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s messa 31 maggio
Professione di fede «in Dio, Padre onnipotente, in Gesů Cri-
sto, unigenito Figlio di Dio e nello Spirito Santo; battesimo
nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo»; azio-
ne di grazie al Padre, per il Figlio nello Spirito; preghiera «per
mezzo di Gesū Cristo, nostro Signore e nostro Dio, che regna
con il Padre e lo Spirito Santo»; unzione conferita al malato
perché il Signore lo conforti nella grazia dello Spirito Santo;
defunti affidati alla misericordia del Padre per l'intercessione
del Figlio che lo Spirito ha risuscitato: dal primo all'ultimo
giorno, l'esistenza cristiana si svolge sotto l'influenza della
santissima Trinitā, nella comunione delle tre persone divine e
della loro unità.
Dio resta comunque totalmente Altro, I'inconoscibile che
l'occhio dell'uomo non ha mai visto. Anche il faccia a faccia
dell'eternitā, che ne mostrerà la grandezza, I'insondabile tra-
scendenza, lascerà inviolato il suo mistero. Egli è «il Signore».
Lui solo puð dire qualcosa sulla sua identitā, che rivela non
attraverso le parole, ma attraverso ciò che compie. E cosi che
noi conosciamo la sua tenerezza e la sua misericordia, la sua
fedeltà e soprattutto il suo amore, fonte di tutte le sue ini-
ziative nei nostri riguardi, delle «meraviglie» che ha compiuto
da sempre per la salvezza degli uomini e del mondo.
Dio ha Coronato questo amore inviando sulla terra colui che
si è manifestato come suo Figlio, Gesù di Nazaret. Lui, il Ver-
bo venuto nel mondo, ha potuto.parlare di Dio con parole
d'uomo. Ci ha detto che il nome proprio di Dio è «Padre»; che
la sua onnipotenza è quella di un amore infinito e indefetti-
ne della santissima e indivisibile Trinità.
Il mistero che si celebra in questa domenica tocca certamen-
te il piano spirituale, ma anche quello delle nostre relazioni
quotidiane nei vari settori della vita familiare e sociale, Cia-
Scuno di noi ha la sua personalità: essa puo e deve realizzar-
si pienamente grazie alla comunione degli uni con gli altri.
antifona d'ingresso
Sia benedetto Dio Padre, e I'unigenito Figlio di Dio, e lo Spi-
rito Santo: perché grande è il suo amore per noi.
colletta
O Dio Padre, che hai mandato nel mondo il tuo Figlio, Pa-
rola di verità, e lo Spirito santificatore per rivelare agli uo-
mini il mistero della tua vita, fa' che nella professione del-
la vera fede riconosciamo la gloria della Trinità e adoriamo
l'unico Dio in tre persone, Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio...
oppure,
Padre, fedele e misericordioso, che ci hai rivelato il mistero
della tua vita donandoci il Figlio unigenito e lo Spirito di
amore, sostieni la nostra fede e ispiraci sentimenti di pace
e di speranza, perché riuniti nella comunione della tua
Chiesa benediciamo il tuo nome glorioso e santo. Per il no-
stro Signore Gesù Cristo.
prima lettura Bs 34,4b-6, 89
Questo breve racconto la dice lunga su Dio e, come sempre nel-
la Bibbia, in un linguaggio che non ha nulla di astratto. Dio
è il trascendente, l'inafferrabile: «soffiare» sembra essere la
radice di Jahvé». Nessuno può sapere chi egli è se non lo «pro-
clama lui stesso». Si intuisce qualcosa della sua identità so-
lo prestando attenzione a ciò che egli fa e al modo in cui lo fa.
attribuiti misericordioso e pietoso, lento all'ira e ricco di
grazia e di fedeltà»e mol-
ti altri ancora: non è possibile rinchiudere in una definizione
colui che è oltre tutto ciò che si può dire di lui.
DAL LIBRO DELL'ESODO
In quei giorni, Mosè si alzò di buon mattino e sali sul monte
Sinai, come il Signore gli aveva comandato, con le due tavo-
le di pietra in mano.
Allora il Signore scese nella nube, si fermo là presso di lui e
proclamò il nome del Signore. Il Signore passò davanti a lui,
proclamando: «ll Signore, il Signore, Dio misericordioso e pie-
toso, lento all'ira e ricco di amore e di fedeltà».
Mosè si curvò in fretta fino a terra e si prostro. Disse: «Se ho
trovato grazia ai tuoi occhi, Signore, che il Signore cammini
in mezzo a noi. Si, è un popolo di dura cervice, ma tu perdo-
na la nostra colpa e il nostro peccato: fa' di noi la tua ere-
ditā», - Parola di Dio.
salmo responsoriale
Nell'alto dei cieli e nelle profondità degli abissi, in cielo e nel
suo tempio, creatore dell'universo, presente nella nostra sto-
ria: benedetto sia Dio!
RIT. A te la lode e la gloria nei secoli!
Benedetto sei tu, Signore,
Dio dei padri nostri.
Benedetto il tuo nome glorioso e santo./R
Benedetto sei tu
nel tuo tempio santo, glorioso./R
Benedetto sei tu
Sul trono del tuo regno./R
Benedetto sei tu
che penetri con lo sguardo gli abissi
e siedi sui cherubini./R
nel firmamento del cielo./R
seconda lettura 2Cor 13,11 -13
Nella Scrittura non vi sono esposizioni filosofiche, astratte,
sul mistero della santissima Trinita, ma espressioni della fe-
de in Dio, Padre, Figlio e Spirito Santo, come la benedizio,
di Paolo alla fine di una delle sue lettere ai corinzi, uti-
lizzata all'inizio dell'assemblea eucaristica.
DALLA SECONDA LETTERA DI SAN PAOLO APOSTOLO AI CORINZI
Fratelli, siate gioiosi, tendete alla perfezione, fatevi coraggio
a vicenda, abbiate gli stessi sentimenti, vivete in pace e il Dio
dell'amore e della pace sarà con voi.
Salutatevi a vícenda con il bacio santo. Tutti i santi vi salutano.
La grazia del Signore Gesü Cristo, l'amore di Dio e la comu-
nione dello Spirito Santo siano con tutti voi. Parola di Dio.
canto al Vangelo cf Ap 1,8
Alleluia, alleluia.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo,
a Dio che è, che era e che viene.
Vangelo Gv 3,16-18
Il Figlio dell'uomo è morto «innalzato» sulla croce, perché
chiunque crede rinasca dallo Spirito e ottenga la vita eter-
na: è il mistero della salvezza, rivelato da Gesù a Nicodemo
(Gu 3,1-15). Quindi, aggiunge Giovanni, chiunque riconosce
l'amore di Dio che ha dato, «consegnato», il suo Figlio uni-
genito Gesù, otterrà la vita eterna per mezzo di lui.
Dal Vangelo Secondo Giovanni
In quel tempo, disse Gesù a Nicodèmo: «Dio ha tanto amato
il mondo da dare il Figlio, unigenito, perché chiunque crede
in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti,
Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già sta-
to condannato, perche' non ha creduto nel nome dell'unigeni-
to Figlio di Dio», - Parola del Signore.
preghiera
Invochiamo il tuo nome, Signore, su questi doni che ti pre-
sentiamo: consacrali con la tua potenza e trasforma tutti noi
in sacrificio perenne a te gradito. Per Cristo nostro Signore.
prefazio
Ringraziamo il Padre per la sua vita d'amore in unione con
il Figlio e lo Spirito Santo.
E' veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di
salvezza, rendere grazie sempre e in ogni luogo a te, Signo-
re, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno.
Con il tuo unico Figlio e con lo Spirito Santo sei un solo Dio,
nell'unità di una sola persona, ma nella
la Trinità di una sola sostanza.
Quanto hai rivelato della tua gloria, noi lo crediamo, e con
la stessa fede, senza differenze, lo affermiamo del tuo Figlio
e dello Spirito Santo. E nel proclamare te Dio vero ed eter-
no, noi adoriamo la Trinità delle persone, l'unità della na-
tura, l'uguaglianza nella maestà divina.
Gli Angeli e gli Arcangeli, i Cherubini e i Serafini, non ces-
sano di esaltarti uniti nella stessa lode: Santo...
antifona Gal 4,6
Voi siete figli di Dio: egli ha mandato nei vostri cuori lo Spi-
rito del Figlio suo che grida: «Abbà, Padre».
oppure Gv 3,16
Dio ha tanto amato il mondo da donare il suo unico Figlio,
perché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia la vita
eterna.
Signore Dio nostro, la comunione al tuo
sacramento e la pro-
fessione della nostra fede in te, unico Dio in tre persone, ci
sia pegno di salvezza dell'anima e del corpo. Per Cristo no-
stro Signore
sviluppi
Dio nessuno l'ha mai visto: proprio il Figlio unigenito, che è nel se-
no del Padre, lui lo ha rivelato (Gu 1,18).
Costituito Figlio di Dio con potenza secondo lo Spirito di santifi-
cazione mediante la risurrezione dai morti, Gesù Cristo, nostro Si-
gnore (Rm 1,4).
Vi esorto, fratelli, per il Signore nostro Gesù Cristo e l'amore dello
Spirito, a lottare con me nelle preghiere che rivolgete per me a Dio
(Rm 15,30).
Siete stati lavati, siete stati santificati, siete stati giustificati nel no-
me del Signore Gesù Cristo e nello Spirito del nostro Dio! (1Cor 6,11).
Un solo corpo, un solo spirito, come una sola è la speranza alla qua-
le siete stati chiamati, quella della vostra vocazione; un solo Si-
gnore, una sola fede, un solo battesimo. Un solo Dio Padre di tut-
ti, che è al di sopra di tutti, agisce per mezzo di tutti ed è presente
in tutti (Ef 4,4-6).
La Trinità non è una realtà morta, inerte, ma una realtà viva, che
agisce, respira, funziona. Anche in Dio cè un respiro; noi adoria-
mo un Dio vivo, un Dio che funziona, un Dio che respira, che re-
spira se stesso. La filosofia ci ha troppo abituati all'idea di un Dio
astratto, impassibile e, tutto sommato, indifferente. La Bibbia ci of-
fre di lui unimmagine del tutto diversa. Ci mostra un essere vi-
vente, amante, irritato, misericordioso, appassionato, Qualcuno
nel quale siamo cosi felici di trovare la nostra somiglianza e che è
negazione di ciò che si trova in noi, suoi figli, solo in quanto perfe-
zione trascendente. I santi sanno ciò che dicono quando parlano del
cuore di Dio e delle sue viscere paterne. E tutto l'Antico Testamen-
to è pieno del suo ruggito a causa del tradimento della sua creatu-
ra primogenita, dello scisma spaventoso dei suoi figli prediletti, che
niato dal presepe e dal Golgota.
P Claudel, lo eredo in Dio)
Ognuna delle tre Persone è crocifiggente e crocefissa. La croce di
Gesù si trova al centro di un amore che presenta eternamente la
forma del sacrificio. E in tutto e per tutto la beatitudine del Dio as-
solutamente uno. Infatti, l'amore non conoscerebbe la gioia perfet-
ta se non giungesse fino alle sue estreme conseguenze.
(Fr Varillon, La soferenza di Dio)
s messa 7 giugno
Nei giorni dell'esodo, Dio ha salvato il suo popolo con la man-
na, «un cibo che neppure i tuoi padri avevano mai conosciu-
to», e con l'acqua sgorgata «dalla roccia». Grazie a questo pa-
ne caduto dal cielo e a quest'acqua, il popolo ha potuto at-
traversare «il deserto grande e spaventoso», per entrare nel-
la terra promessa, dove ha goduto del riposo che aveva a lun-
go sperato. Durante il suo cammino, ha fatto l'esperienza di
un'estrema indigenza, che solo Dio può soccorrere, e ha pre-
so coscienza di un bisogno più vitale di quello del cibo terre-
no: «L'uomo non vive soltanto di pane, ma di quanto esce dal-
la bocca del Signore».
Moltiplicando i pani e i pesci per sfamare la folla, Gesü si ri-
vela come il nuovo Mosè, ma aggiunge che egli dà da man-
giare la sua carne e da bere il suo sangue. Egli è il «vero cibo»
e la «vera bevanda», data non per estinguere la fame e la se-
te di un momento, ma per procurare la vita eterna. Afferma-
zione esorbitante, pretesa incredibile da parte di un uomo, an-
che se compie segni e prodigi inauditi! Per accettare tutto que-
sto, bisogna aver riconosciuto in Gesû il Figlio di Dio, che ha
«dato» il suo corpo e «sparso» il suo sangue per la salvezza del
mondo, che il Padre ha risuscitato dai morti per farlo sedere
alla sua destra nei cieli. Bisogna ricordare ciò che il Signore
ha detto e fatto in occasione dell'ultima cena con i suoi apo-
stoli. Bisogna, infine, riconoscere sotto i segni del pane e del
vino, offerti rendendo grazie, il corpo e il sangue di Cristo.
Questo sacramento che edifica la Chiesa riunisce nell'unità del
Padre, del Figlio e dello Spirito la moltitudine dei credenti di-
puo' sostituire sulla strada del nostro esodo verso la Gerusa-
lemme celeste, dove il Signore ci introdurrà quando ritornerà.
L'eucaristia che celebra la Chiesa è «mistero della fede», sor-
gente ed esigenza della carità, fondamento della speranza,
medicina di immortalita! La solennità di questo giorno cele-
bra ciò che noi sappiamo e proclamiamo continuamente.
antifona d'ingresso sal.80,17
Il Signore ha nutrito il suo popolo
con fior di frumento,
lo ha saziato di miele della roccia.
colletta
Signore Gesù Cristo, che nel mirabile sacramento dell'eu-
caristia ci hai lasciato il memoriale della tua Pasqua, fa' che
adoriamo con viva fede il santo mistero del tuo Corpo e del
tuo Sangue, per sentire sempre in noi i benefici della re-
denzione. Tu sei Dio, e vivi...
oppure
Dio fedele, che nutri il tuo popolo con amore di Padre, rav-
viva in noi il desiderio di te, fonte inesauribile di ogni bene:
fa' che, sostenuti dal sacramento del Corpo e Sangue di Cri-
sto, compiamo il viaggio della nostra vita, fino ad entrare
nella gioia dei santi, tuoi convitati alla mensa del regno. Per
il nostro Signore Gesù Cristo...
Prima lettura Dt 8,2-3.14b-16a
Gli avvenimenti dell'esodo sono stati spesso meditati e fin
nei minimi particolari dagli autori biblici. Allora, il popolo
ha fatto un'esperienza fondamentale: nel deserto, «terra as-
setata, senz'acqua», la parola di Dio è necessaria al pari del-
l'acqua scaturita dalla roccia e della manna, il pane mera-
viglioso dato dal Signore.
Mose' parlo' al popolo dicendo:
«Ricordati di tutto il cammino che il Signore, tuo Dio, ti ha fat-
to percorrere in questi quarant'anni nel deserto, per umiliar-
ti e metterti alla prova, per sapere quello che avevi nel cuo-
re, se tu avresti osservato o no i suoi comandi.
Egli dunque ti ha umiliato, ti ha fatto provare la fame, poi ti
ha nutrito di manna, che tu non conoscevi e che i tuoi padri
non avevano mai conosciuto, per farti capire che l'uomo non
vive soltanto di pane, ma che l'uomo vive di quanto esce dal-
la bocca del Signore.
Non dimenticare il Signore, tuo Dio, che ti ha fatto uscire dalla
terra d'Egitto, dalla condizione servile: che ti ha condotto per
questo deserto grande e spaventoso, luogo di serpenti veleno-
si e di scorpioni, terra assetata, senz'acqua; che ha fatto sgor-
gare per te l'acqua dalla roccia durissima; che nel deserto ti ha
nutrito di manna sconosciuta ai tuoi padri, Parola di Dio.
salmo responsoriale147,12-13;14-15;
Pane per il cammino, parola per i cuori, pace per tutto il po-
polo: doni del cielo che la Chiesa ricorda.
RIT. Loda il Signore, Gerusalemme.
loda il tuo Dio, Sion,
perché ha rinforzato le sbarre delle tue porte,
in mezzo a te ha benedetto i tuoi figli./R
Egli mette pace nei tuoi Confini
e ti sazia con fiore di frumento.
Manda sulla terra il suo messaggio:
la sua parola corre veloce./R
Annuncia a Giacobbe la sua parola,
i suoi decreti e i suoi giudizi a Israele.
Cosi non ha fatto con nessun'altra nazione,
non ha fatto conoscere loro i suoi giudizi./R
Ia comunione al corpo e al sangue di Cristo produce fra i
credenti un'unione vitale superiore alla comunità di fede e
di speranza di cui essa è segno efficace.
DALLA PRIMA LETTERA DI SAN PAOLO APOSTOLO AI CORİNZI
Fratelli. il calice della benedizione che noi benediciamo, non
è forse comunione con il sangue di Cristo?
E' il pane che noi spezziamo, non è forse comunione con il cor-
po di Cristo?
Poiché vi è un solo pane, noi siamo, benché molti, un solo cor-
po: tutti infatti partecipiamo all'unico pane. - Parola di Dio.
Sequenza
Sion,loda il Salvatore
la tua guida, il tuo pastore con inni e cantici.
Impegna tutto il tuo fervore:
questo è tema del tuo canto, oggetto della lode.
Veramente fu donato
agli apostoli riuniti in fraterna e sacra cena.
Lode piena e risonante,
gioia nobile e serena sgorghi oggi dallo spirito.
nella quale celebriamo la prima sacra cena.
E' il banchetto del nuovo Re,
nuova pasqua, nuova legge;
e l'antico è giunto a termine.
la realtà disperde l'ombra; luce, non più tenebra.
Cristo lascia in sua memoria
ciò che ha fatto nella cena: noi lo rinnoviamo.oe
Obbedienti al suo comando,
consacriamo il pane e il vino, 0stia di salvezza.
E certezza a noi cristiani:
si trasforma il pane in carne, si fa sangue il vino.
Tu non vedi, non comprendi,
ma la fede ti conferma, oltre la natura.
E un segno ciò che appare:
nasconde nel mistero realtà sublimi.
Mangi carne, bevi sangue;
ma rimane Cristo intero in ciascuna specie.
Chi ne mangia non lo spezza,
né separa, né divide: intatto lo riceve.
Siano uno, siano mille,
ugualmente lo ricevono: mai è consumato.
Vanno i buoni, vanno gli empi;
ma diversa ne è la sorte vita o morte provoca.
Vita ai buoni, morte agli empi:
nella stessa comunione ben diverso è l'esito!
Quando spezzi il sacramento, non temere, ma ricorda:
Cristo è tanto in ogni parte, quanto nell'intero.
E' diviso solo il segno, non si tocca la sostanza;
nulla è diminuito della sua persona. ]
Ecco il pane degli angeli, pane dei pellegrini,
vero pane dei figli: non dev'essere gettato.
Con i simboli è annunziato, in Isacco dato a morte,
nell'agnello della Pasqua, nella manna data ai padri.
portaci ai beni eterni nella terra dei viventi.
Tu che tutto sai e puoi, che ci nutri sulla terra,
conduci i tuoi fratelli alla tavola del cielo
nella gioia dei tuol Santi.
canto al Vangelo . Gv 6,51
Alleluia, alleluia.
lo sono il pane vivo, disceso dal cielo, dice il Signore.
se uno mangia di questo pane vivrà in eterno.
Vangelo Gv 6,51-58
La manna, il pane venuto dal cielo, è stata data ai nostri pa-
dri per attraversare il deserto dell'esodo. Dopo la moltipli-
cazione dei pani, Gesù ha solennemente dichiarato di esse-
re il pane vivo disceso dal cielo per dare al mondo la vita
eterna e di essere personalmente il cibo indispensabile per
giungere alla risurrezione dell'ultimo giorno. Per compren-
dere il senso di queste parole, bisogna ricordarsi della cena
che il Signore ha condiviso con i suoi discepoli la vigilia del-
la sua morte. Dando loro il pane e il calice ha detto: «Pren-
dete e mangiate, questo è il mio corpo. Prendete e bevetene
tutti, questo è il mio sangue», Ecco come si può mangiare la
sua carne e bere il suo sangue e partecipare intimamente al-
la vita del Cristo risorto: sotto i segni efficaci del sacramen-
to che noi chiamiamo eucaristia.
DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI
In quel tempo, Gesû disse alla folla: «lo sono il pane vivo,
disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in
eterno e il pane che io daro' è la mia carne per la vita del mondo».
Allora i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Co-
me può costui darci la sua carne da mangiare?». Gesû disse
voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la
vita eterna e io lo risusciterò nell'ultimo giorno. Perche' la mia
carne è vero ciboe il mio sangue vera bevanda, Chi mangia la
mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lul, Co-
me il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Pa-
dre, cosİ anche colui che mangia me vivrà per me, Ouesto e
il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono
i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivra' in eterno.
Parola del Signore.
preghiera
Concedi benigno alla tua Chiesa, o Padre, i doni dell'unità
e della pace, misticamente significati nelle offerte che ti pre-
sentiamo. Per Cristo nostro Signore.
antifona
Dice il Signore: «Chi mangia la mia carne e beve il mio san-
gue, rimane in me, e io in lui», Alleluia.
preghiera
Dònaci, Signore, di godere pienamente della tua vita divi-
na nel convito eterno, che ci hai fatto pregustare in questo
sacramento del tuo Corpo e del tuo Sangue, Tu che vivi e re-
gni nei secoli dei secoli.
sviluppi
Come il Padre ha la vita in se stesso, cosi ha concesso al Figlio di
avere la vita in se stesso (Gu 5, 26).
Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può far frutto da se
stesso se non rimane nella vite, cosi anche voi se non rimanete in
me (Gu 15,4).
o annunziate la morte del Signore finché egli venga (1Cor 11,26).
Chi osserva i suoi comandamenti dimora in Dio ed egll in lui. E da
questo conosciamo che dimora in noi: dallo Spirito ehe ci ha dato
(1Gv 3,24),.
Al vincitore darò la manna nascosta (Ap 2,17).
Questi misteri sono detti «sacramenti», poiché l'apparenza non cor-
risponde alla loro realtà profonda. Che cosa si vede? Una realta'
materiale. Ma lo spirito vi scorge una grazia spirituale. Vuoi com-
prendere che cos'è il corpo di Cristo? Ascolta l'apostolo che dice ai
fedeli: «Voi siete il corpo di Cristo e le sue membra». Se dunque voi
siete il corpo di Cristo e le sue membra, è il vostro stesso simbolo
che si trova sulla tavola del Signore, E' il vostro stesso simbolo che
voi ricevete. A ciò che voi siete, rispondete: «Amen» e questa rispo-
sta indica la vostra adesione. Tu senti dire: «ll corpo di Cristo» e
rispondi: «Amen», Sii un membro del corpo di Cristo, affinché il
tuo «Amen» sia vero.
(Agostino, Sermone 272 ai neofiti sul corpo di Cristo)
Questo strano nascondiglio, nel quale Dio si è ritirato, impenetra-
bile alla vista degli uomini, è una grande lezione per condurci al-
la solitudine, lontano dagli sguardi degli uomini. Egli è rimasto
nascosto sotto il velo della natura, che ce lo ha ricoperto fino
al'incarnazione, e quando è dovuto apparire, si è nascosto ancor di
più, ricoprendosi con 'umanità. Era molto più riconoscibile
quand'era invisibile di quanto lo sia dopo essersi reso visibile. E,
infine, quando ha voluto mantenere la promessa fatta ai suoi apo-
stoli di restare con gli uomini fino alla sua ultima venuta, ha scel-
to di restarvi nel nascondiglio più strano e oscuro di tutti, le spe-
cie eucaristiche. E' questo il sacramento che Giovanni chiama nel-
l'Apocalisse la manna nascosta (Ap 2,17); e credo che Isaia lo ve-
desse in questo stato, quando disse in spirito di profezia: «Vera-
mente tu sei un Dio nascosto» (Is 45, 15). E questo l'ultimo nascon-
diglio nel quale può esistere.
(B, Pascal, Lettera IV alla Signorina de Roannez)
