sabato 31 gennaio 2026

S Messa 5 luglio



noi amaria giovanipagine@gmail.com

14:38 (5 ore fa)
me


s messa 5 luglio
«Corro per la via dei tuoi comandamenti» (Sal 118,32). Oue-
sta esclamazione è il grido di un uomo che conosce per espe-
rienza la gioia della fedeltà perseverante alla legge di Dio. Es-
sa dilata il cuore. Si respira a pieni polmoni l'aria pura della
vera libertà sui sentieri in salita, stretti, a volte ardui, trac-
ciati dalla parola del Signore. Per avanzare occorre la vigi-
lanza di ogni istante. Ma, al termine della salita, la scoperta
di un meraviglioso orizzonte ripaga ampiamente lo sforzo
compiuto. Colui che guida per questi scoscesi sentieri è un re
«giusto, vittorioso e umile», che invita tutti i popoli a entrare
nel suo regno, dove regna la pace per sempre.

Quando Gesü è venuto, i saggi e i sapienti hanno cominciato
a discutere senza fine, a contestare il suo insegnamento, sen-
za comprendere che egli portava a compimento le Scritture.I
piccoli e gli umili invece hanno istintivamente riconosciuto in
lui colui che annunciavano i profeti. Egli parlava con autorită
dei segreti e della volontà di Dio. Diceva: Venite a me, voi
tutti, che siete affaticati ed oppressi, e io vi ristorerò». La buo-
na novella che predicava non aboliva la legge antica, ma la
rinnovava, liberandola dalle interpretazioni che la appesanti-
vano inutilmente. I piccoli e gli umili, i deboli possono por-
tarne il peso, perché la sua prima e ultima parola è amore.
Vedendoli fare ressa attorno a lui, Gesù non riesce a tratte-
nere l'azione di grazie che sale dal suo cuore. La sua lode at-
testa la sua intimità con il «Signore del cielo e della terra», al
quale egli si rivolge con I'appellativo familiare di «Padre», Que-
sta preghiera filiale mostra indirettamente che su di lui ripo-
sa in pienezza lo Spirito promesso a tutti.
 E lo Spirito a liberare i discepoli dalla schiavitü delle cattive
inclinazioni, dal potere della «carne», come dice Paolo. Lo Spi-
rito concede la forza necessaria per lottare contro i suoi ri-
netuti assalti e introduce nella vita eterna coloro che, la-
sciandosi guidare da lui, «fanno morire» in se stessi le opere del corpo»
Beato chi accoglie giosamente questa rivelazione e la con-
serva nel suo cuore! Renda grazie al Padre e proclami senza
fine la sua lode!

antifona d'ingresso  Sal.47,10-11
Ricordiamo, o Dio, la tua misericordia
in mezzo al tuo tempio.
Come il tuo nome, o Dio,
cosi la tua lode si estende ai confini della terra: di giustizia è piena la tua destra.

colletta
O Dio, che nell'umiliazione del tuo Figlio hai risollevato l'u-
manità dalla sua caduta, donaci una rinnovata gioia pa-
squale,
perché, liberi dall'oppressione della colpa, parteci-
piamo alla felicità eterna. Per il nostro Signore Gesù Cristo...

oppure
O Dio, che ti riveli ai piccoli e doni ai miti l'eredità del tuo
regno, rendici poveri, liberi ed esultanti, a imitazione del
Cristo tuo figlio, per portare con lui il giogo soave della cro-
ce e annunziare agli uomini la gioia che viene da te. Per il
nostro Signore Gesù Cristo...

prima lettura Ze 9,9-10
Ognuno si rallegri senza riserve per la venuta del re-messia:
egli reca la pace a tutti i popoli; nel suo corteo trionfale non
vi è un solo strumento di guerra: non è seduto su un mae-
stoso cavallo, ma su un pacifico asino.

DAL LIBRO DEL PROFETA ZACCARİA
Cosi dice il Signore: «Esulta grandemente, figlia di Sion, giu-
bila, figlia di Gerusalemme! Ecco, a te viene il tuo re. Egli è
giusto e vittorioso, umile, cavalca un asino, un puledro figlio d'asina.
Farà sparire il carro da guerra da Efraim e il cavallo da Ge-
rusalemnme, l'arco di guerra sarầ spezzato, annuncerà la pa-
ce alle nazioni, il suo dominio sarà da mare a mare e dal fiu-
me fino ai confini della terra». - Parola di Dio.

salmo responsoriale 144,1-2; 8-9;10-11;13cd-14
Lode a Dio: egli regna con tenerezza e bontà, fedele a servi-
zio degli umili!

RIT. Benedirò il tuo nome per sempre, Signore.

O Dio, mio re, voglio esaltarti
e benedire il tuo nome in eterno e per sempre.
Ti voglio benedire ogni giorno,
lodare il tuo nome in eterno e per sempre./R

Misericordioso e pietoso è il Signore
lento all'ira e grande nell'amore.
Buono è il Signore verso tutti,
la sua tenerezza si espande su tutte le creature./R

Ti lodino, Signore, tutte le tue opere
e ti benedicano i tuoi fedeli.
Dicano la gloria del tuo regno
e parlino della tua potenza./R

Fedele è il Signore in tutte le sue parole
e buono in tutte le sue opere.
I| Signore sostiene quelli che vacillano
e rialza chiunque è caduto./R 

seconda lettura Rm 8,9.11-13
Nel vocabolario di Paolo, la «carne» indica non il corpo in
contrapposizione all'anima, ma ciò che trascina l'uomo al
peccato e conduce alla morte. Il cristiano ha un corpo mor-
tale come tutti gli altri. Ma, a partire dal battesimo, lo Spi-
rito abita in lui. Egli è quindi in grado di resistere vittorio-
samente alle tendenze della «carne». Se non si lascia nuo-
vamente dominare dai disordini del peccato, sarà progres-
sivamente invaso dalla pienezza di vita del Cristo risorto.

DALLA LETTERA DI SAN PAOLO APOSTOLO AI ROMANI
Fratelli, voi non siete sotto il dominio della carne, ma dello Spi-
rito, dal momento che lo Spirito di Dio abita in voi. Se qual-
cuno non ha lo Spirito di Cristo, non gli appartiene. E se lo Spi-
rito di Dio, che ha risuscitato Gesů dai morti, abita in voi, co-
lui che ha risuscitato Cristo dai morti darà la vita anche ai vo-
stri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che abita in voi.
Cosi dunque, fratelli, noi siamo debitori non verso la carne,
per vivere secondo i desideri carnali, perché, se vivete se-
condo la carne, morirete. Se, invece, mediante lo Spirito fate
morire le opere del corpo, vivrete. - Parola di Dio.

canto al Vangelo cf. Mt 11,25
Alleluia, alleluia.
Ti rendo lode, Padre,
Signore del cielo e della terra,
perché ai piccoli hai rivelato i misteri del Regno.

Vangelo Mt 11,25-30
Nel corso della sua predicazione, Gesù ha conosciuto insuc-
cessi e opposizioni; si è scontrato con l'incomprensione di
molti. Ma c'erano i «piccoli», coloro che egli ha dichiarato
«beati». La loro accoglienza ha ampiamente compensato il
rifiuto degli altri. Nell'azione di grazie, Gesù attribuisce a
Dio, suo «Padre», «l'intelligenza» che dimostrano i semplici.
Essi sanno che il vangelo è inseparabile da rinunce e costo- 
si sacrifici: quelli dell'amore, che non può essere detto
«giogo, un fardello che schiaccia, poiché l'amore libera

DAL VANGELO SECONDO MATTEO
In quel tempo, Gesû disse: «Ti rendo lode, Padre, Signore del
cielo e della terra, perchë hai nascosto queste cose ai sapienti
e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sİ, o Padre, perchế cosi
hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal
Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nes-
suno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio
vorrà rivelarlo.
Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò
ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me,
che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vo-
stra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».
Parola del Signore.

preghiera
Ci purifichi, Signore, quest'offerta che consacriamo al tuo
nome, e ci conduca di giorno in giorno a esprimere in noi la
vita nuova nel Cristo tuo Figlio. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

antifona Sal. 33,9
Gustate e vedete quanto è buono il Signore;
beato l'uomo che in lui si rifugia. 

oppure Mt 11,28
Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi: io vì
ristorerò, dice il Signore.

preghiera 
O Dio onnipotente ed eterno, che ci hai nutriti con i doni del-
la tua carità senza limiti, fa' che godiamo i benefici della sal-
vezza e viviamo sempre in rendimento di grazie. Per Cristo nostro Signore.

sviluppi
Gloria e lode a te, Dio dei miei padri, che mi hai concesso la sa-
pienza e la forza, mi hai manifestato ciò che ti abbiamo doman-
dato e ci hai illustrato la richiesta del re (Dn 2,23).

Su chi volgerò lo sguardo? Sull'umile e su chi ha lo spirito contri-
to e su chi teme la mia parola (Is 66,2).

Cercate il Signore voi tutti, umili della terra, che eseguite i suoi or-
dini; cercate la giustizia, cercate l'umiltà, per trovarvi al riparo nel
giorno dell'ira del Signore (Sof 2,3).

Farò restare in mezzoa te un popolo umile e povero; confiderà nel
nome del Signore (Sof 3, 12).

Ti glorificherò, Signore mio re, ti loderò, Dio mio salvatore; glori-
ficherò il tuo nome (Sir 51,1).

Dio nessuno l'ha mai visto: proprio il Fglio unigenito, che è nel se-
no del Padre, lui lo ha rivelato (Gu 1,18).

Umiliatevi dunque sotto la potente mano di Dio, perché vi esalti al
tempo opportuno, gettando in lui ogni vostra preoccupazione, per-
ché egli ha cura di voi (1Pt 5,6-7).  

s messa 12 luglio
Oggi, si inizia la lettura integrale del discorso parabolico»,
che continuera' per tre domeniche. Per introdurre quest'unita'
liturgica sarebbe difficile trovare qualcosa di meglio del testo
di Isaia ripreso per questa domenica.
Le parole umane sono spesso vane e inconsistenti, non im-
pegnano sempre chi le pronuncia, non resistono alla prova del
tempo, anche quando non sono bugiarde. Infine, dal dire al
fare c'è di mezzo il mare, un baratro insormontabile, ben di-
versamente stanno le cose riguardo alla parola di Dio: essa
rivela e agisce, e vera ed efficace, Isaia sottolinea soprattutto
quest'ultima caratteristica,
Questo e' anche l'insegnamento di fondo della parabola del
seminatore, la prima delle parabole riferite da Matteo, essa
pone la Chiesa e i cristiani di fronte alle loro responsabilita'
nei riguardi della parola di Dio, paragonata a un seme di in-
comparabile qualità, sparso abbondantemente nel terreno.
La crescita e la maturazione di questo seme prodigioso di-
pendono dalla qualitā del terreno che lo riceve, cioè dal mo-
do in cui ciascuno accoglie e mette in pratica la Parola semi-
nata dentro di lui, questo richiede, a monte, un serio lavoro
di dissodamento e una costante vigilanza, per evitare che il
seme sla rubato dal «maligno» o soffocato dalle molte spine.
Infatti, Dio, il divino seminatore, rispetta la libertà delle sue
creature e vuole associarle ai frutti prodotti dalle sue semine.
Spande il buon seme a profusione, poiché nessuna porzione
della sua proprietà deve essere abbandonata come definiti-
vamente inadatta alla semina e lasciata incolta, offre instan-
cabilmente a ciascuno delle occasioni favorevoli o, meglio, la
sua grazia. Paziente, concede tutto il tempo necessario. Fi
ducioso, spera fino all'ultimo giorno che le terre piü aride, i
cuori di pietra, si aprano alla sua Parola. Tutti coloro che. a
diverso titolo, lavorano per l'avvento del Regno devono com-
portarsi allo stesso modo.

É, come dice Paolo, il tempo del laborioso parto dell'uomo e
dell'intera creazione. Ma viene il giorno in cui la loro gloria si
rivelerà insieme a quella del Cristo risorto. Questa certezza
permette di apprezzare nel loro giusto valore «le sofferenze
del momento presente».

antifona d'ingresso Sal 16,11
Nella giustizia contemplerò il tuo volto,
al mio risveglio mi sazierò della tua presenza.

colletta
O Dio, che mostri agli erranti la luce della tua verità, per-
ché possano tornare sulla retta via, concedi a tutti coloro
che si professano cristiani di respingere ciò che contrario
a questo nome e di seguire ciò che gli è conforme. Per il no-
stro Signore Gesù Cristo...


oppure
Accresci in noi, o Padre, con la potenza del tuo Spirito la di-
sponibilità ad accogliere il germe della tua parola, che con-
tinui a seminare nei solchi dell'umanità, perché fruttifichi
in opere di giustizia e di pace e riveli al mondo la beata spe-
ranza del tuo regno. Per il nostro Signore Gesù Cristo..

prima lettura  Is 55,10-11
Nel bene e nel male, la parola umana ha immense possibi-
lità. Ma solo la parola di Dio possiede per sua natura un'ef-
ficacia creatrice.

 DAL LIBRO DEL PROFETA ISAİA
Cosl dice il Signore: «Come la pioggia e la neve scendono dal
cielo e non vi ritornano senza avere irrigato la terra, senza
averla fecondata e fatta germogliare, perché dia il seme a chi
semina e il pane a chi mangia, cosi sarà della mia parola usci-
ta dalla mia bocca: non ritornerà a me senza effetto, senza
aver operato ciò che desidero e senza aver compiuto cið per
cui l'ho mandata», - Parola di Dio.

salmo responsoriale 64,10a-d; 10e-11; 12-13; 14
Fecondità della terra, abbondanza di frutti: potenza del
creatore, forza della sua Parola!

RIT. Tu visiti la terra, Signore, e benedici i suoi germogli.

Tu visiti la terra e la disseti,
la ricolmi di ricchezze.
|| fiume di Dio è gonfio di acque;
tu prepari il frumento per eli uomini./R

Cosi prepari la terra:
ne irrighi i solchi, ne spiani le zolle,
la bagni con le piogge
e benedici i suoi germogli./R

Coroni I'anno con i tuoi benefici,
i tuoi solchi stillano abbondanza.
Stillano i pascoli del deserto
e le colline si cingono di esultanza./R

I prati si coprono di greggi.
le valli si ammantano di messi:
gridano e cantano di gioia!/R

seconda lettura Rm 8,18-23
Dal momento del suo battesimo, il cristiano è sotto «il do-
minio dello Spirito», che «abita» in lui e lo fa passare dalla
morte fisica alla vita eterna con il Cristo (lettura di dome- 
nica scorsa). Come quella di ogni uomo, l'esistenza del cri-
stiano si svolge, oggi, in un mondo segnato dalla sofferenza:
è la fase dolorosa, che anch'egli ha dovuto affrontare, della
Pasqua del Signore, Ma anche per lui verrà il giorno della
risurrezione gloriosa. E avendo partecipato al travagliato
destino dell'uomo, anche la creazione parteciperà alla libe-
razione dalla sua condizione mortale.

DALLA LETTERA DI SAN PAOLO APOSTOLO AI ROMANI
Fratelli, ritengo che le sofferenze del tempo presente non sia-
no paragonabili alla gloria futura che sarà rivelata in noi. L'ar-
dente aspettativa della creazione, infatti, è protesa verso la
rivelazione dei figli di Dio.
La creazione infatti è stata sottoposta alla caducità - non per
sua volontà, ma per volontà di colui che l'ha sottoposta -nel-
la speranza che anche la stessa creazione sarà liberata dalla
schiavitü' della corruzione per entrare nella libertà della glo-
ria dei figli di Dio.
Sappiamo infatti che tutta insieme la creazione geme e soffre
le doglie del parto fino ad oggi. Non solo, ma anche noi, che
possediamo le primizie dello Spirito, gemiamo interiormente
aspettando l'adozione a figli, la redenzione del nostro corpo.
Parola di Dio.

canto al Vangelo
Alleluia, alleluia.
Il seme è la parola di Dio, il seminatore è Cristo:
chiunque trova lui, ha la vita eterna.

Vangelo Mt 13,1-23 (lett. breve 13,1-9)
L'insistenza sulla responsabilità di coloro che ascoltano la
Parola è dovuta al fatto che il seme sparso dal divino se-
minatore possiede un'indiscussa fecondità. Ma la parabo-
la contiene anche altre due lezioni. Da un lato, lungi dal
lasciarsi scoraggiare dalla prospettiva di lavorare invano,
bisogna continuare a seminare il buon seme a piene mani:
terreni oggi ingrati potrebbero diventare domani terra buo-
na. Dall'altro, non cè alcuna proporzione fra le perdite, i
cattivi raccolti imputabili all'avversione del «maligno» o
all'aridità di certe persone, e la straordinaria abbondanza
di frutti prodotti dalla Parola caduta in terra buona. Av-
vertimento rivolto agli uditori della predicazione evangeli-
ca e, al tempo stesso, vibrante appello al coraggio, alla fi-
ducia, all'ottimismo dei seminatori della Parola. Tutti de-
vono comprendere che qui si tratta dei «misteri del regno
dei cieli».

DAL VANGELO SECONDO MATTEO
Quel giorno Gesù usci di casa e sedette in riva al mare. Si ra-
dunò attorno a lui tanta folla che egli sali su una barca e si
mise a sedere, mentre tutta la folla stava sulla spiaggia.
Egli parlò loro di molte cose con parabole. E disse: «Ecco, il
seminatore uscī a seminare. Mentre seminava, una parte cad-
de lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono. Un'al-
tra parte cadde sul terreno sassoso, dove non cera molta ter-
ra; germoglið subito, perche' il terreno non era profondo, ma,
quando spunto' il sole, fu bruciata e, non avendo radici, secco'..
Un'altra parte cadde sui rovi, e i rovi crebbero e la soffoca-
rono. Un'altra parte cadde sul terreno buono e diede frutto:
il cento, il sessanta, il trenta per uno. Chi ha orecchi, ascolti».
Gli si avvicinarono allora i discepoli e gli dissero: «Perché a
loro parli con parabole?».
Egli rispose loro: «Perchè a voi è dato conoscere i misteri del
regno dei cieli, ma a loro non è dato. Infatti a colui che ha,
verrà dato e sarà nell'abbondanza; ma a colui che non ha,
sară tolto anche quello che ha. Per questo a loro parlo con
parabole: perché guardando non vedono, udendo non ascol-
tano e non comprendono. Cosi si compie per loro la profezia
di Isaia che dice: "Udrete, si, ma non comprenderete, guar-
derete, si, ma non vedrete. Perché il cuore di questo popolo
è diventato insensibile, sono diventati duri di orecchi e han-
no chiuso gli occhi, perchế non vedano con gli occhi, 
non ascoltino con gli orecchi e non comprendano con il cuore e
non si convertano e io li guarisca!" Beati invece i vostri occhi
perché vedono e i vostri orecchi perché ascoltano. In verità io
vi dico: molti profeti e molti giusti hanno desiderato vedere
ciò che voi guardate, ma non lo videro, e ascoltare cið che voi
ascoltate, ma non lo ascoltarono!
Voi dunque ascoltate la parabola del seminatore. Ogni volta
che uno ascolta la parola del Regno e non la comprende, vie-
ne il Maligno e ruba ciò che è stato seminato nel suo cuore:
questo è il seme seminato lungo la strada. Quello che è sta-
to seminato sul terreno sassoso è colui che ascolta la Parola
e l'accoglie subito con gioia, ma non ha in sé radici ed è in-
costante, sicchế, appena giunge una tribolazione o una per-
secuzione a causa della Parola, egli subito viene meno. Ouel-
lo seminato tra i rovi è colui che ascolta la Parola, ma la preoc-
cupazione del mondo e la seduzione della ricchezza soffoca-
no la Parola ed essa non dà frutto. Quello seminato sul ter-
reno buono è colui che ascolta la Parola e la comprende; que-
sti dà frutto e produce il cento, il sessanta, il trenta per uno».])
- Parola del Signore.

preghiera
Guarda, Signore, i doni della tua Chiesa in preghiera, e tra-
sformali in cibo spirituale per la santificazione di tutti i cre-
denti. Per Cristo nostro Signore.

antifona Sal 83,4-5
Il passero trova la casa
e la rondine il nido dove porre i suoi piccoli,
presso i tuoi altari,
Signore degli eserciti, mio Re e mio Dio!
Beato chi abita la tua casa:
sempre canta le tue lodi.

oppure Gy 6,56
 Dice il Signore: «Chi mangia la mia carne e beve il mio san-
gue, rimane in me e io in lui,

oppure Mt 13,23
Il seme seminato nella terra buona è colui che ascolta la
parola e la comprende».

preghiera
Signore, che ci hai nutriti alla tua mensa, fa' che per la co-
munione a questi santi misteri si affermi sempre più nella no-
stra vita l'opera della redenzione. Per Cristo nostro Signore.

sviluppi
Egli parla e tutto è fatto, comanda e tutto esiste (Sal 33,9).
Mentre un profondo silenzio avvolgeva tutte le cose, e la notte era
a metà del suo corso, la tua parola onnipotente dal cielo, dal tuo
trono regale, si lanciò in mezzo a quella terra (Sap 18,14-15).
Secca l'erba, appassisce il fiore, ma la parola del nostro Dio dura
sempre (1s 40,8).
Chi è da Dio ascolta le parole di Dio (Gu 8,47).
Tutti i mortali sono come l'erba e ogni loro splendore è come fiore
d'erba. L'erba inaridisce, i fiori cadono, ma la parola del Signore
rimane in eterno. E questa è la parola del vangelo che vi è stato an-
nunziato (1Pt 1,24-25).
Supplico la tua Signoria immutabile, potentissima, o Spirito po-
tente; manda la rugiada della tua soavità, concedi alla mia
e al mio spirito, che dominano sui sensi, il beneficio della pienez-
za delle grazie della tua abbondante misericordia. E dissoda il
campo intelligente del mio cuore di carne indurito perché riceva e
faccia fruttificare la tua semente spirituale.
(Gregorio di Narek, II libro delle preghiere)

Guardate, guardate Dio che attraversa la terra come un seminato-
re e prende il suo cuore a due mani e lo getta su tutta la superficie
della terra!... Si direbbe che per lo più egli getta ad occhi chiusi, a
caso e al vento, questa semente che gonfia il suo grembiule. Qui po- 
test capere, capiat. Qui habet aures audiendi, audiat. C'e la pie-
tra, c'è il terreno indurito dal passaggio dei passanti; ci sono i ro-
vi e le altre erbacce, ci sono gli uccelli del cielo, ci sono le intempe-
rie! Pazienza! Ma ce anche la buona terra e quell'orecchio nelle
profondità del nostro essere che è un utero, quell'interesse, quel-
l'appropriazione, quella conseruazione.
(P. Claudel, Io credo in Te)

L'incoscienza dei cristiani nel corso di venti secoli di cristianesimo
un mistero che fa tremare i santi. Si può aver imparato il cate-
chismo, si può ascoltare regolarmente l'omelia del proprio parroco,
persino leggere il Vangelo e non aver ancora capito nulla. Il Van-
gelo è un messaggio accessibile ai semplici. Ma è un libro che resta
sigillato finché non si è cambiato qualcosa nella propria vita. «E
quando ci sarà la conversione al Signore che il velo sarà tolto»
(2Cor 3, 16). Perciò, coloro che oggi cercano nel Vangelo solo una va-
ga religiosità, o la garanzia di un ordine sociale, o l'elemento fa-
miliare di una civiltà accattivante, sono come gli uomini che ascol-
tano, ma non comprendono.
(CL Geffré, Uno spazio per Dio) 
 
































.

























mercoledì 30 novembre 2022

riposare in Dio



Bisogna implorare il divino aiuto  e aver fiducia di ricuperare la grazia.

Cristo Gesù. - Figliuolo, io sono il Signore che conforta nel giorno della 
tribolazione. Rivolgiti a me, quando non ti senti bene. Il maggiore 
ostacolo che metti alla consolazione celeste., è il ricorrere troppo tardi
alla preghiera. Poichè prima di venire a pregarmi con fervore, vai cercando 
molti conforti e ti rícrei nelle cose esteriori.
Ne consegue che i conforti ricercati ti giovano poco, finchè tu non sia
persuaso che sono io il liberatore di coloro iquali sperano in me e fuori di 
me non esiste valido soccorso ne utile consiglio, e neppure durevole 
rimedio.
Ma, ripreso coraggio dopo la tempesta, riconfortati nella luce delle mie
misericordie;perchè io sono vicino (disse il Signore)  per restaurare
ogni cosa, non solo integralmente, ma con abbondanza e oltre misura.
Vi è forse qualcosa che mi riesca difficile? Oppure sono come chi ha
parole e non fatti? Dovè la tua fede? Rimani fermo e perserverante.
Sii paziente ed ìntrepido; a suo tempo verrà il conforto.
Aspettami, aspettami: verrò e ti risanerò. 
È” una tentazione quella che ti molesta, ed è un timore vano quello che
ti spaventa.
A che ti serve l'inquietarti per cose che potrebbero accadere, se non ad
accumulare tristezza su tristezza?
A ciascun giorno basta il proprio male .
E' vano ed inutile turbarsi o rallegrarsi delle cose future, le quali forse
non avverranno mai.
 E' umano lasciarsi illudere da tali ìmmaginazioni, ma è anche segno di
animo piccolo cedere tanto facilmente alle suggestioni del nemico.
Egli infatti non fa caso se illuda e inganni con oggetti reali o con fanta-
smi; se faccia cadere con l'amore delle cose presenti o col timore delle 
future.
Non si turbi dunque il tuo cuore, ne si sgomenti .
Credi in me e confida nella mia misericordia.
Quando tu credi di essere lontano da me, spesso avviene che io ti sono
più vicino. Quando pensi che tutto sia perduto, spesso è quello il momento 
d'acquistar merito.
Non è vero che sia tutto perduto, perchè avviene il contrario di quanto
si aspettava.
Non devi giudicare secondo l'impressione del momento: e non devi
accasciarti sotto il peso di qualunque difficoltà, da qualunque parte ti 
venga, come non ci fosse più speranza di liberazione.
Non crederti del tutto abbandonato se per un po' di tempo ti mandassi 
qualche tribolazione, oppure ti togliessi quel conforto che desideri: per
questa via si passa al regno dei cieli. Senza dubbio riesce di maggiore
utilità per te e per gli altri miei fedeli essere esercitati nelle avversità, 
che avere ogni cosa a piacimento. Io vedo i pensieri nasconsti; e ti
assicuro a che tè molto giova alla tua salute essere talora lasciato senza
dolcezze; perchè tu non sia preso da orgoglio nel buon successo, e non 
voglia trovare motivo di compiacerti in te stesso, in ciò che non sei.
Io posso toglierti ciò che ti ho dato e ridartelo quando piace a me.
Quando te l'avrò dato, rimane cosa mia; quando te l'avrò ripreso, non ho
portato via nulla di tuo : perchè è mio ogni bene donato ed ogni dono 
perfetto.
Se ti manderò qualche tribolazione o contrarietà di qualsiasi specie, non 
indignarti, nè perderti di coraggio; io ti posso sollevare subito, e cambiarti
in gaudio qualunque, afflizione. Però quando ti tratto in questo modo, 
ricorda che sono giusto e degno di molta lode.
Se hai retto giudizio e guardi in faccia alla verità, non devi mai lasciarti 
abbattere dalla tristezza per causa delle avversità, ma piuttosto goderne 
ed essermi grato.
Anzi devi considerare quale unica gioia il fatto che affliggendoti con 
dolori, non ti tolga  il mio amore.
Come il padre ha amato me, cosi io amo voi , ho detto ai miei discepoli,
che non ho mandato di certo a godere la vita, ma a sostenere duri dolori,
non agli onori, ma ai disprezzi; non all'ozío, ma alle fatiche; non a riposare,
ma a raccongliere grandi frutti con la pazienza  Figliuolo mio, ricordati
sempre di queste parole ma cerca Gesù il Cristo.


( giovanipagine@gmail.com)


 Verso Cristo
Rivestitevi tutti di umiltà gli uni verso gli 
altri perché Dio resiste ai superbi ma da grazia 
agli umili.
Uimiliatevi dunque sotto la potente mano di Dio 
perché vi esalti al tempo opportuno gettando in 
lui ogni vostra preoccupazione perché egli ha cura 
di voi siate temperanti e vigilate il vostro nemico 
il diavolo come leone ruggente va in giro cercando 
di divorare. Resistetegli saldi nella fede sapendo 
che i vostri fratelli sparsi per il mondo subiscono 
le stesse sofferenze di voi.
 rivestitevi tutti di umiltà gli uni verso gli altri.
,       (“rivestirsi di umiltà gli uni verso gli altri”) _
il rapporto con gli altri secondo lo spirito cristiano,
ha una caratteristica inconfondibile l'umiltà
non porta al dominio ma al servizio 
non crea dipendenza ma autonomia 
non nasconde la verità ma la comunica `
non ostacola la storia ma la orienta
non esclude l'esperienza ma la esalta
favorisce la cordialità la spontaneicità la sincerità
riconosce i propri limiti senza lasciarsi paralizzare 
da essi riconosce i limiti altrui senza che 
essi tolgano considerazione e valorizzazione 
per i meriti e le virtù.
        (Dio resiste ai superbi)
L'azione di Dio preferisce gli umili e si allontana dai superbi,
la superbia allontana Dio perché non condivide le sue preferenze,
che sono per gli ultimi i deboli i piccoli ai quali rivela il suo mistero di amore,
la superbia è autoesclusione dal numero dei salvati come Abramo “
io in quanto polvere e cenere posso parlare al mio Dio “ 
nessun altro titolo per essere accolti aiutati 
il grido del povero penëtra i cieli risollevati per riconoscere in Dio l'origine e l'approdo 
la goccia di rugiada che nessuno vede sullo stelo del fiore è considerata da Dio perla preziosa.
       ( “Dio vi esalti al tempo opportuno”)
I tempi di Dio sono diversi
deludono le attese umane non per escluderle o forzarle ma per esaltare e purificarle
Dio ha esaltato l`uomo creandolo a sua immagine e somiglianza
lo ha esaltato ristabilendo in lui la dignità di figlio dopo il peccato
lo ha esaltato riaprendogli le porte del paradiso da cui era stato escluso
lo ha esaltato ridonandogli la vita la possibilità di amare
lo esalterà scoprendogli il suo volto di misericordia
apparendo sulle nubi del cielo giudice dei vivi de dei morti
parola inconfondibile che invita l'uomo al dialogo eterno della beatitudine
        (“il diavolo come leone ruggente”)
Il simbolo del leone è particolarmente espressivo
si aggira nel mondo identificando i luoghi dell'appuntamento dell'uomo con Dio \
per distruggerli, fraintenderli, nasconderli, confonderli, '
esprime la sua invidia distruttiva da serpente maledetto 
ogni qual volta lo splendore della creazione attira l”attenzione
intensifica la commozione autentica l'adesione e 
rovina soprattutto il rapporto tra gli uomini -
rendendo finta la carità non più in grado di testimoniare e rivelare la presenza dell”amore infinito
deludente la speranza a cui viene tolta la certezza della fedeltà di Dio alla promessa,
incerta la fede in quanto dominante è la menzogna
    ( “Saldi nella fede “)
La fede fondamento della vita secondo il piano di Dio
roccia su cui costruire la casa perché nel momento del terremoto non crolli
parola che illumina anche nella notte più oscura
conforto nel pianto più sconsolato '
stabilità solidità consistenza resistenza, vento favorevole che porta la barca attraverso il mare della vita e della
storia anche in tempesta
capacità di lotta quando il nemico si presenta come amico
il lupo come agnello l'avversario come fratello.
  ( il rapporto tra salire e discendere)
la salita e la discesa
una logica diversa
occorre salire distaccarsi faticare
salire vuol dire non soltanto godere gioire ma faticare sforzarsi impegnarsi
è il contrario del tutto facile subito a portata di mano sempre
salire non con l'elicottero ma con le proprie gambe
incominciare dal mattino presto
alzarsi nella notte nel cuore delle tenebre per godere della luce dell'alba
sveglierò l”aurora
tu rischiari le mie tenebre
salirò al tuo monte santo
al monte della tua dimora
alla fenditura nella roccia dove è possibile invocarti come Mosè
se ho trovato grazia presso di te mostrami il tuo volto”
rendici ancora capaci dopo anni di sentire il fascino dei monti
oltre quei monti vi sono altri monti ed altri ancora e
poi il monte dove tu abiti e la terra è sacra
occorre camminare a piedi scalzi
senza sandali ai piedi
il monte del tuo silenzio
il monte della tua parola
il monte del tuo sacrificio
il monte del roveto che brucia senza consumarsi
il monte da cui è possibile godere dello spettacolo della terra promessa come il Nebo per Mosè
e sentirsi esclusi perché ormai il monte non è più una realtà ma un simbolo
il simbolo della terra dove l'anima riposa
terra che non può essere che il cuore di Dio


Dobbiamo riposare in Dio
piuttosto che in tutti gli altri beni

Il fedele. - In tutto e sopratutto
cercherai sempre in Dio il tuo riposo,
anima mia, perchè Egli è l'eterna
pace dei santi. Dolcissimo e amatissimo
Gesù, concedimi di riposare in
te sopra ogni creatura, sopra ogni
salute e bellezza, sopra ogni gloria e
onore, sopra ogni potenza e dignità,
sopra ogni scienza e acutezza d'ingegno,
sopra ogni ricchezza ed arte, sopra
ogni letizia ed esultanza, sopra
ogni fama e lode, sopra ogni soavità
e conforto, sopra ogni speranza e
promessa, sopra ogni merito e desiderio;
sopra ogni dono e grazia che tu puoi
dare ed infondere; sopra ogni gaudio
e gioia che la mente può ricevere e
gustare; finalmente sopra gli Angeli
e gli Arcangeli e tutto l'esercito del
cielo ; sopra ogni cosa visibile ed
invisibile, sopra tutto ciò che non
sei tu, mio Dio.

 Perchè tu, o Signore Dio mio,
sei l'Ottimo sopra ogni cosa, tu solo
l'altissimo e l'onnipotente, tu solo
possiedi e doni ogni cosa. tu solo
inesauribile sorgente di dolcezze e
consolazioni; Tu solo sei suprema
bellezza e amore, suprema nobiltà e gloria.
in cui tutti i beni furono, sono e
saranno perfettamente raccolti insieme.
Perciò qualunque cosa tu mi doni,
al di fuori di te stesso, o di te mi
riveli o prometti, troppo scarsa e
insufficiente finchè non ti possa
vedere e possedere interamente.
Il mio cuore infatti non può essere
davvero in pace, nè pienamente
soddisfatto, se non riposa in te e non si
solleva sopra ogni dono ed ogni creatura.
O mio dilettissimo Signore Gesù
Cristo, purissimo amore, Signore di
tutte le creature, chi mi può dare ali
di vera libertà, per volare e riposare
in te?
O, quando potrò pienamente occuparmi
a considerare quanto sei
soave, Signore mio Dio?

Quando potrò raccogliermi totalmente
in tè, così che riempito del tuo
amore, non averta più me stesso,
ma scelta te, solo sopra ogni
sentimento ed ogni misura, in un modo che a
tutti non è dato di conoscere?
Ma ora levo spesso il mio gemito,
e sostengo in dolore la. mia iniquità.
Perchè questa valle di miserie è
ripiena di mali, che molto spesso mi
turbano, mi contrastano e mi offuscano;
e molto spesso mi stancano
e mi distraggono; mi allettano e mi
allacciano, affinchè io non possa
liberamente accostarmi a te, e averne i
soavi amplessi, di cui godono sempre
gli spiriti beati, Ti commuova il mio
sospiro e la molteplice mia desolazione quaggiù!
 O Gesù, splendore dell'eterna
gloria , conforto dell”anima pellegrina!
Tace al tuo cospetto la mia
bocca, ma ti parla il mio silenzio.
Quanto tarda a venire il mio Signore?
De, venga e dia gioia a questo suo poverello.
Porga la sua mano e strappi il miserabile
da ogni angustia. ›
Oh, vieni, vieni! Perchè senza di
tè non avrò nè un giorno, nè un'ora
felice. Tu solo sei la mia letizia, e
senza di te l'anima mia rimane vuota
Io sono oppresso da miseria
e somiglio a un prigioniero stretto da
catene, finchè tu con la luce della tua
presenza non venga a sollevarmi,
ricolmarmi la libertà e a farmi vedere
il tuo volto amico.
Cerchino pure gli altri ciò che
più loro piace, in cambio di tè; io
cerco e cercherò unicamente tè, o mio
Dio, che sei la mia speranza e la
mia eterna salute .
Non si placherà il gomito della mia
preghiera, finchè non ritorni la tua
grazia e non senta nel cuore la tua
voce.

Il Signore. - Eccomi presente .
Eccomi accanto a te, perchè tu mi
hai chiamato. Il tuo pianto, i sospiri
della tua anima la contrizione del
tuo cuore umiliato, mi hanno piegato
e ricondotto a te.

Il fedele. - Io esclamai Signore,
t'invocai e desiderai di goderti,
pronto a respingere ogni cosa per amor
tuo, Poichè tu, per primo, mi hai
scosso, affinchè ti cercassi.
Sii dunque benedetto, 0 Signore,
che fosti così buono col tuo servo,
secondo l'abbondanza della tua
misericordia . '
Che altro può dire il tuo. servo alla
tua presenza? Non gli rimane che
umiliarsi profondamente al tuo cospetto.
ripensando sempre ai suoi peccati, alla
sua nullità. Non v'è infatti meraviglia
nel cielo o sopra la terra che
ti possa essere messa a confronto .
Le tue opere sono perfette, i tuoi
giudizi sono veri e la tua provvidenza
regge l'universo .
Sia dunque lode e gloria a te, o
Sapienza del Padre; la mia bocca e
la mia anima ti elevino inni di benedizione,
insieme con tutte le creature.

da (giovanipagine@gmail.com.)



 

S Messa 5 luglio

noi amaria   < giovanipagine@gmail.com > 14:38 (5 ore fa) a  me s messa 5 luglio «Corro per la via dei tuoi comandamenti» (Sal 118,32)...