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L'ultima parte del capitolo10 del Vangelo di Matteo, comu-
nemente intitolato «discorso apostolico» o «discorso della mis-
sione, riguarda in primo luogo gli inviati del Signore, ma più
in generale tutti i discepoli.
Non preferire assolutamente nulla e nessuno al Cristo, nep-
pure il padre o la madre, il figlio o la figlia». Per rispondere
all'appello del Signore, e durante la loro missione, gli inviati
potranno essere costretti a distacchi che nessuno accetta sen-
za una violenta discussione interiore: Dio chiede veramente
di giungere fin li? Esige veramente simili sacrifici? Spesso, do-
vranno affrontare anche quanti li esortano ad essere ragio-
nevoli, Sono evidentemente situazioni limite. Ma capita che
ai semplici fedeli la fede richieda spesso scelte eroiche e, piü
comunemente, un'intera vita di rinunce quotidiane.
Il vangelo non insegna certamente che i cristiani debbano
sempre scegliere ciò che contrasta con le aspirazioni e con i
sentimenti più radicati nella natura umana. Ma, a partire dal
battesimo, partecipazione alla Pasqua di morte-risurrezione
del Cristo, la vita cristiana è segnata con il marchio indelebi-
le della croce.
Ognuno deve «prendere la sua croce». E evidentemente un'im-
magine: non si tratta di addossarsi la croce di Cristo come fe-
ce Simone di Cirene. Ma l'espressione ha anche un senso mol-
to reale e concreto: le scelte imposte dalla fede possono es-
sere veramente crocifiggenti.
Viene poi la condotta da tenere nei riguardi degli inviati di
Dio, dei giusti, dei discepoli. Gesù si identifica con ciascuno
di loro. Questa dichiarazione ha una portata molto ampia:
gnore. Nel giorno del giudizio, ognuno sarà ammesso nel re-
gno in base a ciò che avrà fatto ai piccoli, senza distinzione:
«L'avete fatto a me (Mt 25,31-46).
Noi non abbiamo visto il Cristo nel quale crediamo. Ma ab-
biamo la grazia di incontrarlo, accogliendo i suoi inviati e tut-
ti coloro con i quali egli si identifica.
antifona d'ingresso
Popoli tutti, battete le mani,
acclamate a Dio con voci di gioia.
colletta
O Dio, che ci hai reso figli della luce con il tuo Spirito di ado-
zione, fa' che non ricadiamo nelle tenebre dell'errore, ma re-
stiamo sempre luminosi nello splendore della verità. Per il
nostro Signore Gesù Cristo.
oppure
Infondi in noi, o Padre, la sapienza e la forza del tuo Spiri-
to, perché camminiamo con Cristo sulla via della croce, pron-
ti a far dono della nostra vita per manifestare al mondo la
speranza del tuo regno. Per il nostro Signore Gesù Cristo...
prima lettura 2Re 4,8-11.14:16a
Un breve passo dei fioretti di Eliseo, il cui nome significa
«Dio aiuta»: ricompensa divina concessa a una donna di Su-
nem che, senza aspettarsi nulla in cambio, ha accolto e ospi-
tato un profeta «come profeta, come dice il vangelo.
DAL SECONDO LIBRO DEI RE
Un giorno Eliseo passava per Sunem, ove c'era un'illustre don-
na, che lo trattenne a mangiare. In seguito, tutte le volte che
passava, si fermava a mangiare da lei.
Ella disse al marito: «lo so che è un uomo di Dio, un santo, co-
dia e un candeliere; cosi, venendo da noi, vi si potrà ritirare.
Un giorno che passo' di li, si ritiro' nella stanza superiore e si
corico'. Eliseo (disse a Giezi, suo servo]: «Che cosa si puo fare
per lei?», Giezi disse: «Purtroppo lei non ha un figlio e suo marito
è vecchio», Eliseo disse: «Chiamala», La chiamo', ella si
fermo sulla porta, Allora disse: «L'anno prossimo, in questa
stessa stagione, tu stringerai un figlio fra le tue braccia,
Parola di Dio,
salmo responsoriale 88,2-3;16-17;18-19
Dio dona forza e vigore a coloro che accolgono i suoi inviati
e li ricompensa oltre misura.
RIT. Canterò per sempre l'amore del Signore.
Canterò in eterno l'amore del Signore,
di generazione in generazione
farò conoscere con la mia bocca la tua fedeltà,
perché ho detto: «E un amore edificato per sempre;
nel cielo rendi stabile la tua fedeltà».-R/
Beato il popolo che ti sa acclamare:
camminerà, Signore, alla luce del tuo volto;
esulta tutto il giorno nel tuo nome,
si esalta nella tua giustizia.R/
Perché tu sei lo splendore della sua forza
e con il tuo favore innalzi la nostra fronte.
Perché del Signore è il nostro scudo,
il nostro re, del Santo d'lsraele.R/
seconda lettura Rm 6,3-4.8-11
Paragonata alla sepoltura, al passaggio nel sepolcro dal
quale Cristo è risorto, l'immersione battesimale, partecipa-
zione sacramentale alla Pasqua del Signore, vi ha fatti pas-
periore, in muratura, mettiamoci un letto, un tavolo, una se-
dia e un candeliere; cosi, venendo da noi, vi si potrà ritirare.
Un giorno che passo' di li, si ritiro' nella stanza superiore e si
corico'. Eliseo (disse a Giezi, suo servo]: «Che cosa si puo fare
per lei?», Giezi disse: «Purtroppo lei non ha un figlio e suo marito
è vecchio», Eliseo disse: «Chiamala», La chiamo', ella si
fermo sulla porta, Allora disse: «L'anno prossimo, in questa
stessa stagione, tu stringerai un figlio fra le tue braccia,
Parola di Dio,
salmo responsoriale 88,2-3;16-17;18-19
Dio dona forza e vigore a coloro che accolgono i suoi inviati
e li ricompensa oltre misura.
RIT. Canterò per sempre l'amore del Signore.
Canterò in eterno l'amore del Signore,
di generazione in generazione
farò conoscere con la mia bocca la tua fedeltà,
perché ho detto: «E un amore edificato per sempre;
nel cielo rendi stabile la tua fedeltà».-R/
Beato il popolo che ti sa acclamare:
camminerà, Signore, alla luce del tuo volto;
esulta tutto il giorno nel tuo nome,
si esalta nella tua giustizia.R/
Perché tu sei lo splendore della sua forza
e con il tuo favore innalzi la nostra fronte.
Perché del Signore è il nostro scudo,
il nostro re, del Santo d'lsraele.R/
seconda lettura Rm 6,3-4.8-11
Paragonata alla sepoltura, al passaggio nel sepolcro dal
quale Cristo è risorto, l'immersione battesimale, partecipa-
zione sacramentale alla Pasqua del Signore, vi ha fatti pas-
vita, alla quale siete stati risuscitati.
DALLA LETTERA DI SAN PAOLO APOSTOLO Al ROMANI
Fratelli, non sapete che quanti siamo stati battezzati in Cri-
sto Gesù, siamo stati battezzati nella sua morte?
Per mezzo del battesimo dunque siamo stati sepolti insieme
a lui nella morte affinché, come Cristo fu risuscitato dai mor-
ti per mezzo della gloria del Padre, così anche noi possiamo
camminare in una vita nuova.
Ma se siamo morti con Cristo, crediamo che anche vivremo
con lui, sapendo che Cristo, risorto dai morti, non muore più:
la morte non ha più potere su di lui.
Infatti egli morì, e mori per il peccato una volta per tutte:
ora invece vive, e vive per Dio. Cosi anche voi considerate-
vi morti al peccato, ma viventi per Dio, in Cristo Gesü. - Parola di Dio.
canto al Vangelo cf 1Pt 2.9
Alleluia, alleluia.
Voi siete stirpe eletta, sacerdozio regale, nazione santa;
proclamate le opere ammirevoli di colui
che vi ha chiamato dalle tenebre alla sua luce meravigliosa.
Vangelo Mt 10,37-42
Sacrificare tutto, fino alla vita: ciò che Gesù chiede a coloro
che invia corrisponde a ciò che ha fatto lui stesso per com-
piere la sua missione. Fra loro e lui vi è una relazione ana-
loga a quella che lo unisce al Padre. Chiunque li accoglierà
quando saranno scacciati a causa del loro ministero, o
quando si troveranno nel bisogno, riceverà una ricompensa
identica alla loro. Anzi, si garantisce che, nel giorno del giu-
dizio, si terrà conto anche della minima assistenza prestata
al più piccolo dei discepoli,
Cristo nostro Signore.
sviluppie
Abrano alzò gli occhi e vide che tre uomini stavano in piedi pre-
so di lui. Appena li vide, corse loro incontro dall'ingresso della ten-
da e si prostrò fino a terra, dicendo: «Mio signore, se ho trovato
grazia ai tuoi occhi, non passar oltre senza fermarti dal tuo servo
(Gen 18,2-3).
In qualunque città o villaggio entriate, fatevi indicare se ci sia
qualche persona degna, e li rimanete fino alla vostra partenza
(Mt 10,11).
Chi accoglie anche uno solo di questi bambini in nome mio, acco-
glie me (Mt 18,5). oo
Gesù gridò a gran voce: «Chi crede in me, non crede in me, ma in
colui che mi ha mandato; chi vede me, vede colui che mi ha man-
dato» (Gu 12,44-45).
In verità, in verità vi dico: Chi accoglie colui che io manderò,
aecoglie me; chi accoglie me, accoglie colui che mi ha mandato
(Gu 13,20).
Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato
me, anch'io mando voi» (Gu 20,21)
Mi avete accolto come un angelo di Dio, come Cristo Gesù (Gal 4,14).
Cosi, colui che riceve gli apostoli riceve il Cristo. Ora, colui che ri-
ceve il Cristo, riceve Dio suo Padre, poiché negli apostoli egli non
riceve nient'altro che ciò che è nel Cristo, e nel Cristo non vi è
nient'altro che ciò che è in Dio. In base a questo concatenamento del-
le grazie, ricevere gli apostoli è ricevere Dio, poiché il Cristo abita
in essi e Dio abita nel Cristo.
Il termine che spiega tutta la vita apostolica, fino all'eroismo, è il
termine «amore»; «Chi ama il padre o la madre o il fratello o la so-
rella più di me non è degno di me» (Mt 10,37). Lamicizia forte del
padre, la tenerezza della madre, l'amicizia dolce dei fratelli e del-
le sorelle, tutte le amicizie: Gesiù vuole tutto dai suoi apostoli. Se ci
essere felici, amandolo, se l'amore non ci facesse salire fino a lui.
Ciò che caratterizza quest'amore è il fatto di spingerci a somiglianza
e all'amico e al maestro. Lideale del discepolo è quello di diven-
tare comne il maestro, di essere trattato come lui, di pensare come
lui; il discepolo assume i comportamenti del maestro, «E' sufficien-
te per il discepolo essere come il suo maestro e per il servo come il
suo padrone (Mt 10,25).
(L.Cerfaux,il discorso missionario nel Vangelo di Matteo)
