peccato: fa' di noi la tua ere-
ditā», - Parola di Dio.
salmo responsoriale
Nell'alto dei cieli e nelle profondità degli abissi, in cielo e nel
suo tempio, creatore dell'universo, presente nella nostra sto-
ria: benedetto sia Dio!
RIT. A te la lode e la gloria nei secoli!
Benedetto sei tu, Signore,
Dio dei padri nostri.
Benedetto il tuo nome glorioso e santo./R
Benedetto sei tu
nel tuo tempio santo, glorioso./R
Benedetto sei tu
Sul trono del tuo regno./R
Benedetto sei tu
che penetri con lo sguardo gli abissi
e siedi sui cherubini./R
nel firmamento del cielo./R
seconda lettura 2Cor 13,11 -13
Nella Scrittura non vi sono esposizioni filosofiche, astratte,
sul mistero della santissima Trinita, ma espressioni della fe-
de in Dio, Padre, Figlio e Spirito Santo, come la benedizio,
di Paolo alla fine di una delle sue lettere ai corinzi, uti-
lizzata all'inizio dell'assemblea eucaristica.
DALLA SECONDA LETTERA DI SAN PAOLO APOSTOLO AI CORINZI
Fratelli, siate gioiosi, tendete alla perfezione, fatevi coraggio
a vicenda, abbiate gli stessi sentimenti, vivete in pace e il Dio
dell'amore e della pace sarà con voi.
Salutatevi a vícenda con il bacio santo. Tutti i santi vi salutano.
La grazia del Signore Gesü Cristo, l'amore di Dio e la comu-
nione dello Spirito Santo siano con tutti voi. Parola di Dio.
canto al Vangelo cf Ap 1,8
Alleluia, alleluia.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo,
a Dio che è, che era e che viene.
Vangelo Gv 3,16-18
Il Figlio dell'uomo è morto «innalzato» sulla croce, perché
chiunque crede rinasca dallo Spirito e ottenga la vita eter-
na: è il mistero della salvezza, rivelato da Gesù a Nicodemo
(Gu 3,1-15). Quindi, aggiunge Giovanni, chiunque riconosce
l'amore di Dio che ha dato, «consegnato», il suo Figlio uni-
genito Gesù, otterrà la vita eterna per mezzo di lui.
Dal Vangelo Secondo Giovanni
In quel tempo, disse Gesù a Nicodèmo: «Dio ha tanto amato
il mondo da dare il Figlio, unigenito, perché chiunque crede
in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti,
Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già sta-
to condannato, perche' non ha creduto nel nome dell'unigeni-
to Figlio di Dio», - Parola del Signore.
preghiera
Invochiamo il tuo nome, Signore, su questi doni che ti pre-
sentiamo: consacrali con la tua potenza e trasforma tutti noi
in sacrificio perenne a te gradito. Per Cristo nostro Signore.
prefazio
Ringraziamo il Padre per la sua vita d'amore in unione con
il Figlio e lo Spirito Santo.
E' veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di
salvezza, rendere grazie sempre e in ogni luogo a te, Signo-
re, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno.
Con il tuo unico Figlio e con lo Spirito Santo sei un solo Dio,
nell'unità di una sola persona, ma nella
la Trinità di una sola sostanza.
Quanto hai rivelato della tua gloria, noi lo crediamo, e con
la stessa fede, senza differenze, lo affermiamo del tuo Figlio
e dello Spirito Santo. E nel proclamare te Dio vero ed eter-
no, noi adoriamo la Trinità delle persone, l'unità della na-
tura, l'uguaglianza nella maestà divina.
Gli Angeli e gli Arcangeli, i Cherubini e i Serafini, non ces-
sano di esaltarti uniti nella stessa lode: Santo...
antifona Gal 4,6
Voi siete figli di Dio: egli ha mandato nei vostri cuori lo Spi-
rito del Figlio suo che grida: «Abbà, Padre».
oppure Gv 3,16
Dio ha tanto amato il mondo da donare il suo unico Figlio,
perché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia la vita
eterna.
Signore Dio nostro, la comunione al tuo
sacramento e la pro-
fessione della nostra fede in te, unico Dio in tre persone, ci
sia pegno di salvezza dell'anima e del corpo. Per Cristo no-
stro Signore
sviluppi
Dio nessuno l'ha mai visto: proprio il Figlio unigenito, che è nel se-
no del Padre, lui lo ha rivelato (Gu 1,18).
Costituito Figlio di Dio con potenza secondo lo Spirito di santifi-
cazione mediante la risurrezione dai morti, Gesù Cristo, nostro Si-
gnore (Rm 1,4).
Vi esorto, fratelli, per il Signore nostro Gesù Cristo e l'amore dello
Spirito, a lottare con me nelle preghiere che rivolgete per me a Dio
(Rm 15,30).
Siete stati lavati, siete stati santificati, siete stati giustificati nel no-
me del Signore Gesù Cristo e nello Spirito del nostro Dio! (1Cor 6,11).
Un solo corpo, un solo spirito, come una sola è la speranza alla qua-
le siete stati chiamati, quella della vostra vocazione; un solo Si-
gnore, una sola fede, un solo battesimo. Un solo Dio Padre di tut-
ti, che è al di sopra di tutti, agisce per mezzo di tutti ed è presente
in tutti (Ef 4,4-6).
La Trinità non è una realtà morta, inerte, ma una realtà viva, che
agisce, respira, funziona. Anche in Dio cè un respiro; noi adoria-
mo un Dio vivo, un Dio che funziona, un Dio che respira, che re-
spira se stesso. La filosofia ci ha troppo abituati all'idea di un Dio
astratto, impassibile e, tutto sommato, indifferente. La Bibbia ci of-
fre di lui unimmagine del tutto diversa. Ci mostra un essere vi-
vente, amante, irritato, misericordioso, appassionato, Qualcuno
nel quale siamo cosi felici di trovare la nostra somiglianza e che è
negazione di ciò che si trova in noi, suoi figli, solo in quanto perfe-
zione trascendente. I santi sanno ciò che dicono quando parlano del
cuore di Dio e delle sue viscere paterne. E tutto l'Antico Testamen-
to è pieno del suo ruggito a causa del tradimento della sua creatu-
ra primogenita, dello scisma spaventoso dei suoi figli prediletti, che
niato dal presepe e dal Golgota.
P Claudel, lo eredo in Dio)
Ognuna delle tre Persone è crocifiggente e crocefissa. La croce di
Gesù si trova al centro di un amore che presenta eternamente la
forma del sacrificio. E in tutto e per tutto la beatitudine del Dio as-
solutamente uno. Infatti, l'amore non conoscerebbe la gioia perfet-
ta se non giungesse fino alle sue estreme conseguenze.
(Fr Varillon, La soferenza di Dio)
s messa 7 giugno
Nei giorni dell'esodo, Dio ha salvato il suo popolo con la man-
na, «un cibo che neppure i tuoi padri avevano mai conosciu-
to», e con l'acqua sgorgata «dalla roccia». Grazie a questo pa-
ne caduto dal cielo e a quest'acqua, il popolo ha potuto at-
traversare «il deserto grande e spaventoso», per entrare nel-
la terra promessa, dove ha goduto del riposo che aveva a lun-
go sperato. Durante il suo cammino, ha fatto l'esperienza di
un'estrema indigenza, che solo Dio può soccorrere, e ha pre-
so coscienza di un bisogno più vitale di quello del cibo terre-
no: «L'uomo non vive soltanto di pane, ma di quanto esce dal-
la bocca del Signore».
Moltiplicando i pani e i pesci per sfamare la folla, Gesü si ri-
vela come il nuovo Mosè, ma aggiunge che egli dà da man-
giare la sua carne e da bere il suo sangue. Egli è il «vero cibo»
e la «vera bevanda», data non per estinguere la fame e la se-
te di un momento, ma per procurare la vita eterna. Afferma-
zione esorbitante, pretesa incredibile da parte di un uomo, an-
che se compie segni e prodigi inauditi! Per accettare tutto que-
sto, bisogna aver riconosciuto in Gesû il Figlio di Dio, che ha
«dato» il suo corpo e «sparso» il suo sangue per la salvezza del
mondo, che il Padre ha risuscitato dai morti per farlo sedere
alla sua destra nei cieli. Bisogna ricordare ciò che il Signore
ha detto e fatto in occasione dell'ultima cena con i suoi apo-
stoli. Bisogna, infine, riconoscere sotto i segni del pane e del
vino, offerti rendendo grazie, il corpo e il sangue di Cristo.
Questo sacramento che edifica la Chiesa riunisce nell'unità del
Padre, del Figlio e dello Spirito la moltitudine dei credenti di-
puo' sostituire sulla strada del nostro esodo verso la Gerusa-
lemme celeste, dove il Signore ci introdurrà quando ritornerà.
L'eucaristia che celebra la Chiesa è «mistero della fede», sor-
gente ed esigenza della carità, fondamento della speranza,
medicina di immortalita! La solennità di questo giorno cele-
bra ciò che noi sappiamo e proclamiamo continuamente.
antifona d'ingresso sal.8017
Il Signore ha nutrito il suo popolo
con fior di frumento,
lo ha saziato di miele della roccia.
colletta
Signore Gesù Cristo, che nel mirabile sacramento dell'eu-
caristia ci hai lasciato il memoriale della tua Pasqua, fa' che
adoriamo con viva fede il santo mistero del tuo Corpo e del
tuo Sangue, per sentire sempre in noi i benefici della re-
denzione. Tu sei Dio, e vivi...
oppure
Dio fedele, che nutri il tuo popolo con amore di Padre, rav-
viva in noi il desiderio di te, fonte inesauribile di ogni bene:
fa' che, sostenuti dal sacramento del Corpo e Sangue di Cri-
sto, compiamo il viaggio della nostra vita, fino ad entrare
nella gioia dei santi, tuoi convitati alla mensa del regno. Per
il nostro Signore Gesù Cristo...
Prima lettura Dt 8,2-3.14b-16a
Gli avvenimenti dell'esodo sono stati spesso meditati e fin
nei minimi particolari dagli autori biblici. Allora, il popolo
ha fatto un'esperienza fondamentale: nel deserto, «terra as-
setata, senz'acqua», la parola di Dio è necessaria al pari del-
l'acqua scaturita dalla roccia e della manna, il pane mera-
viglioso dato dal Signore.
Mose' parlo' al popolo dicendo:
«Ricordati di tutto il cammino che il Signore, tuo Dio, ti ha fat-
to percorrere in questi quarant'anni nel deserto, per umiliar-
ti e metterti alla prova, per sapere quello che avevi nel cuo-
re, se tu avresti osservato o no i suoi comandi.
Egli dunque ti ha umiliato, ti ha fatto provare la fame, poi ti
ha nutrito di manna, che tu non conoscevi e che i tuoi padri
non avevano mai conosciuto, per farti capire che l'uomo non
vive soltanto di pane, ma che l'uomo vive di quanto esce dal-
la bocca del Signore.
Non dimenticare il Signore, tuo Dio, che ti ha fatto uscire dalla
terra d'Egitto, dalla condizione servile: che ti ha condotto per
questo deserto grande e spaventoso, luogo di serpenti veleno-
si e di scorpioni, terra assetata, senz'acqua; che ha fatto sgor-
gare per te l'acqua dalla roccia durissima; che nel deserto ti ha
nutrito di manna sconosciuta ai tuoi padri, Parola di Dio.
salmo responsoriale147,12-13;14-15;
Pane per il cammino, parola per i cuori, pace per tutto il po-
polo: doni del cielo che la Chiesa ricorda.
RIT. Loda il Signore, Gerusalemme.
Celebra il Signore, Gerusalemme,
loda il tuo Dio, Sion,
perché ha rinforzato le sbarre delle tue porte,
in mezzo a te ha benedetto i tuoi figli./R
Egli mette pace nei tuoi Confini
e ti sazia con fiore di frumento.
Manda sulla terra il suo messaggio:
la sua parola corre veloce./R
Annuncia a Giacobbe la sua parola,
i suoi decreti e i suoi giudizi a Israele.
Cosi non ha fatto con nessun'altra nazione,
non ha fatto conoscere loro i suoi giudizi.
