sabato 31 gennaio 2026

S Messa 28 giugno



noi amaria giovanipagine@gmail.com

14:38 (5 ore fa)
me

s messa 28 giugno
L'ultima parte del capitolo10 del Vangelo di Matteo, comu-
nemente intitolato «discorso apostolico» o «discorso della mis-
sione, riguarda in primo luogo gli inviati del Signore, ma più
in generale tutti i discepoli.

Non preferire assolutamente nulla e nessuno al Cristo, nep-
pure il padre o la madre, il figlio o la figlia». Per rispondere
all'appello del Signore, e durante la loro missione, gli inviati
potranno essere costretti a distacchi che nessuno accetta sen-
za una violenta discussione interiore: Dio chiede veramente
di giungere fin li? Esige veramente simili sacrifici? Spesso, do-
vranno affrontare anche quanti li esortano ad essere ragio-
nevoli, Sono evidentemente situazioni limite. Ma capita che
ai semplici fedeli la fede richieda spesso scelte eroiche e, piü
comunemente, un'intera vita di rinunce quotidiane.

Il vangelo non insegna certamente che i cristiani debbano
sempre scegliere ciò che contrasta con le aspirazioni e con i
sentimenti più radicati nella natura umana. Ma, a partire dal
battesimo, partecipazione alla Pasqua di morte-risurrezione
del Cristo, la vita cristiana è segnata con il marchio indelebi-
le della croce.

Ognuno deve «prendere la sua croce». E evidentemente un'im-
magine: non si tratta di addossarsi la croce di Cristo come fe-
ce Simone di Cirene. Ma l'espressione ha anche un senso mol-
to reale e concreto: le scelte imposte dalla fede possono es-
sere veramente crocifiggenti.

Viene poi la condotta da tenere nei riguardi degli inviati di
Dio, dei giusti, dei discepoli. Gesù si identifica con ciascuno
di loro. Questa dichiarazione ha una portata molto ampia:
non riguarda solo l'accoglienza degli inviati «ufficiali» del Si-
gnore. Nel giorno del giudizio, ognuno sarà ammesso nel re-
gno in base a ciò che avrà fatto ai piccoli, senza distinzione:
«L'avete fatto a me (Mt 25,31-46).

Noi non abbiamo visto il Cristo nel quale crediamo. Ma ab-
biamo la grazia di incontrarlo, accogliendo i suoi inviati e tut-
ti coloro con i quali egli si identifica. 

antifona d'ingresso
Popoli tutti, battete le mani,
acclamate a Dio con voci di gioia.

colletta
O Dio, che ci hai reso figli della luce con il tuo Spirito di ado-
zione, fa' che non ricadiamo nelle tenebre dell'errore, ma re-
stiamo sempre luminosi nello splendore della verità. Per il
nostro Signore Gesù Cristo.

oppure
Infondi in noi, o Padre, la sapienza e la forza del tuo Spiri-
to, perché camminiamo con Cristo sulla via della croce, pron-
ti a far dono della nostra vita per manifestare al mondo la
speranza del tuo regno. Per il nostro Signore Gesù Cristo...

prima lettura 2Re 4,8-11.14:16a

Un breve passo dei fioretti di Eliseo, il cui nome significa
«Dio aiuta»: ricompensa divina concessa a una donna di Su-
nem che, senza aspettarsi nulla in cambio, ha accolto e ospi-
tato un profeta «come profeta, come dice il vangelo.

DAL SECONDO LIBRO DEI RE
Un giorno Eliseo passava per Sunem, ove c'era un'illustre don-
na, che lo trattenne a mangiare. In seguito, tutte le volte che
passava, si fermava a mangiare da lei.
Ella disse al marito: «lo so che è un uomo di Dio, un santo, co-
 ui che passa sempre da noi. Facciamo una piccola stanza su-
periore, in muratura, mettiamoci un letto, un tavolo, una se-
dia e un candeliere; cosi, venendo da noi, vi si potrà ritirare.
Un giorno che passo' di li, si ritiro' nella stanza superiore e si
corico'. Eliseo (disse a Giezi, suo servo]: «Che cosa si puo fare
per lei?», Giezi disse: «Purtroppo lei non ha un figlio e suo marito
è vecchio», Eliseo disse: «Chiamala», La chiamo', ella si
fermo sulla porta, Allora disse: «L'anno prossimo, in questa
stessa stagione, tu stringerai un figlio fra le tue braccia,
Parola di Dio,

salmo responsoriale 88,2-3;16-17;18-19
Dio dona forza e vigore a coloro che accolgono i suoi inviati
e li ricompensa oltre misura.

RIT. Canterò per sempre l'amore del Signore.

Canterò in eterno l'amore del Signore,
di generazione in generazione
farò conoscere con la mia bocca la tua fedeltà,
perché ho detto: «E un amore edificato per sempre;
nel cielo rendi stabile la tua fedeltà».-R/

Beato il popolo che ti sa acclamare:
camminerà, Signore, alla luce del tuo volto;
esulta tutto il giorno nel tuo nome,
si esalta nella tua giustizia.R/

Perché tu sei lo splendore della sua forza
e con il tuo favore innalzi la nostra fronte.
Perché del Signore è il nostro scudo,
il nostro re, del Santo d'lsraele.R/

seconda lettura Rm 6,3-4.8-11
Paragonata alla sepoltura, al passaggio nel sepolcro dal
quale Cristo è risorto, l'immersione battesimale, partecipa-
zione sacramentale alla Pasqua del Signore, vi ha fatti pas-
ui che passa sempre da noi. Facciamo una piccola stanza su-
periore, in muratura, mettiamoci un letto, un tavolo, una se-
dia e un candeliere; cosi, venendo da noi, vi si potrà ritirare.
Un giorno che passo' di li, si ritiro' nella stanza superiore e si
corico'. Eliseo (disse a Giezi, suo servo]: «Che cosa si puo fare
per lei?», Giezi disse: «Purtroppo lei non ha un figlio e suo marito
è vecchio», Eliseo disse: «Chiamala», La chiamo', ella si
fermo sulla porta, Allora disse: «L'anno prossimo, in questa
stessa stagione, tu stringerai un figlio fra le tue braccia,
Parola di Dio,

salmo responsoriale 88,2-3;16-17;18-19
Dio dona forza e vigore a coloro che accolgono i suoi inviati
e li ricompensa oltre misura.

RIT. Canterò per sempre l'amore del Signore.

Canterò in eterno l'amore del Signore,
di generazione in generazione
farò conoscere con la mia bocca la tua fedeltà,
perché ho detto: «E un amore edificato per sempre;
nel cielo rendi stabile la tua fedeltà».-R/

Beato il popolo che ti sa acclamare:
camminerà, Signore, alla luce del tuo volto;
esulta tutto il giorno nel tuo nome,
si esalta nella tua giustizia.R/

Perché tu sei lo splendore della sua forza
e con il tuo favore innalzi la nostra fronte.
Perché del Signore è il nostro scudo,
il nostro re, del Santo d'lsraele.R/

seconda lettura Rm 6,3-4.8-11
Paragonata alla sepoltura, al passaggio nel sepolcro dal
quale Cristo è risorto, l'immersione battesimale, partecipa-
zione sacramentale alla Pasqua del Signore, vi ha fatti pas-
sare dalla morte alla vita. Camminate quindi nella nuova
vita, alla quale siete stati risuscitati.

DALLA LETTERA DI SAN PAOLO APOSTOLO Al ROMANI
Fratelli, non sapete che quanti siamo stati battezzati in Cri-
sto Gesù, siamo stati battezzati nella sua morte?
Per mezzo del battesimo dunque siamo stati sepolti insieme
a lui nella morte affinché, come Cristo fu risuscitato dai mor-
ti per mezzo della gloria del Padre, così anche noi possiamo
camminare in una vita nuova.
Ma se siamo morti con Cristo, crediamo che anche vivremo
con lui, sapendo che Cristo, risorto dai morti, non muore più:
la morte non ha più potere su di lui.
Infatti egli morì, e mori per il peccato una volta per tutte:
ora invece vive, e vive per Dio. Cosi anche voi considerate-
vi morti al peccato, ma viventi per Dio, in Cristo Gesü. - Parola di Dio.

canto al Vangelo cf 1Pt 2.9
Alleluia, alleluia.
Voi siete stirpe eletta, sacerdozio regale, nazione santa;
proclamate le opere ammirevoli di colui
che vi ha chiamato dalle tenebre alla sua luce meravigliosa.

Vangelo Mt 10,37-42
Sacrificare tutto, fino alla vita: ciò che Gesù chiede a coloro
che invia corrisponde a ciò che ha fatto lui stesso per com-
piere la sua missione. Fra loro e lui vi è una relazione ana-
loga a quella che lo unisce al Padre. Chiunque li accoglierà
quando saranno scacciati a causa del loro ministero, o
quando si troveranno nel bisogno, riceverà una ricompensa
identica alla loro. Anzi, si garantisce che, nel giorno del giu-
dizio, si terrà conto anche della minima assistenza prestata
al più piccolo dei discepoli,
nell'amore, portiamo frutti che rimangano per sempre, Per
Cristo nostro Signore.

sviluppie 
Abrano alzò gli occhi e vide che tre uomini stavano in piedi pre-
so di lui. Appena li vide, corse loro incontro dall'ingresso della ten-
da e si prostrò fino a terra, dicendo: «Mio signore, se ho trovato
grazia ai tuoi occhi, non passar oltre senza fermarti dal tuo servo
(Gen 18,2-3).

In qualunque città o villaggio entriate, fatevi indicare se ci sia
qualche persona degna, e li rimanete fino alla vostra partenza
(Mt 10,11).

Chi accoglie anche uno solo di questi bambini in nome mio, acco-
glie me (Mt 18,5). oo

Gesù gridò a gran voce: «Chi crede in me, non crede in me, ma in
colui che mi ha mandato; chi vede me, vede colui che mi ha man-
dato» (Gu 12,44-45).

In verità, in verità vi dico: Chi accoglie colui che io manderò,
aecoglie me; chi accoglie me, accoglie colui che mi ha mandato
(Gu 13,20).

Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato
me, anch'io mando voi» (Gu 20,21)

Mi avete accolto come un angelo di Dio, come Cristo Gesù (Gal 4,14).

Cosi, colui che riceve gli apostoli riceve il Cristo. Ora, colui che ri-
ceve il Cristo, riceve Dio suo Padre, poiché negli apostoli egli non
riceve nient'altro che ciò che è nel Cristo, e nel Cristo non vi è
nient'altro che ciò che è in Dio. In base a questo concatenamento del-
le grazie, ricevere gli apostoli è ricevere Dio, poiché il Cristo abita
in essi e Dio abita nel Cristo. 
(lario di Poitiers, Sulla Trinità)

Il termine che spiega tutta la vita apostolica, fino all'eroismo, è il
termine «amore»; «Chi ama il padre o la madre o il fratello o la so-
rella più di me non è degno di me» (Mt 10,37). Lamicizia forte del
padre, la tenerezza della madre, l'amicizia dolce dei fratelli e del-
le sorelle, tutte le amicizie: Gesiù vuole tutto dai suoi apostoli. Se ci 
vuole eroici è perché ci ama e noi l'amiamo: sa che non potremmo
essere felici, amandolo, se l'amore non ci facesse salire fino a lui.
Ciò che caratterizza quest'amore è il fatto di spingerci a somiglianza
e all'amico e al maestro. Lideale del discepolo è quello di diven-
tare comne il maestro, di essere trattato come lui, di pensare come
lui; il discepolo assume i comportamenti del maestro, «E' sufficien-
te per il discepolo essere come il suo maestro e per il servo come il
suo padrone (Mt 10,25).
(L.Cerfaux,il discorso missionario nel Vangelo di Matteo) 




































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mercoledì 30 novembre 2022

riposare in Dio



Bisogna implorare il divino aiuto  e aver fiducia di ricuperare la grazia.

Cristo Gesù. - Figliuolo, io sono il Signore che conforta nel giorno della 
tribolazione. Rivolgiti a me, quando non ti senti bene. Il maggiore 
ostacolo che metti alla consolazione celeste., è il ricorrere troppo tardi
alla preghiera. Poichè prima di venire a pregarmi con fervore, vai cercando 
molti conforti e ti rícrei nelle cose esteriori.
Ne consegue che i conforti ricercati ti giovano poco, finchè tu non sia
persuaso che sono io il liberatore di coloro iquali sperano in me e fuori di 
me non esiste valido soccorso ne utile consiglio, e neppure durevole 
rimedio.
Ma, ripreso coraggio dopo la tempesta, riconfortati nella luce delle mie
misericordie;perchè io sono vicino (disse il Signore)  per restaurare
ogni cosa, non solo integralmente, ma con abbondanza e oltre misura.
Vi è forse qualcosa che mi riesca difficile? Oppure sono come chi ha
parole e non fatti? Dovè la tua fede? Rimani fermo e perserverante.
Sii paziente ed ìntrepido; a suo tempo verrà il conforto.
Aspettami, aspettami: verrò e ti risanerò. 
È” una tentazione quella che ti molesta, ed è un timore vano quello che
ti spaventa.
A che ti serve l'inquietarti per cose che potrebbero accadere, se non ad
accumulare tristezza su tristezza?
A ciascun giorno basta il proprio male .
E' vano ed inutile turbarsi o rallegrarsi delle cose future, le quali forse
non avverranno mai.
 E' umano lasciarsi illudere da tali ìmmaginazioni, ma è anche segno di
animo piccolo cedere tanto facilmente alle suggestioni del nemico.
Egli infatti non fa caso se illuda e inganni con oggetti reali o con fanta-
smi; se faccia cadere con l'amore delle cose presenti o col timore delle 
future.
Non si turbi dunque il tuo cuore, ne si sgomenti .
Credi in me e confida nella mia misericordia.
Quando tu credi di essere lontano da me, spesso avviene che io ti sono
più vicino. Quando pensi che tutto sia perduto, spesso è quello il momento 
d'acquistar merito.
Non è vero che sia tutto perduto, perchè avviene il contrario di quanto
si aspettava.
Non devi giudicare secondo l'impressione del momento: e non devi
accasciarti sotto il peso di qualunque difficoltà, da qualunque parte ti 
venga, come non ci fosse più speranza di liberazione.
Non crederti del tutto abbandonato se per un po' di tempo ti mandassi 
qualche tribolazione, oppure ti togliessi quel conforto che desideri: per
questa via si passa al regno dei cieli. Senza dubbio riesce di maggiore
utilità per te e per gli altri miei fedeli essere esercitati nelle avversità, 
che avere ogni cosa a piacimento. Io vedo i pensieri nasconsti; e ti
assicuro a che tè molto giova alla tua salute essere talora lasciato senza
dolcezze; perchè tu non sia preso da orgoglio nel buon successo, e non 
voglia trovare motivo di compiacerti in te stesso, in ciò che non sei.
Io posso toglierti ciò che ti ho dato e ridartelo quando piace a me.
Quando te l'avrò dato, rimane cosa mia; quando te l'avrò ripreso, non ho
portato via nulla di tuo : perchè è mio ogni bene donato ed ogni dono 
perfetto.
Se ti manderò qualche tribolazione o contrarietà di qualsiasi specie, non 
indignarti, nè perderti di coraggio; io ti posso sollevare subito, e cambiarti
in gaudio qualunque, afflizione. Però quando ti tratto in questo modo, 
ricorda che sono giusto e degno di molta lode.
Se hai retto giudizio e guardi in faccia alla verità, non devi mai lasciarti 
abbattere dalla tristezza per causa delle avversità, ma piuttosto goderne 
ed essermi grato.
Anzi devi considerare quale unica gioia il fatto che affliggendoti con 
dolori, non ti tolga  il mio amore.
Come il padre ha amato me, cosi io amo voi , ho detto ai miei discepoli,
che non ho mandato di certo a godere la vita, ma a sostenere duri dolori,
non agli onori, ma ai disprezzi; non all'ozío, ma alle fatiche; non a riposare,
ma a raccongliere grandi frutti con la pazienza  Figliuolo mio, ricordati
sempre di queste parole ma cerca Gesù il Cristo.


( giovanipagine@gmail.com)


 Verso Cristo
Rivestitevi tutti di umiltà gli uni verso gli 
altri perché Dio resiste ai superbi ma da grazia 
agli umili.
Uimiliatevi dunque sotto la potente mano di Dio 
perché vi esalti al tempo opportuno gettando in 
lui ogni vostra preoccupazione perché egli ha cura 
di voi siate temperanti e vigilate il vostro nemico 
il diavolo come leone ruggente va in giro cercando 
di divorare. Resistetegli saldi nella fede sapendo 
che i vostri fratelli sparsi per il mondo subiscono 
le stesse sofferenze di voi.
 rivestitevi tutti di umiltà gli uni verso gli altri.
,       (“rivestirsi di umiltà gli uni verso gli altri”) _
il rapporto con gli altri secondo lo spirito cristiano,
ha una caratteristica inconfondibile l'umiltà
non porta al dominio ma al servizio 
non crea dipendenza ma autonomia 
non nasconde la verità ma la comunica `
non ostacola la storia ma la orienta
non esclude l'esperienza ma la esalta
favorisce la cordialità la spontaneicità la sincerità
riconosce i propri limiti senza lasciarsi paralizzare 
da essi riconosce i limiti altrui senza che 
essi tolgano considerazione e valorizzazione 
per i meriti e le virtù.
        (Dio resiste ai superbi)
L'azione di Dio preferisce gli umili e si allontana dai superbi,
la superbia allontana Dio perché non condivide le sue preferenze,
che sono per gli ultimi i deboli i piccoli ai quali rivela il suo mistero di amore,
la superbia è autoesclusione dal numero dei salvati come Abramo “
io in quanto polvere e cenere posso parlare al mio Dio “ 
nessun altro titolo per essere accolti aiutati 
il grido del povero penëtra i cieli risollevati per riconoscere in Dio l'origine e l'approdo 
la goccia di rugiada che nessuno vede sullo stelo del fiore è considerata da Dio perla preziosa.
       ( “Dio vi esalti al tempo opportuno”)
I tempi di Dio sono diversi
deludono le attese umane non per escluderle o forzarle ma per esaltare e purificarle
Dio ha esaltato l`uomo creandolo a sua immagine e somiglianza
lo ha esaltato ristabilendo in lui la dignità di figlio dopo il peccato
lo ha esaltato riaprendogli le porte del paradiso da cui era stato escluso
lo ha esaltato ridonandogli la vita la possibilità di amare
lo esalterà scoprendogli il suo volto di misericordia
apparendo sulle nubi del cielo giudice dei vivi de dei morti
parola inconfondibile che invita l'uomo al dialogo eterno della beatitudine
        (“il diavolo come leone ruggente”)
Il simbolo del leone è particolarmente espressivo
si aggira nel mondo identificando i luoghi dell'appuntamento dell'uomo con Dio \
per distruggerli, fraintenderli, nasconderli, confonderli, '
esprime la sua invidia distruttiva da serpente maledetto 
ogni qual volta lo splendore della creazione attira l”attenzione
intensifica la commozione autentica l'adesione e 
rovina soprattutto il rapporto tra gli uomini -
rendendo finta la carità non più in grado di testimoniare e rivelare la presenza dell”amore infinito
deludente la speranza a cui viene tolta la certezza della fedeltà di Dio alla promessa,
incerta la fede in quanto dominante è la menzogna
    ( “Saldi nella fede “)
La fede fondamento della vita secondo il piano di Dio
roccia su cui costruire la casa perché nel momento del terremoto non crolli
parola che illumina anche nella notte più oscura
conforto nel pianto più sconsolato '
stabilità solidità consistenza resistenza, vento favorevole che porta la barca attraverso il mare della vita e della
storia anche in tempesta
capacità di lotta quando il nemico si presenta come amico
il lupo come agnello l'avversario come fratello.
  ( il rapporto tra salire e discendere)
la salita e la discesa
una logica diversa
occorre salire distaccarsi faticare
salire vuol dire non soltanto godere gioire ma faticare sforzarsi impegnarsi
è il contrario del tutto facile subito a portata di mano sempre
salire non con l'elicottero ma con le proprie gambe
incominciare dal mattino presto
alzarsi nella notte nel cuore delle tenebre per godere della luce dell'alba
sveglierò l”aurora
tu rischiari le mie tenebre
salirò al tuo monte santo
al monte della tua dimora
alla fenditura nella roccia dove è possibile invocarti come Mosè
se ho trovato grazia presso di te mostrami il tuo volto”
rendici ancora capaci dopo anni di sentire il fascino dei monti
oltre quei monti vi sono altri monti ed altri ancora e
poi il monte dove tu abiti e la terra è sacra
occorre camminare a piedi scalzi
senza sandali ai piedi
il monte del tuo silenzio
il monte della tua parola
il monte del tuo sacrificio
il monte del roveto che brucia senza consumarsi
il monte da cui è possibile godere dello spettacolo della terra promessa come il Nebo per Mosè
e sentirsi esclusi perché ormai il monte non è più una realtà ma un simbolo
il simbolo della terra dove l'anima riposa
terra che non può essere che il cuore di Dio


Dobbiamo riposare in Dio
piuttosto che in tutti gli altri beni

Il fedele. - In tutto e sopratutto
cercherai sempre in Dio il tuo riposo,
anima mia, perchè Egli è l'eterna
pace dei santi. Dolcissimo e amatissimo
Gesù, concedimi di riposare in
te sopra ogni creatura, sopra ogni
salute e bellezza, sopra ogni gloria e
onore, sopra ogni potenza e dignità,
sopra ogni scienza e acutezza d'ingegno,
sopra ogni ricchezza ed arte, sopra
ogni letizia ed esultanza, sopra
ogni fama e lode, sopra ogni soavità
e conforto, sopra ogni speranza e
promessa, sopra ogni merito e desiderio;
sopra ogni dono e grazia che tu puoi
dare ed infondere; sopra ogni gaudio
e gioia che la mente può ricevere e
gustare; finalmente sopra gli Angeli
e gli Arcangeli e tutto l'esercito del
cielo ; sopra ogni cosa visibile ed
invisibile, sopra tutto ciò che non
sei tu, mio Dio.

 Perchè tu, o Signore Dio mio,
sei l'Ottimo sopra ogni cosa, tu solo
l'altissimo e l'onnipotente, tu solo
possiedi e doni ogni cosa. tu solo
inesauribile sorgente di dolcezze e
consolazioni; Tu solo sei suprema
bellezza e amore, suprema nobiltà e gloria.
in cui tutti i beni furono, sono e
saranno perfettamente raccolti insieme.
Perciò qualunque cosa tu mi doni,
al di fuori di te stesso, o di te mi
riveli o prometti, troppo scarsa e
insufficiente finchè non ti possa
vedere e possedere interamente.
Il mio cuore infatti non può essere
davvero in pace, nè pienamente
soddisfatto, se non riposa in te e non si
solleva sopra ogni dono ed ogni creatura.
O mio dilettissimo Signore Gesù
Cristo, purissimo amore, Signore di
tutte le creature, chi mi può dare ali
di vera libertà, per volare e riposare
in te?
O, quando potrò pienamente occuparmi
a considerare quanto sei
soave, Signore mio Dio?

Quando potrò raccogliermi totalmente
in tè, così che riempito del tuo
amore, non averta più me stesso,
ma scelta te, solo sopra ogni
sentimento ed ogni misura, in un modo che a
tutti non è dato di conoscere?
Ma ora levo spesso il mio gemito,
e sostengo in dolore la. mia iniquità.
Perchè questa valle di miserie è
ripiena di mali, che molto spesso mi
turbano, mi contrastano e mi offuscano;
e molto spesso mi stancano
e mi distraggono; mi allettano e mi
allacciano, affinchè io non possa
liberamente accostarmi a te, e averne i
soavi amplessi, di cui godono sempre
gli spiriti beati, Ti commuova il mio
sospiro e la molteplice mia desolazione quaggiù!
 O Gesù, splendore dell'eterna
gloria , conforto dell”anima pellegrina!
Tace al tuo cospetto la mia
bocca, ma ti parla il mio silenzio.
Quanto tarda a venire il mio Signore?
De, venga e dia gioia a questo suo poverello.
Porga la sua mano e strappi il miserabile
da ogni angustia. ›
Oh, vieni, vieni! Perchè senza di
tè non avrò nè un giorno, nè un'ora
felice. Tu solo sei la mia letizia, e
senza di te l'anima mia rimane vuota
Io sono oppresso da miseria
e somiglio a un prigioniero stretto da
catene, finchè tu con la luce della tua
presenza non venga a sollevarmi,
ricolmarmi la libertà e a farmi vedere
il tuo volto amico.
Cerchino pure gli altri ciò che
più loro piace, in cambio di tè; io
cerco e cercherò unicamente tè, o mio
Dio, che sei la mia speranza e la
mia eterna salute .
Non si placherà il gomito della mia
preghiera, finchè non ritorni la tua
grazia e non senta nel cuore la tua
voce.

Il Signore. - Eccomi presente .
Eccomi accanto a te, perchè tu mi
hai chiamato. Il tuo pianto, i sospiri
della tua anima la contrizione del
tuo cuore umiliato, mi hanno piegato
e ricondotto a te.

Il fedele. - Io esclamai Signore,
t'invocai e desiderai di goderti,
pronto a respingere ogni cosa per amor
tuo, Poichè tu, per primo, mi hai
scosso, affinchè ti cercassi.
Sii dunque benedetto, 0 Signore,
che fosti così buono col tuo servo,
secondo l'abbondanza della tua
misericordia . '
Che altro può dire il tuo. servo alla
tua presenza? Non gli rimane che
umiliarsi profondamente al tuo cospetto.
ripensando sempre ai suoi peccati, alla
sua nullità. Non v'è infatti meraviglia
nel cielo o sopra la terra che
ti possa essere messa a confronto .
Le tue opere sono perfette, i tuoi
giudizi sono veri e la tua provvidenza
regge l'universo .
Sia dunque lode e gloria a te, o
Sapienza del Padre; la mia bocca e
la mia anima ti elevino inni di benedizione,
insieme con tutte le creature.

da (giovanipagine@gmail.com.)



 

S Messa 28 giugno

noi amaria   < giovanipagine@gmail.com > 14:38 (5 ore fa) a  me s messa 28 giugno L'ultima parte del capitolo10 del Vangelo di Mat...