sabato 31 gennaio 2026

S Messa 3 maggio



noi amaria giovanipagine@gmail.com

14:38 (5 ore fa)
me


 s messa 3 maggio
Le «cose della fede» sono realtà invisibili, non astrazioni. Dal
momento che sfuggono all'esperienza sensibile, per poterne
parlarne occorre ricorrere al linguaggio delle immagini, alle
analogie che le evocano, ma non esauriscono il loro mistero.
Cercare di immaginarle, misconoscendo la loro trascendenza,
non puờ che fuorviare.
Gesů, ritornato alla «casa» del Padre, ci prepara un «posto».
Ritornerà a prenderci perchề siamo anche noi «dove è lui, co-
me Tommaso, vorremmo saperne di più. La risposta di Gesü
libera dalle illusioni, dai miraggi dell'immaginazione. Gesü è
lui stesso, personalmente, la via, cosi come è la verità e la vi-
ta. Egli conduce al Padre, lo conosce e dona la vita. Si tratta
di essere con lui e in lui. Le nostre strade terrene possono di-
ventare poco sicure, impraticabili. Gesū-Via! resta sempre ac-
cessibile e, nell'oscurità della fede, ci conduce infallibilmente
al termine del viaggio.
«Si, ma noi non abbiamo mai visto il Padre», insiste Filippo.
Anche la risposta di Gesù ci riconduce alla realtā. In lui, che
solo lo conosce, si è rivelato il Dio invisibile che noi dobbia-
mo, a nostra volta, far conoscere agli altri, compiendo opere
simili a quelle del Signore.
Su un altro versante, è impossibile racchiudere in una sola de-
finizione la realtà intima della Chiesa, al tempo stesso visibile
e invisibile, umana e divina. Assimilarla alle forme dei rag-
gruppamenti umani che noi conosciamo produce equivochi
spesso gravi. Anche in questo caso bisogna ricorrere a imma-
gini, fra cui quella dell'«edificio spirituale». Esso è fondato sul
Signore, la «pietra angolare». I cristiani ne sono le «pietre vive».
 diversi ministeri che si esercitano nelle comunità cristiane
vanno compresi e situati nella prospettIva di questa costruz-
zione. Come è avvenuto già nei tempi apostolici, potrà crea-
re necessarie o istituirne di nuovi per rispondere alle necessità
che appaiono qua e là nel corso dei secoli. Cosi, oggi, si affi-
dano sempre più responsabilitā pastorali ai laici, uomini
donne, e non solo a causa della scarsità di sacerdoti,

antifona d'ingresso Sal 97,1-2
Cantate al Signore un canto nuovo,
perché ha compiuto prodigi;
a tutti i popoli ha rivelato la salvezza, alleluia.

colletta
O Padre, che ci hai donato il Salvatore e lo Spirito Santo,
guarda con benevolenza i tuoi figli di adozione, perché a tut-
ti i credenti in Cristo sia data la vera libertà e l'eredità eter-
na. Per il nostro Signore Gesù Cristo..

oppure
O Padre, che ti riveli in Cristo maestro e redentore, fa' che
aderendo a lui, pietra viva, rigettata dagli uomini, ma scel-
ta e preziosa davanti a te, siamo edificati anche noi in sa-
cerdozio regale, popolo santo, tempio della tua gloria. Per il
nostro Signore Gesù Cristo..

prima lettura At 6,1-7
Credenti di lingue e, soprattutto, di culture diverse, ebraica
e greca, si sono trovati riuniti nella Chiesa di Gerusalemme.
Cresciuti di numero, i greci» hanno ritenuto che il loro
gruppo non fosse tenuto sufficientemente presente, che fosse
anzi decisamente «trascurato», nella distribuzione degli aiu-
ti destinati alle vedove. Per rispettare le differenze salva-
guardando la comunione, i Dodici hanno allora proposto di
costituire sette «greci» come corresponsabili del servizio del-
le mense». Questa prima iniziativa, assunta per rispondere
a necessità organizzative di ordine materiale, avrà delle con- 
seguenze non previste in quel momento. Essa sarà seguita
do molte altre. I sette si vedranno ben presto associati agli
apostoli nell'annuncio del vangelo. Per rispondere ai bisogni
delle Chiese e alla missione verranno progressivamente isti-
tuiti nuovi e diversi ministeri.

DAGLI ATTI DEGLI APOSTOLI
In guei giorni, aumentando il numero dei discepoli, quelli di lin-
pua greca mormorarono contro quelli di lingua ebraica perché,
nell'assistenza quotidiana, venivano trascurate le loro vedove.
Allora i Dodici convocarono il gruppo dei discepoli e dissero:
«Non è giusto che noi lasciamo da parte la parola di Dio per
servire alle mense. Dunque, fratelli, cercate fra voi sette uo-
mini di buona reputazione, pieni di Spirito e di sapienza, ai
quali affideremo questo incarico. Noi, invece, ci dedicheremo
alla preghiera e al servizio della Parola».
Piacque questa proposta a tutto il gruppo e scelsero Stefano,
uomo pieno di fede e di Spirito Santo, Filippo, Procoro, Nicà-
nore, Timone, Parmenàs e Nicola, un prosèlito di Antiochia.
Li presentarono agli apostoli e, dopo aver pregato, imposero
loro le mani.
E la parola di Dio si diffondeva e il numero dei discepoli a Ge-
rusalemme si moltiplicava grandemente; anche una grande
moltitudine di sacerdoti aderiva alla fede. Parola di Dio.

salmo responsoriale 32,1-2;4-5;18-19
Azione di grazie per la fecondità della Parola e per la co-
munione nella diversità.

RIT. I/ tuo amore, Signore, sia su di noi: in te speriamo.

Esultate, o giusti, nel Signore;
per gli uomini retti è bella la lode.
Lodate il Signore con la cetra,
con l'arpa a dieci corde a lui cantate./R 

Perché retta è la parola del Signore
e fedele ogni sua opera.
Egli ama la giustizia e il diritto;
dell'amore del Signore è piena la terra./R

Ecco, I'occhio del Signore è su chi lo teme,
su chi spera nel suo amore,
per liberarlo dalla morte
e nutrirlo in tempo di fame./R

seconda lettura  1Pt 2,4-9
Fondata sul Cristo, «pietra angolare», la comunità di coloro
che hanno risposto all'appello di Dio costituisce un comples-
so vivente, un «edificio spirituale», Tutti coloro che sono sta-
ti inseriti dalla fede in questa costruzione sono corresponsa-
bili del suo armonioso sviluppo. Devono partecipare alla mis-
sione e celebrare nella loro vita un culto gradito a Dio.

DALLA PRIMA LETTERA DI SAN PIETRO APOSTOLO
Carissimi, avvicinandovi al Signore, pietra viva, rifiutata dagli
uomini ma scelta e preziosa davanti a Dio, quali pietre vive
siete costruiti anche voi come edificio spirituale, per un sa-
cerdozio santo e per offrire sacrifici spirituali graditi a Dio,
mediante Gesù Cristo. Si legge infatti nella Scrittura: «Ecco,
io pongo in Sion una pietra d'angolo, scelta, preziosa, e chi
crede in essa non resterà deluso».
Onore dunque a voi che credete; ma per quelli che non cre-
dono la pietra che i costruttori hanno scartato è diventata pie-
tra d'angolo e sasso d'inciampo, pietra di scandalo.
Essi v'inciampano perche' non obbediscono alla Parola. A que-
sto erano destinati. Voi invece siete stirpe eletta, sacerdozio
regale, nazione santa, popolo che Dio si è acquistato perché
proclami le opere ammirevoli di lui, che vi ha chiamato dalle
tenebre alla sua luce meravigliosa. - Parola di Dio.

canto al Vangelo Gv 14,6
Alleluia, alleluia.
lo sono la via, la verità e la vita, dice il Signore;
nessuno viene al Padre se non per mezzo di me.

Vangelo.  Gv 14,1-12
Risorto, salito al cielo, assiso alla destra del Padre, il Si-
gnore ritornerà per introdurci nella casa del Padre, I ter-
mini che traducono il senso della Pasqua del Cristo e il di-
namismo nel quale si trovano coinvolti i credenti evocano
realtà di un altro ordine, realtà trascendenti, quindi impos-
sibili da immaginare. Le domande un po' ingenue di Tom-
maso, nel quale molti possono riconoscersi, offrono l'occasio-
ne per un chiarimento di fondo. Gesù è personalmente la via,
la verità e la vita. Conoscerlo è conoscere il Padre che è una
cosa sola con lui. Credere porta a compiere le stesse opere che
accreditano il Figlio. La fede pasquale non ha veramente nul-
la a che vedere con i sogni che fanno evadere dalla realtà. Es-
sa orienta risolutamente verso il presente e impegna fin da
ora» la responsabilità dei credenti nel mondo e nella Chiesa.

DAL VANGELO SECONDO GiOVANNI
In quel tempo, Gesû disse ai suoi discepoli: «Non sia turbato
il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in
me. Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi
avrei mai detto: "Vado a prepararvi un posto"? Quando sarò
andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi pren-
dero' con me, perché dove sono io siate anche voi. E del luo-
go dove io vado, conoscete la via».
Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai; come
possiamo conoscere la via?». Gli disse Gesû: lo sono la via,
la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo
di me. Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre
mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto»,
Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». Gli ri-
spose Gesů: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai co-
nosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre. Come puoi
tu dire: "Mostraci il Padre"? Non credi che io sono nel Padre
e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me
stesso: ma il Padre, che rimane in me, compie le sue opere.
Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me. Se non al-
tro, credetelo per le opere stesse. 
In verità, in verità io vi dico: chi crede in me, anch'egli com-
pirà le opere che io compio e ne compirà di piû grandi di que-
ste, perché io vado al Padre», Parola del Signore.

preghiera
O Dio, che in questo scambio di doni ci fai partecipare alla
comunione con te, unico e sommo bene, concedi che la luce
della tua verità sia testimoniata dalla nostra vita. Per Cri-
sto nostro Signore,

antifona Gv 14,6
lo sono la via, la verità e la vita, dice il Signore. Alleluia.

preghiera
Assisti, Signore, il tuo popolo, che hai colmato della grazia
di questi santi misteri, e fa' che passiamo dalla decadenza
del peccato alla pienezza della vita nuova. Per Cristo nostro
Signore.

sviluppie
Nel deserto preparate la via al Signore, appianate nella steppa la
strada per il nostro Dio» (Is 40,3).
«lo sono la luce del mondo; chi segue me, non camminerà nelle te-
nebre, ma avrà la luce della vita» (Gv 8,12).
Dio che disse: Rifulga la luce dalle tenebre, rifulse nei nostri cuo-
ri, per far risplendere la conoscenza della gloria divina che rifulge
sul volto di Cristo (2Cor 4,6).
Per Dio era troppo poco dare il proprio Figlio perché indicasse la
via; egli ne ha fatto la Via, che tu puoi percorrere sotto la sua gui-
da, il cammino che puoi seguire.
(Agostino, Sermone sul salmo l09)

Si leggono a volte pagine molto belle su Dio, sui suoi attributi, sul
la sua grandezza, sul suo mistero. Le si definirebbe volentierì mi-
stiche, se non si temesse di sciupare questo termine. Ma se manca 
il nome di Gesù Cristo non si sfugge al dubbio, Ciò che dice l'au-
tore, come lo sa? da dove lo ricava? I cristiani hanno ragione di dif
fidare delle affermazioni teologiche che non derivano dalla cono-
scenza di Cristo o che si suolgono senza un esplicito riferimento al
suo Vangelo. Non bisogna stancarsi di ripetere la frase chiave che
leggiamo in Giovanni: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi
hai conosciuto, Filippo?» (Gu 14,9). Essa significa che l'unità di Dio
e dell'uomo in Gesù manifesta nel tempo l'unità eterna del Padre e
del Figlio nello Spirito Santo. La voce del Figlio è la voce del Pa-
dre. Ascoltare Gesiù è ascoltare il Padre. L'immagine proposta da
Urs von Balthasar è suggestiva. Egli afferma che il eredente sente
questa voce «come in stereofonia».

Ononc Fr. Varillon, La soferenza di Dio)

s messa 10 maggio
Benche ormai invisibile, Gesù è in mezzo ai suoi, con una pre-
senza di cui la condizione umana non limita più l'irraggia-
mento e che prolunga «un altro Consolatore», «lo Spirito di
verità». E una relazione forte come l'amore divino che il Si-
gnore risorto offre a coloro che, nella fede, riconoscono in lui
il vivente che dona la vita. Di conseguenza, la fedeltà ai co-
mandamenti non ha nulla di servile: essa esprime e autenti-
ca il profondo attaccamento dei discepoli al loro Signore, mo-
dello di obbedienza nei riguardi di Colui che lo ha inviato e
che accoglie come suoi figli i discepoli del Figlio prediletto.
Questa è la religione cristiana: ugualmente distante sia dal
moralismo che dal formalismo, sia dall'adesione puramente
intellettuale o sentimentale che da qualsiasi conformismo
esteriore, sia dall'evasione fuori da questo mondo che da una
vaga religiositā senza contenutO oggettivo.

I comandamenti di Dio non sono né leggi nel senso giuridico
del termine né precetti di buona condotta. Essi segnalano la
strada della «vita retta» rivelata dal Cristo. Il fatto di prendere
questa strada e restare su di essa espone certamente a calun-
nie e sofferenze che non sono state risparmiate al santo, Con-
segnato alla morte per portare a Dio i colpevoli e i peccatori.

Bisogna essere sempre pronti a rendere conto della speran-
za che è in noi, ma «con dolcezza e rispetto». Questa umile
testimonianza sarà più forte di mnolti discorsi e di un'apologia
aggressiva. Ciò che Pietro ha scritto nella sua prima lettera
 resta attuale, soprattutto ai nostri giorni, in cui nulla sfugge
alla tentazione di una pubblicità chiassosa e ageressiva, in-
farcita di slogan destinati ad anestetizzare la possibilitā di ri-
flettere con calma
Le persecuzioni possono diventare addirittura occasioni di
avanzamento dell'evangelizzazione. Esse hanno obbligato cer-
ti fratelli della prima comunità cristiana di Gerusalemme a di-
sperdersi e a portare cosi il vangelo al di fuori della Giudea.
La parola di Dio e la liturgia fanno convergere i loro raggi su
ciò che avviene qui ed ora. Ma volgono anche i nostri sguar-
di verso ciò che dobbiamo fare perche' il messaggio pasquale
oltrepassi i nostri orizzonti familiari.

antifona d'ingresso cf.Is 48,20
Con voce di giubilo date il grande annunzio, fatelo giungere ai
confini del mondo: il Signore ha liberato il suo popolo, alleluia.

colletta
Dio onnipotente, fa' che viviamo con rinnovato impegno que-
sti giorni di letizia in onore del Cristo risorto, per testimo-
niare nelle opere il memoriale della Pasqua che celebriamo
nella fede. Per il nostro Signore Gesù Cristo..

oppure
O Dio, che ci hai redenti nel Cristo tuo Figlio messo a mor-
te per i nostri peccati e risuscitato alla vita immortale, con-
fermaci con il tuo Spirito di verità, perché nella gioia che
viene da te, siamo pronti a rispondere a chiunque ci do-
mandi ragione della speranza che è in noi. Per il nostro Si-
gnore Gesù Cristo...

prima lettura At 8,5-8.14-17
La persecuzione ha provocato la dispersione di una parte
della comunità cristiana di Gerusalemme (At 1,1-4). Filip-
po, uno dei sette istituiti in un primo tempo il servizio
per
delle mense (At 6, 1 7), si rifugia in Samaria, dove predica il 
vangelo compiendo segni analoghi a quelli di Gesù. Il bat-
tesimo dei samaritani spinge anche gli apostoli Pietro e Gio-
vanni a uscire dalla Giudea. Un esempio di attenzione ai
«segni dei tempi» che merita di essere ricordato e meditato!

DAGLI ATTI DEGLI APOSTOLI
In quei giorni, Filippo, sceso in una città della Samaria, pre-
dicava loro il Cristo. E le folle, unanimi, prestavano attenzio-
ne alle parole di Filippo, sentendolo parlare e vedendo i se-
gni che egli compiva. Infatti da molti indemoniati uscivano spi-
riti impuri, emettendo alte grida, e molti paralitici e storpi fu-
rono guariti. E vi fu grande gioia in quella città.
Frattanto gli apostoli, a Gerusalemme, seppero che la Sa-
maria aveva accolto la parola di Dio e inviarono a loro Pietro
e Giovanni. Essi scesero e pregarono per loro perchế riceves-
sero lo Spirito Santo; non era infatti ancora disceso sopra nes-
suno di loro, ma erano stati soltanto battezzati nel nome del
Signore Gesù. Allora imponevano loro le mani e quelli riceve-
vano lo Spirito Santo. - Parola di Dio.

salmo responsoriale 65,1-3a;4-5;6-7a;16.20
Ancor oggi il vangelo viene accolto con gioia oltre le nostre
frontiere. Alleluia!

RIT. Acclamate Dio, voi tutti della terra.

Acclamate Dio, voi tutti della terra,
cantate la gloria del suo nome,
dategli gloria con la lode.
Dite a Dio: «Terribili sono le tue opere!/R

A te si prostri tutta la terra,
a te canti inni, canti al tuo nome».
Venite e vedete le opere di Dio,
terribile nel suo agire sugli uomini./R

Egli cambio il mare in terraferma;
passarono a piedi il fiume:
per questo in lui esultiamo di gioia.
Con la sua forza domina in eterno./R

Venite, ascoltate, voi tutti che temete Dio,
e narrerò quanto per me ha fatto.
Sia benedetto Dio,
che non ha respinto la mia preghiera
non mi ha negato la sua misericordia./R

seconda lettura 1Pt3,15-18
In poche righe, un codice di condotta cristiana in mezzo al-
le contraddizioni del mondo: audacia umile e rispettosa di
tutti nella professione della fede; fedeltà nel compimento del
bene qualunque cosa accada; in ogni circostanza, compor-
tamento analogo a quello del Cristo, il giusto «morto per gli
ingiusti per ricondurci a Dio»,

DALLA PRIMA LETTERA DI SAN PIETRO APOSTOLO
Carissimi, adorate il Signore, Cristo, nei vostri cuori, pronti
sempre a rispondere a chiunque vi domandi ragione della spe-
ranza che è in voi.
Tuttavia questo sia fatto con dolcezza e rispetto, con una ret-
ta coscienza, perché, nel momento stesso in cui si parla ma-
le di voi, rimangano svergognati quelli che malignano sulla vo-
stra buona condotta in Cristo.
Se questa infatti è la volontà di Dio, è meglio soffrire ope-
rando il bene che facendo il male, perché anche Cristo è mor-
to una volta per sempre per i peccati, giusto per gli ingiusti,
per ricondurvi a Dio; messo a morte nel corpo, ma reso vivo
nello spirito. - Parola di Dio.

canto al Vangelo
Alleluia, alleluia. Gv 14.23
Se uno mi ama, osserverà la mia parola, dice il Signore,
e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui. 

Vangelo Gv 14,15-21
Una breve variazione su alcuni temi cari a Giovanni: la fe-
deltà ai comandamenti, criterio decisivo dell'attaccamento
al Cristo che intercede per noi, pegno dell'invio dello Spiri-
to consolatore; la fedeltà cristiana, comunione alla vita del
Padre e del Figlio nell'unità dello Spirito Santo.

DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI
In quel tempo, Gesũ disse ai suoi discepoli: «Se mi amate, os-
serverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli
vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre,
lo Spirito della verità, che il mondo non puo ricevere perché
non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete perché egli ri-
mane presso di voi e sarà in voi.
Non vi lascerõ orfani: verrò da voi. Ancora un poco e il mon-
do non mi vedrā più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e
voi vivrete. In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre
mio e voi in me e io in voi.
Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui
che mi ama. Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch'io
lo amerò e mi manifesterò a lui», - Parola del Signore.

preghiera
Accogli, Signore, l'offerta del nostro sacrificio, perché, rin-
novati nello spirito, possiamo rispondere sempre meglio al-
l'opera della tua redenzione. Per Cristo nostro Signore.

antifona Gv 14.15-16
«Se mi amate, osservate i miei comandamenti», dice il Si-
gnore. «lo pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Conso-
latore, che rimanga con voi in eterno», alleluia.

preghiera
O Dio grande e misericordioso, che nel Signore risorto ri-
porti l'umanità alla speranza eterna, accresci in noi l'effi-
cacia del mistero pasquale con la forza di questo sacramen-
to di salvezza. Per Cristo nostro Signore.

sviluppi
E' bene per voi che io me ne vada, perché, se non me ne vado, non
verrà a voi il Consolatore; ma quando me ne sarò andato, ve lo
manderò (Gv 16,7).
Questa vita nella carne, io la vivo nella fede del Figlio di Dio, che
mi ha amato e ha dato se stesso per me (Gal 2,20).
Voi siete morti e la vostra vita è ormai nascosta con Cristo in Dio!
(Col 3,3).
II Verbo sposo, che è entrato in me più di una volta, non mi ha mai
dato alcun segno della sua irruzione, né mediante la voce, né me-
diante un'immagine visibile, né mediante un qualsiasi altro ap-
proccio sensibile. Nessun movimento da parte sua mi ha segnala-
to la sua venuta, nessuna sensazione mi ha mai avvertito che egli
si fosse insinuato nei miei recessi interiori. Mi sono accorto della
sua presenza da certi movimenti del mio cuore: la fuga dai vizi e
la repressione delle mie voglie carnali mi hanno mostrato la po-
tenza della sua virtù.
Bernardo, Sermone sul Cantico dei cantici, 74,6)

«Ritornerò da voi (Gv 14,3). Si può essere indotti a spiegare l'af-
fermazione in questo modo: «Egli è ritornato, ma nel suo Spiri-
to», cioè al suo posto è venuto il suo Spirito e la sua affermazio-
ne che egli è in mezzo con noi significherebbe allora semplice-
mente che il suo Spirito è in mezzo a noi. Certo, nessuno può ne-
gare questa verità cosi bella e consolante della venuta dello Spi-
rito Santo. Ma perché è venuto? Per supplire all'assenza di Cri-
sto o piuttosto per perfezionare la sua presenza? Incontestabil-
mente per renderlo presente. Lo Spirito di Dio non è venuto per-
ché il Cristo non venga, ma viene piuttosto in modo tale che il Cri-
sto possa venire nella sua venuta. Attraverso lo Spirito Santo noi
siamo in comunione con il Padre e il Figlio. Lo Spirito Santo cau-
sa, provoca la fede, l'abitazione di Cristo nel cuore. Cosi lo Spi- 
rito non prende il posto di Cristo nell'anima, ma assicura al Cri-
sto questo posto.
JH Newman, Parochial and Plain Sermons, VI, 10)

 
s messa 17 maggio Ascensione del Signore
L'ascensione al cielo, seconda fase della Pasqua di Cristo, è un
mistero che riguarda direttamente la Chiesa terrena: i Vange-
li secondo Luca e Matteo, come la Lettera di Paolo agli Efesi-
ni, lo proclamano chiaramente. Il paradosso è solo apparente.
«Perché state a guardare il cielo?» hanno detto gli angeli agli
apostoli che non riuscivano a staccare i loro sguardi dalla nu-
be nella quale Gesů era scomparso. Il Signore è ritornato nel-
la dimora invisibile da cui era disceso, prendendo la carne del-
la nostra carne. Ma prima di raggiungere il luogo da cui era
venuto ha detto agli undici riuniti sulla montagna di Galilea:
«Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni.
Mentre termina la missione di Gesū in terra, comincia quella
della Chiesa. La prima è durata solo pochi anni, inquadrati da
due eventi: il battesimo di Gesù di Nazaret nelle acque del
Giordano e la sua ascesa al Padre. La seconda durerà fino al
ritorno glorioso del Signore e fino alla costituzione del regno
alla fine dei tempi. Il giorno e l'ora in cui tutto questo avverrå
sono lasciati alla sovrana libertà del Padre. Non vi ề nulla nel-
le Scritture che possa avvalorare la benché minima specula-
zione al riguardo. Gesù stesso e gli apostoli lo hanno detto
chiaramente. A che servirebbe del resto! Bisogna vivere nel
presente, nel quale noi abbiamo un preciso compito da svol-
gere: lavorare all'avvento del regno di Dio che domani si ma-
nifesterà. Per quanto lunga sia l'attesa, il tempo urge, poiche'
la vita è breve per realizzare il compito che il Signore ci ha af-
fidato. Quindi non si puð assolutamente restare inoperosi,
Con lo sguardo e la mente persi nelle nuvole. 
Rendiamo grazie a Dio che ha esaltato il suo Figlio risorto dai
morti, lo ha «fatto sedere alla sua destra, nei cieli, al di sopra
di ogni principato e autoritā.. non solo nel secolo presente.
ma anche in quello futuro». Egli «lo ha cstituito a capo della
Chiesa, la quale è il suo corpo».
Preghiamolo di darci «uno spirito di sapienza e di rivelazione
per una più profonda conoscenza di lui». Apra il nostro cuore
alla sua luce e rinnovi continuamente la nostra speranza.

antifona d'ìngresso  At 1,11
«Uomini di Galilea, perché fissate nel cielo lo sguardo? Co-
me l'avete visto salire al cielo, così il Signore ritornerà», al-
leluia.

colletta
Esulti di santa gioia la tua Chiesa, o Padre, per il mistero
che celebra in questa liturgia di lode, poiché nel tuo Figlio
asceso al cielo la nostra umanità è innalzata accanto a te, e
noi, membra del suo corpo, viviamo nella speranza di rag-
giungere Cristo nostro Capo nella gloria. Egli è Dioe vive...

oppure 
Padre misericordioso, che nella potenza del tuo Spirito hai
glorificato il tuo Figlio consegnato alla morte per noi, guar-
da la tua Chiesa, raccolta come i discepoli con Maria nel Ce-
nacolo: fa' che nella gioia dello stesso Spirito gustiamo la
beatitudine di coloro che partecipano alle sofferenze del Cri-
sto. Egli è Dio, e vive...

prima lettura At 1,1-11
Luca ha posto un racconto dell'ascensione del Signore alla
fine del suo Vangelo e all'inizio degli Atti degli apostoli, che
costituiscono le due parti di un'unica opera. L'ultima appa-
rizione del Cristo ai suoi discepoli chiude il periodo della
permanenza di Gesù sulla terra insiene ai suoi e inaugura
un'era nuova: quella della Chiesa. Ormai, sono i discepoli 
che devono assumere la responsabilità di annunciare la buo-
na novella, basandosi sulle istruzioni che ha lasciato loro
Gesù e sull'assistenza di una «forza dall'alto, quella dello
Spirito Santo», Il Signore si è sottratto allo sguardo dei di-
scepoli. Ora occorre lavorare per preparare la sua ultima ve-
nuta, senza chiedersi quando e come egli tornerà di nuovo
nella sua gloria.

DAGLI ATTI DEGLI APOSTOLI
Nel primo racconto, o Teòfilo, ho trattato di tutto quello che
Gesü fece e insegnò dagli inizi fino al giorno in cui fu assunto
in cielo, dopo aver dato disposizioni agli apostoli che si era
scelti per mezzo dello Spirito Santo.
Egli si mostro a essi vivo, dopo la sua passione, con molte pro-
ve, durante quaranta giorni, apparendo loro e parlando del-
le cose riguardanti il regno di Dio. Mentre si trovava a tavo-
la con essi, ordinò loro di non alontanarsi da Gerusalemme,
ma di attendere l'adempimento della promessa del Padre,
«quella - disse che voi avete udito da me: Giovanni battezzò
Con acqua, voi invece, tra non molti giorni, sarete battezzati
in Spirito Santo»,
Quelli dunque che erano con lui gli domandavano: «Signore,
è questo il tempo nel quale ricostituirai il regno per Israele?».
Ma egli rispose: «Non spetta a voi conoscere tempi o mo-
menti che il Padre ha riservato al suo potere, ma riceverete
la forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi, e di me sa-
rete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria
e fino ai confini della terra».
Detto questo, mentre lo guardavano, fu elevato in alto e una
nube lo sottrasse ai loro occhi. Essi stavano fissando il cielo
mentre egli se ne andava, quand'ecco due uomini in bianche
vesti si presentarono a loro e dissero: «Uomini di Galilea, per-
chế state a guardare il cielo? Questo Gesů, che di mezzo a voi
è stato assunto in cielo, verrà allo stesso modo in cui l'avete
visto andare in cielo». - Parola di Dio.

 salmo responsoriale 46,2-3;6-7;8-9
Lode al Cristo Dio, Signore e re.
RIT. Ascende il Signore tra canti di gioia.

Popoli tutti, battete le mani!
Acclamate Dio con grida di gioia,
perché terribile è il Signore, l'Altissimo,
grande re su tutta la terra./R

Ascende Dio tra le acclamazioni,
il Signore al suono di tromba.  
Cantate inni a Dio, cantate inni,  
cantate inni al nostro re, cantate inni./R

Perche Dio è re di tutta la terra.
cantate inni con arte.
Dio regna sulle genti,
Dio siede sul suo trono santo./R

seconda lettura Ef 1,17-23
Dio ha manifestato nel Cristo una potenza di cui possiamo be-
neficiare già fin d'ora. Le parole si affollano, sotto la penna
di Paolo, quando egli cerca di esprimere che cosa rappresen-
tano per il Cristo la sua rsurrezione e la sua esaltazione al-
la destra di Dio e di illustrare gli innumerevoli e incommen-
surabili benefici che ne derivano per noi. La preghiera dell'a-
postolo si fa allora azione di grazie, «eucaristia», rivolta al
Dio del Signore nostro Gesù Cristo», il Padre che ha fatto di
suo Figlio «il capo della Chiesa, la quale è il suo corpo».

DALLA LETTERA DI SAN PAOLO APOSTOLO AGLI EFESİNI
Fratelli, il Dio del Signore nostro Gesù Cristo, il Padre della
gloria, vi dia uno spirito di sapienza e di rivelazione per una
profonda conoscenza di lui; illumini gli occhi del vostro cuore
 per farvi comprendere a quale speranza vi ha chiarmati, qua-
le tesoro di gloria racchiude la sua eredità fra i santi e qual e'
la straordinaria grandezza della sua potenza verso di noi, che
crediamo, secondo l'efficacia della sua forza e del suo vigore.
Egli la manifestò in Cristo, quando lo risuscitò dai morti e lo
fece sedere alla sua destra nei cieli, al di sopra di ogni Prin-
cipato e Potenza, al di sopra di ogni Forza e Dominazione e
di ogni nome che viene nominato non solo nel tempo presente
ma anche in quello futuro. Tutto infatti egli ha messo sotto i
suoi piedi e lo ha dato alla Chiesa come capo su tutte le co-
se: essa è il corpo di lui, la pienezza di colui che è il perfetto
compimento di tutte le cose. - Parola di Dio.

canto al Vangelo  Mt 28,19a.20b

Alleluia, alleluia.
Andate e fate discepoli tutti i popoli, dice il Signore.
Ecco, io sono con voi tutti i giorni,
fino alla fine del mondo.

Vangelo Mt 28,16-20
Rivelazione del potere sovrano di Cristo «in cielo e in terra»;
missione dei discepoli inviati a tutte le nazioni; pegno dato
ai suoi della presenza del Signore «fino alla fine del mon-
do»: questo è per Matteo il mistero dell'ascensione.

DAL VANGELO SECONDO MATTEO
In quel tempo, gli undici discepoli andarono in Galilea, sul
monte che Gesů aveva loro indicato.
Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono. Ge-
sũ si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in
cielo e sulla terra. Andate dungue e fate discepoli tutti i po-
poli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spi-
rito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho co-
mandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine
del mondo». - Parola del Signore.

preghiera
Accogli, Signore, il sacrificio che ti offriamo nella mirabile
ascensione del tuo Figlio, e per questo santo scambio di do-
ni fa' che il nostro spirito si innalzi alla gioia del cielo. Per
Cristo nostro Signore.

antifona Mt28,20
«Ecco, io sono con voi tutti giorni sino alla fine del mondo, alleluia.

preghiera
Dio onnipotente e misericordioso, che alla tua Chiesa pelle-
grina sulla terra fai gustare i divini misteri, suscita in noi
il desiderio della patria
eterna, dove hai innalzato l'uomo
accanto a te nella gloria.
Per Cristo nostro Signore.

sviluppi
Enoch camminò con Dio e non fu più perché Dio l'aveva preso
(Gen 5,24).
Elia sali nel turbine verso il cielo(2Re2,11)
Con lui ci ha anche risuscitati e ci ha fatti sedere nei cieli, in Cri-
sto Gesù (Ef 2,6).
Ascendendo al cielo quaranta giorni dopo la sua risurrezione, il no-
stro Signore Gesù Cristo ci ha raccomandato il suo corpo, destina-
to a restare qui sulla terra. Vedeva che molti lo avrebbero onorato
perché era asceso al cielo; e vedeva che questo onore sarebbe stato
vano se si calpestano le membra rimaste sulla terra.. Vedete dove
egli estende il suo corpo, vedete dove non vuole essere calpestato: «Mi
sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e
fino agli estremi confini della terra»... Ecco dove resto, io che salgo
al cielo. Salgo perché sono il capo; il mio corpo resta ancora quag-
giù. Dove resta? Su tutta la terra. Guàrdati dal colpirlo, guàrdati
dal calpestarlo. Queste sono le ultime parole di Cristo, al momento
di salire al cielo.
(Agostino, Commento alla Prima lettera di Giovanni, X.9) 

 È il nascondimento di Gesù il giorno dell'Ascensione che ha reso
possibile la vita e la testimonianza della Chiesa da venti secoli, La
sua assenza non solo ha permesso l'esistenza della Scrittura, che
ci trasmette il suo messaggio, ma genera ancor oggi quella Scrittura
viva, quella Scrittura imprevedibile che tracciano, giorno do-
po giorno, i discepoli di Gesù sparsi su tutte le strade del mondo.
Quel Gesù che noi amiamo senza averlo visto, quel Gesù che popo-
la le nostre solitudini e abita le nostre comunioni, ci sfugge sempre
ogni qualvolta cerchiamo di afferrarlo. Egli è davanti a noi, oltre
i personaggi nei quali vogliamo rinchiuderlo. Ed è giusto che sia
cosi, perché possederlo una volta per tutte secondo il suo volto sto-
rico, dogmatico, culturale, politico, sarebbe già non ricercare più
la sua bruciante assenza. (CI. Geffré, Uno spazio per Dio) 




























































































































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S Messa 3 maggio

noi amaria   < giovanipagine@gmail.com > 14:38 (5 ore fa) a  me  s messa 3 maggio Le «cose della fede» sono realtà invisibili, non ast...