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Da sempre, il fedele annuncio della parola di Dio è una mis-
sione pericolosa, Infatti, il profeta deve opporsi, in nome del
Signore, a un mondo che si fonda su valori che sono estranei
alla legge divina o che vi e'
esposto all'avversione . SI trova, quindi.
spesso violenta, di molti.
È nella logica delle cose: il messaggero di Dio non deve stu-
pirsene. La sua missione diventa invece particolarmente do-
lorosa quando si rivolge alla sua comunità e provoca la stes-
sa avversione. A forza di sentirsi trattato da profeta di sven-
tura e da perturbatore, di vedere i suoi amici spiare i suoi pas-
si falsi e le sue imprudenze, egli potrebbe arrivare a dubitare
di se stesso, della sua missione, di Dio stesso. Per sfuggire al-
lo sconcerto che lo minaccia egli ha una sola via di uscita: af-
fidarsi completamente a Dio che lo ha posto in una tale inso-
stenibile situazione.
Come tutti i profeti, Gesü ha sperimentato l'opposizione del
suo popolo e spesso l'incomprensione dei suoi discepoli piũ
vicini. Si è giunti perfino a considerarlo un inviato di satana
(Mt 12,24). Egli ha sentito crescere attorno a sé quell'odio
che lo avrebbe portato alla morte. Quando, al momento di af-
frontarla, ha avvertito, al Getsemani, un moto di ripulsa, si è
affidato interamente al Padre. Grazie alla sua fedeltà di in-
viato di Dio e alla sua totale obbedienza, la moltitudine deglià
uomini ha ricevuto il dono della vita eterna.
Anche i discepoli, ai quali ha affidato il suo vangelo perche lo
annuncino e testimonino, sono esposti all'avversione e all'o-
stilità: si puo ancora parlare di vangelo, se esso non disturba
nessuno? Ma i cristiani hanno spesso l'impressione che la lo-
ro battaglia sia persa ancor prima di iniziare. Piccolo gregge.
ti e accusati di essere dei sognatori e dei guastafeste. di-
sprezzati, derisi, emarginati, sottoposti ad ogni sorta di pres-
sioni, se non addirittura a persecuzioni apertamente dichia-
rate o striscianti, i discepoli rischiano di cedere alla paura e
al dubbio. «Coraggio, dice loro Gesü. I| Padre è con voi e io
sono accanto a lui: voi non sarete confusi!. Questa certezza
deve vivificare continuamente la loro sicurezza, preservarli da
ogni atteggiamento arrogante e da ogni presunzione: la loro
forza non viene da loro stessi!
antifona d'ingresso Sal 27,8-9
II Signore è la forza del suo popolo
e rifugio di salvezza per il suo Cristo.
Salva il tuo popolo, Signore, benedici la tua eredità,
e sii la sua guida per sempre.
colletta
Dona al tuo popolo, o Padre, di vivere sempre nella venera-
zione e nell'amore per il tuo santo nome, poiché tu non pri-
vi mai della tua guida coloro che hai stabilito sulla roccia
del tuo amore. Per il nostro Signore Gesù Cristo.
oppure
O Dio, che affidi alla nostra debolezza l'annuncio profetico
della tua parola, sostienici con la forza del tuo Spirito, per-
ché non ci vergogniamo mai della nostra fede, ma confes-
siamo con tutta franchezza il tuo nome davanti agli uomi-
ni, per essere riconosciuti da te nel giorno della tua venuta.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
prima lettura Ger 20,10-13
In preda al dubbio e allo scoraggiamento, Geremia, con uno
scatto di fede e di fiducia, rimette la sua causa nelle mani
di colui che gli ha posto sulle spalle il fardello della sua mis-
zione di grazie.
DAL LIDRO DEL PROFETA GEREMİA
Sentivo la calunnia di molti: «Terrore all'intorno! Denunciate-
lo! Si, lo denunceremo», Tutti i miei amici aspettavano la mia
caduta: «Forse si lascerá trarre in inganno, cosi noi prevarre-
mo su di lui, ci prenderemo la nostra vendetta».
Ma il Signore è al mio fianco come un prode valoroso, per
questo i miel persecutori vacilleranno e non potranno preva-
lere; arrossiranno perche' non avranno successo, sarà una ver-
gogna eterna e incancellabile.
Signore degli eserciti, che provi il giusto, che vedi il cuore e
la mente, possa io vedere la tua vendetta su di loro, poiché a
te ho affidato la mia causa! Cantate inni al Signore, lodate il
Signore, perche' ha liberato la vita del povero dalle mani dei
malfattori. Parola di Dio.
salmo responsoriale 68,8-10;14.17;33-35
Preghiera di un portavoce di Dio. Insultato, coperto di ver-
gogna, umiliato, egli continua ad essere sicuro di colui nel
quale ha riposto la sua fede.
RIT. Nella tua grande bontà rispondimi, o Dio.
Per te io sopporto l'insulto
e la vergogna mi copre la faccia;
sono diventato un estraneo ai miei fratelli,
uno straniero per i figli di mia madre.
Perché mi divora lo zelo per la tua casa,
gli insulti di chí ti insulta ricadono su di me. /R
Ma io rivolgo a te la mia preghiera,
Signore, nel tempo della benevolenza.
O Dio, nella tua grande bontà, rispondimi,
nella fedeltà della tua salvezza.
Rispondimi, Signore, perche buono è il tuo amore:
volgiti a me nella tua grande tenerezza./R
voi che cercate Dio, fatevi coraggio,
perche il Signore ascolta i miseri
non disprezza i suoi che sono prigionieri.
A lui cantino lode i cieli e la terra,
i mari e quanto brùlica in essi./R
seconda lettura Rm 5,12-15
Il Cristo non rìmedia solo a una situazione catastrofica, con-
seguenza del peccato che si è moltiplicato nel mondo. All'o-
rigine di una nuova umanità grazie alla sua obbedienza,
egli instaura una situazione ben superiore, incomparabile.
DALLA LETTERA DI SAN PAOLO APOSTOLO AI ROMANIo
Fratelli, come a causa di un solo uomo il peccato è entrato
nel mondo e, con il peccato, la morte, cosi in tutti gli uomini
si è propagata la morte, poiche' tutti hanno peccato.
Fino alla Legge infatti c'era il peccato nel mondo e, anche se
il peccato non puð essere imputato quando manca la Legge,
la morte regno da Adamo fino a Mosè anche su quelli che non
avevano peccato a somiglianza della trasgressione di Adamo,
il quale è figura di colui che doveva venire.
Ma il dono di grazia non è come la caduta: se infatti per la
caduta di uno solo tutti morirono, molto di più la grazia i
Dio, e il dono concesso in grazia del solo uomo Gesù Cristo,
si sono riversati in abbondanza su tutti. - Parola di Dio.
canto al Vangelo cf.Gv 15,26b.27a
Alleluia, alleluia.
Lo Spirito della verità darà testimonianza di me, dice
Vangelo Mt 10,26-33
Il vangelo contesta i valori contrari alla legge di Dio. Esso
espone fatalmente all'avversione e persino alle persecuzioni
i discepoli che lo annunciano e ne vivono. Questo non deve
Padre celeste veglia su di loro fin d'ora e, nel giorno del giu
dizio, il Signore sarà al loro fianco,
DAL VANGELO SECONDO MATTEO
In quel tempo, Gesu disse ai suoi apostoli: «Non abbiate pau-
ra degli uomini, poiché nulla vi è di nascosto che non sara' sve-
lato në di segreto che non sarā conosciuto. Ouello che io vi
dico nelle tenebre voi ditelo nella luce, e quello che ascoltate
all'orecchio voi annunciatelo dalle terrazze
E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo ma non
hanno potere di uccidere l'anima; abbiate paura piuttosto di
colui che ha il potere di far perire nella Geenna e l'anirma e il
corpo.
Due passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure nem-
meno uno di essi cadrà a terra senza il volere del Padre vo-
stro. Perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non
abbiate dunque paura: voi valete piû di molti passeri!
Percio' chiunque mi riconoscera' davanti agli uomini, anch'io lo
riconoscero' davanti al Padre mio che è nei cieli; chi invece mi
rinnegherà davanti agli uomini, anch'io lo rinneghero' davan-
ti al Padre mio che è nei cieli, Parola del Signore.
preghiera
Accogli, Signore, la nostra offerta: questo sacrificio di espia-
zione ci purifichi e ci rinnovi, perché tutta la no-
stra vita sia bene accetta alla tua volontà. Per Cristo nostro
Signore.
antifona Sal. 144,15
Gli occhi di tutti, Signore, si volgono a te fiduciosi
e tu provvedi loro il cibo a suo tempo.
le mie pecore».
oppure Mt 10,30-31
Perfino i capelli del vostro capo sono contati; non abbiate
timore: voi valete di più di molti passeri!», dice il Signore.
preghiera
O Dio, che ci hai rinnovati con il corpo e il sangue del tuo
Figlio, fa' che la partecipazione ai santi misteri ci ottenga
la pienezza della redenzione. Per Cristo nostro Signore.
sviluppi
TÌ amo, Signore, mia forza, Signore, mia roccia, mia fortezza, mio
liberatore; mio Dio, mia rupe, in cui trovo riparo; mio scudo e ba-
luardo, mnia potente salvezza (Sal 18,2-3).
Essi gli apostoli se ne andarono dal sinedrio lieti di essere stati
oltraggiati per amore del nome di Gesù (At 5,41).
So soltanto o che lo Spirito Santo in ogni città mi attesta che mi at-
tendono catene e tribolazioni (At 20,23).
Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi? Egli che non ha rispar-
miato il proprio Figlio, ma lo ha dato per tutti noi, come non ci do-
nerà ogni cosa insieme con lui? (Rm 8,31-32).
Egli mi ha detto: «Ti basta la mia grazia; la mia potenza infatti si
manifesta pienamente nella debolezza», Mi vanterò quindi ben vo-
lentieri delle mie debolezze, perché dimori in me la potenza di Cri-
sto (2Cor 12,9).
Quando celebriamo l'anniversario dei martiri esultiamo al pensie-
ro che tanti chicchi di grano abbiano imitato la sua passione! Voi
sapete, e noi vi abbiamo spesso ripetuto, che le sue molte membra
sono riunite sotto un solo capo, il nostro salvatore, mediante il vin-
colo dell'amore e della pace. Esse formano un sol uomo e, nei sal-
mi, la loro voce risuona spesso come la voce di uno solo. E la voce
di quest'uomo grida verso Dio come fosse la voce di tutti loro, poi-
ché tutti formano una cosa sola in lui. Ascoltiamo quindi questa
dell'odio che si sono abbattute su di loro in questo mondo. Essi po-
tevano temere di perdervi non tanto la vita del corpo, che avrebbe-
ro comunque abbandonata un giorno, ma soprattutto la fede... Dio
li ha liberati da ogni timore con la sua parola e il suo esempio. Con
la sua parola, dicendo loro: «Non temete coloro che uccidono il cor-
po, ma non possono uccidere l'anima. (MI 10,28). Con il suo esem-
pio, praticando cio' che i suoi discorsi insegnavano.
Oggi, ci si chiede spesso in che cosa il cristiano si distingue dal non
cristiano. A noi sembra che non si sarebbe lontani dalla verità se
sÍ rispondesse: dal modo in cui vince la paura. La liberazione da
una certa forma di paura: questa è la vittoria della nostra fede.
Per coloro che sono murati tutto è muro, anche una porta aperta,
diceva qualcuno. E fuor di dubbio che l'avvenire è minaccioso, i no-
stri migliori amici ci tradiranno, la solitudine ci schiaccerà in cer-
ti giorni, il nostro peccato sarà piü' pesante della nostra speranza
e la morte continua ad essere la grande incognita che spaventa. Ma
Cristo è venuto a liberarci dalle nostre catene, soprattutto da quel-
la dell'angoscia umana.
(Cl Geffrè. Uno spazio per Dio)
L'ultima parte del capitolo10 del Vangelo di Matteo, comu-
nemente intitolato «discorso apostolico» o «discorso della mis-
sione, riguarda in primo luogo gli inviati del Signore, ma più
in generale tutti i discepoli.
Non preferire assolutamente nulla e nessuno al Cristo, nep-
pure il padre o la madre, il figlio o la figlia». Per rispondere
all'appello del Signore, e durante la loro missione, gli inviati
potranno essere costretti a distacchi che nessuno accetta sen-
za una violenta discussione interiore: Dio chiede veramente
di giungere fin li? Esige veramente simili sacrifici? Spesso, do-
vranno affrontare anche quanti li esortano ad essere ragio-
nevoli, Sono evidentemente situazioni limite. Ma capita che
ai semplici fedeli la fede richieda spesso scelte eroiche e, piü
comunemente, un'intera vita di rinunce quotidiane.
Il vangelo non insegna certamente che i cristiani debbano
sempre scegliere ciò che contrasta con le aspirazioni e con i
sentimenti più radicati nella natura umana. Ma, a partire dal
battesimo, partecipazione alla Pasqua di morte-risurrezione
del Cristo, la vita cristiana è segnata con il marchio indelebi-
le della croce.
Ognuno deve «prendere la sua croce». E evidentemente un'im-
magine: non si tratta di addossarsi la croce di Cristo come fe-
ce Simone di Cirene. Ma l'espressione ha anche un senso mol-
to reale e concreto: le scelte imposte dalla fede possono es-
sere veramente crocifiggenti.
Viene poi la condotta da tenere nei riguardi degli inviati di
Dio, dei giusti, dei discepoli. Gesù si identifica con ciascuno
di loro. Questa dichiarazione ha una portata molto ampia:
gnore. Nel giorno del giudizio, ognuno sarà ammesso nel re-
gno in base a ciò che avrà fatto ai piccoli, senza distinzione:
«L'avete fatto a me (Mt 25,31-46).
Noi non abbiamo visto il Cristo nel quale crediamo. Ma ab-
biamo la grazia di incontrarlo, accogliendo i suoi inviati e tut-
ti coloro con i quali egli si identifica.
antifona d'ingresso
Popoli tutti, battete le mani,
acclamate a Dio con voci di gioia.
colletta
O Dio, che ci hai reso figli della luce con il tuo Spirito di ado-
zione, fa' che non ricadiamo nelle tenebre dell'errore, ma re-
stiamo sempre luminosi nello splendore della verità. Per il
nostro Signore Gesù Cristo.
oppure
Infondi in noi, o Padre, la sapienza e la forza del tuo Spiri-
to, perché camminiamo con Cristo sulla via della croce, pron-
ti a far dono della nostra vita per manifestare al mondo la
speranza del tuo regno. Per il nostro Signore Gesù Cristo...
prima lettura 2Re 4,8-11.14:16a
Un breve passo dei fioretti di Eliseo, il cui nome significa
«Dio aiuta»: ricompensa divina concessa a una donna di Su-
nem che, senza aspettarsi nulla in cambio, ha accolto e ospi-
tato un profeta «come profeta, come dice il vangelo.
DAL SECONDO LIBRO DEI RE
Un giorno Eliseo passava per Sunem, ove c'era un'illustre don-
na, che lo trattenne a mangiare. In seguito, tutte le volte che
passava, si fermava a mangiare da lei.
Ella disse al marito: «lo so che è un uomo di Dio, un santo, co-
dia e un candeliere; cosi, venendo da noi, vi si potrà ritirare.
Un giorno che passo' di li, si ritiro' nella stanza superiore e si
corico'. Eliseo (disse a Giezi, suo servo]: «Che cosa si puo fare
per lei?», Giezi disse: «Purtroppo lei non ha un figlio e suo marito
è vecchio», Eliseo disse: «Chiamala», La chiamo', ella si
fermo sulla porta, Allora disse: «L'anno prossimo, in questa
stessa stagione, tu stringerai un figlio fra le tue braccia,
Parola di Dio,
salmo responsoriale 88,2-3;16-17;18-19
Dio dona forza e vigore a coloro che accolgono i suoi inviati
e li ricompensa oltre misura.
RIT. Canterò per sempre l'amore del Signore.
Canterò in eterno l'amore del Signore,
di generazione in generazione
farò conoscere con la mia bocca la tua fedeltà,
perché ho detto: «E un amore edificato per sempre;
nel cielo rendi stabile la tua fedeltà».-R/
Beato il popolo che ti sa acclamare:
camminerà, Signore, alla luce del tuo volto;
esulta tutto il giorno nel tuo nome,
si esalta nella tua giustizia.R/
Perché tu sei lo splendore della sua forza
e con il tuo favore innalzi la nostra fronte.
Perché del Signore è il nostro scudo,
il nostro re, del Santo d'lsraele.R/
seconda lettura Rm 6,3-4.8-11
Paragonata alla sepoltura, al passaggio nel sepolcro dal
quale Cristo è risorto, l'immersione battesimale, partecipa-
zione sacramentale alla Pasqua del Signore, vi ha fatti pas-
periore, in muratura, mettiamoci un letto, un tavolo, una se-
dia e un candeliere; cosi, venendo da noi, vi si potrà ritirare.
Un giorno che passo' di li, si ritiro' nella stanza superiore e si
corico'. Eliseo (disse a Giezi, suo servo]: «Che cosa si puo fare
per lei?», Giezi disse: «Purtroppo lei non ha un figlio e suo marito
è vecchio», Eliseo disse: «Chiamala», La chiamo', ella si
fermo sulla porta, Allora disse: «L'anno prossimo, in questa
stessa stagione, tu stringerai un figlio fra le tue braccia,
Parola di Dio,
salmo responsoriale 88,2-3;16-17;18-19
Dio dona forza e vigore a coloro che accolgono i suoi inviati
e li ricompensa oltre misura.
RIT. Canterò per sempre l'amore del Signore.
Canterò in eterno l'amore del Signore,
di generazione in generazione
farò conoscere con la mia bocca la tua fedeltà,
perché ho detto: «E un amore edificato per sempre;
nel cielo rendi stabile la tua fedeltà».-R/
Beato il popolo che ti sa acclamare:
camminerà, Signore, alla luce del tuo volto;
esulta tutto il giorno nel tuo nome,
si esalta nella tua giustizia.R/
Perché tu sei lo splendore della sua forza
e con il tuo favore innalzi la nostra fronte.
Perché del Signore è il nostro scudo,
il nostro re, del Santo d'lsraele.R/
seconda lettura Rm 6,3-4.8-11
Paragonata alla sepoltura, al passaggio nel sepolcro dal
quale Cristo è risorto, l'immersione battesimale, partecipa-
zione sacramentale alla Pasqua del Signore, vi ha fatti pas-
vita, alla quale siete stati risuscitati.
DALLA LETTERA DI SAN PAOLO APOSTOLO Al ROMANI
Fratelli, non sapete che quanti siamo stati battezzati in Cri-
sto Gesù, siamo stati battezzati nella sua morte?
Per mezzo del battesimo dunque siamo stati sepolti insieme
a lui nella morte affinché, come Cristo fu risuscitato dai mor-
ti per mezzo della gloria del Padre, così anche noi possiamo
camminare in una vita nuova.
Ma se siamo morti con Cristo, crediamo che anche vivremo
con lui, sapendo che Cristo, risorto dai morti, non muore più:
la morte non ha più potere su di lui.
Infatti egli morì, e mori per il peccato una volta per tutte:
ora invece vive, e vive per Dio. Cosi anche voi considerate-
vi morti al peccato, ma viventi per Dio, in Cristo Gesü. - Parola di Dio.
canto al Vangelo cf 1Pt 2.9
Alleluia, alleluia.
Voi siete stirpe eletta, sacerdozio regale, nazione santa;
proclamate le opere ammirevoli di colui
che vi ha chiamato dalle tenebre alla sua luce meravigliosa.
Vangelo Mt 10,37-42
Sacrificare tutto, fino alla vita: ciò che Gesù chiede a coloro
che invia corrisponde a ciò che ha fatto lui stesso per com-
piere la sua missione. Fra loro e lui vi è una relazione ana-
loga a quella che lo unisce al Padre. Chiunque li accoglierà
quando saranno scacciati a causa del loro ministero, o
quando si troveranno nel bisogno, riceverà una ricompensa
identica alla loro. Anzi, si garantisce che, nel giorno del giu-
dizio, si terrà conto anche della minima assistenza prestata
al più piccolo dei discepoli,
Cristo nostro Signore.
sviluppie
Abrano alzò gli occhi e vide che tre uomini stavano in piedi pre-
so di lui. Appena li vide, corse loro incontro dall'ingresso della ten-
da e si prostrò fino a terra, dicendo: «Mio signore, se ho trovato
grazia ai tuoi occhi, non passar oltre senza fermarti dal tuo servo
(Gen 18,2-3).
In qualunque città o villaggio entriate, fatevi indicare se ci sia
qualche persona degna, e li rimanete fino alla vostra partenza
(Mt 10,11).
Chi accoglie anche uno solo di questi bambini in nome mio, acco-
glie me (Mt 18,5). oo
Gesù gridò a gran voce: «Chi crede in me, non crede in me, ma in
colui che mi ha mandato; chi vede me, vede colui che mi ha man-
dato» (Gu 12,44-45).
In verità, in verità vi dico: Chi accoglie colui che io manderò,
aecoglie me; chi accoglie me, accoglie colui che mi ha mandato
(Gu 13,20).
Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato
me, anch'io mando voi» (Gu 20,21)
Mi avete accolto come un angelo di Dio, come Cristo Gesù (Gal 4,14).
Cosi, colui che riceve gli apostoli riceve il Cristo. Ora, colui che ri-
ceve il Cristo, riceve Dio suo Padre, poiché negli apostoli egli non
riceve nient'altro che ciò che è nel Cristo, e nel Cristo non vi è
nient'altro che ciò che è in Dio. In base a questo concatenamento del-
le grazie, ricevere gli apostoli è ricevere Dio, poiché il Cristo abita
in essi e Dio abita nel Cristo.
Il termine che spiega tutta la vita apostolica, fino all'eroismo, è il
termine «amore»; «Chi ama il padre o la madre o il fratello o la so-
rella più di me non è degno di me» (Mt 10,37). Lamicizia forte del
padre, la tenerezza della madre, l'amicizia dolce dei fratelli e del-
le sorelle, tutte le amicizie: Gesiù vuole tutto dai suoi apostoli. Se ei
