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ll nome di Salomone evoca un uomo di proverbiale sapienza
|l primo libro dei Re racconta che un giorno Dio gli disse:
«Chiedimi ciò che io devo concederti», Alla proposta divina Sa-
lomone ha risposto, senza esitazione: «Concedimi di distin-
guere il bene dal male». Sapendo che questo discernimento
appartiene soltanto a Dio, al quale nessuno puo sottrarlo, il
re chiede umilmente la grazia di potervi partecipare. Viene
esaudito. Cosi potrà svolgere, in mezzo al suo popolo, la mis-
sione che Dio gli ha affidato.
Lontano discendente di Salomone (Mt 1,1.6), Gesù ha pro-
clamato la buona novella dell'imminente venuta del regno dei
cieli (Mt 4,17). Nel linguaggio semplice e familiare delle pa-
rabole, egli ha rivelato il mistero della sua crescita lenta e la-
boriosa, fino al giorno della sua piena realizzazione alla fine
dei tempi. Il regno dei cieli è come un tesoro inestimabile an-
cora nascosto. Per acquistarlo, bisogna rinunciare gioiosa-
mente a tutti gli altri beni, vendere ciò che si possiede. Gli
umili, i piccoli, quelli che hanno l'intelligenza del cuore al qua-
le si rivolge Gesu' , comprendono tutto questo. Nella loro sag-
gezza, che viene da Dio e della quale Gesū stesso si è stupi-
to (Mt 11.25), essi non esitano a trarre le conseguenze pra-
tiche di questo insegnamento del maestro che è «più di Salo-
mone» (Mt 12,42).
Essi non si mostrano scandalizzati di fronte alla pazienza di
Dio, il quale non separa prematuramente il buon grano dalla
zizzania, i buoni dai cattivi. Comprendono che Gesù si com-
porta in questo modo per misericordia, per lasciare a ciascu-
no tutto il tempo possibile per convertirsi. Assieme al Signo-
|| «discorso parabolico», letto nel Vangelo di Matteo a parti-
re dalla quindicesima domenica, presenta un'inesauribile ric-
chezza. I «discepoli del regno dei cieli» possono trarne conti-
nuamente, nella preghiera e nella meditazione, nuovi inse-
gnamenti adatti alla diverse circostanze, spesso inedite, del-
la loro vita. Essi possono contare, inoltre, sulla sapienza di
Dio, il quale saprà far «concorrere tutto al bene di coloro che
amano».
antifona d'ingresso. Sal 67,6-7
Dio sta nella sua santa dimora:
ai derelitti fa abitare una casa,
e dà forza e vigore al suo popolo. ⁷
colletta
O Dio, nostra forza e nostra speranza, senza di te nulla esi-
ste di valido e di santo; effondi su di noi la tua misericordia
perché, da te sorretti e guidati, usiamo saggiamente dei be-
ni terreni nella continua ricerca dei beni eterni. Per il no-
stro Signore Gesù Cristo.
oppure
O Padre, fonte di sapienza, che ci hai rivelato in Cristo il te-
soro nascosto e la perla preziosa, concedi a noi il discerni-
mento dello Spirito, perché sappiamo apprezzare fra le co-
se del mondo il valore inestimabile del tuo regno, pronti ad
ogni rinunzia per l'acquisto del tuo dono. Per il nostro Si-
gnore Gesù Cristo..
prima lettura 1Re 3,5.7-12
A coloro che glielo chiedono, Dio concede, assieme a «un cuo-
re saggio e intelligente», lo spirito del discernimento per rea-
permettono di partecipare alla sapienza divina che governa
l'universo e lo orienta verso il Regno.
DAL PRIMO LIBRO DEI RE
In quei giorni a Gàbaon il Signore apparve a Salomone in so-
gno durante la notte. Dio disse: «Chiedimi ciô che vuoi che io ti conceda».
Salomone disse: «Signore, mio Dio, tu hai fatto regnare il tuo
servo al posto di Davide, mio padre. Ebbene io sono solo un
ragazzo; non so come regolarmi. Il tuo servo è in mezzo al tuo
popolo che hai scelto, popolo numeroso che per la quantità
non si può calcolare né contare. Concedi al tuo servo un cuo-
re docile, perché sappia rendere giustizia al tuo popolo e sap-
pia distinguere il bene dal male; infatti chi può governare que-
sto tuo popolo cosi numeroso?»
Piacque agli occhi del Signore che Salomone avesse doman-
dato questa cosa. Dio gli disse: «Poiché hai domandato que-
sta cosa e non hai domandato per te molti giorni, né hai do-
mandato per te ricchezza, ně hai domandato la vita dei tuoi
nemici, ma hai domandato per te il discernimento nel giudi-
care, ecco, faccio secondo le tue parole. Ti concedo un cuore
saggio e intelligente: uno come te non ci fu prima di te nê sor-
gerà dopo di te», - Parola di Dio.
salmo responsoriale 118,57.72; 76-77; 127-128; 129-130
Conoscere e accogliere con riconoscenza la parola di Dio, il
bene al di sopra di ogni altro bene, conformarvi la propria
vita con amore: saggezza suprema, pegno di felicità.
RIT. Quanto amo la tua legge, Signore!
La mia parte è il Signore:
ho decisso di osservare le tue parole.
Bene per me è la legge della tua bocca,
piû di mille pezzi d'oro e d'argento./R
Il tuo amore sia la mia consolazione,
secondo la promessa fatta al tuo servo.
perché la tua legge è la mia delizia./R
Perciò amo i tuoi comandi,
più dell'oro, dell'oro piū fino.
Per questo io considero retti tutti i tuoi precetti
e odio ogni falso sentiero./R
Meravigliosi sono i tuoi insegnamenti:
per questo li custodisco.
La rivelazione delle tue parole illumina,
dona intelligenza ai semplici. /R
seconda lettura Rm 8,28-30
Una cosa è certa. Quando noi rispondiamo all'amore di Dio,
ci viene donato tutto: l'adozione a figli nel suo Figlio, la giu-
stificazione, la caparra della gloria.
DALLA LETTERA DI SAN PAOLO APOSTOLO AI ROMANI
Fratelli, noi sappiamo che tutto concorre al bene, per quelli
che amano Dio, per coloro che sono stati chiamati secondo il
suo disegno.
Poiché quelli che egli da sempre ha conosciuto, li ha anche
predestinati a essere conformi all'immagine del Figlio suo,
perché egli sia il primogenito tra molti fratelli; quelli poi che
ha predestinato, li ha anche chiamati; quelli che ha chiama-
to, li ha anche giustificati; quelli che ha giustificato, li ha an-
che glorificati. - Parola di Dio.
canto al Vangelo cf. Mt 11,25
Alleluia, alleluia.
Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra,
perché ai piccoli hai rivelato i misteri del Regno.
Vangelo Mt 13,44-52 (lett. breve 13,44-46)
Il tempo presente offre la possibilità di acquistare il tesoro
inestimabile del regno dei cieli. L'ora della separazione dei
* DAL VANGELO SECONDo MATTEO
In quel tempo Gesü disse ai suoi discepoli:
«ll regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto nel campo; un
uomo lo trova e lo nasconde; poi va, pieno di gioia, vende tut-
ti i suoi averi e compra quel campo.
Il regno dei cieli è simile anche a un mercante che va in cer-
ca di perle preziose; trovata una perla di grande valore, va,
vende tutti i suoi averi e la compra.
Ancora, il regno dei cieli è simile a una rete gettata nel ma-
re, che raccoglie ogni genere di pesci. Quando è piena, i pe-
scatori la tirano a riva, si mettono a sedere, raccolgono i pe-
sci buoni nei canestri e buttano via í cattivi. Cosi sarā alla fi-
ne del mondo. Verranno gli angeli e separeranno i cattivi dai
buoni e li getteranno nella fornace ardente, dove sarã pianto
e stridore di denti.
Avete compreso tutte queste cose?». Gli risposero: «Si, Ed
egli disse loro: «Per questo ogni scriba, divenuto discepolo del
regno dei cieli, è simile a un padrone di casa che estrae dal
suo tesoro cose nuove e cose antiche».]- Parola del Signore.
preghiera
Accetta, Signore, queste offerte che la tua generosità ha
messo nelle nostre mani, perché il tuo Spirito, operante nei
santi misteri, santifichi la nostra vita presente e ci guidi al-
la felicità senza fine. Per Cristo nostro Signore.
antifona Sal 102,2
Anima mia, benedici il Signore:
non dimenticare tanti suoi benefici
oppure Mt 5,7-8
Beati i misericordiosi: essi troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore: essi vedranno Dio.
tivi dai buoni, dice il Signore.Mt 13.49
preghiera
O Dio nostro Padre, che ci hai dato la grazia di partecipa-
re al mistero eucaristico, memoriale perpetuo della passio-
ne del tuo Figlio, fa' che questo dono del suo ineffabile amo-
re giovi sempre per la nostra salvezza. Per Cristo nostro Signore.
sviluppi
Il Signore Dio diede questo comando all'uomo: «Tu potrai man-
giare di tutti gli alberi del giardino, ma dell'albero della cono-
scenza del bene e del male non devi mangiare, perché, quando tu
ne mangiassi, certamente moriresti» (Gen 2,16-17).
Quale uomo può conoscere il volere di Dio? Chi può immaginare
che cosa vuole il Signore? Chi ha conosciuto il tuo pensiero, se tu
non gli hai concesso la sapienza e non gli hai inviato il tuo santo
spirito dall'alto? (Sap 9,13.17).
Ma quello che poteva essere per me un guadagno, l'ho considerato
una perdita a motivo di Cristo. Anzi, tutto ormai io reputo una per-
dita di fronte alla sublimità della conoscenza di Cristo Gesù, mio
Signore (Fil 3,7-8).
II Cristo era presente a tutti coloro ai quali, fin dall'inizio, Dio ha
voluto che fosse presente il suo Verbo. Se quindi qualcuno legge le
Seritture in questo modo, vi troverà una parola riguardante il Cri-
sto e una prefigurazione della nuova vocazione. Infatti, è lui «il te-
soro nascosto nel campo», cioè nel mondo, poiché «il campo è il
mondo». Tesoro nascosto nelle Scritture, essendo indicato da figu-
re e parabole che, umanamente parlando, non potevano essere
comprese prima del compimento delle profezie, cioè prima della ve-
nuta del Signore... Letta dai cristiani, la Legge è questo tesoro un
tempo nascosto nel campo, ma rivelato e spiegato dalla croce di Cri-
sto: essa arricchisce l'intelligenza degli uomini, mostra la sapien-
dell'uomo; essa prefigura il regno di Cristo e annuncia anticipata-
mente la buona novella dell'eredità della santa Gerusalemme.
(Ireneo, Contro le eresie, IV, 26,1)
Le parabole in cui Gesù esprime la sua esperienza personale non
possono comunicarci veramente il loro messaggio se non accettia-
no di passare attraverso quest'esperienza, riconoscendola e parte-
cipandovi. Per comprendere queste parabole non basta interrogar-
si su ciò che Gesù ha voluto dire per mezzo di esse: bisogna anche,
anzitutto, cercare di cogliere il modo in cui egli vi parla di se stes-
so. Le parabole devono essere per noi un mezzo per accedere a Ge-
sù, alla sua persona, al suo mistero. Ed è attraverso la coscienza
che egli ha della sua missione e della sua relazione con Dio che noi
potremo percepirvi il fondamento delle convinzioni che esprime e ci
invita a condividere con lui. Le parabole ci conducono a vedere la
realtà cosi come la vedeva Gesù, ma invitandoci anzitutto a in-
contrare lo stesso Gesù.
terreni Dio dice: Venite a me, io soddisferò i desideri del vo-
stro cuore; vi darò gratuitamente cio' che fa vivere in pienez-
za, gia' fin d'ora e per la vita eterna».
Gesů ha fatto risuonare questo pressante invito con una for-
za e un'insistenza del tutto nuove. Coloro che erano tormen-
tati dalla malattia o dai demoni interiori facevano ressa at-
torno a lui per ritrovare, assieme a ragioni di vita, il loro po-
sto nella società dalla quale erano stati esclusi. Le folle lo se-
guivano nei suoi spostamenti e andavano a cercarlo fin nei
luoghi deserti dove si ritirava. Toccato nelle profondità del suo
essere, Gesū rinunciava al suo bisogno di solitudine e rispon-
deva alla loro attesa.
Fra tutte le manifestazioni di questa sollecitudine del Signo-
re nei riguardi delle folle smarrite, la moltiplicazione dei pani
nel deserto assume un'importanza particolare. Nel suo primo
racconto della moltiplicazione dei pani, Matteo nota che Ge-
sù ha trascorso I'intera giornata a guarire dei malati. Alla se-
ra, i discepoli ritengono che sia giunta l'ora di rinviare la fol-
la perchế vada a procurarsi qualcosa da mangiare. «No, dice
Gesù. Date loro voi stessi da mangiare». Questa risposta è
piena di sottintesi. Con i cinque pani e i due pesci di cui di-
spongono, gli stessi discepoli si trovano in una situazione di
indigenza tale da non poter far assolutamente nulla per gli al-
tri. Allora Gesů prende in mano la situazione. «Ordina» alla
folla di sedersi sull'erba. Come per un banchetto solenne, se
non addirittura rituale, egli pronuncia la benedizione sulle po-
vere provviste che gli sono state presentate e dice ai disce-
contare le donne e i bambini».
Nessuno sembra stupirsi di questinattesa moltiplicazione dei
pani e dei pesci: né i discepoli, né la folla. Ma Matteo ha scrit-
to per cristiani che si rivolgono a Dio, dicendo: «Padre nostro
dacci oggi il nostro pane quotidiano», e partecipano già alla
frazione del pane, nella quale il Signore si offre personalmen-
te in cibo. Fortificati da questo pane) disceso dal cielo, noi pos-
siamo affrontare qualsiasi situazione, certi che ormai nulla puo
più separarci dall'amore di Dio manifestato in Gesù Cristo,
antifona d'ingresso Sal 69,2.6
O Dio, vieni a salvarmi.
Signore, vieni presto, in mio aiuto.
Sei tu il mio soccorso, la mia salvezza.
Signore, non tardare.
colletta
Mostraci la tua continua benevolenza, o Padre, e assisti il
tuo popolo, che ti riconosce suo pastore e guida; rinnova lo-
pera della tua creazione e custodisci ciò che hai rinnovato.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
oppure
O Dio, che nella compassione del tuo Figlio verso i poveri e i
sofferenti manifesti la tua bontà paterna, fa' che il pane mol-
tiplicato dalla tua provvidenza sia spezzato nella carità, e la
comunione ai tuoi santi misteri ci apra al dialogo e al servi-
zio verso tutti gli uomini. Per il nostro Signore Gesù Cristo...
prima lettura Is 55.1-3
]Anche in tempo di abbondanza si può dolorosamente man-
care di «cose buone» che non si trovano in alcun mercato: pa-
ce interiore, ragioni di vita, di speranza, d'amore. «Venite a
me», dice il Signore, il quale ci offre «un'alleanza eterna.
che non avete denaro, venite; comprate e mangiate; venite,
comprate senza denaro, senza pagare, vino e latte.
Perché spendete denaro per cio' che non è pane, il vostro gua-
dagno per cio' che non sazia? Su, ascoltatemi e mangerete co-
se buone e gusterete cibi succulenti.
Porgete l'orecchie venite a me, ascoltate e vivrete. lo stabi-
liro' per voi un'alleanza eterna, i favori assicurati a Davide, -
Parola di Dio.
salmo responsoriale 144,8-9;15-16;17-19
Tenerezza e bontà, giustizia e fedeltà del Signore, ecco i be-
ni assicurati dall'alleanza.
RIT Apri la tua mano, Signore, e sazia ogni vivente.
Misericordioso e pietoso è il Signore,
lento all'ira e grande nell'amore.
Buono è il Signore verso tutti,
la sua tenerezza si espande su tutte le creature./R
Gli occhi di tutti a te sono rivolti in attesa
e tu dai loro il cibo a tempo opportuno.
Tu apri la tua mano
e sazi il desiderio di ogni vivente./R
Giusto è il Signore in tutte le sue vie
e buono in tutte le sue opere.
I| Signore è vicino a chiunque lo invoca,
a quanti lo invocano con sincerità./R
seconda lettura Rm 8,35.37-39
Al termine di laboriose, e talvolta ardue, riflessioni sulla
dottrina della salvezza, Paolo non può trattenersi dal sotto-
lineare quanto sia entusiasmante la fede nell'amore di Dio,
la, assolutamente nulla, può scalfire.
DALLA LETTERA DI SAN PAOLO APOSTOLO AI ROMANI
Fratelli, chi ci separerà dall'amore di Cristo? Forse la tribola-
zione, l'angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il peri-
colo, la spada?
Ma in tutte queste cose noi siamo più che vincitori grazie a
colui che ci ha amati.
lo sono infatti persuaso che né morte nê vita, né angeli né
principati, né presente nē avvenire, né potenze, né altezza né
profondità, nê alcun'altra creatura potrà mai separarci dal-
l'amore di Dio, che è in Cristo Gesů, nostro Signore. - Parola
di Dio.
canto al Vangelo Mt 4,4b
Alleluia, alleluia.
Non di solo pane vivrà l'uomo,
ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio
Vangelo Mt 14,13-21
La moltiplicazione dei pani occupa un posto importante nei
vangeli, che la raccontano ben sei volte (Mt 14, 13-21; 15, 32-
38; Mc 6,31-44; 8, 1-10; Le 9, 10-17; Gv 6, 1-3). Il racconto di
Matteo incentra l'attenzione sull'autorità di Gesù, i cui ge-
sti, molto ieratici, fanno pensare a quelli dell'ultima cena, e
sul successivo ruolo dei discepoli, incaricati di distribuire
alla Chiesa il cibo offerto dal Signore. Nei resti accurata-
mente raccolti nelle ceste, la tradizione ha visto la promes-
sa di un altro pane: quello che viene condiviso in occasione
del banchetto eucaristico.
DAL VANGELO SECONDO MATTEO
In quel tempo, avendo udito (della morte di Giovanni Batti-
sta], Gesů parti di lã su una barca e si ritirò in un luogo de-
serto, in disparte.
Sceso dalla barca, egli vide una grande fola, sernti conpas-
sione per loro e guarì i loro malati.
Sul far della sera, gli si avvicinarono i discepoli e gli dissero:
ll luogo è deserto ed è ormai tardi, congeda la folla perche'
vada nei villaggi a comprarsi da mangiare, Ma Gesü disse lo-
ro «Non occorre che vadano; voi stessi date loro da mangia-
re Gli risposero: «Oui non abbiamo altro che cinque pani e
due pesci. Ed egli disse: «Portatemeli qui.
E, dopo aver ordinato alla folla di sedersi sull'erba, prese i cin-
que pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recito' la bene-9
dizione, spezzo i pani e li diede ai discepoli, e i discepoli alla
folla.
Tutti mangiarono a sazietā, e portarono via i pezzi avanzati:
dodici ceste piene. Ouelli che avevano mangiato erano circa
cinquemila uomini, senza contare le donne e i bambini Pa-
rola del Signore.
preghiera
Santifica, o Dio, i doni che ti presentiamo e trasforna in of-
ferta perenne tutta la nostra vita in unione alla vittima spi-
rituale, il tuo servo Gesù, unico sacrificio a te gradito, Egli
vive e regna..
antifona Sap 16.20
Ci hai mandato, Signore, un pane dal cielo, un pane che por-
ta in sé ogni dolcezza e soddisfa ogni desiderio.
oppure ef, Mt 14,19
Gesù prese i cinque pani e i due pesci, li diede ai suoi di-
scepoli e questi li distribuirono alla folla.
preghiera
Accompagna con la tua continua protezione, Signore, il po-
polo che hai nutrito con il pane del cielo, e rendilo degno del-
l'eredità eterna. Per Cristo nostro Signore.
preghiera
Santifica, o Dio, i doni che ti presentiamo e trasforna in of-
ferta perenne tutta la nostra vita in unione alla vittima spi-
rituale, il tuo servo Gesù, unico sacrificio a te gradito, Egli
vive e regna..
antifona Sap 16.20
Ci hai mandato, Signore, un pane dal cielo, un pane che por-
ta in sé ogni dolcezza e soddisfa ogni desiderio.
oppure ef, Mt 14,19
Gesù prese i cinque pani e i due pesci, li diede ai suoi di-
scepoli e questi li distribuirono alla folla.
preghiera
Accompagna con la tua continua protezione, Signore, il po-
polo che hai nutrito con il pane del cielo, e rendilo degno del-
l'eredità eterna. Per Cristo nostro Signore.
Fece piovere su di essi la mamna per cibo e diede loro pane del cielo
: luomo mangio' il pane degll angeli, diede toro cibo in abbon-
danza (Sal 78,24-25).
Sfamasti il tuo popolo con un cibo degll angeli, dal cielo offristi lo-
ro un pane gia pronto senza fatica, capace dl procurare gni deli-
zia e soddisfare ogni gusto (Sap 16,20)
Mentre essi mangiavano, Cea prese il pne , pronunziata la be.
nedizione, lo apezzò e lo dele ai discepoll dicenlo: Prendete e
mangiate; questo èil mio corpor, Poi prese il calice e, dopo auer re.
so grazie, lo diede loro, dicendo: Beveten tuttl, perché questo eil
mio sangue dell'alleanza, versato per molti, in remissione dei pec-
cati (Mt 26,26-28),
Erano assidui nell'ascoltare 'inegnamento degli apostoli e nell'u
nione fraterna, nella frazione del pane e nelle preghiere (At 2,42).
Poiché c'è un solo pane, noi, pur essendo molti, siamo un corpo -
lo: tutti infatti partecipiamo dell'unico pane (1Cor 10,17).
lo vi dichiaro che essi non hanno bisogno di cio di cui voi eredete
che abbiano bisogno, poiché non è necensario che e ne vadano; ma,
contrariamente ad ogni vostra aspettativa, essi hanno bisogno di
colui del quale, secondo vol, non hanno aleun binogno poiché cre
dete che io sia incapace di nutrirli , cioè di me. Quindi, poiché con
il mio insegnamento io vi ho messi in grado di dare il cibo spiri-
tuale a coloro che ne mancano, sta a voi dar da mangiare alle fol-
le che mi hanno accompagnato: avendola ricevuta da me, voi pos-
sedete infatti la capacità di dar da mangiare alle folle.
(Origene, Commento al Vangelo secondo Matteo, I, XI, ce. 1-2)
Il pane gioca tanti ruoli! Nel pane abbiamo imparato a riconosce-
re un mezzo di comunione fra gli uomini, a causa del pane da spez-
zare insieme. Nel pane abbiamo imparato a riconoscere l'immagi-
ne della grandezza del lavoro, a causa del pane da guadagnare con
il sudore della fronte. Nel pane abbiamo imparato a riconoscere il
veicolo essenziale della pietà, a causa del pane che si distribuisot
nell'ora della miseria. Il sapore del pane condiviso non ha uguale.
o (A. de Saint-Bxupéry, Pilota di guerra.
