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Coloro che sono fedeli all'eucaristia domenicale conoscono
l'importanza centrale della risurrezione di Cristo nella storia
della salvezza e nella fede. Allora, perche' ripeterlo con tanta
insistenza per sette settimane?
La fede, specialmente la fede nella risurrezione di Cristo, non
è una certezza di cui si possa dire: «Affare fatto, inutile tor-
narci su», L'esperienza dei discepoli di Emmaus lo ricorda. Es-
si avevano riconosciuto in Gesů di Nazaret «un profeta poten-
te in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo». Ave-
vano riposto in lui tutte le loro speranze. Avevano udito la te-
stimonianza delle donne del loro gruppo, «recatesi al mattino
al sepolcro», e quella degli altri circa la «scomparsa» del cor-
po di Gesū. Ma lui non l'avevano visto. E se ne ritornano quin-
di a casa con il volto triste. Ma ecco che un uomo si accosta e
cammina insieme a loro. Essi gli confidano la ragione della lo-
ro tristezza. Allora il forestiero rievoca a lungo le parole delle
Scritture che annunciavano le sofferenze del messia. Essi lo
ascoltano in silenzio, senza interromperlo, e lo pregano di fer-
marsi a mangiare un boccone con loro. Non sono rimasti col-
piti dal tono della sua voce, dal modo in cui parlava della loro
lentezza a credere, ma quando lo sconosciuto compie i gesti
familiari della benedizione e della frazione del pane, i lor oc-
chi si aprono ed essi riconoscono il Signore. Troppo tardi? No,
poiche' anche se si sottrae alla loro vista, la sua presenza in-
visibile rende improvvisamente «ardenti i loro cuori». In tutta
fretta ritornano a Gerusalemme a condividere con gli altri la
gioia di sapere che colui che era morto è vivo.
Come non vedere in questa mirabile pagina evangelica una
parabola dell'itinerario della fede pasquale? Passaggi oscu-
sa, sempre fugace nei momenti peggiori, il Signore è li, vi-
cino, e ci parla nelle Scritture, alle quali bisogna continua-
mente ritornare per comprendere cio' che e avvenuto, cio'
che ci capita, anche i nostri fratelli e le nostre sorelle nela
fede sono li, con la loro esperienza, analoga alla nostra o
più solida. Infine, ci vengono preparate delle soste liturgi-
che, dove Dio ci accoglie cosi come siamo, con la nostra fe-
de esitante. Egli ci invita e ci incoraggia a dire, domenica do-
po domenica, con rinnovata convinzione: «Davvero il Signore è risorto!»,
antifona d'ingresso Sal 65,1-2
Acclamate al Signore da tutta la terra,
cantate un inno al suo nome,
rendetegli gloria, elevate la lode, alleluia.
colletta
Esulti sempre il tuo popolo, o Padre, per la rinnovata gio-
vinezza dello spirito, e come oggi si allieta per il dono della
dignità filiale. così pregusti nella speranza il giorno glorio-
so della risurrezione. Per il nostro Signore Gesů Cristo..
O Dio, che in questo giorno memoriale della Pasqua racco-
gli la tua Chiesa pellegrina nel mondo, donaci il tuo Spiri-
to, perché nella celebrazione del mistero eucaristico ricono-
sciamo il Cristo crocifisso e risorto, che apre il nostro cuore
all'intelligenza delle Scritture, e si rivela a noi nell'atto di
spezzare il pane. Egli è Dio, e vive...
prima lettura At 2,14.22.33
Dal giorno della Pentecoste, la risurrezione del Signore è
l'oggetto centrale della predicazione apostolica. Essa per-
mette di cogliere il senso di ciò che Gesù di Nazaret ha fatto
nel corso del suo ministero, di riconoscere l'azione di Dio
no accompagnato. Essa compie le Seritture e le promesse di-
vine. Innalzato nella gloria di Dio, Gesu' risorto ci fa parte-
cipare allo Spirito che ha ricevuto in pienezza. Cio' che Pie-
tro qui annuncia con grande determinazione è il nocciolo del
Credo dei cristiani fin dai tempi apostolici.
DAGLI ATTI DEGLI APOSTOLI
Nel giorno di Pentecoste, Pietro con gli Undici si alzo' in pie-
di e a voce alta parlò cosi:
Uomini d'Israele, ascoltate queste parole: Gesü di Nàzaret -
uomo accreditato da Dio presso di voi per mezzo di miracoli,
prodigi e segni, che Dio stesso fece tra voi per opera sua, co-
me voi sapete bene -, Consegnato a voi secondo il prestabi-
lito disegno e la prescienza di Dio, voi, per mano di pagani,
I'avete crocifisso e l'avete ucciso.
Ora Dio lo ha risuscitato, liberandolo dai dolori della morte,
perché non era possibile che questa lo tenesse in suo pote-
re. Dice infatti Davide a suo riguardo: "Contemplavo sempre
il Signore innanzi a me; egli sta alla mia destra, perché io
non vacilli. Per questo si rallegrò il mio cuore ed esultô la
mia lingua, e anche la mia carne riposerā nella speranza, per-
chế tu non abbandonerai la mia vita negli inferi né permet-
terai che il tuo Santo subisca la corruzione. Mi hai fatto Co-
noscere le vie della vita, mi colmerai di gioia con la tua pre-
senza".
Fratelli, mi sia lecito dirvi francamente, riguardo al patriarca
Davide, che egli mori e fu sepolto e il suo sepolcro è ancora
oggi fra noi. Ma poiché era profeta e sapeva che Dio gli ave-
va giurato solennemente di far sedere sul suo trono un suo
discendente, previde la risurrezione di Cristo e ne parlo:
"questi non fu abbandonato negli inferi, né la sua carne subi
la corruzione".
Questo Gesù, Dio lo ha risuscitato e noi tutti ne siamo testi-
moni. Innalzato dunque alla destra di Dio e dopo aver rice-
vuto dal Padre lo Spirito Santo promesso, lo ha effuso, come
voi stessi potete vedere e udire». - Parola di Dio.
rendo insieme a lui la strada della risurrezione, della vita
della gioia.
RIT. Mostraci, Signore, il sentiero della vita.
Ho detto al Signore: «ll mio Signore sei tu».
Il Signore è mia parte di eredità e mio calice:
nelle tue mani è la mia vita./R
Benedico il Signore che mi ha dato consiglio;
anche di notte il mio animo mi istruisce.
lo pongo sempre davanti a me il Signore,
sta alla mia destra, non potrò vacillare./R
Per questo gioisce il mio cuore
ed esulta la mia anima;
anche il mio corpo riposa al sicuro,
perche' non abbandonerai la mia vita negli inferi,
gioia piena alla tua presenza,
dolcezza senza fine alla tua destra./R
seconda lettura 1Pt 1,17-21
La risurrezione di Cristo, oggetto e fondamento della fede e
della speranza dei cristiani, deve ispirare e dirigere tutta la
loro condotta in questi tempi che sono «gli ultimi, e ciò che
proclamiamo recitando il Credo e celebrando nella gioia
l'eucaristia domenicale.
Carissimi, se chiamate Padre colui che, senza fare preferenze,
giudica ciascuno secondo le proprie opere, comportatevi con
timore di Dio nel tempo in cui vivete quaggiu come stranieri.
Voi sapete che non a prezzo di cose effimere, come argernto e
oro, foste liberati dalla vostra vuota condotta, ereditata dai
padri, ma con il sangue prezioso di Cristo, agnello senza di-
fetti e senza macchia.
Egli fu predestinato già prima della fondazione del mondo, ma
negli ultimi tempi si ë manifestato per voi; per opera sua
credete in Dio, che lo ha risuscitato dai
morti e gli ha dato
gloria, in modo che la vostra fede e la vostra speranza siano
rivolte a Dio, Parola di Dio.
canto al Vangelo
Alleluia, alleluia.
Signore Gesů, facci comprendere le Seritture;
arde il nostro cuore mentre ci parli.
Vangelo Le 24,13-35
I discepoli di Emmaus: una pagina di vangelo piena di fa-
scino, freschezza e finezza psicologica, che evidenzia mira-
bilmente l'intenzione pedagogica soggiacente al talento nar-
rativo di Luca, Essa ricorda il cammino che i primi disce-
poli hanno fatto prima di giungere a confessare con assolu-
ta certezza: «Davvero il Signoreè risorto», Ma guesto van-
gelo è stato scritto per i cristiani che, non avendo vissuto per-
sonalmente gli avvenimenti pasquali, si trovavano già nel-
la stessa situazione in cui ci troviamo
noi, oggi. Per com-
prendere «ciò che è accaduto a Gesù di Nazarets bisogna ri-
farsi alle Scritture. Esse rivelano il senso di segni come quel-
lo della tomba vuota, la credibilità della testimonianza e
dell'insegnamento degli apostoli, la veracita' della predica-
zione cristiana di tutti i tempi derivano dalla loro coerenza
con ciò che dice la Bibbia. La «frazione del pane è il pegno
gare la liturgia. Bisogna riprendere senza indugio il cam-
mino. Questo è l'itinerario della fede pasquale con le sue tap-
pe liturgiche che rinviano alla vita la quale riconduce a sua
volta alla celebrazione del mistero.
DAL VANGELO SECONDO LUCA
Ed ecco, in quello stesso giorno [il primo della settimana] due
dei (discepoli erano in cammino per un villaggio di nome
Emmaus, distante circa undici chilometri da Gerusalemme, e
Conversavano tra loro di tutto quello che era accaduto. Men-
tre conversavano e discutevano insieme, Gesů in persona si
avvicinò e camminava con loro. Ma i loro occhi erano impe-
diti a riconoscerlo.
Ed egli disse loro: «Che cosa son questi discorsi che state fa-
cendo tra voi lungo il cammino?».
Si fermarono, col volto triste; uno di loro, di nome Clèopa, gli
rispose: «Solo tu sei forestiero a Gerusalemme! Non sai cio
che vi è accaduto in questi giorni?».
Domando loro: «Che cosa?». Gli risposero: «Ciò che riguarda
Gesů, il Nazareno, che fu profeta potente in opere e in paro-
le, davanti a Dio e a tutto il popolo; come i capi dei sacerdo-
ti e le nostre autoritā lo hanno consegnato per farlo condan-
nare a morte e lo hanno crocifisso. Noi speravamo che egli
fosse colui che avrebbe liberato Israele; con tutto ciò, sono
passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. Ma
alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti: si sono recate
al mattino alla tomba e, non avendo trovato il suo corpo, so-
no venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i
quali affermano che egli è vivo. Alcuni dei nostri sono andati
alla tomba e hanno trovato come avevano detto le donne, ma
lui non l'hanno visto».
Disse loro: «Stolti e lenti di cuore a credere in tutto ciò che
hanno detto i profeti! Non bisognava che il Cristo patisse que-
ste sofferenze per entrare nella sua gloria?».
E, Cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiego' loro in tut-
te le Scritture ciò che si riferiva a lui.
come se dovesse andare piû lontano. Ma essi insistettero:
Resta con noi, perche si fa sera e il giorno è ormai al tramonto.
Egli entrò per rimanere con loro.
Quando fu a tavola con loro, prese il pane, recito' la benedi-
zione, lo spezzo' e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli oc-
chi e lo riconobbero. Ma egli spari dalla loro vista. Ed essi dis-
sero l'un l'altro: «Non ardeva forse in noi il nostro cuore men-
tre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?».
Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, do-
ve trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i
quali dicevano: Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone!.
Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e Come l'a-
vevano riconosciuto nello spezzare il pane. - Parola del Signore.
preghiera
Accogli, Signore, i doni della tua Chiesa in festa, e poiché le
hai dato il motivo di tanta gioia, donale anche il frutto di
una perenne letizia. Per Cristo nostro Signore
antifona
I discepoli riconobbero (Gesù, il Signore, nello spezzare il pa-
ne, alleluia.
preghiera cf. Lc 24,35
Guarda con bontà, o Signore, il tuo popolo, che hai rinno-
vato con i sacramenti pasquali, e guidalo alla gloria incor-
ruttibile della risurrezione. Per Cristo nostro Signore.
sviluppi
Prima di provare i dolori, ha partorito; prima che le venissero i do-
lori, ha dato alla luce un maschio. Chi ha mai udito una cosa si-
giorno, un popolo è generato forse in un istante? (Is 66,7-8)
Come il lampo guizzando brilla da un capo all'altro del cielo, cosi
sarà il Figlio dell'uomo nel suo giorno. Ma prima è necessario che egli
soffra molto e venga ripudiato da questa generazione (Le 17,24-25).
In verità, in verità vi dico: se il chicco di grano caduto in terra
non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto
(Gv 12,24).
Ogni giorno tutti insieme frequentavano il tempio e spezzavano
il pane a casa prendendo i pasti con letizia e semplicità di cuore
(At 2,46).
Quando il Signore si è fatto conoscere? Allo spezzare del pane. Ec-
co la nostra certezza: condividendo il pane, noi riconosciamo il Si-
gnore. Egli ha scelto di essere riconosciuto li, a causa nostra che,
senza vedere la sua carne, mangeremo la sua carne. Chiunque tu
sia, tu che credi, la condivisione del pane ti conforti! L'assenza del
Signore non è un'assenza. Colui che tu non vedi è con te. Quando
Gesù parlava loro, i discepoli non credevano che fosse risorto. Es-
si stessi non speravano di rivivere; avevano perso la speranza.
Camminavano, morti, con la vita. E la vita camminava con loro,
senza risorgere nel loro cuore. E tu, vuoi la vita? Fa' come i disce-
poli e riconoscerai il Signore. Il Signore era simile a un viandan-
te che va molto lontano, ma essi hanno saputo trattenerlo. Nella
condivisione del pane, il Signore si è reso presente. Impara dove
cercarlo, dove trovarlo: è quando, tutti insieme, voi lo mangiate.
(Agostino, Discorso 235,3)
Questa strada da Gerusalemme a Emmaus, lunga sessanta stadi,
assomiglia molto, Signore, al lungo cammino della nostra vita. Co-
me venti secoli fa, i tuoi discepoli hanno una scarsa intelligenza
delle cose divine. Spesso continuano a deformare nel loro cuore il
tuo insegnamento e quello della tua Chiesa. Spesso continuano a
cullarsi in speranze illusorie. Allora, essi attendevano la restaura-
zione del regno di Israele e credevano che tu promettessi loro pro-
prio questo; oggi, confidano in un'èra di pace, di riposo carnale o
in un esaltazione troppo umana; perciò, sono delusi e camminano
tremmo comprendere dl colpo il tuo insegnamento in quello che ha
di pù profondo! Ancora a lungo e nonostante tutti i tuol avverti-
menti, noi continueremo certamente a prestarti le nostre idee terr-
ene e basse, ancora a lungo continueremo ad attendere da te la
realizazione del nostri desiderl umani.
(M. Le'gaut. Preghiera di un credente)
Gesù ha parlato di se stesso ricorrendo successivamente a
due immagini: quella del pastore e quella della porta delle pe-
core. Bisogna considerarle l'una dopo l'altra, poi farle intera-
gire al fine di coglierne la complementarită.
Inviato nel mondo da colui al quale tutto appartiene, il Figlio
di Dio ha condiviso pienamente la condizione degli uomini. Ha
parlato il loro linguaggio e li chiama a seguirlo. Si prende ge-
losamente cura di ognuno dei suoi per condurli sui sentieri
della vita. Conosce meglio di loro stessi i loro veri bisogni.
Questo pastore incomparabile si definisce anche come la
«porta delle pecore». Egli ha certamente mostrato la strada
che conduce ai pascoli verdeggianti. Ha anche affidato ad al-
cuni, costituiti amministratori di tutti i suoi beni, la chiave del-
la sua proprietā. Ma è lui, lui solo e personalmente, «la via,
la verità e la vita».
Affreschi e mosaici antichi, sculture e pitture di tutte le epo-
che, hanno spesso rappresentato il buon pastore. Una certa
«pia» iconografia ne ha fatto un giovane che non
corrisponde in nulla al pastore descritto dalla Bibbia. Infatti,
indipendentemente dall'età, il pastore biblico, come del resto
quelli di oggi, è un uomo che vive nel vento, abituato a per-
correre grandi distanze, a salire scoscesi pendii alla testa del
suo gregge o alla ricerca della pecora smarrita, un uomo il cui
rude lavoro non è certamente un gioco. Gesù, il buon pasto-
re, ha preso su di sé il peccato del mondo. «Schiacciato dalla
sofferenza», ci ha guariti «con le sue piaghe»: ha dato la sua
vita perchế noi l'avessimo «in abbondanza»
fatto dei discepoli dal comportamento
il loro pastore, i
cristiani sono chiamati a seguire liberamente il loro pastorecontrario,
e, se devono superare prOve simili alle sue, se devono «mori
re al peccato» è per poter «vİvere nella giustizia» e ricevere il
dono dello Spirito,
Questa è la fede che la Chiesa, durante il tenmpo pasquale, ci
invita pressantemente a rinnovare, «Dio ha costituito Signore
e Cristo quel Gesù che voi avete crocifisso», Egli è presso il
Padre dove porta l'itinerario pasquale della nostra esistenza.
antifona d'ingresso Sal 32,5-6
Della bontà del Signore è piena la terra;
la sua parola ha creato i cieli, alleluia.
colletta
Dio onnipotente e misericordioso, guidaci al possesso della
gioia eterna, perché l'umile gregge dei tuoi fedeli giunga con
sicurezza accanto a te, dove lo ha preceduto il Cristo, suo
pastore. Egli è Dio, e vive...
oppure
o Dio, nostro Padre, che nel tuo Figlio ci hai riaperto la por-
ta della salvezza, infondi in noi la sapienza dello Spirito,
perché fra le insidie del mondo sappiamo riconoscere la voce
di Cristo, buon pastore, che ci dona l'abbondanza della
vita. Egli è Dio, e vive...
prima lettura At 2,14a.36-41
«Circa tremila persone»! Al di là del suo straordinario suc-
cesso, la prima predicazione di Pietro proclama ciò che re-
sta essenziale nel messaggio cristiano. Gesù, crocifisso dagli
uomini, è stato risuscitato da Dio; per partecipare alla sal-
vezza meritata dalla sua Pasqua e offerta a tutti, bisogna
convertirsi, cioè rimediare alle proprie aberrazioni e riceve-
re il battesimo, sacramento del perdono dei peccati e del do-
ed esortazione, il cui scopo è quello di far comprendere il
prezzo di questa buona novella e di spingere il maggior nu-
mero possibile di persone ad accoglierla con goia.
DAGLI ATTI DEGLI APOSTOLI
Nel giorno di Pentecoste,] Pietro con gli undici si alzò in pie-
di e a voce alta parlò cosi: «Sappia con certezza tutta la casa
d'lsraele che Dio ha costituito Signore e Cristo quel Gesû che
voi avete crocifisso».
All'udire queste cose si sentirono trafiggere il cuore e dissero a
Pietro e agli altri apostoli: «Che cosa dobbiamo fare, fratelli?»,
E Pietro disse loro: «Convertitevi e ciascuno di voi si faccia
battezzare nel nome di Gesù Cristo, per il perdono dei vostri
peccati, e riceverete il dono dello Spirito Santo. Per voi infat-
ti è la promessa e per i vostri figli e per tutti quelli che sono
lontani, quanti ne chiamerà il Signore Dio nostro».
Con molte altre parole rendeva testimonianza e li esortava:
«Salvatevi da questa generazione perversa!». Allora coloro
che accolsero la sua parola furono battezzati e quel giorno fu-
rono aggiunte circa tremila persone. - Parola di Dio.
salmo responsoriale 22,2-3;4;5;6
Un salmo che acquista, soprattutto nel tempo pasquale, riso-
nanze cristiane: «le acque tranquille che rinfrancano», «l'un-
zione che profuma il capo», «la tavola imbandita» fanno pen-
sare al battesimno, all'unzione dello Spirito, all'eucaristia.
RIT. Il Signore è il mio pastore non manco
di nulla.
II Signore è il mio pastore:
non manco di nulla.
Su pascoli erbosi mi fa riposare,
ad acque tranquille mi conduce.
Rinfranca l'anima mia./R
a motivo del suo nome.
Anche se vado per una valle oscura,
non temo alcun male, perché tu sei con me.
|l tuo bastone e il tuo vincastro
mi danno sicurezza./R
Davanti a me tu prepari una mensa
sotto gli occhi dei miei nemici.
Ungi di olio il mio capo;
il mio calice trabocca./R
Si, bontà e fedeltà mi saranno compagne
tutti i giorni della mia vita,
abiterò ancora nella casa del Signore
per lunghi giorni./R
seconda lettura 1Pt 2,20b-26
Il «salvarsi da questa generazione perversa» (prima lettura)
se non sempre espone alla persecuzione,
un giorno o l'altro, a
dolorose contradizioni .Paradossal-
mente, queste sofferenze testimoniano a favore di coloro che
agiscono bene. «Sopportare con pazienza la sofferenza»è una
forma di omaggio nei riguardi di Dio, posto al di sopra di
tutto, e di risoluta fedeltà al Cristo, il giusto perseguitato di
cui parlava il profeta (Is 53,9.4-6), il pastore che ci salva con
le sue ferite e proclama: «Beati i perseguitati per causa del-
la giustizia, perché di essi è il regno dei cieli» (Mt 5,10-11).
DALLA PRIMA LETTERA DI SAN PIETRO APOSTOLO
Carissimi, se, facendo il bene, sopporterete con pazienza la
sofferenza, ciò sarà gradito davanti a Dio. A questo infatti sie-
te stati chiamati, perché anche Cristo pati per voi, lasciando-
vi un esempio, perchế ne seguiate le orme: egli non commi-
se peccato e non si trovo inganno sulla sua bocca; insultato,
non rispondeva con insulti, maltrattato, non minacciava ven-
detta, ma si affidava a colui che giudica con giustizia.
Egli porto' i nostri peccati nel suo corpo sul legno della croce,
stizia; dalle sue piaghe siete stati
guariti.Eravate erranti co-
me pecore, ma ora siete stati ricondotti al pastore e custode
delle vostre anime. Parola di Dio.
canto al Vangelo Gv 10,14
Alleluia, alleluia.
Io sono il buon pastore, dice il Signore,
conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me.
* DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI
Gv 10,1-10
Pastore», «porta delle pecore»: due immagini complementa-
ri che evocano la missione di Cristo e il modo in cui la as-
solve. Egli ha un'unica preoccupazione: che gli uomini «ab-
biano la vita e l'abbiano in abbondanza». Con pazienza, que-
sto pastore familiarizza i suoi a riconoscere il suono della
sua voce. Essi imparano così a seguirlo con fiducia, sicuri
di essere condotti verso pascoli dove potranno andare e ve-
nire in piena libertà e sicurezza, certi di trovare, al tempo
opportuno, il cibo adatto a loro. La Chiesa e ogni comunità
cristiana, quanti esercitano un ministero pastorale e ogni
membro dell'ovile, devono sempre tenere davanti agli occhi
il modello del pastore dato da Dio.
*DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI
In quel tempo, Gesû disse: «ln veritā, in veritā io vi dico: chi
non entra nel recinto delle pecore dalla porta, ma vi sale da
un'altra parte, è un ladro e un brigante. Chi invece entra dal-
la porta, è pastore delle pecore.
Il guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce: egli
chiama le sue pecore, ciascuna per nome, e le conduce fuori.
E quando ha spinto fuori tutte le sue pecore, cammina davanti
a esse, e le pecore lo seguono perché conoscono la sua voce.
Un estraneo invece non lo seguiranno, ma fuggiranno via da
lui, perchế non conoscono la voce degli estranei.
Gesù disse loro questa similitudine, ma essi non capirono di
io sono la porta delle pecore. Tutti coloro che sono venuti pri-
ma di me, sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno
ascoltati. lo sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà
salvato; entrerà e uscirà e troverà pascolo.
I| ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere;
io sono venuto perché abbiano la vita e l'abbiano in abbon-
danza». - Parola del Signore.
preghiera
O Dio, che in questi santi misteri compi l'opera della nostra
redenzione, fa' che ceiebrazione pasquale sia per noi fonte di perenne letizia.
Per Cristo nostro Signore.
antifona
É risorto il buon Pastore, che ha offerto la vita per le sue
pecorelle, e per il suo gregge è andato incontro alla morte,
alleluia.
oppure Gv 10,14, 15
«lo sono il buon pastore e offro la vita per le pecore, dice il Signore. Alleluia.
preghiera
Custodisci benigno, o Dio nostro Padre, il gregge che hai re-
dento con il sangue prezioso del tuo Figlio, e guidalo ai pa-
scoli eterni del cielo. Per Cristo nostro Signore.
sviluppi
Come un pastore egli fa pascolare il gregge e con il suo braccio lo
raduna; porta gli agnellini sul seno e conduce pian piano le peco-
re madri (Is 40,11).
Radunerò io stesso il resto delle mie pecore da tutte le regioni dove
le ho lasciate scacciare e le farò tornare ai loro pascoli; saranno fe-
conde e si moltiplicheranno (Ger 23,3).
nella verità. La sua dottrina sipresenta nella sua singolarità, ma ha
voluto che chiamasse tutti gli uomini. Ha stabilito delle leggi cosi co-
me ha ritenuto opportuno, affinché grazie a queste leggi gli uomini
conducano una vita conforme alla sua volontà. E' stato la causa che
ha fatto conoscere il Padre a tutti gli uomini. Percio', noi abbiamo ab-
bandonato le opere della legge e ci sforziamo di obbedire ai precetti
di Cristo. Abbiamo consacrato la nostra vita alle regole del Vangelo
e mettiamno ogni cura nell'osservanza dei suoi comandamenti. Molto
giustamente quindi il Signore si è definito la porta delle pecore. È
impossibile giungere alla verità se non si crede anzitutto al nostro
Signore e riuscire, grazie ai suoi precetti, ad entrare nella verità.
(Teodoro di Mopsuestia, Commento al Vangelo di Giovanni)
