capitolo 1
L'importanza del buon fine
Considera, quanto importa pro-
seguire il tuo buon fine. Importa tutto, perche',
se lo proseguirai e ti salvi, sarai sempre beato
e godrai in anima e corpo ogni bene. Ma se
lo sgarri, perderai anima e corpo, Paradiso e
Dio, sarai eternamente misero, sarai per sem-
pre dannato ! Dunque questo è il negozio di
tutti i negozi, solo necessario, il servire Dio
e salvare l'anima. Onde non dire più, cristia-
no mio, ora vo' soddisfarmi, appresso mi darò
a Dio, e spero salvarmi. Questa speranza fal-
sa, oh quanti ne ha mandati all' inferno, i quali
pure dicevano cosi, ed ora sono dannati, e non
vi è più rimedio per essi ! Qual dannato vo-
leva proprio dannarsi? Ma Dio maledice chi
pecca per la speranza del perdono: Tu dici: voglio far
questo, e poi mi confesserò: chi sa, se
avrai questo tempo? Chi ti assicura, che non
morrai subito dopo il peccato ?
Così perdi la grazia di Dio, e se non la trovi più?
Dio fa misericordia a chi lo teme, non a chi
lo disprezza : Dio misericordia.
due peccati invece di tre; no, perchè Dio
i due peccati li perdonerà, e non tre. Dio sop-
porta, ma non sopporta sempre: Quando è pie-
na la misura, Dio non perdona più, e castiga
con la morte o coll' abbandonare il peccatore,
sicchè da peccato in peccato se ne andrà al-
I' inferno, castigo peggiore della morte.
Attento, o fratello, a tutto questo : datti a Dio.
timo avviso, che Dio ti manda. Basta quanto
egli ti ha sopportato. Attento che un altro pec-
cato mortale che farai, Dio non te lo perdo-
nerà più. Vedi che si tratta dell'anima, si trat-
ta dell' eternità. Questo gran pensiero dell'e-
ternità quanti ne ha mandati a vivere nei chio-
stri, nei deserti e nelle grotte! Povero me,
che per tanti peccati fatti mi trovo il cuore
aflitto, l'anima aggravata, l' inferno meritato.
Dio perduto. Ah Dio mio e Padre mio, per-
donatemi e legatemi all'amor vostro.
Questo affare eterno è
il più trascurato. A tutto si pensa, fuorchè a
salvarsi. Per tutto ce' tempo, fuorchè per il Si-
gnore. Si dice ad una persona che frequenti
l'anima? Impegna pure le ricchezze, chiama
i figli, i nipoti, che ti diano aiuto in tempo di
morte, e ti tolgano dall' inferno, se vai danna-
to? Non ti lusingare di poter accordare Dio e
mondo, paradiso e peccati. II salvarti non è
negozio da trattarsi : bisogna fati-
care, bisogna farzi forza, se vuoi guadagnarti
la corona immortale. Ouanti cristiani si lusin-
gavano che appresso avrebbero servito Dio e
si sarebbero salvati, ed ora stanno nell' infer-
no! Che pazzia pensare sempre a quello che
finisce cosi presto, e pensare tanto poco a quello
che non ha mai da fnire! Ah cristiano, pensa
pesa ai tuoi pensieri! Pensa che fra poco lscierai
questa terra, e andrai alla casa dell'eternità !
Povero te, se ti danni! Vedi che non vi po-
trai rimediare più.
HAi un'ani-
ma sola ; se questa la perdi, hai perduto ogni
cosa. Ho un'anima sola, se io condanno
quest'anima mi guadagno un mondo, che mi
serve? Se divento un grande uomo e perdo
I'anima, che mi giova? Se accumulo ricchez-
ze, e do ricchezze hai figli e
perdo l'anima, che mi giova? Che giovano
le grandezze, i piaceri, la vanità a tanti che
vissero nel mondo, ora sono polvere in una
fossa e confinati giù all' inferno? Dunque se
l'anima è mia, se questa anima è sola, e se la
perdo una volta, l'ho perduta per sempre, de-
vo ben pensare a salvarmi. Questo è un punto
che importa troppo. Si tratta di essere sem-
pre felice o sempre infelice. O mio Dio, con-
fesso, e mi confondo, che finora sono vissuto
contento di perdere ogni cosa, purchè non per-
da Voi, o mio Dio. Maria, speranza mia, sal-
vatemi Voi con la vostra intercessione.
Accomoderò bene e subito
l'anima mia con una buona confessione,
Mi applicherò con più impegno e fervore.
Peccato mortale
Siamo stati creati da Dio per
amare Dio, con ingratitudine ti
sei ribellato, lo hai trattato da nemico, hai di-
sprezzato la sua grazia, la sua amicizia. Co-
noscevi che gli davi un gran disprezzo
con quel
peccato, e l'hai fatto. Chi pecca cosa fa? volta
le spalle a Dio, perde il rispetto, alza la
mano per dargli uno schiaffo, affligge il cuore
di Dio: Chi pecca dice a Dio : al-
lontanatevi da me, non vi voglio ubbidire, non
vi voglio servire, non vi voglio riconoscere
per il mio Signore. Il mio Dio è quel piacere,
quell' interesse, quella vendetta. Cosi hai detto
nel tuo cuore, hai ferito la crea-
tura a Dio.
e tu che leggi che dici?
Dio mio, perdonatemi, abbiate pietà di
me. Ho offeso Voi, Bontà infinita: odio tutti i
miei peccati, vi amo, e mi pento d'avervi in-
giuriato a torto, o Dio mio, degno
di infinito amore.
Dio ti diceva quando
peccavi: Figlio, io sono il tuo Dio, che ti creai
dal niente, e ti ricomprai col mio sangue; io
ti dico di non fare questo peccato sotto pena
della mia disgrazia. Ma tu peccando dicesti a
Dio: Signore, io non voglio ubbidirvi,
e non mi importa che
vi dispiaccia, e che io perda la vostra grazia.
Ah, mio Dio
ho fatto più volte! Come mi avete sop-
portato? Oh fossi morto prima di avervi of-
feso ! Io non voglio più disgustarvi, io vi vo-
glio amare, o Bontà infinita. Datemi Voi per-
severanza, datemi il vostro santo amore.
Quando i peccati giun-
gono ad un certo numero, fanno che Iddio
abbandoni il peccatore:
Se dunque, fratello mio, sarai di nuovo ten-
tato a peccare, non dire più: peccherồ e poi mi
confesserò. E se Dio ti fa morire allora?
E se Dio ti abbandona, che ne sarà di te per
tutta Il'eternità ? Cosi tanti si sono perduti. Án-
ch'essi speravano il perdono, ma è venuta la
morte e si sono dannati ! Prega che
non avvenga . Non merita misericordia
chi vuol servirsi della bontà di Dio.
nati, giustamente devi temere che ad un altro
peccato mortale che farai Dio non ti perdoni
più. Ringrazialo che t'ha aspettato finora.
Ha questo punto una forte risoluzione di sof-
frire, prima la morte che fare un altro pecca-
to. Dirai sempre da oggi innanzi: Signore,
basta, per quanto vi ho offeso, La vita che mi resta
non la voglio spendere più a offenderVi,
perchè Voi non lo meritate; la voglio spen-
dere solo ad amarvi e a piangere le offese che
vi ho fatto. Me ne pento con tutto il cuore.
Gesů mio, vi voglio amare, datemi la forza.
Maria, Madre mia, aiutatemi.
Farò spesso degli atti di penti-
mento, replicando : Gesù mio misericordia, mi
pento d'avervi offeso, ve ne domando perdono.
Mi esaminerò, che in me nessun af-
fetto disordinato il quale possa allontanarmi
da Dio, e lo toglierò dal mio cuore.
Considera come deve finire questa vi-
ta. E' uscita già la sentenza, hai da morire.
Che ci vuole a morire ? Una gocciola
una soffocazione di catarro, un
una inondazione, un terremoto, un fulmine, un
lampo basta toglierti la vita. La morte verrà ad
assalirti quando meno ci pensi. Quanti la sera
si Sono posti a dormire, e la mattina si son
trovati morti. Non può forse succedere
anche a te? Tutti quelli che sono morti di
morte improvvisa, non pensavano di morire
così: Sono morti e si trovavano in pecca-
to, dove stanno ? E vi staranno per tutta
l'eternità. Ma sia come si voglia, è certo
notte e non giorno, o vedrai il giorno,
questo mondo per te, e non sai quando. Chi sa
se verra' fra un anno, fra un mese, se domani sarai
vivo? Gesù mio, perdonatemi.
ti vedrai circondato dai demoni, che ti
gran male quella vanità, quel piacere, quella
confidenza, quel rancore, che non cè male
in quella conversazione, ma in morte scoprirà
la gravezza del tuo peccato, e al lume
Presto, rimedia a tempo, ora che puoi, perchè
allora non sarà più tempo. Dio mio, datemi
luce.
Giace l'uomo già vicino all'eternità
a morire, e per conseguenza vi-
cino ad una delle due eternità, e questa sorte
sta attaccata a quest'ultima chiusa,
dopo la quale in un punto si trova l'anima .
Una eternità o di gloria o di pene,
un'eternità o sempre felice o sempre infelice,
o di contenti o d'affanni. Un'eternità, o di pa-
radiso o d' inferno. Vale a dire, se in quel
sarai sempre afflitto e disperato, finchè
paradiso inferno, peccato mortale, Dio offeso,
legge di Dio disprezzata, peccati
comparire innanzi a Dio. E chi sa quale
del demnonio? Fra poco, ohimè, dove
alloggerò la prima volta, vi restero in
in eterno.
Ah! fra poche ore, fra pochi momenti che ne
sarà di me? se non risarcisco quello scandalo ?
se non restituisco quella fama, se
non perdono di cuore al nemico, se non mi
confesso bene? Allora detesterai mille volte
quel giorno che peccasti, quel diletto, quella
vendetta che ti prendesti, ma troppo tardi e
senza frutto, perchè lo farai per timore
del castigo, senza amore di Dio. Ah! Signore,
ecco che da questo punto io mi converto a Voi:
no, che non voglio aspettare la morte; da ora
io vi amo, vi abbraccio, e voglio morire ab-
bracciato con Voi. Madre mia, Maria, fatemi
morire sotto il manto vostro, aiutatemi in questo punto.
Concepirò disprezzo delle vanità
del mondo, e del mio corpo, origine di tanti
miei peccati.
Ad ogni tentazione di offendere Dio, dirò
subito: Pensa che hai da morire.
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