| 14:38 (5 ore fa) | |||
| ||||
I| capitolo 20 del Vangelo di Giovanni termina con il raccon-
to di due apparizioni del risorto. Esse sono come i due pan-
nelli di un dittico. Su ognuno di essi, il Signore occupa la po-
sizione centrale. Ma nell'uno si rivolge a tutti i discepoli che
lo attorniano; nell'altro, che evoca una nuova apparizione
«otto giorni dopo», campeggia Tommaso, assente al mo-
mento della precedente manifestazione del Signore. Il paral-
lelismo delle due composizioni e i dettagli che caratterizza-
no ciascuna di esse evidenziano il loro insegnamento com-
plementare.
«La sera di quello stesso giorno, il primo dopo il sabato», il
Signore in persona annuncia ai discepoli «pieni di gioia» il
messaggio pasquale: egli è vivo, nulla ormai può più impe-
dirgli di raggiungerli; egli reca loro la pace, dona loro lo Spi-
rito Santo, li manda a testimoniare la sua risurrezione e a li-
berare ogni uomo dalle catene del peccato. «Otto giorni do-
po», si tratta più direttamente di coloro che, «non avendo vi-
sto», crederanno, accogliendo la testimonianza degli aposto-
li e dei discepoli delle successive generazioni. La proclama-
zione di questo vangelo, ogni anno, nella seconda domenica
di Pasqua, si imponeva da sé: esso racconta infatti un'appa-
rizione del risorto che lo stesso evangelista colloca all'ottavo
giorno della risurrezione del Signore.
Le altre letture invece variano ogni anno. Ecco anzitutto, trat-
ti dagli Atti degli apostoli, tre quadri che descrivono con al-
cuni tratti caratteristici la Chiesa apostolica all'indomani del-
la risurrezione. Le comunitā cristiane di tutti i tempi vì hanno
visto il modello che dovrebbero cercare di imitare.
buona novella della Pasqua cosi come viene proclamata dal-
la Prima lettera di Pietro (anno A): il richiamo delle conse-
guenze e delle esigenze della fede in Cristo (Prima lettera di
Giovanni: anno B); infine, un'icona del Cristo in gloria schiz-
zata a grandi linee dall'autore dell'Apocalisse (anno C).
La seconda domenica di Pasqua situa quindi il tempo pa-
squale nella continuitā e nell'unità della celebrazione del mi-
stero centrale della fede cristiana che deve sempre illumina-
re e guidare la vita dei credenti.
antifona d'ingresso 1Pt 2,2
Come bambini appena nati, bramate il puro latte spiritua-
le, che vi faccia crescere verso la salvezza, alleluia.
oppure
Entrate nella gioia e nella gloria, e rendete grazie a Dio, che
vi ha chiamato al regno dei cieli, alleluia.
colletta
Dio di eterna misericordia, che nella ricorrenza pasquale
ravvivi la fede del tuo popolo, accresci in noi la grazia che
ci hai dato, perché tutti comprendiamo linestimabile ric-
chezza del battesimo che ci ha purificati, dello Spirito che
ci ha rigenerati, del Sangue che ci ha redenti. Per il nostro
Signore Gesù Cristo...
oppure
Signore Dio nostro, che nella tua grande misericordia ci hai
rigenerati a una speranza viva mediante la risurrezione del
tuo Figlio, accresci in noi, sulla testimonianza degli aposto-
li, la fede pasquale, perché aderendo a lui pur senza averlo
visto riceviamo il frutto della vita nuova. Per il nostro Si-
gnore Gesù Cristo.
La Parola annunciata dagli apostoli, la vita fraterna, la pre-
ghiera e l'eucaristia, detta anche «frazione del pane» fanno
la chiesa, assemblea dei discepoli di Cristo risorto, che te-
stimonia la presenza del Signore in mezzo ai suoi. Ecco ciò
che ha voluto essere la comunità primitiva e l'ideale al qua-
le deve tendere ogni comunità cristiana, oggi.
DAGLI ATTI DEGLI APOSTOLI
[Quelli che erano stati battezzati erano perseveranti nell'in-
segnamento degli apostoli e nella comunione, nello spezzare
il pane e nelle preghiere.
Un senso di timore era in tutti, e prodigi e segni avvenivano
per opera degli apostoli.
Tutti i credenti stavano insieme e avevano ogni cosa in co-
mune; vendevano le loro proprietà e sostanze e le dividevano
con tutti, secondo il bisogno di ciascuno.
Ogni giorno erano perseveranti insieme nel tempio e, spezzan-
do il pane nelle case, prendevano cibo con letizia e semplicità
di cuore, lodando Dio e godendo il favore di tutto il popolo.
Intanto il Signore ogni giorno aggiungeva alla comunità quel-
li che erano salvati. - Parola di Dio.
salmo responsoriale sal 117
«Rigettato» dagli uomini, «difeso» da Dio, salvato dal Padre,
il Cristo è per noi, oggi, la porta della salvezza.
Rit. Rendete grazie al Signore è buono:
il suo amore è per sempre.
Dica Israele:
«ll suo amore è per sempre».
Dica la casa di Aronne:
«ll suo amore è per sempre».
ll Suo amore e per sempre/R
Mi avevano spinto con forza per farmi cadere,
ma il Signore e stato il mio aiuto
Mia fora e mio canto e il Signore,
egli e stato la mia salvezza
Grida di giubilo e di vittoria
nelle tende dei gịusti:
la destra del Signore ha fatto prodezze/R.
La pietra scartata daj costruttori
è divenuta la pietra d'angolo,
Questo è stato fatto dal Signore:
una meraviglia ai nostri occhi.
Questo e il giorno che ha fatto il Signore:
rallegriamoci in esso ed esultiamol/R
seconda lettura 1Pt 1,3-9
«Benedettol., Dalla preghiera ebraica al Benedictus (Le
1,38), alla Seconda lettera ai Corinzi (1,3-7) e alla Lettera
agli Efesini (1,3-4), la lode e l'azione di grazie, che attraver-
sano tutta la Bibbia, sono al centro della vita e della litur-
gia dei cristiani. Esse culminano nell'eucaristia, celebrata
anche quando si è rattristati dalla prova e dal lutto. Nulla,
infatti, dovrebbe mai soffocare la fede e la speranza dei fe-
deli. Cristo è risorto; attraverso di lui, Dio ci ha fatti rina-
scere; con lui, noi entreremo in possesso dell'eredità che ci è
riservata nei cieli. Allora, egli asciugherà ogni lacrima dai
nostri occhi e, divenuti simili al nostro Dio, canteremo sen-
za fine la sua lode (Preghiera eucaristica III).
DALLA PRIMA LETTERA DI SAN PIETRO APOSTOLO
Sia benedetto Dio e Padre del Signore nostro Gesü Cristo, che
nella sua grande misericordia ci ha rigenerati, mediante la ri-
surrezione di Gesü Cristo dai morti, per una speranza viva,
per un'ereditā che non si corrompe, non si macchia e non mar-
cisce. Essa è conservata nei cieli per voi, che dalla potenza di
sta per essere rivelata nell'ultimo tempo.
Perciò siete ricolmi di gioia, anche se ora dovete essere, per
un po' di tempo, afflitti da varie prove, affinché la vostra fe-
de, messa alla prova, molto più preziosa dell'oro - destina-
to a perire e tuttavia purificato con fuoco-, torni a vostra lo-
de, gloria e onore quando Gesü Cristo si manifesterà. Voi lo
amate, pur senza averlo visto e ora, senza vederlo, credete
in lui. Perciò esultate di gioia indicibile e gloriosa, mentre
raggiungete la mèta della vostra fede: la salvezza delle anime. - Parola di Dio.
canto al Vangelo
Alleluia, alleluia.
Perché mi hai veduto, Tommaso, tu hai creduto;
beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!
Vangelo Gv 20,19-31
Due apparizioni del risorto che hanno luogo di domenica, co-
me la visione dell'Apocalisse. Il vivente venuto in mezzo ai
suoi è veramente colui che è stato crocifisso e sepolto. Que-
st'identità, al centro della fede nella risurrezione del Signo-
re, è stata constatata dagli apostoli. La fede della Chiesa si
fonda sulla loro unanime testimonianza, rafforzata dalla
particolare esperienza di Tommaso, che si trova in qualche
modo nel punto di incontro di due generazioni di credenti.
Solidale con i primi testimoni della risurrezione, egli ha do-
vuto appropriarsi della testimonianza degli altri. Il suo at-
teggiamento non ne fa il patrono di coloro che attendono di
vedere per credere. Esso ricorda, come non si stanca di dire
Giovanni, che la fede si situa oltre le testimonianze che la
accreditano. La fede implica ed esige un riconoscimento per-
sonale di colui al quale si dice: «Mio Signore e mio Dio,
avendo visto crederanno: sono le ultime parole del Vangelo
indirizzate a tutti coloro che riconoscono in Gesů «il Cristo
il Figlio di Dio», ricevono da lui il perdono dei peccati e l'ef-
fusione dello Spirito, assieme alla missione di portare al
mondo la buona novella della sua risurrezione.
DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI
timore dei Giudei, venne Gesü, stette in mezzo e disse loro:
«Pace a voi!», Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E
i discepoli gioirono al vedere il Signore.
Gesû disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha man-
dato me, anche io mando voi». Detto questo, soffið e disse lo-
ro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i
peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete,
non saranno perdonati»,
Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Didimo, non era con loro
quando venne Gesū. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo
visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue
mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei
chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo».
Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c'era con
loro anche Tommaso. Venne Gesů, a porte chiuse, stette in
mezzo e disse: «Pace a voi». Poi disse a Tommaso: «Metti qui
il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila
nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli ri-
spose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesů gli disse:
«Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non
hanno visto e hanno creduto».
Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che
non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati
scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e
perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome. - Parola del Signore.
Accogli con bontà, Signore, l'offerta del tuo popolo (e dei nuo-
vi battezzati): tu che ci hai chiamati alla fede e rigenerati
nel battesimo, guidaci alla felicità eterna. Per Cristo nostro Signore.
antifona cf.Gv 20,27
«Accosta la tua mano, tocca le cicatrici dei chiodi e non es-
sere incredulo, ma credente, alleluia.
preghiera
O Dio onnipotente, la forza del sacramento pasquale che ab-
biamo ricevuto continui a operare nella nostra vita. Per Cristo nostro Signore.
sviluppi
Mi rivolgo a voi, figli appena nati, piccolissimi nel Cristo, nuova
posterità della Chiesa, grazia del Padre, fecondità della Madre, pia
gemma, nuovo sciame, fiore della nostra collana e frutto della no-
stra fatica, mia gioia e mia corona, voi tutti qui in piedi davanti al
Signore. Oggi, è l'ottava della vostra nascita. Oggi, viene portato a
compimento in voi il sigillo della fede, consistente al tempo degli
antichi padri nella circoncisione della carne, all'ottavo giorno dal-
la nascita. Essa era, infatti, in figura la spoliazione della morta-
lità in questo membro umano grazie al quale l'uomo nasce per mo-
rire. Perciò, il Signore stesso, spogliando con la sua risurrezione la
mortalità della carne, risvegliando un corpo non certo diverso, e
tuttavia per sempre immortale, ha contrassegnato con la sua ri-
surrezione il giorno della domenica, il terzo dopo il giorno della sua
passione: ma nell'ordine dei giorni dopo il sabato, l'ottavo che è an-
che il primo. Perciò anche voi, senza farlo ancora nella realtà, ma
già con una speranza certa - sia perché possederete il sacramento
di questa realtà, sia perché avete ricevuto la caparra dello Spirito
- «se siete risorti con il Cristo, cercate le cose di lassu', dove si tro-
va Cristo assiso alla destra di Dio».
(Agostino, Discorso ai neofiti, 1 e 3)
so della risurrezione di Cristo, la Chiesa celebra il mistero pa-
squale ogni otto giorni, in quello che si chiama giustamente gior-
no del Signore o domenica, In questo giorno infatti i fedeli devono
riunirsi in assemblea perché, ascoltando la parola di Dio e parte-
cipando all'eucaristia, facciano memoria della passione, della ri-
surrezione e della gloria del Signore Gesù e rendano grazie a Dio
che li ha rigenerati nella speranza viva per mezzo della risurre-
zione di Gesù Cristo dai morti (1Pt 1,3).
