La pietà e la devozione
Parlando dell'amor di Dio, è
il segno più certo di avere nel cuore la carità
è quello di operare costantemente il bene ed osservare
con esattezza la legge santa del Signore. Dio stesso ce
lo afferma nella Serittura: « Se mi amate davvero, os-
servate i miei comandamenti > (Giov. XIV, 15).
Si ingannano coloro i quali credono che l'amore di
Dio consista sostanzialmente in altre cose all'infuori del-
I'adempimento fedele e costante della divina volontà.
Aggiungere che questo adempimento
della yolontà divina deve essere non solo fedele e costan-
te, ma pronto, volonteroso, fatto insomma con
vero trasporto dell'anima; che è
la prova dell'amor di Dio.
rito, con carità e trasporto di cuore, costituisce la
virtù speciale che si chiama pietà e de-
vozione: cosi possiamo dire che il segno più
chiaro che possediamo nel cuore la vera carità verso
Dio è questa virtù, quando sinceramente e retta-
mente praticata.
Lasciate che a compimento dell'argomento
precedente, vi parli un po' precisamente della vera pietà
e devozione, la quale non è un fine , che l'esercizio
il giusto concetto secondo il proprio
pensiero.
Parlando a studio teolo-
gico, tra pietà e devozione si possa fare una qualunque
distinzione, tuttavia nel linguaggio comune i due ter-
mini si prendono l'uno e l'altro e a
tutti due si dà pressapoco lo stesso
significato. E noi
li considereremo qui come un'unica virtù che ci
muove verso Dio, rendendoci più facile e dolce l'adem-
pimento dei nostri doveri verso di Lui.
La vera pietà e devozione consiste nel compiere
con prontezza di spirito e con animo, senza
ritardo o indolenza di sorta. quelle opere che appar-
tengono al servizio di Dio (v. S. Tom. 2-2, 82).
E' quindi persona pia e devota quella che, amando
il Signore e collocandolo in cima a tutti i suoi pensieri,
non solo ne osserva la legge, ma tutto compie con dili-
genza e trasporto, anche quando ciò è ripugnante .
Molti fanno una devozione
a modo loro, conforme alla loro naturale
capacità.
Per una persona la devozione consiste in preghiere
moltiplicate, che stancano lo
spirito senza commuovere
il cuore, e che rare volte sono accompagnate da una
pietà raccolta; per altro essa si cristallizza in una
certa fedeltà a pratiche esterne, buone certamente, ma
che devono essere animate da un sentimento interno,
senza del quale sono cose morte ed inutili per il cielo;
per un'altra persona essa sta in certi effetti sensibili che Dio
gli fa provare per guadagnare il suo cuore, ma che poi
in realtà non esercitano alcuna influenza sulla sua vita pratica.
Ecco quindi delle anime che devote per-
chè fanno digiuno o mortificazione corporale;
mentre poi non curano il fatto che il loro cuore sia ri-
boccante di vanità e di amor proprio. Ecco delle anime
che si stimano devote perchè fanno una grande
quantità di orazioni giornaliere; mentre poi non sanno
frenare scorrere in parole innopport-
une , in mormorazioni e insinuazioni
contro il prossimo. Ecco delle anime che
hanno la convinzione di essere
devote perchè aiutano
i poveri e compiono qualche atto di ca-
rita; mentre poi non riescono a reprimere un atto vio-
lento dell'animo, , a perdonare
un'offesa. Ecco delle anime che si farebbero scrupolo
a non ascoltare i precetti, di trala-
sciare la visita a un povero ecc.; mentre poi non
si guardano dal nutrire sentimenti di presunzione
verso gli altri, non badano a trascurare i doveri al prossimo,
a commettere mancanze
quando la presunzione trova il suo essere.
Questo non è un giudicare, leggendo i precetti
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